Il Venerdì Santo dell’umanità chiede silenzio.

In questi giorni siamo  testimoni di tante Sofferenze diverse:  le tante vittime de L’Aquila, gli altrettanti immigrati annegati al largo della Libia il 31 marzo, le 24.000 persone che secondo l’ONU muoiono ogni giorno di fame,  i senza tetto,  i senza lavoro,  i minori soli,  i senza patria.

 Questo venerdì santo dell’umanità chiede silenzio.

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Un silenzio che però attende il nuovo giorno della risurrezione che, sempre, dopo le notti l’umanità sperimenta. Un giorno nuovo in cui le ferite sono lenite dall’olio della pace, della coesione sociale, della cura dei più deboli, della giustizia, della libertà diffusa, della condivisione dei beni, della possibilità per tutti di conoscere il vero e il bello …

Questi, a ben vedere, non sono solo la speranza della Pasqua. Sono il fine della politica. Il motivo della partecipazione e dell’impegno di ogni cittadino.

In questi giorni siamo  testimoni di tante Sofferenze diverse, ma si è fatta realtà la vicinanza e la solidarietà, di tanti, di tutte quelle persone che da tutte le regioni italiane arriva in queste ore in Abruzzo o di quanti partecipano ai tanti  gesti di solidarietà e di aiuto ai terremotati.

Ed è questo l’augurio e la speranza che ci unisce in questa settimana speciale.