OPINION COLPO: pronto, parlo con la Provincia ?

homer– Pronto, parlo con la Provincia?

– Si, chi parla?

– Buongiorno, sono Simone Nencini e vorrei la Casagrande.

– Guardi, deve fare domanda per le case popolari, però intanto la informo che quella più grande misura 80 metri quadri.

Colpoditacco

Solidarietà

crisiEsprimo tutta la mia solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Innse. Come è noto gli operai della Innse avevano continuato a produrre, tramite l’autogestione, nonostante la chiusura dell’azienda. Una situazione simile a quella di tante fabbriche argentine, durante la crisi, abbandonate da speculatori senza scrupoli e fatte “rifiorire” dai lavoratori. Purtroppo anche in Italia molti pseudo-imprenditori vorrebbero chiudere le loro aziende (addirittura senza problemi economici), licenziando e dunque lasciando sul lastrico i lavoratori e le loro famiglie. Da oggi, grazie all’esempio della Innse, gli operai non subiranno più passivamente torti e diventeranno protagonisti del loro futuro. Per quanto riguarda il destino della Insse il “padrone” vorrebbe smantellare lo stabilimento per una mera speculazione edilizia in vista dell’Expo milanese. Il governo, posto di fronte alla scelta: “padroni o lavoratori” ha scelto naturalmente di stare dalla parte dei primi, com’era ovvio.

Solidarietà e buone ferie anche ai lavoratori ed ai tanti “veri ed autentici” piccoli artigiani ed imprenditori osimani che da lunedì andranno in ferie con le loro maestranze con il peso e la preoccupazione di cosa accadrà a settembre.
C’è una crisi in atto tremenda e il termine è inferiore all’effettivo stato delle cose” queste le parole che mi ha trasmesso chi sta in prima linea e vive sulla propria pelle lo stato dell’economia reale del nostro Paese.
Paola Andreoni

 

I nostri nipoti costretti a studiare il dialetto.

savonarola5Mentre l’Italia va a catafascio, fra incendi dolosi, ospedali seminuovi  pericolosi perché fatti con un cemento “troppo sabbioso”, mentre il  nostro parlamento ha varato una legge razzista che punisce i migranti  per il solo fatto di esistere, mentre non ci sono soldi per nulla,  tranne che per comprare armi e tornare al nucleare (dimostrando così che  le scelte referendarie fatte a suo tempo dagli italiani, non contano  nulla per chi ci governa), la lega non trova di meglio che proporre un  test di dialetto per i professori. Pensando alle mie Marche  mi chiedo a quale dialetto si farebbe riferimento, nell’ipotesi la legge  passasse. Per fare un esempio, dove abito io la parola “bambino” nel dialetto locale si dice “bardascio”, mentre a 25 km. di distanza (Ancona e giù di lì) si dice “fiolo” e “ucriatùra” a Filottrano quale dei tre termini è più  “marchigiano  autentico”? E se “l’osimano” non fosse rappresentativo e si  decidesse di usare il dialetto “anconetano” piuttosto che il “pesares” o il  “umaceratese” o “il castellllano”, qualcuno dei locali potrebbe offendersi e  decidere che nella propria scuola i professori dovranno sostenere un  esame di cultura paesana, dimostrando di conoscere i soprannomi  delle principali famiglie del posto.
In attesa delle disposizioni della Lega, eccovi il cartello comparso in  un condominio vicino il mio palazzo: 
 VISTO CHE IL PARCHEGGIO E’ CONDOMINIALE, I NON CONDOMINIALI SONO PREGATI  DI PARCHEGGIARE FUORI. GRAZIE.
 Chiaro, no?  Ci manca proprio lo studio dei dialetti.

                        Savonarola