Il coraggio delle donne: in ricordo di Maria Grazia Cutuli

19 Novembre 2001 – La giornalista del Corriere della Sera Maria Grazia Cutuli viene uccisa in Afghanistan insieme all’inviato di El MundoJulio Fuentes e a due corrispondenti dell’agenzia Reuters, l’australiano Harry Burton e l’afghano Azizullah Haidari.
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Una donna, una giornalista, che ha fatto della sua professione anche un impegno civile e che come Miroslava Breach, Anna Politkovskaja, Ilaria Alpi, Daphne Caruana Galizia, sono state uccise per il loro coraggio di denunciare violenze e corruzione.
Oggi, dove Maria Grazia Cutuli ha lasciato la vita è nata una scuola, inaugurata nel 2011, dove molti bambini costruiscono la loro vita futura. Una scuola voluta dalla Fondazione a lei dedicata proprio nel Paese che lei amava tanto. Un segno tangibile, dell’amore di Maria Grazia per quei paesaggi, per quei cieli, per quella gente, per quei bambini.
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Paola
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Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
La data ricorda il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Nonostante vi sia un generale consenso sull’importanza dei diritti dei più piccoli. Ancora oggi molti bambini e adolescenti, anche nel nostro Paese, sono vittime di violenze o abusi, discriminati, emarginati o vivono in condizioni di grave trascuratezza.
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Te l’hanno mai gridato in faccia: “Sei proprio un bambino”. Pensavano di offenderti e invece, non c’è complimento più bello che potessero farti. Un bambino non ha nemici. Un bambino è un bambino……
Non è un soldato, non è un giocattolo, non è una sposa. Un bambino parla con gli occhi e riconosce con il cuore. Un bambino ha coraggio e magia. Non dimentica, ma sa perdonare. E per quanto lo vogliamo preda, schiavo, profugo, gli basta la corsa in un campo per ricordarsi chi è.

E noi, quanto siamo ancora bambini ?

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PAROLE AL VOLO

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PAROLE AL VOLO

Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturare l’anima.

Coloro che hanno la carne a contatto
con la carne del mondo.

Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore

Alda Merini
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Ikea una panchina per l’allenatore degli azzurri, Gian Piero Ventura

Dopo l’amarezza per la cocente sconfitta calcistica subita dalla nostra nazionale e la conseguente delusione per l’eliminazione dai campionati mondiali, ora è il momento dell’ironia.

Allo sfottò non si è sottratta l’ Ikea, il colosso svedese dell’arredamento, che è uscita nella sua pagina facebook con la foto di una panchina e la dedica a Ventura.

Carina.

 

Ancora in attesa della verità per Giulio Regeni


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Oggi,  14 novembre, sono trascorsi tre mesi dall’annuncio del ritorno dell’ambasciatore italiano in Egitto e due dal suo effettivo reinsediamento all’ambasciata al Cairo. L’associazione Articolo 21 si è assunta l’impegno ogni 14 del mese, come una  “scorta mediatica”, di rinnovare la richiesta alle competenti autorità italiane  di conoscere i nomi di chi sequestrò, fece sparire, torturò e uccise Giulio Regeni al Cairo ormai quasi 22 mesi fa.

Gli operatori dell’informazione della “scorta mediatica” italiana, con questa iniziativa, hanno intenzione di  fare quello che ai loro colleghi egiziani viene impedito: tenere alta l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani in Egitto e fare luce sulle enormi zone d’ombra al cui interno si trovano mandanti ed esecutori dell’assassinio di Giulio.

Compito della “scorta mediatica” è anche quello di proteggere l’azione di chi in Egitto come in Italia quella verità continua a cercarla, e di domandare al governo quali dei “passi avanti” garantiti dal ministro Alfano il 14 agosto, quando annunciò la piena ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia ed Egitto, siano stati finora ottenuti nella ricerca della verità per Giulio.

Aderisco e condivido l’iniziativa #scortamediatica che continua a chiedere #veritapergiulioregeni.

Paola Andreoni 

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12 novembre 2003 – Strage di Nassiriya

12 novembre 2003 – Strage di Nassiriya. Alle 10,40 un camion sfonda la recinzione della base italiana dei Carabinieri a Nassiriya, capoluogo della regione irachena di Dhi Qar, aprendo la strada a un’autobomba caricata con 300kg di esplosivo.
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Sono trascorsi 14 anni, ma il ricordo della strage  è ancora vivo negli occhi e nel cuore di ciascuno di noi,  19 nostri connazionali persero la vita, sono  i “caduti di Nassiriya”:

Tenente Massimiliano FICUCIELLO
Luogotenente Enzo FREGOSI
Aiutante Giovanni CAVALLARO
Aiutante Alfonso TRINCONE
Maresciallo Capo Alfio RAGAZZI
Maresciallo Capo Massimiliano BRUNO
Maresciallo Daniele GHIONE
Maresciallo Filippo MERLINO
Maresciallo Silvio OLLA
Vice Brigadiere Giuseppe COLETTA
Vice Brigadiere Ivan GHITTI
Appuntato Domenico INTRAVAIA
Carabiniere Scelto Horatio MAIORANA
Carabiniere Scelto Andrea FILIPPA
Caporal Maggiore Emanuele FERRARO
Caporale Alessandro CARRISI
Caporale Pietro PETRUCCI
Dottor Stefano ROLLA
Signor Marco BECI

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Paola
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Tutta la mia vicinanza e solidarietà a Matteo Renzi, segretario del PD.

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«Per stendere Renzi bisogna sparargli». Così titola in prima pagina, questa mattina, il giornale “Libero”, cui segue un articolo a firma di Vittorio Feltri.
Un’incitazione alla violenza e all’odio inaccettabile da parte di un giornalista. Un brutto segno di cosa è diventato nel nostro Paese, il confronto politico: violenza e barbaria, espressa con un linguaggio irresponsabile.
Le persone possono piacere o non piacere ma le parole di giudizio nei loro confronti vanno sempre ponderate. Questo titolo e il contenuto dell’articolo non hanno nulla di analisi politica e non sono neanche espressione di libertà di stampa, né rappresentano un esercizio del diritto di critica, sono un’inqualificabile  istigazione all’odio.
Voglio esprimere tutta la mia vicinanza e solidarietà a Matteo Renzi così come a tutte le persona colpite da parole trasformate in pietre.
Paola
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