Matteo e gli altri avevano un sogno: la vita.

Matteo Valenti aveva 23 anni e lavorava come apprendista nella ditta Mobiliol di Pietro Martinelli, che produce cere. Matteo faceva l’operaio, da un mese, e in un giorno del Novembre 2004, mentre maneggiava sostanze chimiche, in seguito ad un’esplosione, fu avvolto dalle fiamme.

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E’ durata una settimana l’agonia di Matteo nel reparto grandi ustionati dell’ Ospedale San Martino di Genova.
Matteo era giovane e forte ma il suo cuore e i suoi polmoni non hanno retto alle ustioni di 2° e 3° grado sul 90% del corpo.

E’ morto come , a distanza di 4 anni, sarebbero morti  Antonio Schiavone, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rocco Marzo, Bruno Santino, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi, operai della Thyssen Krupp.
E’ bene fare i nomi , dare un volto alle vittime della vergogna dei morti sul lavoro, oltre mille ogni anno, un lavoro spesso agognato, cercato e , quindi, per questo, difeso con le unghie e con i denti, sopportando condizioni di sicurezza precaria, così come l’occupazione e lo stipendio.
Fino a che un solo lavoratore morirà perché là dove doveva esserci un’impalcatura c’era il vuoto o perché maneggiava sostanze pericolose senza le necessarie protezioni o , ancora, perché gli estintori erano vuoti questo non sarà un paese civile: non si può morire lavorando per 1000 euro al mese.
Tutto il resto sono discorsi, propaganda, la solita Italia , forte con i deboli e debole con i forti.
Questo Governo, in perfetta sintonia con la Confindustria, intende manomettere il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro approvato dal precedente Governo Prodi, che cercava di porre un argine a questa carneficina, a questa vergogna nazionale intensificando  i controlli sulla sicurezza e inasprendo  le pene per i contravventori.

Cosa sono questi lacci e lacciuoli dei controlli e delle sanzioni? Che lo spirito libero e selvaggio del liberismo galoppi, in controtendenza con il resto del mondo e se questo significherà qualche centinaio di morti sul lavoro in più ogni anno , è il prezzo inevitabile da pagare al futuro radioso, che questi signori che , nel frattempo ci portano alla rovina, ci prospettano.

Ecco la vera faccia  del PDL e la vera natura dei suoi valori:  un ulteriore attacco alle condizioni di vita dei lavoratori.

Matteo e gli altri avevano un sogno: la vita.

 

Oggi è nato ….

Oggi è nato il PdL, acronimo di Pantano delle Libertà; l’acronimo non è mio, ma lo condivido, è di un amico virtuale.
Non è definibile diversamente da “pantano”, trattandosi di un luogo dove abitualmente vivono i caimani. Lì non esiste la democrazia,  come non esistono le libertà, esiste solo il caimano che fagocita chiunque osi avventurarsi nella prossimità della riva. All’interno del pantano bivaccano solo piccoli parassiti, che il caimano non degna di attenzione; questi parassiti si danno un gran da fare, ripuliscono  il dorso del caimano dagli insetti molesti, e, quando possono, attirano i passanti fingendosi libellule, poi il caimano  fagocita gli imprudenti. In quella palude il caimano è solo, non ha amici con i quali dividere le ore della giornata, li ha divorati tutti senza rimpianto, per soddisfare un appetito primordiale.

I parassiti rimangono imperterriti, hanno trovato il loro habitat più naturale e congeniale, oltre alla protezione garantita dalle possenti mascelle che tutto divorano.

Ma in quel pantano non cresce la vita; non se ne parla assolutamente di DEMOCRAZIA  e LIBERTA’ non c’è spazio vitale per ALTRI  se non per  i succubi parassiti, perchè il caimano vuole tutto…Tutto e basta!!!

E’ questa la grande differenza con il PARTITO DEMOCRATICO,  il bisogno di rifondare il nostro, il mio impegno politico sul coinvolgimento, sul valore della democrazia non come rituale ma come abitudine praticata quotidianamente, su appartenenze e condivisioni profonde in un tempo in cui la flessibilità raccontata come quotidiana possibilità di scegliere e cambiare ha prodotto pure precarietà e smarrimento, su un atteggiamento personale che spinga le persone a potersi fidare della politica ma anche ad essere con lei esigenti.

Questi sono i “democratici”, lei si chiama Debora Serracchiani ( sabato 21 marzo Assemblea Nazionale dei circoli del PD):

Non vogliamo e non possiamo che la “meraviglia” passi. Proteggiamo Roberto Saviano

Siamo certi che quello che racconta Roberto Saviano  siano cose “difficilissime”,  estranee alla nostra terra ?

 

 

Grazie Roberto della tua testimonianza, ognuno di noi è chiamato a portare a termine con coraggio e determinazione il proprio  “dovere”.

La CAMORRA

“La camorra distrugge l’immagine, fa circolare voci, suscita diffidenza. E la memoria è sepolta. Così hanno infangato don Peppe Diana, uccidendolo due volte”. ( Roberto Saviano a “Che tempo che fa”, 25 marzo).

L’Unità del 24 marzo queste cinque domande e cinque risposte di Dacia Maraini.

1 – La violenza sulle donne
Gli stupri non sono aumentati. E le violenze più odiose avvengono in famiglia: una zona oscura di cui si tace. Siamo pronti a gridare contro lo straniero, ma bisognerebbe tener conto di questi drammi sotterranei.

2 – L’untore esterno
È più facile trovare un colpevole fuori da sé, un untore che proviene da culture barbare e non è cristiano come noi. È una forma di autoassoluzione che rassicura.

donna3 – Nessuna pietà
Non c’è pietà verso gli stranieri. È sintomo di un razzismo culturale che mi preoccupa. Quanto è successo ai due romeni in carcere per la vicenda della Caffarella a due italiani non sarebbe accaduto. Non sbattendo il mostro in prima pagina. Con gli stranieri è facile: sono fragili, indifesi, esposti.

4 – Colpa dei media
Sono moltissime. In Spagna i giornali non pubblicano la nazionalità di chi commette un delitto fino alla condanna. Lo trovo giusto. Capisco la fretta dell’opinione pubblica di trovare un colpevole, ma non è detto che un sospettato lo sia. Serve un minimo di pudore.

5 – Il governo
Si dirige verso la coltivazione del razzismo. Non so se ideologico, purtroppo storicamente ben noto, o di comodo, per individuare un capro espiatorio.

BASTA alla “chiamata” periodica per vedersi accertato il proprio stato di salute

Avrebbero diritto all’applicazione di una norma che semplifica la loro vita, invece molti cittadini continuano a essere ingiustamente chiamati a visita per vedere riconfermata una patologia che purtroppo non potrà migliorare. È questa in estrema sintesi la situazione paradossale che sta vivendo la maggior parte dei pazienti interessati dalla legge 80 del 2006.

punto-vMolte organizzazioni di volontariato, oltre ad aver avviato una campagna di mobilitazione e informazione, hanno inviato a Ferruccio Fazio, Sottosegretario al Lavoro, alla Salute e alle Politiche sociali e a Renato Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, una lettera con alcune proposte finalizzate a favorire e sostenere l’applicazione della legge 80. Questo testo, varato grazie anche a una massiccia campagna di mobilitazione di numerose organizzazioni civiche, prevede infatti che tutte le persone affette da patologie o menomazioni destinate ad aggravarsi o stabilizzate, e indicate in un apposito elenco, non debbano più essere sottoposte alla “chiamata” periodica per vedersi accertato il proprio stato di salute.

Con il Decreto 2 agosto 2007, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ed il Ministero della Salute hanno individuato l’ elenco di 12 condizioni patologiche (revisionabile ogni anno) rispetto alle quali sono escluse le visite di controllo.

Ciononostante, i cittadini vengono chiamati a visita e, in attesa della visita, si vedono sospesi i benefici economici legati alla loro patologia, che, invece, spetterebbero loro d’ufficio.

 

i messaggi del nostro premier…

Dobbiamo lavorare di più: questa è la ricetta per superare la crisi, naturalmente a salari e stipendi invariati, che se sei un manager bancario, un parlamentare, un avvocato di Berlusconi, – questi ruoli, a volte sono interscambiabili -, va benissimo ma se guadagni 900 euro al mese e ne spendi 500 o 600 per pagare l’affitto hai due reazioni possibili : la disperazione  o la disperazione.

Questo se lavori. Il problema, per molti, è che non riescono neanche a trovare il lavoro, neanche in un call center a 4 euro l’ora perché l’Italia è il paese d’Europa con il più basso tasso d’occupazione (58%) e questi, giovani ma anche 50enni senza più speranze, come dovrebbero reagire all’invito a lavorare di più?

 

“Siamo chiamati ad essere sentinelle della legalità” don Peppino Diana

Il 19 marzo del 1994 don Peppino Diana fu ucciso dai boss smascherati e spaventati dalle sue parole. La mattina del 19 marzo don Peppino era nella chiesa di San Nicola a Casal di Principe. Era il giorno del suo onomastico. Non si era ancora vestito con gli abiti liturgici e si trovava nella sala riunioni vicino allo studio. I killer entrarono in chiesa, senza far rimbombare i passi nella navata……… Poi gli puntarono la pistola semiautomatica in faccia. Cinque colpi: due lo colpirono al volto, gli altri bucarono la testa, il collo e la mano. Don Peppino Diana aveva 36 anni. Aveva preso posizione esplicita contro lo strapotere della famiglia che dominava la zona. Per questo dobbiamo ricordare i profeti del nostro tempo per prendere coraggio, simboli di rinnovamento e di speranza.

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Non c’è bisogno  di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare. (don Peppe Diana)

dedicato a tutti i … Padri …

…..che ci hanno amati, cresciuti, con la loro presenza discreta.

Father:                                                                       Padre
It’s not time to make a change Non è tempo di cambiare
Just relax, take it easy  Rilassati, prendila con calma
You’re still young, that’s your fault sei ancora giovane, questa è la tuacolpa
There’s so much you have to know hai ancora molte cose da conoscere
Find a girl, settle down trovare una ragazza, sistemarti,
If you want, you can marry se vuoi puoi sposarti
Look at me, I am old Guarda me, sono vecchio,
But I’m happy ma sono felice

I was once like you are now una volta ero come sei tu ora,
And I know that it’s not easy e so che non è facile
To be calm when you’ve found Rimanere calmi quando hai trovato
Something going on qualcosa che va
But take your time, think a lot ma prendi il tuo tempo, pensa a lungo
I think of everything you’ve got Perché, pensa a tutto quello che hai avuto.
For you will still be here tomorrow Per te sarà ancora qui il domani,
But your dreams may not ma forse non i tuoi sogni.

Son:                                                                      Figlio:
How can I try to explain   Come posso provare a spiegare,
When I do he turns away again  quando lo faccio, si volge altrove di nuovo
And it’s always been the same È sempre la stessa vecchia storia
Same old story
From the moment I could talk Dal momento in cui potevo parlare,
I was ordered to listen mi fu ordinato di ascoltare
Now there’s a way and I know  Ora c’è una strada e so
That I have to go away  che devo andarmene
I know I have to go  So che devo andare

Father:                                                                 Padre
It’s not time to make a change  non è tempo di cambiare
Just sit down and take it slowly  Siediti, prendila con calma
You’re still young that’s your fault sei ancora giovane, questa è la tua colpa
There’s so much you have to go through Ci sono ancora molte cose da affrontare
Find a girl, settle down trovare una ragazza, sistemarti,
If you want, you can marry  Se vuoi puoi sposarti
Look at me, I am old Guarda me sono vecchio,
But I’m happy ma sono felice

Son:                                                                        Figlio
All the times that I’ve cried  tutte le volte che piansi,
Keeping all the things I knew inside  tenendo tutto dentro di me
And it’s hard, but it’s harder  È dura, ma è anche dura
To ignore it  ignorare tutto
If they were right I’d agree  Se avevano ragione, ero d’accordo,
But it’s them they know, not me ma sono loro che tu conosci, non me
Now there’s a way and I know  Ora c’è una strada e io so
That i have to go away  che devo andarmene
I know I have to go  So che devo andare

Giovani Democratici: una cartolina-appello a favore dell’”election-day”

E’ partita oggi la campagna dei Giovani democratici per inviare al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, una cartolina-appello per l’accorpamento della data del referendum con quella delle elezioni europee e amministrative.
L’obiettivo è far fare marcia indietro al governo ed evitare lo spreco di oltre 460 milioni di euro (circa mille miliardi delle vecchie lire) utilizzando quegli stessi fondi per la sicurezza di tutti noi.

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L’iniziativa, partita da una proposta dei Giovani Democratici mira ad accorpare i prossimi impegni elettorali, in questo periodo di crisi. Il prossimo giugno milioni di italiani saranno chiamati a scegliere i propri rappresentanti in Europa e nelle amministrazioni locali. Pochi giorni dopo si dovranno recare di nuovo alle urne per il voto referendario. La domanda che da tempo si pone il PD è perché non fare in modo che esista un unico turno, un “election-day”, che permetta di portare ai seggi una volta sola e che, soprattutto, faccia risparmiare oltre 460 milioni di inutili spese elettorali. Una proposta di buon senso, una risposta che è vicina alle persone in grande difficoltà con l’estenuante crisi economica.

In effetti, non pare che esistano valide motivazioni razionali per opporsi a questa richiesta se non quelle degli interessi di pochi, e di una persona in particolare, il cui obiettivo rimane quello di svilire l’importanza dell’istituto referendario e ricompattare una maggioranza sfilacciata. Detto in altri termini, a Berlusconi interessa solo evitare che il referendum ottenga il quorum necessario e poco importa se per ottenere il risultato vengano bruciati 460 milioni di euro in pochi giorni.

Proposta del PD: tassiamo gli stipendi dei parlamentari e i redditi sopra i 120.000 euro

Contro la crisi è necessario un contributo straordinario “una tantum” sui redditi superiori ai 120.000 euro, a partire da quelli dei parlamentari.

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Un contributo pari a 2 punti di IRPEF valido per tutto il 2009 che serve a costituire un fondo di sostegno alla povertà di 500 milioni di euro per venire in aiuto delle persone maggiormente in difficoltà con la crisi economica.

A beneficiarne sarebbero i comuni e le associazioni di volontariato che utilizzerebbero i 500 milioni a loro disposizione per contrastare la povertà estrema.

Tre interrogazioni presentate ad agosto 2008

Nel consiglio comunale di mercoledì prossimo saranno in discussione anche tre Interrogazioni presentate dalla sottoscritta ad agosto 2008.

                            
INTERROGAZIONE

Oggetto: informazioni in merito alla fusione di Auxmedia srl  e Im.Os.srl

La    sottoscritta consigliere comunale, Paola Andreoni
 
Preso Atto

del percorso individuato dall’Amministrazione per la “fusione” di Auxmedia srl e Im.Os srl con la delibera di G.C. n. 233 del 16/7/2008 ;
che il suddetto percorso prevede, come si evince dalla delibera, “l’immediata attivazione senza ulteriori indugi” all’avvio della procedura di fusione;
che tale processo di fusione si sta perfezionando pur non avendo ancora la Auxmedia srl dimesso la partecipazione in Geosport srl;

Tenuto conto

 che quanto sopra descritto circa il futuro delle due società partecipate ( Auxmedia srl e Im.Os srl) ed il percorso individuato della loro fusione e la relativa tempistica, sia da considerarsi, secondo quanto previsto dall’articolo 42 comma 1 lettera g) del TUEL, preciso e specifico indirizzo programmatico del Consiglio Comunale;

Rilevato che

che la volontà dell’Amministrazione e della maggioranza che la sostiene, espressa a chiare lettere nella delibera citata, rende il percorso individuato in merito alla predetta fusione – stante anche il permanere della partecipazione in Geosport  da parte di Auxmedia srl –  incerto ed alquanto contraddittorio

Interroga il Sindaco per conoscere
( ed avere inoltre, una contestuale risposta scritta di quanto richiesto)

1. la situazione di Bilancio al 31/12/2007  attiva e passiva sia della  soc. Auxmedia srl che della soc. Im.Os. srl;
2. la situazione di Bilancio attiva e passiva –  alla data individuata ed operativa  della fusione –  sia della soc. Auxmedia srl che della soc. Im.Os. srl;
3. Le motivazioni per le quali si riconosce  e si giustifica una natura strategica alla soc. Auxmedia srl  nell’ambito delle partecipazioni societarie del Comune di Osimo;
4. Le motivazioni per le quali, strettamente sotto un profilo di VANTAGGIO ECONOMICO, si è ritenuto di procedere alla proclamata fusione.

Osimo lì, 18 agosto 2008                                                      

 Il  consigliere  comunale
capogruppo  del Partito Democratico
Paola Andreoni

 

INTERROGAZIONE 

Oggetto: Reclutamento del personale delle società pubbliche D.L. n.112 25/6/2008

La    sottoscritta consigliere comunale, Paola Andreoni
 
Premesso che

L’art. 18 del Decreto Legge 25 giugno 2008 n.112 intitolato “Reclutamento del personale delle società pubbliche”,  dispone che “….1.a decorrere dal sessantesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, le società che gestiscono servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi di cui al comma 3 dell’articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001. 2. Le altre società a partecipazione pubblica totale o di controllo adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi, anche di derivazione comunitaria, di trasparenza, pubblicità e imparzialità. “
Interroga il Sindaco per conoscere
( ed avere inoltre, una contestuale risposta scritta di quanto richiesto)

1. i provvedimenti adottati in merito dalle varie società che gestiscono i servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica, in particolare i criteri e le modalità adottati rispettivamente dalle singole società per il RECLUTAMENTO DEL PERSONALE e per il CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI che risponda ai principi di derivazione comunitaria, di trasparenza, pubblicità e imparzialità;

2. se nelle more della pubblicazione del suddetto provvedimento le singole società controllate e/o partecipate dal Comune di Osimo hanno adottato provvedimenti di assunzione del personale ;

3. in caso affermativo chiede di conoscere se dette  assunzioni rispondono ai criteri di legittimità individuati dalla Legge,  in tal caso si chiede  la normativa a cui è stato fatto riferimento e da ultimo i nominativi degli assunti e le società che hanno adottato tali provvedimenti;

4. i nominativi del personale assunto a tempo indeterminato nel corso dell’anno 2007 dalle soc. partecipate del Comune di Osimo.

Osimo lì, 18 agosto 2008                    
                                 
 Il  consigliere  comunale
capogruppo  del Partito Democratico
Paola Andreoni

 

INTERROGAZIONE

oggetto: richiesta di accesso agli atti del 1 marzo 2008
              – inevasa senza alcun giustificato motivo.

La    sottoscritta consigliere comunale, Paola Andreoni

 
Premesso che
– ai sensi dell’art. 17 dello Statuto Comunale adottato dal Cons.Com di Osimo con deliberazione n.31 del 21/2/2000;
– ai sensi dell’art.5 del Regolamento Comunale per l’accesso ai documenti amministrativi e l’esercizio del diritto di visione degli atti e dei provvedimenti e del rilascio delle copie;
– ai sensi dell’art. 36 del regolamento del Consiglio Comunale, per il combinato dei quali,  per l’esercizio delle proprie funzioni, ciascun Consigliere Comunale  ha diritto di ottenere senza particolari formalità dagli uffici comunali, dalle aziende, e dagli enti dipendenti, copia di atti, notizie, ed informazioni utili all’espletamento del mandato ”;

Reso noto che
In data 1 marzo  2008 la sottoscritta ha depositato presso l’ufficio protocollo comunale la richiesta di accesso agli atti per il rilascio di copia dell’albo dei Beneficiari di contributi e di varie provvidenze di natura economica erogate dal Comune di Osimo nell’anno 2007;

Preso atto
che la richiesta di documentazione, protocollata in data 1 marzo 2008 sotto forma di domanda di accesso agli atti, non è stata ad oggi ancora evasa, contravvenendo a precise disposizioni legislative, statutarie  e regolamentari in ordine ai diritti di accesso da parte di Consiglieri Comunali

Interroga il Sindaco per conoscere

1) Le motivazioni del mancato adempimento lesivo dei diritti e delle prerogative dei consiglieri comunali.

2) Se è sua intenzione  dare seguito alla legittima richiesta di accesso agli atti presentata in data 1/3/2008;

3) In base a quale disposizione di Legge il Comune di Osimo non provvede a pubblicizzare sul proprio sito telematico  istituzionale, l’Albo dei  Beneficiari di contributi e di varie provvidenze di natura economica erogate dal Comune di Osimo nell’anno 2007.

Osimo lì, 18 agosto 2008                                                      
 Il  consigliere  comunale
capogruppo  del Partito Democratico
Paola Andreoni

Tutti uniti per affrontare la crisi.

Una crisi vera e profonda, che cambierà gli equilibri del mercato, del lavoro e della vita degli italiani: solo guardando la crisi nella sua complessità, senza disfattismo e senza sottovalutarla, per cercare le soluzioni più efficaci, sapremo superarla uscendone in piedi. E insieme.

Lo ha dichiarato anche Dario Franceschini, nella dichiarazione di voto di giovedì in aula, sulla mozione che chiedeva al Governo di riconoscere uno stipendio a chi si trovi a perdere il lavoro dalla fine del 2008 a tutto il 2009:

” dalla crisi, o usciremo tutti insieme o non ci sarà qualcuno che ne esce vincente e qualcuno perdente, in questu’ultimo caso sarà una disfatta per tutti, nessuno riuscirà a tenersene fuori.”

La crisi è una circostanza eccezionale che necessita interventi straordinari: dopo averne negato la portata per mesi, il Governo interviene con ritardo e con manovre insufficienti a dare risposte capaci di dare una svolta alla situazione presente.

Possiamo guardare al futuro…

“Possiamo guardare al futuro.

Perchè se è notte, 

si farà giorno.”

Arrigo Boldrini e Benigno Zaccagnini

 

Paola Andreoni sindaco di Osimo

Contributo di solidarietà – in aiuto delle fasce deboli

Il segretario del Pd Dario Franceschi lancia la proposta di una tassa di solidarieta’ ai piu’ ricchi per venire in aiuto alle fasce piu’ povere degli italiani che si trovano in ulteriore difficolta’ a causa della crisi.

Una tassa una tantum (per il solo 2009) che dovrebbe fruttare 500 milioni di euro da mettere a disposizione delle organizzazioni di volontariato e dei comuni per fare fronte alle richieste crescenti di aiuto, soprattutto alimentare.

La tassa di solidarieta’ sarebbe costituita dal ‘contributo straordinario di 2 punti Irpef a carico dei redditi piu’ alti, compresi quelli dei parlamentari.
La proposta e’ stata lanciata da Franceschini al termine dell’incontro avuto nella mattinata di oggi con i rappresentanti di quasi tutte le associazioni e movimenti di volontariato italiano.

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Un Paese sempre più EFFICENTE

La proposta del nostro Primo Ministro: chiede che in Parlamento votino solamente i capigruppo.

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Anzi, un chiaro segnale d’efficienza sarebbe quello di far votare esclusivamente i capigruppo di maggioranza, ancor meglio del suo partito.

 

 

 

 

 

Stiamo diventando un paese sempre più efficiente.

E’ la carta del popolo

Una sintesi del discorso del Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro alla manifestazione indetta il 13 febbraio 2009 a piazza SS Apostoli dal Partito Democratico, in difesa della Costituzione e solidarietà col Presidente Giorgio Napolitano.

“difenderemo la Costituzione, ma non dovremo prendere l’elmetto, l’ira non serve, basta la ragione.”

Grazie di aver spiegato a quell’ometto di Arcore cos’è davvero la moderazione.

Assegno ai disoccupati: nel Lazio (governatore Marrazzo centro sinistra) è LEGGE.

Mentre se ne discute a livello nazionale, la Regione Lazio senza indugi vara la legge sul “Reddito minimo di cittadinanza”. Grazie al provvedimento supermercatomoneboh_29505approvato il 4 marzo scorso, infatti, i disoccupati, gli inoccupati e i precari che hanno un reddito inferiore a 8.000 euro annui riceveranno un sostegno di 530 euro al mese, oltre ad agevolazioni per servizi culturali e sportivi. L’obiettivo principale resta il reinserimento nel mondo del lavoro.

“Siamo la prima grande regione italiana – ha detto il governatore Piero Marrazzo (centrosinistra) – che si dota di uno strumento fondamentale che non ha nulla a che fare con la vecchia logica assistenzialista. Portiamo un modello di tutela presente in tutti i paesi europei più avanzati: dalla Francia all’Austria, Belgio, Olanda fino ai Paesi scandinavi e anglosassoni”.

I REQUISITI La legge gode di una copertura finanziaria di 20 milioni di euro e dovrebbe interessare circa 20 mila persone per il 2009. Sarà poi compito della Giunta regionale individuare ogni anno i criteri che orienteranno la graduatoria di chi avrà diritto al reddito mensile. A usufruirne saranno in primo luogo le donne e i precari, che nel giro di qualche mese dovrebbero ricevere i primi assegni. Per ottenere i benefici si dovrà dimostrare di essere residenti nel Lazio da almeno 24 mesi al momento della presentazione della domanda, essere iscritti alle liste di collocamento dei Centri per l’impiego e avere un reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro.

Bravo  Marrazzo.