Dopo la delusione della bocciatura dei referendum, il PD si è subito messo al lavoro e per non mortificare la volontà popolare (circa un milione e 200 mila di firme raccolte) ha presentato ( unica forza politica ad averlo fatto) formalmente la propria proposta di riforma elettorale, in Parlamento.
La proposta formulata dal PD basata su 8 punti. Un mix tra uninominale e proporzionale basato su 8 punti, che prevedono innanzitutto il il ritorno alle preferenze, poi ripartizioni differenti delle quote tra l’assegnazione dei seggi della Camera (collegi uninominali, circoscrizioni e quote nazionale di compensazione) e quelli del Senato (collegi uninominali, quota proporzionale distribuita su base circoscrizionale), pari opportunità e rappresentanza nelle liste fra candidati uomini e donne.
Aggiungerei alla proposta formulata la necessità di mettere un limite dei mandati degli eletti.
Paola
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Carissima,
mi hai spiazzato.
Da quello che mi risulta(va) la proposta ufficiale approvata da tutto il PD era quella dell’Uninominale con doppio turno alla francese.
Poi c’era quella recentissima di Franceschini del Proporzionale alla tedesca (Casini).
Quella di poco tempo fa di Passigli.
Ciao.
Gianni