Risposta non c’è, o forse chi lo sa………

Aspettando la risposta alle dieci domande.

Ecco le domande che “Repubblica” ha rivolto a Silvio Berlusconi a conclusione dell’articolo di Giuseppe D’Avanzo pubblicato giovedì 14 maggio.

1) Signor presidente, come e quando ha conosciuto il padre di Noemi Letizia?
 
2) Nel corso di questa amicizia, quante volte vi siete incontrati e dove?
 
3) Come descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto Letizia?
 
4) Perché ha discusso delle candidature con Letizia che non neanche iscritto al Pdl?
 
5) Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
 
6) Quante volte ha avuto modo di incontrare Noemi Letizia e dove?
 
7) Lei si occupa di Noemi e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?
 
8) E’ vero che lei ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo e in politica?
 
9) Veronica Lario ha detto che lei “frequenta minorenni”. Ce ne sono altre che incontra o “alleva”?
 
10) Sua moglie dice che lei “non sta bene” e che andrebbe aiutato. Quali sono le sue condizioni di salute?

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“Mills fu corrotto da Berlusconi”

Così la sentenza: “Mills fu corrotto da Berlusconi” . Vale a dire abbiamo un Presidente del Consiglio “corruttore”.

La replica di Berlusconi:

”  Non sono colpevole, ho il consenso dei cittadini “.

Ricordatevi questa favola, quando prenderete una multa:
“Signor Agente, io non sono passato col rosso, al lavoro ho l’80% delle simpatie dei colleghi ed ho 500 amici su facebook!”.
Non importa che sia falso, basta dirlo con convinzione e ripetutamente.

Art.1 L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Sono in ogni attimo della giornata coinvolta in questa appassionante campagna elettorale, ma non posso non fermarmi per denunciare l’ennesima tragedia sul lavoro.
operaiUno ogni sette ore è il tragico bilancio delle morti sul lavoro. Un vero e proprio bollettino di guerra. Alcuni le chiamano morti bianche, ma il nome più appropriato sarebbe omicidi legalizzati. Un fenomeno che nonostante i buoni propositi non è in diminuzione. Ad ogni assassinio ci si indigna, si grida basta e “mai più”, si posano sui cancelli delle fabbriche, rose, poesie e preghiere. Domani è un altro giorno, ma purtroppo nulla cambia. Per risolvere la piaga degli incidenti sul lavoro bisogna riaffermare la centralità del lavoro. Bisogna eliminare la precarietà, perché il lavoratore precario è un soggetto debole, privo di diritti, talvolta omertoso per necessità e costretto al silenzio per non perdere quel minino di sostentamento necessario per vivere.

Deve fiorire nel Paese una vera e propria cultura della sicurezza e della legalità da insegnare ai ragazzi fin dai primi anni di scuola. Tramite il controllo e la denuncia sociale bisogna fermare quei “padroni” che giocano con le vite altrui, perché le leggi non mancano, sono solo inapplicate.

Ed infine non bisogna dimenticare la solitudine, il disagio e le difficoltà di chi resta, ovvero i famigliari delle vittime ed ancora i sopravissuti, ossia gli invalidi permanenti. Se non si risolve il problema degli assassini sul lavoro non potremmo mai definirci un paese civile.

Venerdì 29 maggio a Piazza Nuova “gliele suoniamo” !!!!!!

serata rock 1

Paola Andreoni sindaco di Osimo

Paola si può fare

 

L’imbarazzo del “bugiardo”

Finalmente in Italia qualcuno si ricorda ancora come si fa giornalismo. Sto parlando di Repubblica e delle sue inchieste su Berlusconi. Voler approfondire la verità sul caso Noemi non è fare gossip, ma trattare una vicenda che va oltre il privato e mette in discussione la credibilità e la moralità del presidente del Consiglio.

berlusconi suda freddoBerlusconi ha già mentito riguardo i suoi rapporti con il padre di Noemi, spacciato per l’autista di Craxi, ma smentito dal figlio dell’allora leader socialista. Improbabile anche la scusa della discussione riguardo le candidature campane per le europee con il signor Letizia. Il premier, nonostante continuino a spuntare foto, video ed interviste compromettenti, continua a nascondere la verità e ad ignorare le 10 domande poste da Repubblica, interrogativi ripresi anche da autorevoli giornali internazionali. All’estero, o meglio in qualsiasi paese normale, per quello che qualcuno si ostina a chiamare gossip un politico serio e trasparente avrebbe già dato le dimissioni. Qui invece nel teatrino della politica italiana finisce tutto in battute e barzellette a go-go.

E’ questo il modello politico che vuole prendere ad esempio il candidato del PDL osimano ?

Paragonarsi a Enzo Tortora: vergognoso.

“Avevamo occhi per vedere e non abbiamo visto niente.”

 Ieri per il fascismo ed oggi per il berlusconismo imperante. Inutile nascondere colpe e reticenze della sinistra, incapace di risolvere, quando è stata chiamata a governare, l’anomalia tutta italiana del conflitto d’interessi di Berlusconi. Adesso, il carnefice e i suoi sodali, vogliono passare per vittime snocciolando i numeri dei suoi infiniti processi, i più furbescamente prescritti, gli altri cancellati grazie a leggi artatamente costruite su misura. enzo_tortoraNella trasmissione “Annozero” ho sentito il pidiellino Maurizio Lupi paragonare Berlusconi ad Enzo Tortora. Una moda visto che anche Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile alcuni mesi fa avevano usato impropriamente questo paragone con il noto conduttore televisivo simbolo della lotta alla giustizia ingiusta. Lasciate stare i santi verrebbe da dire in chiave laica. Bisognerebbe che qualcuno ricordasse a Lupi che Enzo Tortora non scelse scorciatoie, ma con una straordinaria dignità di persona per bene qual’era rinunciò all’immunità parlamentare per farsi giudicare. Faccia lo stesso Berlusconi.