Riflessioni doverose

Dopo aver  tratto in salvo più persone possibili, rifocillato ed assistito i senzatetto, contato le vittime, organizzato la prossima notte, fatto arrivare i soccorsi in ogni paese colpito, alcune riflessioni sono doverose.

Mi ha colpito il fatto che tra gli edifici più danneggiati ci siano quelli pubblici: la prefettura è crollata, la casa dello studente pure. L’ospedale, che è quello nuovo, è inagibile. Delle scuole ancora non sappiamo.

teremoto-aquilaVi sembra normale che proprio i luoghi che per primi dovrebbero essere sicuri, nella quotidianità ma anche nell’emergenza, ancora una volta siano i più malmessi? E’ noto che la provincia de L’Aquila è tra le più sismiche d’Italia e che sta nella zona a più alta intensità di rischio. Allora, perchè ancora una volta tanta leggerezza, tanto malgoverno, tanta indifferenza per la incolumità delle persone?

E le responsabilità ce l’hanno tutti: il governo centrale che eroga pochi fondi, la Regione che non si impegna, i Comuni che lasciano stare. Quanti piani comunali di protezione civile ci sono in Abruzzo, come sono stati pianificati gli interventi per la sicurezza degli edifici pubblici, dove sono i piani di evacuazione?

Si tratta di interrogativi sui quali un ” Paese  civile ” dovrebbe impegnarsi a riflettere  per capire se era possibile evitare almeno in parte tutte queste morti !

Vorrei chiudere questa riflessione con una nota positiva: mai come in queste ore si è visto come l’Italia sia un paese solidale e senza barriere. Tutti, bianchi e neri, immigrati e residenti, si sono mobilitati per portare il loro aiuto alle popolazioni sofferenti. Questo è un bell’esempio di democrazia, di calore umano e di volontariato attivo, che non andrebbe sprecato e che rappresenta uno dei “tesori nascosti” di questo nostro Paese.