Per quanto ancora in libertà ?

bavaglio all'informazioneIl governo va avanti come un bulldozer e i suoi scellerati propositi prendono corpo. Berlusconi non si accontenta più di “indirizzare” personalmente gran parte dell’informazione, ora pretende di mettere la mordacchia anche a quelle poche oasi che non rispondono agli ordini. Mi riferisco alla legge che limita la libertà di informazione, approvata alla Camera e in grado di assestare un colpo definitivo agli equilibri costituzionali che fino ad oggi hanno retto la nostra zoppicante democrazia. Con la scusa di tutelare la privacy, il potere si blinda. Il controllo pubblico sull’operato dei governi, di fatto, scomparirà, e il solo controllo giudiziario, con i suoi tempi elefantiaci, non preoccupa più di tanto i padroni del vapore, capaci comunque, alla peggio, di approvarsi al volo una bella legge ad hoc. Il limite di 60 giorni per le intercettazioni è poi un non senso. Questo provvedimento è un regalo per tutti coloro che vogliono tornare in tranquillità ad essere brillanti interlocutori di mondi più o meno visibili. In una recente intercettazione, alcuni mafiosi, parlando tra di loro esclamano: “dell’Utri non lo dobbiamo nominare mai”. Ecco, da ora in avanti possono stare più tranquilli, perché, se anche parlano, nessuno li ascolta.