Un libro che vi consiglio

L’ho appena terminato di leggere, scritto da questa donna straordinaria per il coraggio e la determinazione, che le sono costate la vita. 

Un piccolo angolo d’inferno di Politkovskaja Anna.
Racconta di bambini che passano i loro vuoti pomeriggi a raccontarsi, seduti all’ombra delle macerie, storie di uomini misteriosamente scomparsi. Madri che in affannose corse contro il tempo bussano alle porte dei villaggi in cerca di denaro per riscattare i figli dalle mani di un esercito di aguzzini. Un popolo intero umiliato da anni di privazioni, violenze e indifferenza. Questa è la Cecenia, un Paese tenuto accuratamente lontano dai riflettori dove “la tortura è la norma, le esecuzioni senza processo sono routine e le razzie e i saccheggi un luogo comune”. Una terra battuta dalla guerra, minacciata dal fuoco delle sanguinarie milizie indipendentiste e messa ancor più in pericolo da un esercito corrotto, complice e profittatore di uno spietato disegno politico. E la vittima di tanta cruda insensatezza non è un’astratta entità statale ma una popolazione inerme, costantemente sotto minaccia, privata del diritto e della dignità. Inviata sul campo dal settimanale di ispirazione liberale “Novaja Gazeta”, Anna Politkovskaja ha avuto il coraggio di rompere il silenzio svelando al mondo gli orrori della Cecenia, senza censure né remore nell’accusare Putin e nel parlare di genocidio. Per anni la sua voce è stata l’unico filo di collegamento tra quelle terre dimenticate e il resto del mondo.

Siamo sicuri?

savonarola5Una ronda non fa primavera.

 

 

                           Savonarola

Presentata la mozione consiliare ANTI-RONDE

Per evitare che nella nostra città vengano realizzate le ronde di cittadini, i gruppi consiliari del  Partito Democratico e della Sinistra e Libertà hanno presentato una mozione da discutere e votare in aula. Il provvedimento impegna il sindaco e la giunta a non avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati per il controllo del territorio e a considerare la sicurezza dei cittadini come diritto inalienabile la cui tutela è compito primario e ineludibile dello Stato e delle forze dell’ordine. Con la mozione si chiede anche di esprimere questo orientamento al Prefetto e al comitato per l’Ordine pubblico e la sicurezza. Si chiedono inoltre  interventi  sulla strada dell’inclusione sociale, del dialogo interculturale e della democrazia partecipata, promuovendo la creazione di spazi di confronto e di conoscenza reciproca tra italiani e stranieri e favorendo l’impegno attivo e solidale dei cittadini.

Da parte di tutti i consiglieri firmatari della mozione – Andreoni P., Bernardini D., Cardinali F., Pugnaloni S., Severini A. e Franchini F – si afferma la considerazione che ” il tema della sicurezza e’ delicatissimo e tocca tutti ma va affrontato con responsabilita’ e consapevolezza e non attraverso le ronde.  Questo e’ un compito delicato, che lo Stato ha demandato alle forze dell’ordine alle quali devono andare piu’ fondi, piu’ personale e piu’ sostegno. La segnalazione dei problemi alle forze dell’ordine e’ gia’ un dovere civile dei cittadini, e non servono le c.d. ronde”.

Testo della MOZIONE:

oggetto:  Il Comune di Osimo  non si avvarrà della collaborazione di associazioni tra cittadini  non armati per il controllo del territorio”.

 I sottoscritti Consiglieri Comunali del Partito Democratico e della Sinistra e Libertà, propongono la seguente mozione da inserire, all’Ordine del Giorno della prossima riunione del Consiglio Comunale.
                                                                premesso
 che la sicurezza è un diritto inalienabile dei cittadini ma la sua tutela è compito primario e  ineludibile dello Stato e delle Forze dell’Ordine;

 che il Disegno di Legge n. 733-b del 2 luglio 2009, presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri (Berlusconi), dal Ministro dell’Interno (Maroni) e dal Ministro della Giustizia (Alfano) approvato dal Senato della Repubblica il 5 febbraio 2009 modificato dalla Camera dei deputati il 14 maggio 2009 e definitivamente approvato dal Senato nella seduta del 2 luglio 2009 avente ad oggetto “disposizioni in materia di sicurezza pubblica” prevede all’art. 52 che “Gli enti locali, previo parere del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, sono legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare agli organi di polizia locale, ovvero alle Forze di polizia dello Stato, eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale.”;
                                                               considerato
 – che l’obiettivo della sicurezza e della tranquillità sociale non può essere raggiunto mediante l’opera delle associazioni tra cittadini non armati, cioè attraverso l’affidamento del controllo del territorio a formazioni private di cittadini col rischio di avviare un processo di indebolimento del ruolo e delle funzioni dello Stato in materia di difesa della legalità e di ordine pubblico;
 – che tale misura inutile e di facciata, che mira a garantire la sicurezza dei cittadini a costo zero, danneggia l’immagine delle nostre città, alimenta il clima di paura e di xenofobia dovuto anche all’amplificazione strumentale da parte dei mass media di alcuni fatti di cronaca che vedrebbero protagonisti negativi solo gli stranieri;
– che tale soluzione del governo contrasta con il principio di neutralità che viene garantito dalle forze di polizia: le prime avvisaglie organizzative testimoniano infatti che c’è il fondato rischio che le cosiddette “ronde” siano promosse o ispirate da determinate forze politiche;
– che Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, nonostante le condizioni di difficoltà e di limitazione della loro operatività dovute ai tagli delle risorse imposti in questi anni, riescono ad assicurare sul territorio un apprezzabile servizio;
– che tale misura è ritenuta da tutti i Sindacati di Polizia e dal COCER dell’Arma dei carabinieri impraticabile e inconciliabile con l’impianto di sicurezza che si è dato il nostro Paese ed è considerata d’intralcio e di appesantimento per il lavoro stesso delle forze dell’ordine. In particolare, il Sindacato Autonomo di Polizia esorta i Sindaci delle grandi città a non mettere a repentaglio con tale utilizzo la vita dei cittadini;
– che l’Unione Camere Penali Italiane si oppone anch’essa alle “ronde” sottolineando che la sicurezza pubblica va tutelata con grande rigore e nel rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà costituzionali, con una presenza forte ed efficace delle istituzioni, degli organi di polizia e di prevenzione, con l’uso intelligente del potere esecutivo sul territorio senza cedere a scorciatoie semplificanti e senza far velo di principi dello Stato di diritto;
 – che anche l’Associazione Nazionale Magistrati ha ribadito che il fondamentale dovere civico dei cittadini sia quello di denunciare i fatti di reato come prevede il Codice e testimoniare nel processo, e come fondamentale per la tutela dell’ordine pubblico sia l’attività delle forze di polizia.

Tutto ciò premesso e considerato
propongono
che il Consiglio Comunale
impegni Sindaco e Giunta

 1) a non avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati per il controllo del territorio – come previsto dal Disegno di Legge n. 733-b definitivamente approvato dal Senato nella seduta del 2 luglio 2009  all’art. 52 – e a considerare la sicurezza dei cittadini come diritto inalienabile la cui tutela è compito primario e ineludibile dello Stato e delle Forze dell’Ordine;
 2) a rappresentare tale orientamento a S.E. il Prefetto, al Comitato Provinciale per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza ed alle Forze dell’Ordine – Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza – presenti nel territorio comunale;
 3) ad attivare politiche ed iniziative di inclusione sociale, di dialogo interculturale e di democrazia partecipata, promuovendo la creazione di spazi di confronto e di conoscenza reciproca tra italiani e stranieri e favorendo l’impegno attivo e solidale dei cittadini. Nella consapevolezza che l’Ente Comunale non si occupa di ordine pubblico e che il suo spazio di intervento è quello della prevenzione;
 4) Ad operarsi per aumentare le risorse da destinare alla Polizia Municipale favorendo, con una maggiore presenza nei quartieri, la fattiva collaborazione tra cittadini e Forze dell’Ordine al fine di garantire la tranquillità e favorire la coesione sociale.
Osimo il 13 luglio 2009

  I consiglieri  comunali :   Paola Andreoni, Daniele Bernardini, Flavio Cardinali,  Simone Pugnaloni,  Argentina Severini,  Federica Franchini

City Manager ad Osimo: la città ne può fare a meno !!

La telenovela city manager in Osimo, sta diventando davvero insopportabile! Da un lato lascia trasparire l’incapacità di Simoncini di governare Osimo senza l’ormai troppo ingombrante figura del suo predecessore. Da Simoncini è lecito aspettarsi un sussulto di dignità e di autonomia dal suo predecessore. Ciò sta di fatto paralizzando l’attività amministrativa di Osimo. E’ ormai un mese che Simoncini è stato eletto e l’unica cosa che ha fatto è una delibera su misura per spianare la strada a Latini per l’incarico di city manager. Con tutti i problemi che Osimo ha, questo non solo appare assurdo ma è assolutamente inaccettabile! Come pure è inaccettabile, di questi tempi, lo sperpero di denaro pubblico per la figura di un city manager in città delle dimensioni di Osimo. Se Simoncini vuole al suo fianco Latini non si capisce perché non l’abbia nominato assessore, i cui compensi sono indubbiamente inferiori a quelli di un city manager, con indubbio risparmio di oneri per la città. Simonicini dia un segnale di sobrietà, dimostri di non voler sperperare inutilmente il denaro pubblico, e si preoccupi dei problemi di Osimo liberandosi una volta per tutte dalla morsa del suo predecessore.