Eroi simbolo dell’Italia onesta e pulita che ci danno la speranza e ci trasmettono il fresco profumo della libertà e della giustizia.

Ho ancora vivo nel  cuore l’incontro di ieri sera con Salvatore Borsellino, fratello del noto magistrato assassinato dalla mafia nella strage di Via D’Amelio, leader del movimento delle Agende Rosse.
L’incontro è stato, molto intenso e toccante. La mattina con i nostri alunni e la sera con i genitori e la cittadinanza.
Borsellino ha parlato di una vera e propria “resistenza”, riferendosi alla battaglia combattuta dal fratello e a quella che tutti noi siamo chiamati a combattere.  ”Lottare per il nostro paese come hanno fatto i partigiani” ha detto, con l’unica differenza che, mentre il nemico di allora era visibile e definito, quello di oggi è un nemico latente, che vuole restare invisibile per poter meglio controllare e gestire i propri poteri e le proprie ricchezze.
La mafia come ” un cancro, un tumore nascosto, rimasto indisturbato “.  Questa la descrizione della situazione di completo abbandono delle regioni del Sud, da sempre volutamente lasciate al loro destino dalle istituzioni. E, ricordando il fratello, Salvatore sottolinea come dalla difficile e dura realtà del sud, in particolare da quella palermitana, lui è voluto scappare, andando via dalla Sicilia. Paolo Borsellino no!  Lui decise, invece, di rimanerci: ” Palermo non mi piace “ disse,  ” per questo non me ne vado! “. Ed è proprio questa lezione che ora Salvatore cerca di portare, attraverso i suoi libri ed eventi come questi, in giro per l’Italia, e cioè l’inutilità di scappare dalle cose che non ci piacciono, perché, alla fine, queste stesse cose ci raggiungono e con esse siamo costretti a fare i conti presto o tardi.
Dannoso e pericoloso, inoltre, far finta che le organizzazioni mafiose nel nostro Paese non esistano, come in passato hanno dichiarato alcune personalità quali il cardinal Ruffini, affermando che la mafia a Palermo era tutta un’invenzione; e come continuano a fare molti altri politici oggi, complici di un sistema criminale ormai infiltratosi fin le più alte cariche statali.
La mafia, invece, esiste eccome e, anche se non sempre visibile, è più attiva che mai. A Palermo come a Napoli è visibile soprattutto attraverso i morti per le strade, a Milano e nel resto d’Italia la si deve cercare nei numerosi disoccupati e aziende che falliscono.
La vera battaglia ” come ha precisato Salvatore Borsellino, si fa nelle scuole, coinvolgendo i giovani, educandoli alla cultura alla legalità. E’ da loro che deve partire un nuovo percorso “.
Bisogna impegnarsi nella causa della legalità e non in una politica che da troppo tempo porta avanti solo una battaglia di facciata per accaparrarsi voti.
Quella politica malata, che ha intavolato e intavola rapporti con la mafia. Quelle istituzioni deviate, condannate dallo stesso Salvatore, che proprio in questo stretto rapporto fra cattiva politica e criminalità ha riconosciuto i veri assassini de fratello Paolo.
Grande emozione fra i ragazzi e e non di meno fra i  genitori quando più volte nel corso della mattinata e della serata Borsellino ha ricordato i nomi e le storie di Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina. Li ha citati spesso, uno per uno, erano “i ragazzi della scorta” uccisi con suo fratello in via D’Amelio.
Sei eroi che sono il simbolo dell’Italia onesta e pulita che ci danno la speranza e ci trasmettono il fresco profumo della libertà e della giustizia.

Salvatore ha quindi esortato i giovani e tutti i presenti a indirizzare il loro sentimento di rabbia per avvicinarsi alla politica, a quella vera che si occupa e si preoccupa dell’ambiente, del rispetto delle persone, e del futuro. Alla politica sana fatta da giovani, da persone corrette che alimentando questa rabbia, questo fuoco, possano far da molla per un cambiamento effettivo del nostro Paese.

Grazie al dott. Borsellino ( anche per la generosità e per i sacrifici a cui si è sottoposto per essere presente in Osimo), al nostro Dirigente Scolastico -dott. Fabio Radicioni – infaticabile  ideatore ed organizzatore dell’iniziativa, alla Società di Pallavolo (che nel prestarci il PalaBellini ha rinunciato per un giorno alle proprie attività sportive).
Grande orgoglio e soddisfazione da parte di tutto il corpo docente e dei colleghi promotori del progetto “legalità” per la viva ed attenta partecipazione dei ragazzi e dei loro genitori. Grazie anche ai tanti concittadini osimani che hanno risposto a questa iniziativa.

Paola

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