#OSIMANE con l’hashtag: Le commesse di Lamberto e zia Lella Campanelli

 #OSIMANI ,  il nostro territorio e la sua gente attraverso una galleria di volti e di storie raccontate in pochi caratteri. Storie  veramente straordinarie.

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Inizio questo articolo citando un estratto di una lettera del 2002 di Lamberto e Bruna Campanelli, indirizzata alle loro “Commesse”***

Carissime tutte,
facciamo seguito alla graditissima conviviale di domenica scorsa ( Pasqua 2002) ed esprimiamo un sincero ringraziamento per le piacevoli ore trascorse con Voi…. La nostra più grande soddisfazione è stata di aver constatato che il tempo non è passato invano se è riuscito a formare tante sane famiglie nate da un passato onesto e felice. Se il nostro lavoro può aver contribuito ad arricchirVi di esperienza e serietà, tale nostra attività non è stata vissuta inutilmente…. Grazie e tanti auguri per il Vostro Avvenire. Con affetto.
Bruna e Lamberto Campanelli.

Con queste parole Lamberto Campanelli e la consorte signora Bruna, nel marzo 2002 con un biglietto indirizzato a ciascuna di loro,  salutavano le loro indimenticate  “collaboratrici”, per tutti noi osimani: le “commesse di Campanelli“.

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24 ragazze, la maggior parte osimane doc, che negli anni tra il 1960 e il  1992 hanno svolto con impegno e dedizione il lavoro di “commessa” presso l’Emporio e poi nei Grandi Magazzini Campanelli, per il Corso della nostra città.
Anche se per gli osimani erano le “commesse” ( espressione che non aveva alcuna accezione riduttiva), loro si sono sempre sentite privilegiate di aver fatto parte, come collaboratrici, di quello che è stato da sempre il più bel e variegato negozio del nostro centro storico, che gli osimani  chiamavano la “Standa dei senza testa“.
24 ragazze tutte belle ma soprattutto tutte gentili, sempre pronte a dare una mano concreta ai clienti consigliandoli ed aiutandoli negli acquisti. Quello svolto dalle commesse  è stato un lavoro  fondamentale per il successo dell’attività commerciale che i Campanelli  – dalla “zia Lella”, a Lamberto allo scomparso Sandro – hanno sempre riconosciuto ed apprezzato. Spigliate, cortesi ma anche dinamiche e pronte nello spostare pesi o prendere le decisioni più opportune sempre nell’interesse dei proprietari e dell’azienda.
Nel raccontarmi la sua esperienza, Maria Sandra Falcetta  la prima commessa entrata a “servizio” dai Dindano ( così in Osimo vengono soprannominati i Campanelli) all’età di appena 13 anni e mezzo, mi ha raccontato commossa che quella è stata la sua prima esperienza di lavoro poi protrattasi per 31 anni e ricorda ancora le premure della signora Lella che per Lei è stata una maestra di vita e di tanti insegnamenti professionali ma dalla quale, soprattutto, ha ricevuto le attenzioni e la cortesia che poi a sua volta ha sempre saputo trasmettere ai clienti.
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31 anni quelli passati dalla sig.ra Maria Sandra tra i scaffali di Corso Mazzini, anni di sacrifici ma anche ricchi di crescita personale in un ambiente sereno con i titolari: la sig.ra Lella, Cesarino, Sandro e Lamberto che gradualmente Le hanno dato responsabilità e grazie a questa fiducia, ricambiando,  è entrata nei meccanismi del negozio condividendo con i Campanelli i tempi, gli ordini da fare, le scelte sulle vetrine da allestire e la cura di tutto il negozio.
La “zia Lella”, così veniva chiamata la signorina Raffaella, con la saggezza ( un’altra delle sue doti)  e dall’alto della sua esperienza, la lasciava sperimentare  e con l’affetto protettivo di una madre, quando interveniva, lo faceva sempre con un premuroso sorriso sulle labbra.
Con l’ampliarsi degli spazi di vendita è arrivata la seconda commessa, la sig.na Arturina Badaloni anche lei osimana e, nel tempo,  passata a gestire il reparto generi alimentari anche se, come hanno tenuto tutte a precisare, si lavorava in una modalità tale  che spesso comportava l’ intercambiabilità dei  ruoli e degli spazi  di lavoro a seconda anche dei periodi di vendita più o meno intensi.
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Poi,  mano a mano, sono arrivate  tutte le altre a formare quella che affettuosamente Lamberto chiamava “la bella squadra“:
Erminia Mazzieri meglio conosciuta come “Mimma”, di Ancona  ma sposata con l’ osimano Franco Giardinieri, alla quale venne data la responsabilità del reparto giocattoli e casalinghi; Anna Lozzi anche lei una delle prime nel ruolo di commessa; Filiberta Marzioni assegnata al piano terra dove si vendevano i casalinghi; Elisabetta Eusepi anche lei commessa al reparto casalinghi; Marzia Marzocchini assegnata alla vendita dei mobili; Ornella Mazzieri commessa ai casalinghi; Anna Moglie commessa ad assistere i clienti del reparto scuola, pelletteria e scarpe; Marilisa Bastianelli di Chiaravalle ma coniugata con l’osimano Memè; Franca Faccenda figlia del  falegname Elio Faccenda anche lui storico dipendente dei Campanelli; Pina Torcianti assegnata al reparto intimo e neonati; Rosina Pirani assegnata a gestire l’ultimo piano dove si vendevano le carrozzine, i mobili ed arredi vari per neonati; Raffaella Graciotti che prestava servizio ai generi alimentari; Adriana Angeletti in servizio al piano ingresso dove si vendevano generi vari, i dischi ed anche gli ombrelli firmati Campanelli; Mara Biondi, coniugata con il pasticcere Pasquale Pirani,  insieme ad Adriana Cedrati commesse ai generi alimentari; Patrizia Mazzoni assegnata al reparto giocattoli. Seguirono poi Amedea Angeletti che andò a potenziare l’assistenza alle vendite del reparto alimentari insieme a Violante Trillini per tutti “Viola” e Antonella Trucchia.
Adriana Andreucci 
era commessa-ragioniera dividendosi tra gli uffici e il reparto articoli sportivi; Rosanna Costarelli in Orlandini recentemente scomparsa e Francesca Falcetta commessa stagionale nei periodi di ferie.
La “squadra” si completava anche dei “commessi”, per la maggior parte falegnami che seguivano e lavoravano presso il reparto mobili: Alfredo, Ginetto, Guido Agostinelli, Gigio Virgini, Panzetta, Guido, Mengoni, Roberto Graciotti,  Arduino Marchetti, Stefano Graciotti, Bernabei, Sandro Badaloni e Faccenda Elio.

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Ritornando alle “commesse”, sicuramente le osimane e gli osimani, anche se è passato molto tempo, ricorderanno il sorriso, la gentilezza, la pazienza e l’empatia di queste ragazze che stavano dietro i banchi di vendita insieme ai loro titolari e che hanno rappresentato il volto stesso dell’attività commerciale  dei Campanelli.
Donne, persone che ho voluto ricordare e ringraziare – e con loro tutta la più ampia categoria delle commesse osimane anche oggi in attività – che lavorano per molte ore al giorno sempre a contatto con il pubblico con grande professionalità nelle attività commerciali della nostra città.
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Da figlia di  commerciante e da cliente, so quanto questo mestiere sia importante, quanto contano la competenza e la conoscenza del settore al pari dell’educazione, della cortesia, della pazienza ed anche, perchè no, della simpatia che si è in grado di trasmettere.
Non solo saper vendere, ma anche  saper accogliere e consigliare al meglio i clienti, che siano cittadini o turisti, contribuendo così ad una positiva immagine dei nostri negozi e della nostra bella ed ospitale terra.
Loro, le “Commesse di Campanelli”, sono state tutto questo.

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E ora la parola ad alcune di loro:

Amedea Angeletti, la commessa dal sorriso contagioso: “Sono entrata a lavorare in questa splendida “famiglia” nel 1974 direttamente al reparto alimentari che poi è passato in gestione alla ditta Migliarini. Venivamo, comunque, spostate in tutti i vari reparti, dove c’era bisogno o perchè c’era più gente o perchè qualcuna di noi stava male o era in maternità.  Ci aiutavamo tutte con uno spirito di grande collaborazione. Il reparto che a me piaceva di più  era la profumeria, i giocattoli e i dischi perchè la musica è stata sempre la mia passione.
Sono contenta che ancora ci si ricordi di noi. Sarebbe bello rivederci tutte insieme, organizzare un bel evento dedicato al “Grande” Lamberto Campanelli che all’epoca ha dato lavoro a tante famiglie osimane. Sono molto orgogliosa di aver fatto parte di questa storia e di essere stata una loro dipendente. Li porto sempre nel mio cuore”.

Arturina Badaloni, la commessa dei consigli che conquistano: “Il nostro è stato un lavoro onesto e dignitoso, vissuto in un ambiente positivo grazie alla presenza di illuminati titolari. Ho trascorso 29 anni nel negozio dei Campanelli. Ricordo che eravamo come una “grande famiglia”, la sig.na Lella, ogni anno,  al ritorno da Montecatini, dove trascorreva le sue brevi vacanze, portava sempre un pensierino per tutte noi”.

Franca Faccenda, sempre la battuta pronta: “Anni di soddisfazioni quotidiane”.

Adriana Angeletti, la gentilissima: “Ci sarebbero tantissime cose da raccontare, ho ricordi bellissimi. Ho passato, nel negozio di Corso Mazzini 45, tutta la mia adolescenza, dal 1971 al 1985. Sono entrata a lavorare che avevo 14 anni  e lì sono rimasta fino a ventisette anni quando è nato mio figlio, poi per seguire la famiglia, a malincuore, ho dovuto lasciare il lavoro e le colleghe. Ho iniziato a lavorare dai Campanelli con l’apertura del grande magazzino. Ricordo c’erano i preparativi per l’inaugurazione e di notte il  negozio è andato a fuoco, a causa di un corto circuito. Ma i Campanelli non erano gente che si perdeva d’animo, con loro in poco tempo abbiamo ripristinato il tutto. La mia postazione di lavoro era vicina alla  “zia”Lella. Più che una titolare è stata, per me,  un’ insegnante di vita, una persona che ho voluto tanto bene e che ancora ho nel cuore. All’entrata principale, a seconda dei periodo ( Natale, Carnevale, San Valentino, Pasqua, Befana….) era un continuo cambio di allestimento dei prodotti.
Ricordo che andavo spesso con la signorina Raffaella, il Signor Gaetano ( papà di Lamberto), Vittorio, Cesarino, Sandro e Paolo con un pulmino a prendere o ordinare gli articoli che servivano per la vendita, sempre il lunedì o il venerdì mattina,  quando il negozio restava chiuso per riposo settimanale…
Ricordo la fatica ma anche il divertimento nell’allestire le vetrine ( la sig.na Lella ci teneva tantissimo), a me piaceva tanto soddisfarla nella preparazione. Oltre a quelle fisse c’era da fare la vetrina del sabato lungo la navata del negozio così la domenica quando in Osimo c’era il passeggio,  la clientela si fermava ad ammirare i prodotti esposti.
Una cosa che la signorina Lella non sopportava, proprio perché ci teneva tanto alle sue vetrine,  era che i ragazzi si sedessero nei gradini davanti alla merce esposta. Le avevamo provate tutte senza alcun successo: cartelli, uscivamo ed invitavamo i ragazzi a non sedersi sul muretto di fronte alle vetrine.  Alla fine la sig.na Lella trovò   rimedio: annaffiare il muretto. Uscivamo a bagnare tutti i gradini che circondavano le vetrine per non farci sedere nessuno.
Grazie per avermi fatto evocare persone e bei ricordi. Ancora oggi mi fa piacere che a distanza di tanti anni ci sono clienti che ancora ci riconoscono”.
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Adriana Andreucci, vendeva scarpette a portieri e terzini  e ne sapeva più di loro: “un lavoro o per meglio dire un servizio reso ai clienti aiutandoli a trovare ciò che cercavano”.

Maria Sandra Falcetta, la prima commessa: “Eravamo tutte giovanissime, ricordo la gentilezza della “zia” Lella che mi chiamava signorina e mi dava del Lei anche se avevo appena 14 anni. Ci faceva sentire importanti. Il nostro  è stato non solo un rapporto di lavoro, ma una relazione più importante, senza alcuna retorica: eravamo una famiglia.  I titolari, a fine anno,  ci portavano al Veglione, e a tutti gli appuntamenti familiari importanti di casa  Campanelli, come matrimoni, ed altre cerimonie, eravamo  tutte invitate e puntualmente tutte presenti.
Sono stata premiata, a seguito di  un concorso organizzato dal “Resto del Carlino”, come una delle prime tre  commesse riconosciute più brave e gentili della Regione Marche. Grande la  soddisfazione quando alla  cerimonia di premiazione, il giovane presentatore, Mike Bongiorno, consegnandomi il premio mi chiamò: Sandra Falcetta la commessa dei Campanelli di Osimo.
Tanti i ricordi che mi legano al negozio e alla famiglia Campanelli, così come è stato tanto il dolore sofferto a seguito della chiusura dell’attività.
L’allestimento delle vetrine nel centralissimo Corso era uno dei nostri più importanti banchi di prova. Che belle soddisfazioni quando la signorina Lella si complimentava con noi per le originali trovate. Osimo tutta si fermava a guardare le vetrine nella passeggiata domenicale. Tra i più assidui  ammiratori delle vetrine c’era anche il giovane osimano Giorgio Carletti che solo in seguito, con i titolari Campanelli, abbiamo scoperto avere altri interessi oltre ai prodotti esposti dall’azienda”.
E’ infatti,  dalle vetrine dei Campanelli che è “scoppiata la scintilla” della bella storia d’amore tra Sandra e Giorgio, oggi in procinto di festeggiare i cinquant’anni di matrimonio.
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Pina Torcianti:  “Ho bellissimi ricordi soprattutto il contatto con la clientela, molti osimani come noi con i quali si era stabilito un rapporto di fiducia continuativo”.  

Elisabetta Eusepi: “La mia assunzione nella ditta Campanelli è avvenuta all’ età di 15 anni. Un lavoro che ho fatto con grande entusiasmo, a contatto con le persone, con tanti clienti cercando sempre di soddisfare le loro richieste per gli acquisti. Tutti i Campanelli sono stati, per me, persone speciali, grandi lavoratori con tanta esperienza poi trasmessa a noi commesse. La signorina Lella era il perno di tutto, diceva sempre, sorridendo,  che per seguire l’Emporio non aveva avuto tempo di prendere marito.
19 gli anni che ho trascorso tra gli scaffali e il ricordo è di un periodo bellissimo. Sono fiera di averne fatto parte. Ringrazio il signor Lamberto splendida persona, con tanto affetto e stima. Un grande abbraccio a loro,  le mie ex colleghe, da sempre care amiche”.
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Patrizia Mazzoni: “Ricordo le giornate a fare l’inventario, a spostare tutta la merce, oppure  a sistemare negli scaffali un intero ordine. Si vendeva di tutto dagli zoccoli di legno ai prodotti più ricercati. Il giovedì mattina esponevamo anche una bancarella nella Piazzetta del Teatro”.

Antonella Trucchia: “Sicuramente è stato un lavoro impegnativo, non solo a livello fisico, ma la fatica non si sentiva, ripagate come eravamo dai complimenti dei clienti. Questo accadeva quotidianamente. Purtroppo con l’avvio dei centri commerciali molto di questo “romanticismo” si è perso”.

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Marilisa Bastianelli
: “Un lavoro impegnativo, in piedi tutto il tempo.  Non esistono sedie in negozio per le commesse, ma solo per i clienti. Scale da percorrere, mensole basse e poi mensole alte, avanti e dietro per il negozio in continuazione. Ma poi a ripagar tutto c’era il nostro bel rapporto fra colleghe e uno scoop al giorno non mancava mai e riusciva ad  alleviare la giornata”.

Anna Moglie: “Grazie per averci rifatto rivivere questo periodo della nostra vita. La nostra è stata una “storia” bellissima grazie soprattutto al signor Lamberto e alla signorina Lella. Con piacere posso dire: c’ero anch’io”.

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Ricordi di un mondo che pare purtroppo ormai lontano.
Ma tali ricordi vanno mantenuti vivi perchè un giorno si possa ritornare a quel senso di umanità che costituisce il valore aggiunto di ogni singola attività commerciale.
Una bella storia cittadina, piena di valori ed emblemi quella dei Campanelli che hanno fatto la storia del commercio osimano.
Un grazie a tutte le “commesse” per aver collaborato a questo ricordo, e un encomio a Lamberto Campanelli che ancora oggi, a 90 anni, costituisce uno dei personaggi – pilastro della nostra Osimo, un cittadino che va fiero della sua osimanità, fatta di valori, simpatia ed umanità !!

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La Presidente del Consiglio Comunale
*****prof.ssa Paola Andreoni

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Elezioni politiche 2018, come si vota

Il Viminale ha pubblicato i fac-simile delle schede elettorali per le prossime elezioni politiche. Ogni elettore avrà due schede, una per la Camera (scheda rosa) e una per il Senato (scheda gialla).

La scheda sia per Camera che per il Senato è divisa in rettangoli: nella parte superiore di ogni rettangolo è riportato nome e cognome del candidato uninominali; nella parte inferiore la liste o le liste che lo supportano.

L’elettore darà il suo voto con l’unica scheda sia per la parte uninominale (candidato unico della coalizione, indicato con nome e cognome sopra i simboli che lo sostengono) che per la proporzionale, dove i partiti corrono per se e sulla quale si applicano le soglie di sbarramento.

Se non si vuole correre il rischio che il proprio voto venga annullato, bisogna ricordarsi due cose:
– 1° non è valido il voto disgiunto (ovvero votare un candidato e una lista che non lo sostiene);
– 2° e non ci sono le preferenze (quindi non si può indicare una preferenza tra i candidati del listino di partito, ovvero l’elenco di nomi riportato  accanto ai simboli).

In sintesi e facendo degli esempi anche grafici, l’elettore potrà:

1. TRACCIARE UN SEGNO SUL SIMBOLO DELLA LISTA PRESCELTA

Le schede elettorali di Camera e Senato: come si può votare (e cosa è vietato)

Le schede elettorali di Camera e Senato: come si può votare (e cosa è vietato)

3. TRACCIARE UN SEGNO SUL CANDIDATO UNINOMINALE E SU UNA DELLE LISTE CHE LO SOSTENGONO (VOTO COERENTE)

Le schede elettorali di Camera e Senato: come si può votare (e cosa è vietato)

Le schede elettorali di Camera e Senato: come si può votare (e cosa è vietato)

Le schede elettorali di Camera e Senato: come si può votare (e cosa è vietato)

Quanto succede in Turchia è gravissimo. L’Italia e l’Europa che fanno ?

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Tre giornalisti e letterati turchi sono stati condannati al carcere a vita incolpati per aver fatto il proprio mestiere: quello di giornalisti ed intellettuali.
La stessa sorte potrebbe accadere ad altri giornalisti turchi attualmente in carcere, in attesa di un processo, come i loro tre colleghi già giudicati e condannati, rei di aver inviato “messaggi subliminali” nei giorni precedenti al golpe per favorire la sua riuscita. In particolare il romanziere Mehmet Altan, in un dibattito televisivo, aveva messo in guardia contro una deriva autoritaria del governo, cosa poi puntualmente avvenuta anche a seguito del golpe, che ha dato a Erdogan la scusa per fare fuori tutti gli oppositori o i critici.
Una sentenza che ha decretato la morte dello stato di diritto in Turchia.

Ultimo gravissimo segnale dopo le decine di migliaia di oppositori finiti in carcere per il presunto golpe del 2016, la chiusura di emittenti radio, tv e di testate giornalistiche, le migliaia di magistrati e docenti rimossi dalle loro professioni accusati di simpatizzare con i golpisti.
Per non parlare delle persecuzioni violente nei confronti dei Curdi e degli arresti di parlamentari.

Oggi la Turchia è ancora un Paese democratico ? L’Europa  non può sostenere il governo turco in questa deriva autoritaria solo per avere un cuscinetto tra lei e i migranti.

C’è speranza che i valori della libertà, della democrazia e del primato dello Stato di diritto, su cui si fonda la nostra Europa, possano contare più degli opachi interessi di una mala-politica ?

Paola

PAROLE AL VOLO

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Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, 

sentire gli odori delle cose,
catturare l’anima.

Coloro che hanno la carne a contatto
con la carne del mondo.

Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore

Alda Merini

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Il coraggio e la forza delle donne: Nadia Toffa

Brava  Nadia, per tutti i malati

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Macerata e il Paese contro il fascismo e il razzismo

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Una folla incontenibile, la stampa oggi parla di almeno 30mila persone,  ha manifestato a Macerata e in moltissime città italiane per testimoniare la rabbia per la   morte della povera Pamela Mastropietro, lo sdegno per il raid di rappresaglia razzista  e contro al rigurgito fascista in corso in Italia.

A Macerata, come prevedibile, non c’è stato il minimo incidente, a dimostrazione dell’intelligenza di tutti i manifestanti e smentendo l’allarmismo imperante in certi settori politici, dove il pragmatismo sembra venire prima dei valori.

A Macerata hanno manifestato  tantissimi giovani,  desiderosi di manifestare la propria indignazione, capaci di organizzare pullman, di disobbedire a segreterie nazionali, di restare calmi nonostante gli insulti e le provocazioni.
Un popolo e un Paese  che forse più della “politica”crede nell’antifascismo nonviolento, nell’accoglienza, nel fatto che le persone, sono esseri umani che hanno gli stessi diritti e le stesse opportunità.

Come prevedibile il corteo si è svolto in maniera pacifica per le vie del centro di Macerata. Grande, come al solito, la testimonianza di Gino Strada, Cécile Kyenge, Lidia Menapace e la presenza di tanta Macerata.
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Raccontare questo evento mettendo in evidenza un coro isolato di dieci scemi  inneggiante alle Foibe, è un torto verso tutti i partecipanti, un’offesa alla intelligenza umana da parte di chi, forse, è rimasto deluso di non poter raccontare di scontri, violenze e danni.
Ancora una volta una lezione da parte di tante persone e tanti giovani ad una classe politica per niente illuminata,  incapace di vedere “semi di speranza” e futuro per il nostro Paese.
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“Giorno del Ricordo” : Massacro delle Foibe

Mi  stringo attorno a chi ha vissuto la tragedia delle Foibe, a tutti coloro che hanno perso la vita e a quanti sono stati costretti ad abbandonare le loro terre. 
Paola
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La legge del 30 marzo 2004, istitutiva del Giorno del Ricordo, ci invita tutti a  conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe, dell’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati, nel secondo dopoguerra.
Nelle cavità carsiche, dei pozzi naturali sul confine orientale,   furono gettati, vivi e morti, migliaia di  italiani fra il ’43 e il ’47.  Una carneficina che testimonia l’odio politico-ideologico e la pulizia etnica voluta da Tito.
E’ impegno delle Istituzioni non solo tenere alta la memoria di quei tragici eventi, ma anche far emergere la verità dalle nebbie della storia perché ciò che è accaduto non si ripeta mai più.