Guerra alla bandiera della Pace

Contiene tutti i colori dell’arcobaleno e proprio per questo è stata scelta come bandiera della pace, ma secondo il Comune di Verona “in questi anni è diventata il simbolo dell’estrema sinistra” e pertanto non può essere esposta a una manifestazione organizzata ed autorizzata in  uno spazio pubblico. Il comune di Verona non autorizza il movimento “Beati i costruttori di pace” ( movimento fondato ed ispirato da mons. Antonino Bello )  a manifestare perchè c’è il rischio che espongano la bandiera della pace, simbolo dell’estrema sinistra.
Colto da una repentina smania di igiene totale e di pensiero unico, l’esecutivo scaligero ha deciso di fare la guerra, oltre che ai poveri e agli ultimi, anche alla bandiera della pace. Per questa giunta, infatti, una manifestazione pacifista si può fare a Verona solo se non si sventolano i colori dell’arcobaleno.
Vittime del nuovo fronte aperto dal sindaco Tosi&c sono gli organizzatori locali della Carovana missionaria della pace, l’iniziativa del mondo missionario italiano, la quinta dal 2000 ad oggi, che dal 25 settembre toccherà una ventina di città italiane, dal Nord al Sud, per chiudersi a Roma il 5 ottobre.
Appuntamento centrale per il Nord Italia è, appunto, la tappa scaligera: per la tradizione di Verona, per gli areniani happening dei “Beati costruttori della pace”, per la presenza di molte realtà sensibili ai temi…
Oltre tre mesi fa, i missionari comboniani e i responsabili del Centro missionario diocesano (Cmd) inviarono agli uffici comunali la richiesta di poter utilizzare per la data del 28 settembre, piazza Bra, e per quella del 1° ottobre l’auditorium del palazzo della Gran Guardia. Per 96 giorni, il silenzio ufficiale. La pace, l’arcobaleno, i carovanieri sono temi sopportati come orpelli inutili da una giunta più attratta da prostitute, rom, mendicanti (tutti da punire) e da imprenditori immobiliari (da sostenere).
Certo, qualche telefonata dagli amministratori è giunta agli organizzatori. Ma sempre dai toni negativi: non si può fare. Nessuno spazio pubblico alla Carovana.
Il 17 settembre la giunta formalizza questo no. Poi – forse sollecitata da mondi esterni, forse per non fare brutta figura essendo l’unica città a non concedere spazi pubblici alla manifestazione – l’amministrazione cambia registro. Ma colta dalla fregola riparatoria, sconfina nel ridicolo. Il 19 settembre l’assessore all’Edilizia pubblica e al Turismo sociale, Vittorio di Dio, risponde con una lettera protocollata alle richieste degli organizzatori. «A rettifica della nota P.G. n. 210013 del 17 c.m. concernente la manifestazione denominata “Carovana Missionaria della Pace 2008”, sono lieto di comunicare che a seguito di un riesame di questo assessorato sulle possibilità di concedere quanto richiesto, la Giunta comunale, su mia proposta, ha espresso parere favorevole alla concessione gratuita degli spazi di Piazza Bra, zona Stella, per domenica 28 settembre dalle ore 9alle ore 19». «Inoltre – prosegue la lettera – è stato concesso l’uso gratuito della hall e dell’auditorium del Palazzo della Gran Guardia per il 1° ottobre per la realizzazione delle relative attività artistiche ed espositive».
Tutto bene, dunque. Tranne per un “insignificante” particolare: «Quanto sopra, con il vincolo di omettere qualsivoglia riferimento partitico e di esporre unicamente bandiere istituzionali». E per Di Dio – come ha comunicato telefonicamente al direttore del Centro missionario diocesano, don Giuseppe Pizzoli – tra i riferimenti partitici c’è anche la bandiera della pace, perché «trasformata in questi anni nel simbolo dell’estrema sinistra».
Don Pizzoli, nella lettera di risposta, oltre a ricordare all’assessore che la Carovana «è un’iniziativa di natura ecclesiale e quindi libera da qualsiasi partecipazione partitica», ha precisato che la bandiera arcobaleno «è stata usata già negli anni ‘80 dal movimento “Beati i costruttori di pace”, considerandola come un richiamo all’arcobaleno biblico, ponte di pace fra Dio e l’umanità, ed è poi venuta ad avere un significato particolarmente forte all’inizio di questa decade con la campagna “Pace da tutti i balconi”, richiamando ancora una volta un ponte tra il Dio della Pace e tutti “gli uomini di buona volontà” (ricordando il canto degli angeli a Betlemme). Il fatto che questo simbolo sia anche stato abusivamente assunto da una parte politica con quella che potrebbe essere considerata una appropriazione indebita, ci rammarica, ma non ci toglie il diritto di continuare a considerare e ad usare la bandiera “della pace” come il simbolo e l’espressione propria del nostro movimento ecclesiale in favore della pace, dono di Dio per gli uomini e per tutti i popoli». E dopo aver ribadito di trovare inaccettabile il vincolo posto, il direttore del Cmd ha chiuso la lettera annunciando al sindaco di Verona, il leghista Tosi, di rinunciare alle richieste fatte: «Preferiamo mantenere la nostra libertà e autonomia a svolgere le nostre manifestazioni in ambienti ecclesiali».
Come dire: la dignità non è merce di scambio.

Solo vorrei chiedere… l’Italia, Verona culla della  CIVILTA’  o parliamo di qualcosa che sta tragicamente cambiando ?

LA SCUOLA CHE…….VERRA’ e l’attualità del pensiero di Piero Calamandrei.

E’ stata presentata ai sindacati la bozza della riforma messa in campo dal governo: ecco il decalogo della Gelmini.
Classi più numerose: fino a 29 alunni all’asilo, fino a 30 nelle prime di medie e superiori. Lo prevede la bozza di regolamento per la riorganizzazione della rete scolastica presentata ieri dal Ministero dell’Istruzione ai sindacati di categoria. Non ancora il piano programmatico promesso dal ministro Maria Stella Gelmini. E in più i sindacati, che hanno visionato il documento, fanno sapere che non c’è nessun accenno alla questione del tempo pieno.
Il documento contiene i nuovi criteri per la formazione delle classi, l’accorpamento degli istituti, l’impiego del personale in esubero. “Il piano deve essere definito nei dettagli con il ministro dell’Economia”, è stato spiegato ai sindacati.
E infatti la riforma parte proporio dalla attuazione della manovra economica estiva. Comunque tra mille illazioni, polemiche e incertezze (“assurde”, dicono i sindacati) proviamo a fare il punto su quali dovrebbero essere – il condizionale è d’obbligo – le norme che in pochi anni dovrebbero cambiare volto alla scuola italiana.
Due parole d’ordine, “essenzialità” e “continuità”: la seconda con le riforme precedenti, compresa quella del Centro-sinistra, e la prima per semplificare e rendere più efficiente l’intero sistema-scuola. Il Piano si muove su tre direttici: Revisione degli ordinamenti scolastici, Dimensionamento della rete scolastica italiana e Razionalizzazione delle risorse umane, cioè tagli.
Scuola dell’infanzia. L’organizzazione oraria della scuola materna rimarrà sostanzialmente invariata. Saranno reintrodotti gli anticipi morattiani (possibilità di iscrivere i piccoli già a due anni e mezzo) e nelle piccole isole o nei piccoli comuni montani l’ingresso alla scuola dell’infanzia potrà avvenire, per piccoli gruppi di bambini, anche a due anni. L’esperienza delle “sezioni primavera” per i piccoli di età compresa fra i 24 e i 36 mesi sarà confermata.
Scuola primaria. E’ il ritorno al maestro unico la novità che ha messo in subbuglio la scuola elementare. Già dal 2009 partiranno prime classi con scansione settimanale di 24 ore affidate ad un unico insegnante che sostituisce il “modulo”: tre insegnanti su due classi. Le altre opzioni possibili, limitatamente all’organico disponibile, saranno 27 e 30 ore a settimana. La Gelmini “promette” anche di non toccare il Tempo pieno di 40 ore settimanali, su questo punto, pare che il ministero dell’Economia non sia d’accordo. E l’insegnamento dell’Inglese sarà affidato esclusivamente ad insegnanti specializzati, non più specialisti, attraverso corsi di 400/500 ore.
Scuola secondaria di primo grado. La scuola media è al centro di un autentico tsunami. L’orario scenderà dalle attuali 32 ore a 29 ore settimanali. Per questo verranno rivisti programmi e curricoli. Il Tempo prolungato (di 40 ore a settimana) sarà mantenuto solo a determinate condizioni, in parecchi casi verrà tagliato. Si prevede il potenziamento dello studio dell’Italiano e della Matematica. Stesso discorso per l’Inglese, il cui studio potrà essere potenziato solo a scapito della seconda lingua comunitaria introdotta dalla Moratti.
Secondaria di secondo grado. La scuola superiore, rimasta fuori da riforme strutturali per decenni, vedrà parecchi cambiamenti. Gli 868 indirizzi saranno ricondotti ad un numero “normale”. I ragazzi che opteranno per i licei (Classico, Scientifico e delle Scienze umane) studieranno 30 ore a settimana. Saranno rivisti, anche al superiore, curricoli e quadri orario. Al classico saranno privilegiati Inglese, Matematica e Storia dell’Arte. Allo scientifico, in uno o più corsi, le scuole autonome potranno si potrà sostituire il Latino con lingua straniera. Gli alunni degli istituti tecnici e professionali saranno impegnati per 32 ore a settimana. Stesso destino per i ragazzi dei licei artistici e musicali.
Riorganizzazione rete scolastica. Attualmente, la scuola italiana funziona attraverso 10.760 istituzioni scolastiche che lavorano su 41.862 “punti di erogazione” del servizio: plessi, succursali, sedi staccate, ecc. Secondo i calcoli di viale Trastevere, 2.600 istituzioni scolastiche con un numero di alunni inferiore alle 500 unità (il minimo stabilito dalla norma per ottenere l’Autonomia) o in deroga (con una popolazione scolastica compresa fra le 300 e le 500 unità) dovrebbero essere e smembrate e accorpate ad altri istituti.  Dovrebbero, chiudere i plessi e le succursali con meno di 50 alunni: circa 4.200 in tutto. In forse anche i 5.880 plessi con meno di 100 alunni. Ma l’intera operazione, che il ministro vuole avviare già a dicembre, dovrà trovare il benestare di Regioni ed enti locali.
Razionalizzazione risorse umane: i tagli. Il capitolo dei tagli è lunghissimo. Alla fine del triennio 2009/2010-2011/2012 il governo Berlusconi farà sparire 87.400 cattedre di insegnante e 44.500 posti di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata): 132 mila posti in tutto. Il personale Ata verrà ridotto del 17 per cento. Il rapporto alunni/docente dovrà crescere di una unità. Maestro unico, soppressione di 11.200 specialisti di Inglese alle elementari, contrazione delle ore in tutti gli ordini di scuola, compressione del Tempo prolungato alla scuola media, rivisitazione delle classi di concorso degli insegnanti e ulteriore taglio all’organico di sostegno contribuiranno alla cura da cavallo che attende la scuola italiana. L’intera operazione dovrebbe consentire risparmi superiori a 8 miliardi di euro.

Qual’è il disegno del Governo Berlusconi ?  Innanzitutto tagliare fondi alla Scuola, ma sotto c’è dell’altro …….., notate l’attualità del discorso  pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale a Roma l’ 11 febbraio 1950:


     Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzano e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia di meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato.
-Lasciare che vadano in malora.
-Impoverire i loro bilanci.
-Ignorare i loro bisogni.
Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Ah,l’Italia dei “patrioti”.

Preludio
– Alitalia versa in condizioni disastrose da più di un decennio. Una perdita  di un milione di euro al giorno, ha un quarto del personale in più del necessario.
Scena 1. L’emergenza
– Tutti conoscono la situazione ma nessuno fa niente, fino a che un brutto giorno finiscono i soldi.
– Il governo Prodi prova ad affrontare l’emergenza e finisce in piena campagna elettorale.
– Air France dice “Prendiamo i debiti, ma vogliamo la compagnia e ci facciamo quello che ci pare”.
– Prodi dice “Economicamente mi piace…”
– Berlusconi (premier quasi in pectore) dice “Cribbio! Perdiamo l’Italianità!”
– I Sindacati dicono “Ci sono troppi esuberi (allora, circa 3000). E i franzosi sono arroganti!”
– Air France dice “Se non siete tutti d’accordo non si fa nulla. Adieu, e chiamate l’exorcist!”
Scena 2. Cambio di governo.
– Entra Berlusconi dice “Salvo io la compagnia! Datemi un paio di settimane per organizzarmi.”
– Esce il progetto: una cordata di 18 imprenditori amici, capeggiati da Colaninno (quello dell’Opa su Telecom Italia che l’ha poi ceduta all’Opa Tronchetti Provera, anche lui nella cordata) con una società ad hoc (Cai), un po’ di banche (Intesa San Paolo su tutte), insieme ad una piccola società aerea in perdita (AirOne) rileverebbero la compagnia di bandiera con una fusione controllata, creando contemporaneamente una Bad Company che assorbe i debiti (che pagherà lo Stato), ed insieme presenta un piano industriale di rilancio  con la previsione di circa 5-6000 esuberi.
– L’Italianità è salva.
– Alcuni Sindacati dicono “Voi siete matti”
– I Sindacati perdono l’unità (sostantivo), i piloti bloccano l’accordo.
– Colaninno manda a dire “O mangiate questa minestra….”
– Si arriva allo stallo (mai termine fu più adatto…).
Scena 3. Il pacco
– Letta intesse la sua tela.
Scena 4. E tutti vissero felici e contenti (?)
– I Sindacati, finalmente ritrovano l’unità e scelgono di mangiare la minestra, anche se di fronte al fallimento c’è poco da scegliere.
– Air France o Lufthansa  entreranno nella nuova compagnia con una quota di minoranza.
– L’Italianità è salva!
– Noi pagheremo i debiti.
– Alcuni contratti cambieranno in peggio, anche se gli esuberi sono diminuiti.
– Berlusconi risulterà come quello che ha salvato l’Alitalia e l’ha fatta rimanere italiana.
( di L.Gistini )

Bruno Vespa: “il velino” al servizio del potere?

La classica colonna sonora di “Via col vento” in versione romantica è la cornice della trasmissione “Porta a Porta ” che da anni il dottor Bruno Vespa gestisce su Rai 1, fino a quattro seconde serate alla settimana piu’ gli extra.
Come cittadina italiana e come abbonata Rai, ritengo eccessiva tale presenza, anche in considerazione del fatto che in Italia abbiamo numerosi e validi professionisti dell’informazione.
Personalmente sono anni che evito di vedere questa trasmissione che ritengo un misto di superficialità, arroganza e supponenza, un minestrone di luoghi comuni, una rassegna del peggio della Tv e del vecchio giornalismo che mi auguro arrivi in fretta al capolinea.
Ho letto quanto ha scritto Travaglio in ordine all’ultima puntata della trasmissione nel corso del faccia a faccia con Walter Veltroni. Quando ” …..il leader del Pd ha ricordato come, alla domanda «lei è antifascista ? », il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi avesse risposto: «Io penso solo a lavorare per risolvere i problemi degli italiani», Vespa si è lanciato in un’appassionata difesa del Cavaliere. E per smentire il segretario del PD ha tirato fuori la trascrizione di una dichiarazione di Berlusconi, in cui il premier proseguiva la frase dicendo di riconoscersi nei «valori della costituzione». Un assist persino per Veltroni che ci ha messo un secondo per far notare come quella non fosse la prima ed originale risposta del leader della Pdl, ma solo il ragionamento utilizzato da Berlusconi, proprio a Porta a Porta, per spegnere le polemiche suscitate dalla sua sconcertante uscita.
Ora il problema non è che Vespa sia filo-governativo o che abbia delle legittime opinioni politiche. La questione è deontologica: l’anziano conduttore ha tentato di sostenere il premier utilizzando una bugia. E la cosa è ancor più spiacevole se si tiene conto che Berlusconi versa regolarmente del denaro a Vespa. Il giornalista Rai infatti è titolare di una rubrica fissa sulle colonne di Panorama (gruppo Berlusconi).
All’estero questo si chiama conflitto d’interessi (non di Berlusconi, ma di Vespa). Chi si occupa di politica e lavora nel servizio pubblico non può ricevere emolumenti dal leader di uno degli schieramenti e pretendere di passare per imparziale. E se lo fa, non si limita a coprirsi di ridicolo. Diventa, invece, francamente rivoltante.”

Di fronte a questo modo di fare informazione con così poco rispetto e responsabilità per una professione così splendida per il suo fascino, ma così tragicamente, tradita, nella sua missione, non resta che lo sconforto per la perdita di voci libere che non ci sono più. Mi riferisco in particolare a Enzo Biagi.

Una VOCE LIBERA che non ha mai tradito il ruolo di chi sta al servizio della verità, di chi sta al servizio della parola e della scrittura, anche di fronte ai vari potenti di questo mondo.

Nel mio piccolo sto invitando  amici e conoscenti, ogni volta che appare in Tv il dott. Vespa, a cambiare canale o a spegnere la Tv… Se funzionano a dovere i dati dell’Auditel rileveranno qualche indice di gradimento in meno! Almeno lo spero.

Vietata manifestazione contro l’Islam ai nazifascisti, Colonia esempio di civiltà

Sono “facinorosi camuffati da benpensanti, razzisti in abiti civili, sottili promotori di paure” i partecipanti al raduno anti-islamico di Colonia nelle parole del sindaco democristiano di Colonia, Fritz Schramma. Quanto è ormai lontano l’Italia del Pensiero Unico dall’Europa democratica? Molto, molto lontano. Prima ancora che la polizia tedesca sciogliesse la manifestazione Schramma invitava caldamente Borghezio e i suoi compari “euro-fascisti” a “tornarsene a casa”, a Colonia non sarebbero benvenuti.

Un’intera città si è ribellata agli ospiti indesiderati, poche decine di neonazisti tedeschi, austriaci e neofascisti italiani. È in mezzo a loro un eurodeputato di nome Maurizio Borghezio della maggioranza di governo.

La risposta del leghista al divieto della manifestazione? Forse un moto di autocritica, visto che il bravo leghista si vedeva attorniato da neonazisti? Manco a pensare. Tuona contro la “islamizzazione dell’Europa”, contro la viltà delle istituzioni, che si sarebbero arrese.

A Colonia i tassisti (sic!) non hanno fatto salire sulle loro vetture gli “euro-fascisti”. Vadano a piedi! Gli autisti dell’autobus si sono rifiutati di portarli nei quartieri “musulmani” come volevano loro, per vedere i quartieri “degradati dall’islamizzazione”.

In piazza non c’erano gli islamici a protestare, c’era l’intera città.
La nave sulla quale si doveva svolgere la conferenza stampa sul Reno, si è trasformata in una specie di prigione per i partecipanti perché il capitano li ha tenuti per cinque ore ferme in mezzo al fiume. Tutte le birrerie di Colonia esponevano un cartello con la scritta: “Qui non si serve birra ai nazisti”.
A quando le birrerie di Torino si rifiuteranno di servire una birra a Borghezio?

Processo Mediaset: art.3 della Costituzione, i pm “.. lodo Alfano incostituzionale”!

      La Costituzione della Repubblica Italiana art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Il pm milanese Fabio De Pasquale ha sollevato oggi un’eccezione di incostituzionalità del lodo Alfano nel processo che vede imputato tra gli altri il premier Silvio Berlusconi per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset.Il pm ha chiesto ai giudici di mandare gli atti alla Corte costituzionale per dichiarare la nullità della norma entrata in vigore il 26 luglio scorso per tutelare la alte cariche dello Stato. Lo stesso pm ha chiesto ai giudici di dichiarare la sospensione del processo solo per l’imputato Berlusconi e di procedere oltre per gli altri 11 imputati.

Secondo il pm il lodo Alfano contrasta con la Costituzione in relazione all’articolo 3, uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il riferimento è alla irragionevolezza, perché il lodo sospende i processi per tutti i reati e automaticamente, senza considerare la fase in cui si trovano i procedimenti. Il pm ha poi ricordato la violazione dell’articolo 136, cioè del giudicato costituzionale in relazione alla sentenza del 2004 con cui era stato bocciato il lodo Schifani. Infine il rappresentante dell’accusa ha ricordato che al lodo Alfano si è arrivati con una legge ordinaria e non con una legge di revisione costituzionale.

La replica dei legali di Berlusconi
Secondo l’avvocato Nicolò Ghedini la costituzionalità del lodo Alfano sarebbe dimostrata, tra le altre cose, dalle dichiarazioni che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, fece all’indomani della sua approvazione, il 28 luglio scorso. Ghedini ha ricordato che in quella occasione il Capo dello Stato spiegò che nel promulgare la norma aveva tenuto in considerazione come “unico punto di riferimento” la sentenza della consulta del gennaio 2004, lasciando “ogni altra valutazione alla politica”. Proprio la conformita’ del lodo Alfano rispetto ai rilievi mossi dalla Corte Costituzionale, che nel gennaio 2004 bocciò il lodo Schifani-Maccanico, è stata al centro degli interventi di Ghedini e Piero Longo, difensori del premier Silvio Berlusconi. Longo ha concluso chiedendo ai giudici della prima sezione penale di ritenere “infondata e non rilevante” l’obiezione di costituzionalità del pubblico ministero.

Aspettiamo fiduciosi una decisione.

 

IMPARIAMO DAL RUANDA

Il paese con la maggioranza di donne in parlamento da questa settimana si trova in Africa: è il Ruanda. Qui, la costituzione scritta dopo il genocidio del 1994 assicura alle deputate di sesso femminile una quota minima del 30%, oltre ad un seggio per un deputato disabile e uno per un rappresentante dei giovani. E dopo le elezioni di lunedì scorso, vinte dal Fronte Patriottico già al potere, 44 degli 80 seggi del parlamento di Kigali sono occupate da deputate: più del 55%, rispetto al 48,8 del parlamento precedente.

Lunedì 29 settembre Consiglio Comunale

Consiglio Comunale

Consiglio Comunale

LUNEDI’ 29 SETTEMBRE 2008 – ALLE ORE 21.00 è CONVOCATO il CONSIGLIO COMUNALE
 Per discutere il seguente ordine del giorno:
1. Comunicazioni del Sindaco.
2. Interrogazioni, interpellanze e mozioni (allegato elenco).
3. Salvaguardia degli equilibri del Bilancio di Previsione 2008 – Art.193 D.Lgs. n.267/00 – Verifica dello stato di attuazione dei programmi e del permanere degli equilibri generali di bilancio ed approvazione variazioni conseguenti.
4. Presa d’atto elaborati tecnici e grafici del nuovo Piano Regolatore Generale.
5. Ordine del Giorno sul nuovo ospedale di rete.
6. Nomina di un componente del Consiglio di Amministrazione dell’IPAB “Fondazione Grimani Buttari”.
7. Comunicazioni circa utilizzo Fondo di Riserva.
 

            Allegato

INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE E MOZIONI
2.1 Interrogazione del cons.com.le Francioni in merito a realizzazione canile comunale.
2.2 Interrogazione del cons.com.le Francioni in merito a acquisizione lago di pesca in Via Coppa ed  annessa casa colonica.
2.3 Interrogazione del cons.com.le Francioni in merito a questione Pulizia parco Muzio Gallo e relativo utilizzo.
2.4 Interrogazione del cons.com.le Francioni in merito a iniziative contro il randagismo.
2.5 Interrogazione del cons.com.le Francioni in merito a rotatoria Bivio Orsi – Via Colombo – Via Flaminia II^.
2.6 Interrogazione del cons.com.le Francioni in merito a realizzazione impianto di cremazione.
2.7 Interrogazione del cons.com.le Strologo in merito a realizzazione nuovo plesso scolastico in Via Vescovara.
2.8 Interrogazione del cons.com.le Giacco in merito a ristrutturazione Giardini Pubblici (Piazza Nuova).

2.9 Interrogazione del cons.com.le Cola su area verde ed attrezzature ludiche e sportive in località Passatempo.
2.10 Interrogazione del cons.com.le Cola sulla viabilità in località Passatempo.
2.11 Interrogazione del cons.com.le Cola sui tempi di realizzazione della nuova scuola elementare di Passatempo.
2.12 Interrogazione del cons.com.le Falcetelli in merito a nuove strutture per scherma, judo e arti marziali.
2.13 Interrogazione del cons.com.le Falcetelli in merito a provvedimenti finanziari per completamento strutture da destinare al calcio.
2.14 Interrogazione del cons.com.le Falcetelli in merito a realizzazione svincolo via San Domenico di Padiglione.
2.15 Interrogazione del cons.com.le Falcetelli in merito a tempi di realizzazione stralcio strada di bordo in località Padiglione-Passatempo.
2.16 Interrogazione del cons.com.le Falcetelli in merito a realizzazione di un campus scolastico a Borgo San Giacomo.
2.17 Interrogazione del cons.com.le Gallina in merito a custodia e sorveglianza villa romana e tomba ad   ipogeo presso Montetorto.
2.18 Interrogazione del cons.com.le Gallina in merito a finanziamento fermata autobus in Via Molino Mensa.
2.19 Interrogazione del cons.com.le Gallina in merito a sistemazione Via 5 Torri.
2.20 Interrogazione del cons.com.le Gallina in merito a locali sezione distaccata di Osimo del Tribunale di Ancona.
2.21 Interrogazione del cons.com.le Gallina in merito a primo stralcio “strada di bordo” – Collegamento Via Montefanese-Via Molino Mensa.
2.22 Interrogazione del cons.com.le Giacco in merito ad Ufficio Anagrafe.
2.23 Interrogazione del cons.com.le Giacco in merito a giardini pubblici localizzati in zone periferiche della città.
2.24 Interrogazione del cons.com.le Beccacece in merito a centro socio-sanitario in loc. Osimo Stazione.
2.25 Interrogazione del cons.com.le Beccacece in merito a installazione segnalatori luminosi lungo S.S. 16  “Adriatica” in prossimità degli attraversamenti pedonali.
2.26 Interrogazione del cons.com.le Beccacece in merito ad installazione impianti fotovoltaici.
2.27 Interrogazione del cons.com.le Beccacece in merito a nuove infrastrutture per Osimo Stazione.
2.28 Interrogazione del cons.com.le Beccacece in merito a raccolta differenziata porta a porta.
2.29 Interrogazione del cons.com.le Beccacece in merito a ponte sull’Aspio su Via Camerano.
2.30 Interrogazione del cons.com.le Beccacece in merito a rotatoria a nord di Osimo Stazione.
2.31 Interrogazione del cons.com.le Beccacece in merito a realizzazione scuola materna in loc. Osimo Stazione.
2.32 Interrogazione del cons.com.le Beccacece in merito ad ampliamento scuola elementare Osimo Stazione.
2.33 Interrogazione del Cons. Com.le Palazzini in merito alla sistemazione locali Bocciodromo di  Casenuove.
2.34 Interrogazione del Cons. Com.le Palazzini in ordine ai tempi di realizzazione 1° stralcio area verde piazzale ex Foro Boario.
2.35 Interrogasione del Cons. Com.le Palazzini in merito utilizzo del Palabaldinelli per un ulteriore  impianto fotovoltaico.
2.36 Interrogazione del Cons. Com.le Palazzini in merito alla realizzazione di un ulteriore tratto della pista ciclabile di Campocavallo.
2.37 Interrogazione del Cons. Com.le Palazzini in merito alla messa a norma ed ampliamento locali scuola elementare Montetorto di Casenuove.
2.38 Interrogazione del Cons. Com.le Palazzini in merito al campo polivalente di San Paterniano.
2.39 Interrogazione del Cons. Com.le Gelsomini Michele in ordine ai tempi di realizzazione del nuovo asilo  nido di S. Biagio.
2.40 Interrogazione del Cons. Com.le Gelsomini Michele in ordine alle modalità di utilizzo del campetto sportivo polivalente di S. Stefano.
2.41 Interrogazione del Cons. Com.le Gelsomini Michele in merito ai tempi per la sistemazione di Via Montecerno
2.42 Interrogazione del Cons. Com.le Gelsomini Michele in merito ai tempi per studio di fattibilità  sistemazione Via Bellafiora e Via S. Valentino.
2.43 Interrogazione del Cons. Com.le Gelsomini Michele circa i tempi di realizzazione dell’area sportiva e ludica di S. Biagio.
2.44 Interrogazione del Cons. Com.le Gelsomini Michele in merito all’incrocio Via Montegalluccio – Via D’Ancona.
2.45 Interrogazione del Cons. Com.le Domizio in merito alla raccolta differenziata.
2.46 Interrogazione del Cons. Com.le Gambini in merito alla viabilità “ex lottizzazione Zoppi”.
2.47 Interrogazione del Cons. Com.le Gambini in merito alla manutenzione di Via Abbadia.
2.48 Interrogazione del Cons. Com.le Gambini in ordine all’area verde di Via Tommaseo.
2.49 Interrogazione del Cons. Com.le Gambini in merito alle attrezzature del Parco Urbano di Osimo Stazione.
2.50 Interrogazione del Cons. Com.le Gambini in ordine ai tempi di sistemazione della strada di Via Bambozzi.
2.51 Interrogazione del Cons. Com.le Gambini in ordine al By Pass frazione Abbadia.
2.52 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola in merito al controllo della provenienza dei cani che andranno ad essere “ospitati” nel mega-canile in costruzione in Osimo da parte della Ditta Tecnovett  Srl.
2.53 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola  circa il contributo di €. 400.000,00 da parte di Ikea Italia Property Srl.
2.54 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola  in merito alla situazione del personale dipendente delle società partecipate e/o controllate.
2.55 Interpellanza dei Conss. Com.li Andreoni Paola  e Pellegrini in ordine alle ripercussioni contabili conseguenti al debito swap e derivati contratti dal Comune di Osimo.
2.56 Interrogazione del Cons.Com.le Strologo in merito ai furti in loc. S. Stefano.
2.57 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola  in ordine alla ingiustificata inevasa richiesta di accesso agli atti del 14/06/2008 Soc. Geosport Srl.
2.58  Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola in merito ai verbali del codice della strada non riscossi.
2.59 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola in ordine alla istituzione all’interno del Consiglio Comunale di Osimo della figura del Consigliere aggiunto in rappresentanza degli stranieri residenti nel Comune.
2.60 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola  in merito alle informazioni relative ai contratti di derivati sottoscritti dall’A.C. e tuttora in essere.
2.61 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola  in ordine ai risultati economici delle società partecipate e/o controllate del Comune di Osimo – Soc. Geosport Srl.
2.62 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola  in ordine alle consulenze assegnate nel periodo 01/01/2007- 31/12/2007 dalle società partecipate del Comune di Osimo.
2.63 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola  in ordine alle modalità degli interventi della Polizia Municipale nell’ambito delle attività di Polizia Amministrativa, Polizia Edilizia e Polizia Ambientale.
2.64 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola  in ordine ai locali ex I.T.C. “Corridoni”.
2.65 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola  in merito alle spese legali sostenute dall’Amministrazione  Comunale.
2.66 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola  in merito alla nomina terzo arbitro del collegio arbitrale competente a dirimere la controversia tra Comune di Osimo e Ing. Marocchi – Arch. Vignoni.
2.67 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola  in merito alle informazioni sulla gestione del servizio di illuminazione elettrica votiva nei cimiteri comunali.
2.68 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola  in merito al reclutamento del personale delle società pubbliche D.L. n. 112 del 25/06/2008.
2.69 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola in merito alla fusione di Auxmedia Srl e Im.Os. Srl .
2.70 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola in merito alla richiesta di accesso agli atti del 1/3/2008 inevasa senza alcun giustificato motivo.
2.71 Interrogazione del Cons. Com.le Gambini in ordine all’incrocio by-pass Abbadia – Via Abbadia.
2.72 Interrogazione del Cons. Com.le Gambini in ordine alla depolverizzazione di via Palombarino.
2.73 Interrogazione del Cons. Com.le Gambini in merito alla parte di by-pass Abbadia – lottizzazione Mengarelli.
2.74 Interrogazione del Cons. Com.le Gambini in merito alla installazione di punti luce in loc. Abbadia.
2.75 Interpellanza del Cons. Com.le Strologo in merito agli aumenti delle rette di ospitalità della  Fondazione “Grimani Buttari”.
2.76 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola in merito alla situazione finanziaria e gestionale società partecipata Auxmedia Srl.
2.77 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola in ordine alle interrogazioni con richiesta di risposta scritta ad oggi ancora inevase.
2.78 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola in merito agli interventi sociali a favore dei malati colpiti dal morbo di Alzheimer.
2.79 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola in merito alla richiesta di accesso agli atti del 21 agosto 2007 inevasa senza alcun giustificato motivo.
2.80 Interrogazione del Cons. Com.le Andreoni Paola  in merito alla richiesta di accesso agli atti del 1° marzo  
2.81 Interrogazione del cons.com.le Andreoni Paola  in ordine alla ingiustificata inevasa richiesta di accesso agli atti del 18.04.2008.
2.82 Interrogazione del cons.com.le Andreoni Paola in ordine alla ingiustificata inevasa richiesta di accesso agli atti del 17.05.2008.
2.83 Interrogazione del cons.com.le Andreoni Paola  in ordine alla ingiustificata inevasa richiesta di accesso agli atti del 10.11.2007.
2.84 Interrogazione del cons.com.le Andreoni Paola ordine alla ingiustificata inevasa richiesta di accesso agli atti del 27.02.2008.
2.85 Interrogazione del cons.com.le Andreoni Paola in ordine alla ingiustificata inevasa richiesta di accesso agli atti del 1°.03.2008.
2.86 Interrogazione del cons.com.le Andreoni Paola in ordine alla ingiustificata inevasa richiesta di accesso agli atti del 14.08.2008.
2.87 Interrogazione del cons.com.le Andreoni Paola in ordine alla ingiustificata inevasa richiesta di accesso agli atti del 1°.07.2008.
2.88 Interrogazione del cons.com.le Andreoni Paola  in ordine alla ingiustificata inevasa richiesta di accesso agli atti del 1°.03.2008.
2.89 Interrogazione del cons.com.le Andreoni Paola  in ordine alla ingiustificata inevasa richiesta di accesso agli atti del 11.07.2008.
2.90 Interrogazione del cons.com.le Andreoni Paola in ordine alla ingiustificata inevasa richiesta di accesso agli atti del 21.03.2008.
2.91 Interrogazione del cons.com.le Andreoni Paola  in ordine a collocazione di una o più fontanelle d’acqua nel percorso della pista ciclabile che si snoda lungo il Musone.
2.92 Mozione del cons.com.le Luna ed altri per una migliore qualità della vita con la proposta della creazione del parco fluviale del Musone.
2.93 Mozione del cons.com.le Luna ed altri per una migliore viabilità cittadina.
2.94 Mozione del cons.com.le Luna ed altri per la sicurezza dei cittadini osimani – Creazione polizza  assicurazione collettiva.
2.95 Mozione dei conss.com.li Palazzini, Francioni e Cola a sostegno degli operatori addetti alle pulizie nelle scuole di Osimo.
2.96 Mozione dei conss.com.li Gallina, Palazzini e Cola in merito a procedura di realizzazione  dell’impianto di betonaggio .
2.97 Mozione del cons.com.le Domizio ed altri in merito ad istituzione Albo delle Famiglie Numerose.
2.98 Mozione dei conss.com.li Gallina e Cola in merito ad istituzione fondo di garanzia per incameramento  I.C.I. aree edificabili.
2.99 Mozione dei Conss. Com.li Andreoni Paola  e Pellegrini in merito al patto di stabilità e conteggio dei risultati economici –operativi delle società partecipate.
2.100 Mozione del Cons. Com.le Francioni ed altri in merito al nuovo ospedale di zona.
2.101 Mozione del Cons. Com.le Gambini ed altri in ordine alla modifica viabilità in via Abbadia (incrocio Via Abbadia/Via Fontanelle).
2.102 Mozione del Cons. Com.le Gambini ed altri in ordine alla modifica segnaletica in via Corticelli e in via Bambozzi.
2.103 Mozione dei conss.com.li Gallina e Falcetelli in ordine a risarcimento danni conseguenti agli eccezionali eventi alluvionali del 16.09.2006.

Syn Coop a r.l., quale il futuro dei lavoratori della cooperativa?

Sul 5 Torri del giugno 2005 alla pagina 11 si poteva leggere un articolo dal titolo “ Una nuova importante realtà osimana” laddove la Syn Coop veniva definita come una cooperativa a r.l. “fortemente voluta dal Sindaco di Osimo”.

 

A distanza di 3 anni di quella che veniva così pomposamente definita una valida compagine aziendale affidata ad un team di manager di provata competenza nei rispettivi settori e che occupava, si poteva leggere ancora, circa 40 lavoratori, forse non è più niente nel settore degli interventi socio assistenziali  e minimarket.

 A riguardo si rileva che mentre nel 2005 si inneggiava a questa nuova ed importante realtà, nel 2008 non si fa più menzione delle sue sorti.

 Tra le finalità sociali che la Syn Coop si proponeva vi erano anche quelle di rispondere alla duplice esigenza dell’inserimento lavorativo dei cittadini diversamente abili e l’apertura di piccoli esercizi commerciali in alcune frazioni del nostro territorio.

 Viste le preoccupanti notizie circa la cessazione  di attività della Syn Coop (chiusura del minimarket di San Paterniano) e le conseguenze negative che ciò potrebbe determinare per coloro che in essa operano, la sottoscritta Consigliere Comunale – con l’interrogazione allegata – chiede informazioni all’Amministrazione Comunale a riguardo.

 

 

Alla  c.a.    Sig. Presidente del Consiglio                                            
Alla  c.a.   Sig.   Sindaco
                                   Comune di Osimo 

 

                 
                                                  INTERROGAZIONE

Oggetto:  cooperativa Syn Coop. a r.l..        
   

La   sottoscritta consigliere comunale, Paola Andreoni

Al fine di conoscere i rapporti intercorrenti tra il Comune di Osimo e la ditta cooperativa Syn Coop con sede legale in Osimo

                                          Interroga il Sindaco per conoscere

 1) Se corrisponde al vero la notizia della chiusura dell’attività svolta dalla Syn Cooop. a r.l.;

2) Quali rapporti intercorrono tra il Comune di Osimo e la cooperativa Syn Coop. arl;

3) Quali rapporti di servizio e/o di appalto sussistono tra il Comune di Osimo e la coop. Syn Coop. arl ;

4) Il ruolo del Sindaco riguardo a detta cooperativa, da lui “fortemente voluta” così come risultante nell’articolo apparso sulla rivista comunale 5 Torri;

5) La situazione occupazionale e il futuro dei lavoratori della cooperativa Syn Coop. a r.l.

 

     Il  consigliere  comunale 
capogruppo  del Partito Democratico
             Paola Andreoni

 

Il minimarket aperto nel 2005 a San Paterniano dalla Syn Coop
  con funzioni anche sociali di inserimento lavorativo di persone diversamente abili

Il conflitto di interesse, visto dalla famiglia Berlusconi.

 Barbara Berlusconi aveva detto: nel mondo della finanza debbono esserci delle regole morali, “valori comuni che contrastino atteggiamenti illegittimamente consentiti e pericolosamente individualisti”. Ed aveva ricordato i 27 mila dipendenti di Lehman Brothers, “che da un giorno all’altro si ritrovano senza lavoro”.

“Liberazione”, il foglio di Rifondazione, ha commentato: sono parole più forti di quelle pronunciate «da tutta l’opposizione parlamentare», a dimostrazione che ormai in Italia «governo e opposizione sono in una famiglia sola». E da una sola famiglia, quella appunto del cavaliere, sono venute fuori posizioni divergenti con quelle del capo del governo, se la signora Barbara ha potuto sostenere: “Prima o poi la ricerca del profitto si scontrerà con le norme etiche e imporrà di scegliere tra l’una e le altre”.    

A Luca Ubaldeschi che l’intervistava sul conflitto d’interesse paterno, Barbara Berlusconi ha spiegato: “Il caso di mio padre è altra storia rispetto a ciò di cui abbiamo parlato finora. Sono convinta che il tema del conflitto di interessi abbia bisogno di una regolamentazione, ma il voto ha dimostrato che gli italiani non lo vivono come una necessità. Diciamo che esiste l’esigenza, non la richiesta”.

Qui la giovane aspirante manager ha compiuto una brillante capriola nel discorso. Come al solito, la colpa è del popolo bue che non fa la richiesta di regolazione del conflitto d’interesse, mentre le menti più elette come la sua ne avvertono giustamente l’esigenza.

A questo punto vale soltanto la pena di ricordare che se “gli italiani non lo vivono come una necessità”, il conflitto d’interessi, un buon motivo ci deve pur essere. Forse se la signora Barbara s’aggira cautamente per casa, in qualche angolo lo dovrebbe trovare.

Un piano programmatico di tagli e di chiacchiere

Ho ricevuto questa comunicazione dai sindacati della scuola.

Nell’incontro di ieri, 22 settembre, sul piano programmatico in applicazione dell’art. 64 del DL 112/08 (ora legge 133/08), fortemente voluto dal Ministro Tremonti, il Ministro Gelmini ha intrattenuto i sindacati con la proiezione di slide. Nessun documento consegnato, nessuna tabella, solo parole e propaganda.
«Più che un piano operativo – ha dichiarato Enrico Panini, segretario generale della FLC Cgil – è un piano di fantasia. I tagli in realtà arriveranno a 200 mila. Da quello che ci hanno detto scompare il modulo, si riducono genericamente indirizzi ed ore. Si delinea una scelta netta che è la privatizzazione della scuola. E poi il ministro ci ha negato una trattativa, ci ha detto che ha il vincolo previsto dalla finanziaria. A farne le spese saranno le famiglie più povere».
Avremo una scuola più povera e meno qualificata: si ripristina l’anticipo nella scuola dell’infanzia che diventa un parcheggio solo al mattino, scompaiono le compresenze nella scuola elementare e media e si introduce il maestro unico, si riducono drasticamente le ore di lezione e di laboratorio, si cancellano le positive esperienze di educazione degli adulti, si riducono i servizi con un taglio indiscriminato di ausiliari, tecnici e amministrativi.
I tagli saranno quelli previsti dal DL 112/08 e anche di più: oltre 130.000 in tre anni. C’è poco da girarci intorno: si taglieranno docenti e ATA e i primi a farne le spese saranno i precari che non avranno più un lavoro, come abbiamo evidenziato nella prima analisi delle bozze di piano che circolano al Ministero e che ieri non sono state confermate né apertamente smentite.
Questo progetto del Governo Berlusconi  riporta indietro la scuola pubblica di decenni e la consegna al privato.

Alitalia perderà le ali perché Berlusconi le voleva italiane.

Qualcuno è convinto che la sinistra approfitti della situazione Alitalia, per addossare a Berlusconi delle responsabilità che a loro avviso non ha. Meno male che anche gli analisti esteri addossano a Berlusconi le responsabilità del quasi fallimento di Alitalia. Loro non sono ex comunisti e forse non sono neppure di sinistra ma, forse, sanno leggere la realtà meglio degli italiani i quali, stando ai sondaggi, stravedono per il “mago di Arcore”. Il “mago” questa volta rischia di estrarre dal cilindro una colomba che smetterà di volare per sempre.
“Alitalia perde 3 mln di euro al giorno”Il Financial Times preconizza un imminente fallimento dell’Alitalia e lo imputa in buona misura alla promessa del premier Silvio Berlusconi di mantenere la compagnia in mani italiane. “Il nome Alitalia – scrive il quotidiano londinese nella rubrica lex, anticipata sul suo sito internet – intelligentemente giustappone le parole Ali ed Italia. AliFrancia o AliGermania non avrebbero lo stesso accento. Ma ora la compagnia di bandiera sta per perdere le ali, e in gran parte perché Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio italiano, ha promesso di mantenerla italiana”.
“Sei mesi fa – si legge ancora nel commento – l’imprenditore diventato politico ha bloccato un’offerta di Air France-Klm e ha condotto la sua campagna elettorale sulla promessa di trovare un compratore patriottico. E dopo essere stato eletto lo ha puntualmente fatto cambiando qualche legge qui e là e e porgendo su di un piatto d’argento un’Alitalia ripulita e senza debiti alla Cai. Questo gruppo di imprenditori e banchieri italiani sono stati successivamente soprannominati “capitani coraggiosi” per aver adempiuto al loro dovere patriottico e avere messo sul piatto fino a un miliardo di euro. Ora anche il coraggio di della Cai ha fallito. E, rumorose fino alla fine, solo tre delle nove organizzazioni sindacali dell’Alitalia hanno accettato l’offerta, che implicava orari più lunghi e il taglio di circa 3.000 posti di lavoro ma che assicurava anche una compagnia aerea redditizia. La Cai ha abbandonato la sua offerta e ora tutti i 19 mila lavoratori di Alitalia potrebbero perdere il posto di lavoro”.
“Il presidente del Consiglio – prosegue il Financial Times -di fronte a un’umiliazione personale, rifiuta di credere a questo cambiamento degli eventi. Solo poche settimane fa sembrava che avrebbe potuto tirare fuori una soluzione e mandare al tappeto i sindacati italiani. Sarebbe potuto essere un magico momento alla Margaret Thatcher. Invece, Berlusconi si sta preparando a un fine settimana frenetico. Potrebbe provare a persuadere la Cai a tornare al tavolo delle trattative. O potrebbe – si legge ancora – racimolare altri fondi altrove. Qualsiasi cosa per guadagnare più tempo”.
“Sfortunatamente – conclude il Financial Times nel suo commento – il tempo per l’Alitalia è scaduto molto tempo fa. L’ultimo utile d’esercizio risale al 1999. Perde 3 milioni di euro al giorno. E un mese fa aveva liquidità per soli 50 milioni, il che significa che i soldi stanno finendo adesso. Le autorità di controllo dei trasporti dicono che Alitalia potrebbe essere messa a terra presto. Questo è il problema di non avere un piano B e – sottolinea il Financial Times  – di aver congelato potenziali acquirenti esteri nel nome di un incauto patriottismo”.

UNA SCOPA…….PLEASE !

Perchè questa volta Silvio non va a Catania con la scopa a pulire la città  che è sommersa dai debiti e dai rifiuti?
La situazione è disastrosa. Le strade sono al buio, gli spazzini in rivolta, da mesi sono senza stipendio. Il sindaco aspetta il salvatore che, però, questa volta non trova la scopa con cui aveva dato spettacolo a Napoli e non arriva. I debiti del comune amministrato dal partito di Berlusconi stanno per raggiungere i mille milioni di euro. Per favore, trovate una scopa per Berlusconi voi che lo avete votato.

 

 

Smaltimento illegale dei rifiuti speciali, tossici e nocivi in Campania

La notizia riportata dall’Espresso e da Gilioli, secondo la quale l’attuale sottosegretario all’economia Nicola Consentino sarebbe accusato di aver ricevuto una busta con 50 mila euro, nell’ambito dell’indagine sullo smaltimento illegale di rifiuti speciali, tossici e nocivi in Campania, non ha trovato spazio ad oggi in alcun telegiornale.
Intanto alcuni esponenti del Pd hanno chiesto le dimissioni del sottosegretario, tra cui Marco Minniti, ministro degli interni del governo ombra del Pd e Pina Picierno, giovane deputata eletta a Caserta e ministro ombra delle Politiche Giovanili. Non solo, il 29 settembre il PD farà una manifestazione a Caserta con Marco Minniti,sui temi della legalità, della sicurezza e della lotta ai poteri criminali.

Temi che anche dopo il terribile massacro di pochi giorni fa, ritornano di viva attualità riproponendo agli italiani  quelle che sono le vere emergenze del paese in ordine alla sicurezza  e che si chiamano: casalesi, mafia, n’drangheta, malavita organizzata, intreccio malavita politica. Milioni di italiani grazie al libro di Roberto Saviano e al film di Matteo Garrone  se ne sono resi conto. Dubito che con questa maggioranza di Governo avremo qualche speranza in più sul futuro di questo paese.

Povero centro. Centro povero.

 

 La scuola elementare “Bruno da Osimo” verrà demolita . A nulla è servita  la raccolta di 500 firme.

Al suo posto sorgeranno nuove case.

La ex scuola media di via Michelangelo verrà venduta. Al suo posto sorgeranno nuove case.

La scuola di Borgo san Giacomo verrà venduta. Al suo posto sorgeranno nuove case.

La scuola di Campocavallo verrà venduta? Al suo posto sorgeranno nuove case?

Tutta questa operazione per la costruzione di due nuove scuole; una in via Vescovara e l’altra in via Fellonica o in via Chiaravallese.

L’amministrazione Latini, pur disponendo negli anni di grandi somme di denaro (derivanti dalla vendita di quote Astea, dagli oneri di urbanizzazione ecc.,), per la costruzione di opere pubbliche indispensabili come le scuole è costretta alla vendita di propri beni.

 

Ho sempre sostenuto che l’edificio della “Bruno da Osimo”, o almeno parte di esso,  debba mantenere la caratteristica di spazio pubblico per diventare un centro polifunzionale con spazi per dibattiti e iniziative culturali, o sede per una nuova biblioteca concepita secondo un’ottica moderna, tecnologicamente avanzata come quelle che altri comuni già possiedono.

 

Una domanda: perché l’amministrazione paga circa 100.000 € all’anno per l’affitto del palazzo ex Macelli per l’attività giovanile del centro Matta? Non sarebbe meglio pagare meno affitto e avere un proprio edificio? Qual è la convenienza di questa operazione?

 Purtroppo la decisione è presa : mercoledì 7 maggio 2008, il consiglio comunale ha deliberato – con il voto favorevole della maggioranza-  la trasformazione della “Bruno da Osimo” da zona e spazio  di pubblico interesse a  zona per edilizia residenziale e il centro di Osimo e la sua vitalità, già in gran parte compromessa con l’Amministrazione Latini, ne subirà le ulteriori conseguenze.

 

Avere al centro servizi e funzioni significa avere un centro con più lavoratori, utenti, turisti, dunque un centro  più vissuto, frequentato, vivo e anche, percepito come più sicuro.

 

D’accordo, decentrare qualche servizio va anche bene, ma bisogna saper cogliere il livello di soglia per non rischiare di lasciare la “piazza” vuota.

Grave violenza a Milano: non restiamo indifferenti.

A Milano si è consumato un atto di violenza omicida inaudito quanto grave perchè inquinato dall’intolleranza. A rimetterci la vita un cittadino italiano di colore. La carica di  bestiale accanimento sulla persona, assolutamente sproporzionato rispetto alle motivazioni, è la conferma che in questo clima di crescente intolleranza certe reazioni e atteggiamenti possono dilagare e la politica deve fermarsi ed interrogarsi. E’ troppo semplice chiedere di non strumentalizzare l’accaduto, purtroppo si ascoltano da troppe parti discorsi che con la convivenza civile e rispetto per le persone hanno molto poco a che fare, in un Paese in cui la democrazia fa fatica ad acquisire una vera maturità, visto che la terza carica dello Stato deve intervenire ancora una volta per correggere le spinte revisioniste del sindaco di Roma e del Ministro della Difesa, e dire che la scelta giusta nel dopoguerra era quella antifascista, tra la freddezza e spesso le contestazioni della base giovanile del suo partito.

Un giorno a Firenze alla Festa Democratica

…………la vertigine non è paura di cadere

ma voglia di volare………

Veltroni, iniziativa politica a favore degli immigrati regolari.

Il segretario nazionale del PD è il primo firmatario di una proposta di legge costituzionale che permetta agli immigrati regolari che risiedono in Italia da almeno cinque anni di partecipare passivamente ed attivamente alle elezioni amministrative. Una proposta che va nella giusta direzione, anche se sarà certamente difficile trovare sponde in Parlamento.

Questo anche se il commento del responsabile nazionale immigrati di AN Gianpaolo Landi di Chiavenna ha sintetizzato bene la questione: “Per integrare davvero gli immigrati che vengono qui a lavorare è chiaro che serve anche un processo di responsabilizzazione. Ed il voto per le amministrative è lo strumento migliore”. Diritti e doveri devono insomma andare insieme, senza arretrare di un millimetro nella lotta alla illegalità ed alla clandestinità. Ed anche comprendendo una volta per tutte che si vive meglio e più sicuri in comunità ove tutti coloro che vi risiedono legalmente abbiano gli stessi diritti e gli stessi doveri. Leggi la Repubblica.