Oggi, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è la giornata mondiale della proprietà intellettuale

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Oggi, 26 aprile,  è la Giornata mondiale della proprietà intellettuale. Quest’anno è dedicata all’acume e all’inventiva delle donne, al loro ingegnoso coraggio di esplorare altri modi di costruire un futuro comune e “sostenibile”. Auguri a tutte le donne che non si rassegnano, a tutte quelle che con la loro competenza e curiosità, osano conquistare spazi e ruoli.
Paola

 

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La Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale è promossa ogni anno dall’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO) al fine di incentivare la discussione sull’importanza del ruolo che riveste la Proprietà Intellettuale nell’incoraggiare l’innovazione e la creatività.

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Pubblicità? No grazie! Pensavo riguardasse solo le cassette della posta.

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Ho scoperto che i miei lettori e i visitatori occasionali, in calce ai post, si ritrovano delle immagini pubblicitarie per visualizzare le quali non ho mai dato alcun consenso.
Mi dispiace e me ne scuso  ma ho scoperto, solo ora, che il blog realizzato con la  piattaforma gratuita WordPress.com, nel momento in cui raggiunge un notevole seguito di visualizzazioni ti pone nella spiacevole situazione: pagare una quota annuale o accettare, seppur controvoglia la pubblicità non gradita.
Per il momento sto optando per questa seconda soluzione e chiedo pazienza a   tutti i visitatori. Se la pubblicità dovesse diventare troppo invasiva potrei optare per la terza: chiudere definitivamente la mia attività di blogger, almeno su questa piattaforma.
Paola
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25 d’APRILE: E’ FESTA della LIBERAZIONE

25 D’APRILE: E’ FESTA! E’ LIBERAZIONE – 73° ANNIVERSARIO
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Mercoledì 25 aprile, Osimo commemora il 73° Anniversario della Liberazione, la comunità ricorda e celebra questo importante anniversario a partire dalle ore 17,00 con il concerto del Corpo Bandistico cittadino al Teatro “La Nuova Fenice” a cui farà seguito il tradizionale corteo della Liberazione.

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“Carissimi osimani,
la ricorrenza della Festa della Liberazione, è spesso considerata la riproposizione di un evento della nostra storia, credo deve essere, invece,  occasione per una nuova e più aggiornata lettura dei nostri tempi.
Il nostro Paese e anche la nostra piccola comunità da quel 25 aprile 1945, sono profondamente cambiati, sono cresciuti così come è migliorata la qualità della vita,  anche se  nuove forme di disagio, di ingiustizie sociali e nuove povertà stanno emergendo sempre più costantemente in forme ed espressioni più diverse.
Oggi la libertà, la nostra libertà, purtroppo, è attaccata da nuovi e diversi nemici: gli interessi di parte, l’individualismo a tratti esasperato, l’indifferenza per il bene comune, la mancanza del rispetto delle regole e dei ruoli, la mancanza del senso civico e del rispetto delle istituzioni.
Credere nei valori della libertà oggi, significa credere che è necessario riaffermare i valori per la centralità delle persone e dei legami sociali, della solidarietà, dell’impegno sociale, della vicinanza agli altri, facendo ognuno il proprio dovere  di lavoratore, di imprenditore, di amministratore, di studente.
La nostra comunità è  cresciuta su solide radici,  i nostri nonni e i nostri padri hanno lottato e lavorato duramente per garantirci un futuro migliore.
Per questo dobbiamo sentirci tutti chiamati a difendere i valori della libertà, come supremo valore, per conseguire il bene comune.
Un particolare appello lo rivolgo alle nuove generazioni, perchè possano essere promotori di questi atteggiamenti positivi con rinnovata attenzione e consapevolezza”.

La Presidente del Consiglio Comunale
*********Paola Andreoni

Insieme per fare memoria di chi ha combattuto sacrificando la propria vita per la liberazione del Paese dal regime nazifascista.

***6 luglio 1944 le truppe polacche con i partigiani
entrano in città. Osimo è libera !!!

 

AUGURI a tutte le Osimane ed agli Osimani

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Articoli correlati:
– Osimo ha celebrato il 25 aprile, la 71esima Festa della Liberazione dall’occupazione nazifascista, 26 aprile 2016;
25 aprile 2016, 71° anniversario della Liberazione, 18 aprile 2016;
25 aprile 2015, 70° anniversario della Liberazione, 18 aprile 2015;
LIBERAZIONE, viva il 25 aprile, 24 aprile 2014;
25 Aprile è anche questo: gli Scout italiani che si unirono alla Resistenza contro il fascismo, 22 aprile 2014;
25 aprile la storia di donne e uomini liberi: Marino Belluccini, 24 aprile 2013.

 

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Una volta avevo diciasette anni: di Giuseppe Colzani

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Una volta, che avevo diciassette anni ed ero quasi a forza partigiano,

trovammo nel perlustrare una cantina due fascisti.
Senza le armi son come scatole svuotate
e a noi due morti in più portavan niente.
Così li aiutammo a sparire a calcinculo.
Ma poi anni dopo uno lo incontrai che aveva una bambina
e mi guardò e mi disse:
“Ti devo la mia vita e lei”.
E io pensai che se avesse vinto lui la guerra
non ci saremmo stati né io né i miei due figli.

di Giuseppe Colzani

Dalla parte degli ultimi, di “chi pulisce i cessi”

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In una recente intervista Silvio Berlusconi ha affermato che i 5 Stelle sono “il partito dei disoccupati”. E a Mediaset, ha proseguito, “li prenderei solo per pulire i cessi“. Una uscita infelice ma tipica dell’arroganza del miliardario di Arcore.

Tenendo fuori le questioni  politiche ( personalmente mi auguro che il Presidente della Camera Roberto Fico possa riuscire  – in questi giorni – a centrare l’obiettivo  del mandato esplorativo ricevuto da Mattarella  per dare, finalmente, al Paese una guida)  c’è un grave problema di fondo in questa espressione pronunciata da Berlusconi.

Per tradurla in modo elegante, un “voi non contate niente” che non è rivolto solo ai pentastellati, in fondo, ma alla categoria che il Cavaliere, dal suo scranno dorato disprezza: i poveri, i disoccupati, quelli in assistenza, quelli che puzzano e hanno i denti guasti, i tanti italiani che hanno pochi mezzi economici e stanno rinunciando, anche, a  ricorrere alle cure mediche.

Pulire i cessi è dignitoso? Certo. È un lavoro umile che nessuno, se potesse, sceglierebbe di fare e proprio per questo esige  a gran voce il  rispetto di tutti. Ed è un ragazzo, Ferdinando Tripodi, figlio di una che “pulisce i cessi” a dare voce, sui social, all’umiltà, traducendola in dignità:

“ Carissimo Presidente Silvio Berlusconi,
chi Le scrive è un figlio orgoglioso di avere una madre che con umiltà e dignità, nella vita “ha pulito i cessi” (uso una Sua triste frase) pur di crescere una famiglia con sacrifici.
Perché vede, Presidente, quando non si ha la fortuna di nascere e crescere in una famiglia come la Sua, per esempio, tocca rimboccarsi le maniche e darsi da fare soprattutto quando ci sono dei figli da sfamare.
Vede, Presidente, “pulire i cessi” non è cosa di cui vergognarsi, è semplicemente un umile ed onesto lavoro, che centinaia di persone nel nostro Paese ogni giorno con dignità svolgono. Presidente, forse durante la Sua triste frase, per un attimo ha probabilmente dimenticato che se non ci fosse chi pulisse “i cessi”, Lei, sarebbe costretto ad entrare non nei bagni dorati come forse è abituato, ma al contrario in ambienti ripugnanti. Tanto quanto la Sua frase.
Forse rimarrà deluso nell’apprendere che in passato l’ho votato, io e tutta la mia famiglia, compresa mia madre, la stessa donna che ha “pulito i cessi.
Non mi pare, Presidente, che Lei abbia rifiutato il voto. Non mi pare di aver sentito in campagna elettorale parole del tipo: “non voglio i voti di chi pulisce i cessi”. Da persona educata cui mi reputo, può notare il modo elegante e rispettoso con cui mi sono rivolto a Lei, chiamandola Presidente. Le assicuro che questa volta ho fatto molta fatica, ma io non sono Lei, peso le parole e soprattutto i termini perché ho rispetto anche di chi non mi rispetta.Spero che avrà il coraggio di chiedere scusa, Presidente, perché in fondo una battutaccia può scappare a chiunque, l’importante è rendersene conto. La saluto, Presidente, e laddove vorrà sarò disponibile ad insegnarLe come pulire un “cesso”, Le garantisco che non nuoce gravemente alla salute, anzi, insegna l’umiltà ed il rispetto per il prossimo, quello che forse Lei ha dimenticato. La saluto.
Ferdinando Tripodi

Tutta la mia vicinanza e solidarietà a Ferdinando,  a sua madre e a tutte le persone che tutti i giorni svolgono i lavori più umili, con dignità e senza vergogna. Io sono con Voi, dalla Vostra parte.
Paola Andreoni

22 aprile 2018, in memoria di Michele Scarponi.

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Oggi a Filottrano e nel cuore di tutti gli appassionati del ciclismo si ricorda la tragica scomparsa dell’Aquila di Filottrano: Michele Scarponi.

Bellissimo il documentario realizzato dalla giornalista Alessandro De Stefano che andrà in onda oggi, domenica 22 aprile a partire dalle 13,30 su Raisport HD prima della trasmissione della Liegi Bastone Liegi ( guarda il video).
In omaggio del campionissimo di Filottrano anche il prossimo Giro d’Italia, che farà tappa ad Osimo, prevederà un passaggio nella tana dell’Aquila del team Astana.

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“Violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato”: questo afferma la sentenza sulla Trattativa Stato-mafia.

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Fra lo Stato italiano e Cosa Nostra, negli anni fra il 1992 e il 1993, ci fu una trattativa in cui alcuni uomini dello Stato fecero da tramite fra i boss e il mondo politico per trasmettere i ricatti dei mafiosi al fine di ottenere dei benefici per essi e far cessare le bombe. Questa è la verità accertata a livello giudiziario con la sentenza da parte della Corte d’Assise di Palermo. Uomini delle istituzioni scesero a patti con i boss, che uccisero Falcone e Borsellino e i loro uomini di scorta, ne accettarono i ricatti, li trasmisero a uomini di Governo affinchè cessasse l’offensiva anti-mafia successiva iniziata con il maxi-processo del 1992 e gli ergastoli ai boss , pena nuove stragi, nuove bombe, nuovo sangue. “Violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato”, questa l’accusa, e pesantissime sono le condanne: 8 anni per l’ex colonnello Giuseppe De Donno, ben 12 anni per gli ex capi del Ros dei Carabinieri Mario Mori e Antonio Subranni, per il fedele medico di Totò Riina Antonino Cinà, e, soprattutto, per Marcello Dell’Utri, ex senatore di Forza Italia, e prima di tutto fedelissimo di Silvio Berlusconi. Colui che, nelle parole dell’accusa, nel 1994 portò avanti sotto il primo governo del Cavaliere la trattativa iniziata due anni prima dai carabinieri, “la cinghia di trasmissione” fra i boss e il neoinsediato governo Berlusconi, quello che ne trasmetteva le richieste, colui che chiedeva benefici a nome dei boss.

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