Con i “ciechi” nessuno può discutere di colori (M.Heidegger)

La minoranza in un comune  altro non è che la rappresentanza di quella parte di cittadini che la pensano in modo differente rispetto a chi ha vinto le elezioni:  nulla di più, nulla di meno.
Il compito di una minoranza,è quello di controllare l’operato della maggioranza, facendo anche delle proposte concrete e fattibili suggerendo anche interventi ed iniziative.
In Consiglio Comunale abbiamo vagliato le proposte della maggioranza senza pregiudizi, approvando quei provvedimenti che abbiamo ritenuto utili ed opponendoci con tutti i mezzi consentiti a quanto ritenuto contrario agli interessi degli osimani. Questo lo spirito che ha animato il PD osimano dentro e fuori le mura del Consiglio Comunale ispirato sempre nel suo agire a tutelare le istituzioni e i cittadini.
Consapevoli che la  voce di una minoranza e la sua presenza sono garanzia di libertà democratica, abbiamo riscontato con la continuità di Simoncini,  “l’immaturità politica delle Liste osimane” che hanno respinto tutti i suggerimenti costruttivi da noiproposti.
Le Liste Simoncini&Latini hanno evidentemente una concezione diversa dei ruoli che rivestono in una democrazia: la  maggioranza e le minoranze in opposizione.  In questi primi mesi di governo cittadino, come nei passati anni,  la maggioranza ha eretto un muro di gomma, respingendo qualsiasi proposta  costruttiva avanzata dal PD.
Con arroganza i consiglieri delle Liste che governano la città ( eccetto qualche sporadico singolo distinguo ) hanno detto NO , hanno respinto – spesso senza motivazioni,  semplicemente perché la proposta veniva dai tavoli della sinistra – le proposte, gli ordini del giorno avanzati dalle minoranze o le semplici segnalazioni di criticità e disagi.
Le Liste Simoncini&Latini con  arroganza, manifestando impulsi di  superiorità, hanno utilizzato gli spazi istituzionali del web comunale per attacchi non nel merito delle questioni avanzate ma semplicemente perché per il loro credo politico così vanno trattate le minoranze.
Questi interventi sono la testimonianza del “basso profilo politico” che guida l’agire delle Liste osimane e dei danni che questo atteggiamento arreca a tutta la città.
                                                                         Eccone un’eclatante prova.
In data 8 gennaio ho scritto il seguente articolo suggerito da constatazioni personali e da segnalazioni pervenutemi da diversi concittadini.

Strade distrutte dal maltempo: l’Amm.Comunale sta pensando di programmare asfaltature urgenti ?

Pubblicato in data  8 gennaio 2010 sul questo Blog  www.paolaandreoni61.wordpress.com

” Il maltempo di questi giorni sta creando condizioni particolarmente pericolose per la sicurezza stradale. Mi auguro che il Sindaco ed i suoi collaboratori si siano resi conto che occorre procedere da subito agli interventi necessari.
La situazione di alcune strade osimane si presenta veramente  critica,  nelle strade del centro ma, soprattutto nelle aree periferiche  – particolarmente battute dalla pioggia dei giorni scorsi che ha provocato la rottura in più punti dell’asfalto –  rendendo la viabilità cittadina molto pericolosa.”

Ma Latini non ci sta, per lui le Minoranze non meritano rispetto, (come usa solitamente dire, sono solo da “bastonare”),  non possono  “rubargli iniziativa” ne dettargli l’agenda politica  e subito replica indispettito nel sito del Comune con il consueto linguaggio sinistro e minaccioso e sostanzialmente indecifrabile.

(9-1-2010) LISTE CIVICHE: Su tutti gli argomenti il Pd arriva sempre secondo

Davvero banale l’affermazione del capogruppo del PD sulla manutenzione delle strade. E’ come dire che la Provincia di Ancona deve curare le sue strade, il Comune di Castelfidardo le sue e così via. 
Ed è pure come dire che mancano i servizi e gli uomini all’ospedale di Osimo e in tutti gli altri ospedali. Generica è pure l’affermazione in sé, perché il capogruppo del PD non è in grado di indicare quali sarebbero le strade da sistemare subito. La strategia del consigliere di minoranza è quella di dire che tutto serve, così quando il Comune mette mano a qualcosa, si appropria del fatto che ciò deriva dalle sue istanze. Il dato è che a decidere le opere e le strategie è la Maggioranza e non il consigliere di minoranza che dopo averle strillate sui giornali poi vota sempre contro…….
Come al solito la furia cieca fa nascere infondati e malsani argomenti.
Gruppo Consiliare Liste Civiche Dino Latini 

Mi ero sbagliata? Le strade osimane non erano rotte ? Non c’erano buche antiche e nuove per le vie di Osimo ?

Un solerte cittadino ci ha mandato la prova fotografica della esistenza delle buche e delle condizioni delle strade osimane, mentre la stampa locale del 6 febbraio u.s. ha riportato la notizia delle spese e dei risarcimenti che il Comune ha dovuto rimborsare per incidenti  causati  da rotture e buche del manto stradale di competenza comunale.  

 Allora non mi ero sbagliata, avevo sollecitato un argomento giusto, un argomento di primaria importanza in quanto  attinente la SALUTE e l’INCOLUMITA’ fisica di chi percorre  in macchina, in moto o in bici le strade comunali osimane.

La tutela dell’ INCOLUMITA’ PUBBLICA e della SICUREZZA URBANA non sono per il PD osimano “ARGOMENTI BANALI”

 

 

NO al NUCLEARE, NO al RIGASSIFICATORE di NUMANA – Portorecanati

In un mondo lacerato da guerre per il petrolio, i politici hanno cominciato a guardare sempre più alle fonti di energia alternativa, ma le loro scelte più importanti si sono indirizzate sul nucleare. Uno dei miti diffusi negli anni sostiene che la produzione di elettricità dal nucleare non contribuisce al riscaldamento globale, non inquina, costa poco ed è sicura.
Il nucleare di fatto, come affermano diversi studiosi ed attivisti antinucleare,  contribuisce alriscaldamento globale: il suo costo reale è proibitivo e a pagare il conto alla fine ne sono sempre i contribuenti. E poi semplicemente non c’è abbastanza uranio nel mondo per sostenere il nucleare sul lungo termine e la possibilità di un incidente catastrofico casuale o dovuto a un attacco terrorista supera di gran lunga qualunque possibile beneficio.

Il Rigassificatore che si vuol costruire a Portorecanati.

Prima domanda,  se questa struttura è così sicura come mai i francesi non la costruiscono a casa loro???  Ma esattamente che cosa è un rigassificatore?
Un rigassificatore è un installazione stabile o mobile in cui navi metanifere portano gas liquido a -160°. Il gas, una volta riversato nell’impianto, viene riportato dallo stato liquido a quello gassoso moltiplicando il proprio volume di 640 volte, per poi essere trasportato sulla costa tramite un gasdotto sottomarino, che dovrebbe emergere, nel nostro caso, nella zona di Scossicci (lungomare sud di Portorecanati) per poi innestarsi nella rete nazionale SNAM.
Questo, in termini commerciali, permetterebbe all’azienda proprietaria dell’impianto, la francese GDF Suez, di acquistare gas liquido dal miglior offerente del bacino del mediterraneo, per poi rivenderlo all’Italia al loro prezzo di mercato. Dalla serie, finito un monopolio se ne fa un altro.
Ma le più grandi perplessità sono rivolte all’ambiente. Che impatto avrà questo rigassificatore? Sono questi impianti effettivamente sicuri? Secondo alcuni esperti, l’esplosione di un rigassificatore sarebbe, in termini di potenza distruttiva, paragonabile ad una bomba atomica di 1 megatone. Altri rischi sono quelli delle fughe di gas, che potrebbero formare delle “nuvole”, le quali spostandosi s’incendierebbero non appena in contatto con una scintilla o un’eccessiva fonte di calore, un po’ come accaduto nel recente disastro ferroviario di Viareggio, anche se di proporzioni decisamente maggiori. Di seguito la pubblicità promossa dalla ditta francese GDF Suez

I rigassificatori sono un  RISCHIO e non servono all’Italia

Paola Andreoni  in Regione si opporrà a qualsiasi ipotesi di realizzazione di RIGASSIFICATORI nel territorio marchigiano. Il mio impegno ambientalista vorrei sintetizzarlo con questo slogan:

” Trasformare quello che respiriamo. In aria. “

 

Una parola è poca, due sono troppe

“Legittimo impedimento”

Savonarola

La dichiarazione in aula di Bersani sul legittimo impedimento Bello e chiaro:

Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo qui a parlare in diretta televisiva del legittimo impedimento e dobbiamo chiederci quanti dei cittadini che stanno ascoltando sappiano cosa sia questo famoso legittimo impedimento. Del resto, dobbiamo confessare che anche molti di noi, prima di questa discussione, ne avevano una conoscenza vaga. Quindi, dobbiamo spiegarci davanti ai cittadini. Cosa è questa legge e cosa vuole dire? Questa legge vuol dire che fino ad oggi un Presidente del Consiglio e un Ministro imputato, che non si fossero presentati in tribunale ad un processo, dovevano, per così dire, portare una giustificazione valida. Da domani la giustificazione il Presidente del Consiglio e i Ministri se la faranno da soli e potranno non andare mai in tribunale. Perché? Perché fanno un lavoro importante, hanno molte cose da fare e hanno bisogno di stare sereni. Così si è detto e si è scritto. Ci vadano gli altri in tribunale, quelli che possono consentirsi un po’ di nervoso.
Questo è il concetto di fondo. Ma perché mai va approvata subito subito questa legge? Perché non si parla di processi per dire dei processi in generale, ma si parla dei processi per dire di quei processi lì, quelli che sono in corso adesso e che bisogna scantonare.
Ci si può chiedere: è possibile fare leggi del genere? Non c’è la Costituzione? C’è. La Corte costituzionale potrà non «approvare» questa legge, ma c’è bisogno di tempo – almeno qualche mese – perché la Corte decida e così parte subito questa scialuppa, poi questa verrà caricata su un bastimento, una legge costituzionale in grado di reggere il giudizio della Corte e, se non ci sarà una coincidenza fra scialuppa e bastimento, è pronto un barcone che si chiama «processo breve» per ovviare alla bisogna.
Processo breve; anche questo bisogna spiegarlo, perché immagino che qualcuno che ci guarda si chieda: ma perché, c’è forse qualcuno che lo vuole lungo il processo? E che cosa vuol dire discutere di «salva processi», e che cosa vuol dire «lodo Alfano 1» e «lodo Alfano 2», e cosa è mai un’ipotetica legge «salva pentiti»?
Credo che la gente del merito ci capisca poco, ma abbia compreso l’essenziale: sono tutte cose complicate che hanno dentro una cosa semplice che capiamo tutti: c’è di mezzo Berlusconi, un Presidente del Consiglio che non vuole farsi giudicare e tiene ferma su questo punto l’Italia.
Il Paese è incagliato. Viene sospinto per quella ragione ad un confronto aspro ed estenuante fra Governo e magistratura, un confronto che viene fatto tracimare strumentalmente in una folle guerra fra politica e giustizia, fino a intaccare i pilastri del nostro sistema costituzionale.
Vi chiedo una cosa: è ora che prendiate atto che grande parte del Paese che governate – voi tutti, Lega compresa – non è disposta a chiamare riforme delle norme che cambiano le regole in corso d’opera, a partita in corso, a processi in corso.
Si tratta di norme che non hanno carattere di generalità e di astrattezza, se non in modo ipocrita e fittizio, norme che oscurano il principio di uguaglianza e, mentre tutti invocano una giustizia più efficiente e moderna, le scorciatoie per uno o per pochi suscitano in tanti repulsione e indignazione e creano un solco e un’incrinatura non componibile non solo fra le forze politiche, ma nella coscienza del Paese, un Paese che peraltro ha in testa ben altre priorità.
Allora, se governate per tutto il Paese, Lega compresa, dovete prendere atto di questo e preoccuparvi di fermare questa corsa dissennata di cui il fatto di oggi è solo il primo passo. Stiamo parlando di legittimo impedimento come di un ponte, si è detto, verso un «lodo Alfano 2», ma l’impegno in questa mirabile opera di ingegneria, questo ponte, non ci esenterà dal dover discutere del cosiddetto «processo breve», che non rimuovete – lo ricordo al collega Casini -, che non abbandonate e che avete orgogliosamente rivendicato.
Si tratta di norme che sfidano un elementare senso di giustizia che fanno dire a chiunque: finché non ci sono regole nuove per tutti, si va tutti con regole vecchie,  norme che distruggerebbero migliaia di processi che sono in corso. Come si fa, per salvare uno solo, fare un’amnistia per tutti i colletti bianchi, dare uno schiaffo all’esigenza di giustizia di tante vittime del reato?
Allora, vi dico così: se farete questo e se chiamerete tutto questo «riforme», allungherete ancora questa eterna transizione che ci impedisce da vent’anni di avere una politica normale. Se aveste, invece, la forza di rinunciare a tutto questo, potrebbe esserci una svolta. Questa, all’essenziale, è la vostra responsabilità.
Il Presidente del Consiglio, a questo punto della sua quindicennale vicenda politica, potrebbe compiere un atto di responsabilità: mettere davanti a sé l’Italia (dirci: «prima di tutto l’Italia»), affrontare a viso aperto la sua situazione, fruendo dell’attuale quadro di garanzia, che vale per tutti i cittadini, per i tanti che percorrono le strade tortuose e lunghe della giustizia, magari pensando di aver avuto un torto, così come – cara Lega – fanno tutti i nostri amministratori e tutti i nostri governanti .
Non perché noi pensiamo di non avere il peccato originale, non perché pensiamo di essere perfetti, ma perché pensiamo di essere corretti e mettiamo le regole davanti al consenso anche dove lo abbiamo. E si informi meglio Cota: il Presidente degli Stati Uniti (sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti: 9 giudici a 0 sul caso Clinton) non ha diritto a nessun legittimo impedimento per essere giudicato.
Noi non udremo quelle parole da statista, non le udremo, non udremo uno statista che dice: «Io affronto a viso aperto da cittadino i miei problemi e voi, intanto, in Parlamento fate le riforme per tutti e lì dentro risolvete le cose che vanno risolte anche nei rapporti tra magistratura, politica e Governo». Noi sentiremo la solita musica e ci direte: «Ma che regole e regole, abbiamo il consenso e fateci governare». Ma chi vi ha impedito di governare? In nove anni, voi avete governato per sette: in che cosa è migliorata l’Italia? Chi vi impedisce di governare adesso la crisi? Da quando voi avete detto che la crisi non c’è, è psicologica e ce l’abbiamo alle spalle, noi abbiamo – vi informo – 700 mila disoccupati in più, un milione di persone sotto ammortizzatori, migliaia di piccole imprese che chiudono.
Allora, vi dico: volete darcela – dopo venti mesi che ve la chiediamo – l’occasione di fare una discussione in diretta televisiva sui problemi reali degli italiani? Ce la volete dare questa occasione o volete farci sempre parlare di queste leggi che noi rifiutiamo e per le quali voteremo contro?

 

 

Nucleare, NO DECISO.


Sono assolutamente contraria al nucleare sia per la sua pericolosità, sia perchè si tratta di una risorsa esauribile e quindi non risolutiva deì problemi energetici. La Regione Marche ha già espresso il NO DECISO al nucleare puntando molto sulle energie rinnovabili.

Superiori è riforma, anzi è controriforma.

Il consiglio dei ministri ha dato il via libera alla tanto contestata riforma delle scuole superiori targata Gelmini. Entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico a partire dalle sole prime classi. Le famiglie i cui figli sono già entrati alle superiori tirano un sospiro di sollievo. Per gli altri è ancora tutto un rebus. Il consiglio dei ministri, ha infatti, dato il via libera alla riforma della scuola secondaria superiore. Manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma ormai è fatta. La riforma entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico e riguarderà tutti coloro che si iscrivono alla prima classe. Graziati, quindi, i ragazzi delle attuali prime che, all’inizio della discussione, erano, per ragioni soprattutto di risparmio economico, stati compresi nel target della riforma. Il clima nelle scuole e tra le famiglie è sostanzialmente di sconcerto: in attesa delle decisioni del governo, le iscrizioni sono state posticipate al 26 marzo. Poche settimane, ora, nel corso delle quali amministratori locali, dirigenti scolastici e soprattutto studenti e famiglie dovranno cercare di capire cosa cambia in concreto per le scuole vicine a casa. Il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito promette che, al più presto, saranno inviati a casa e nelle scuole opuscoli informativi.

Tra le cose certe ci sono una revisione dell’orario settimanale (in alcuni casi può diminuire anche di sei o sette ore) e una drastica riduzione degli indirizzi di studio: i licei diventeranno 6 (sostituiranno gli attuali 450 indirizzi comprese le sperimentazioni Brocca e i progetti assistiti), gli istituti tecnici saranno sostanzialmente 2 con 11 indirizzi (ora sono 10 con 39 indirizzi) e i professionali passeranno a 2 corsi e 6 indirizzi (sono attualemtne 5 corsi con 27 indirizzi). Saranno rafforzati, invece, dicono da Roma, lo studio della matematica e quello delle lingue. Salvaguardata anche la geografia che, secondo le bozze circolate in un primo tempo, sembrava sparita con non poco stupore di studiosi e famiglie.

Una riforma epocale, per il Ministro Gelmini, che allinea la scuola italiana agli standard europei. Il mio parere è diametralmente opposto. Quella varata dal Consiglio dei ministri Berlusconi, è una vera “controriforma” con meno ore di lezione, meno offerta formativa, meno discipline, meno attività di laboratorio, zero euro per l’innovazione didattica e la formazione docenti.

“Nell’età della conoscenza e della tecnologia  il governo italiano nega dignità all’istruzione e agli insegnanti, con oltre 17mila cattedre tagliate”.

Non me ne sono accorto del muro….

Ricevo dall’amica Laura e pubblico

Ciao Paola,
rispondo ad un tuo precedente post per rispondere a quanto è successo nei giorni scorsi, con la visita di Berlusconi in Israele.
Fin dall’inizio le sue affermazioni sono state a mio parere offensive e totalmente avulse dalla realtà.
1) Ha detto di sognare l’ingresso di Israele nell’Unione Europea: è assurdo in primo luogo perché Israele non è in Europa, ma questo è ovvio e banale. E’ inoltre sbagliatissimo, specialmente in riferimento a supposti valori democratici dello Stato di Israele, auspicare la sua entrata nell’Ue, che è davvero e deve restare luogo e simbolo di democrazia, uguaglianza e rispetto dei diritti umani. Che Israele ai diritti umani, soprattutti quelli di alcuni esseri umani, non sia assolutamente interessata è un dato di fatto (gli esempi sono numerosi: costruzione del muro dell’apartheid che rinchiude gli abitanti palestinesi in ghetti e separa abitazioni da campi o dal posto di lavoro; inarrestabile avanzamento degli insediamenti e degli avamposti di coloni israeliani che sottraggono sempre più territorio ai palestinesi, appropriandosi dei servizi come acqua corrente ed energia elettrica, preclusi ai precedenti abitanti di quelle zone; totale divieto per il popolo palestinese di recarsi in alcuni luoghi del prioprio paese, di utilizzare l’aeroporto…; sottoposizione a lunghi ed estenuanti check point, governati dal capriccio dei soldati di turno,…). E’ offensivo per tutti noi, per la democrazia in sé dire che Israele rappresenta “il più grande esempio di democrazia e di libertà nel Medio Oriente. “.
2) E’ inquietante anche come alla lista dei migliori amici del Presidente del Consiglio (e dell’Italia, per sua parola), che annovera personaggi e paesi dal piuttosto dubbio interesse per la democrazia, come Putin e la Russia, Gheddafi e la Libia, si aggiunga ora lo Stato di Israele.
3) Il nostro Presidente del Consiglio ha giudicato giusto l’attacco a Gaza dell’anno scorso, durante il quale, in risposta ai missili di Hamas, sono stati uccisi più di 1400 civili. La proporzione di vittime tra israeliani e palestinesi è circa di 1:100. L’Onu, con il rapporto Goldstone ha condannato questa azione e ha accertato che in essa sono stati compiuti diversi crimini di guerra, come l’utilizzo di particolari armi (fosforo bianco, …).
Quanto comunque mi sembra ancora più grave è l’ultima affermazione, in risposta a un giornalista che, nei territori palestinesi, gli chiedeva cosa pensasse del Muro che circonda Betlemme e tutta la Cisgiordania:

“Non me ne sono accorto, stavo prendendo appunti e riordinando le idee sulle cose che dovevo dire al presidente Abu Mazen. So di deluderla, me ne scuso”.

Trovo questa affermazione umanamente inaccettabile. Io ero lì un mese fa, ho visto il Muro, è impossibile non vederlo, come è impossibile mostrare voluta noncuranza nei suoi confronti.
E’ un muro alto in media 8 METRI, sormontato in alcuni tratti da filo spinato.
E’ un muro che con la scusa della sicurezza si fa strumento di apartheid, segregazione razziale. Non si è più padroni del proprio tempo, col muro, molte strade sono bloccate e spesso per aggirarlo bisogna fare percorsi molto più lunghi.
Alcune zone sono completamente rinchiuse, come Jenin, campo profughi a cui è possibile accedere solo attraverso un check point alienante, lunghissimo, che non risparmia niente e nessuno, né donne incinte, né bambini, a volte separati dai propri genitori durante il percorso.
In altre zone le persone che praticano proteste non violente contro il muro vengono costantemente uccise e imprigionate, ad ogni modo non ascoltate. Gli abitanti del villaggio di Bil’in, per esempio, da cinque anni ogni venerdì marciano per farsi sentire, per dire che il muro che li separa dai campi e avanza sempre di più è una cosa terribile. Di notte fanno turni di guardia per difendersi dai soldati israeliani che vengono regolarmente a prendere qualcuno, vittima designata dei un periodo indeterminato da trascorrere in prigione senza spiegazioni, né, tantomeno, accertamenti giudiziari.
 Non si può attraversare il muro e non accorgersene, anche se il nostro passaporto europeo è una garanzia, anche se sappiamo che a noi non capiterà mai niente di più che arrivare un po’ in ritardo a destinazione.
Dire che non ci si è accorti del muro significa camminare sui corpi stesi a terra di un popolo oppresso e dire che non ci si è accorti di aver calpestato le loro teste, il loro futuro e la loro dignità.
Laura

“…nel vangelo di San Luca è scritto “Il Regno di Dio è nel cuore degli uomini”. Non di un solo uomo, non di un gruppo di uomini, ma di TUTTI GLI UOMINI…”

” …..Per un Mondo NUOVO, che sia MIGLIORE, che dia a tutti gli uomini  LAVORO, ai giovani UN FUTURO, ai vecchi LA SICUREZZA……”

Per questi valori e obiettivi tutti gli uomini devono combattere , perchè queste non siano solo false promesse. Combattiamo per un mondo senza confini e barriere che dia a tutti gli uomini benessere e nel nome della DEMOCRAZIA  dobbiamo essere tutti UNITI.

Il silenzio dello Stato.

 

Il 27 giugno del 1980 un aereo Dc-9 sprofondava nelle acque di Ustica, spezzando la vita di 81 persone. Trent’anni non sono bastati per portare a galla tutta la verità. Ma sono serviti a far capire che quando uno Stato non è abbastanza forte per combattere preferisce tacere. E’ ora di abolire il segreto di Stato.

La pace in Medio Oriente non ha bisogno di uomini di parte ma di seri operatori di pace.

All’indomani della visita di stato in Israele del Presidente del Consiglio Berlusconi, quali commenti si possono trarre:
Credo innanzitutto che chiunque voglia aiutare gli israeliani e i palestinesi a fare la pace, dovrebbe considerare in modo equilibrato le ragioni degli uni e degli altri. La scelta del Presidente del Consiglio Berlusconi di schierare l’Italia a fianco di una sola delle due parti in conflitto (Israele) ci impedisce di svolgere qualsiasi ruolo di pace. Da oggi l’Italia è diventata chiaramente parte del conflitto e non strumento per la sua soluzione.

La pace in Medio Oriente non ha bisogno di uomini di parte ma di seri operatori di pace.

La Fiat e tanta Italia che soffre.

C’è una storia di cui si parla pochissimo, che mi ha lasciata senza parole: quella dell’Omsa di Faenza. “Omsa, che gambe”, ricordate le gemelle Kessler? Oggi la fabbrica di calze è del gruppo Golden Lady, leader mondiale nel settore.
Il gruppo va bene, fa profitti, ha la leadership del mercato, una proprietà familiare solida.
Però lo stabilimento di Faenza chiude. Non perché non funzioni: per spostare la produzione in Serbia dove gli operai costano meno.
Qui, in Italia, le operaie romagnole guadagnano 1000 euro al mese, le nuove 900. Gli operai serbi 300.
Le dipendenti della Omsa (320 donne su 350) presidiano la fabbrica giorno e notte. Si stanno organizzando a turni per il mese di febbraio. Nel tempo che resta si riorganizzano la vita. Daniela Ghiselli, da 25 anni in fabbrica, separata, un figlio di 18, ha annunciato ai genitori il suo rientro nella casa dove è stata bambina.

” Torno dai miei. Sono gli unici che possono aiutarmi.
Gli unici su cui posso contare”.

Lo stato sociale sono, a cinquant’anni, mamma e papà.

L’inverno come quello di una volta.

Dopo la nevicata di domenica sera, ancora un paio di giorni con forti gelate notturne. Ma a fine settimana potrebbero tornare freddo e neve.
Campagne sotto la neve, con la temperatura che di notte scende abbondantemente sotto lo zero,  come non eravamo più abituati a vedere. L’inverno torna a essere tale.
Secondo i metereologhi fino a metà settimana continueranno a esserci gelo mattutino, giornate di sole e un leggero disgelo nella tarda mattinata e primo pomeriggio. Il termometro salirà verso la metà settimana, ma l’inverno non è ancora finito, la primavera è lontana.
L’influsso polare l’avremo comunque per almeno un paio di notti ancora.
E’  bene pensare ai problemi pratici:  sono a rischio i contatori dell’acqua posti all’esterno delle abitazioni ed è bene proteggerli con polistirolo o stracci per evitare rotture.
Tanto più che le spese sono a carico dell’utente.
Dalla meteorologia alla tradizione contadina: gennaio ci ha appena consegnato i giorni della merla, gli ultimi tre del mese. La denominazione deriva da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il primo febbraio, tutti neri a causa della fuliggine.

Le amicizie discutibili e le visite all’estero per sfuggire ai processi.

Con il premier israeliano Benjamin Netanyahu si arricchisce la lista di amicizie discutibili di Berlusconi. In principio fu Putin, poi vennero Gheddafi e Lukashenko. Molto probabilmente il Cavaliere si sente a suo agio con leader politici accusati di corruzione o orrendi crimini contro l’umanità. Una lista destinata a crescere causa le continue peregrinazioni all’estero per sfuggire ai processi. Il “patto di amicizia” tra Italia ed Israele viene siglato proprio nel giorno in cui arrivano le prime conferme circa l’uso illegale delle bombe al fosforo bianco, (proibite dalla Convenzione di Ginevra) da parte dell’esercito israeliano durante l’offensiva militare dello scorso anno sulla Striscia di Gaza.
L’operazione “Piombo fuso” causò oltre 1400 morti palestinesi, la maggior parte civili disarmati e dei quali molti, bambini.
Mentre i tribunali britannici spiccano mandati di cattura nei confronti dell’ex ministro degli esteri d’Israele Tzipi Livni, Berlusconi sogna di portare Israele in Europa in nome delle comuni radici giudaico-cristiane.
Piccolo dettaglio trascurabile quello delle radici islamiche dell’Europa, in Spagna e in Sicilia, con il loro contributo fondamentale in tante discipline: dall’architettura alla matematica, passando per l’astronomia e la medicina.
Piccoli dettagli trascurabili per Berlusconi, così come il grido di dolore del popolo palestinese senza terra e senza libertà.