Tariffa Rifiuti: l’IVA non va applicata e deve essere restituita ai cittadini.

Tariffa Rifiuti: l’IVA deve essere restituita ai cittadini. L’aggravio dell’IVA sul pagamento della tatarsu ivassa rifiuti è illegittima. A stabilirlo è stata prima la Corte di Cassazione ed ora in modo definitivo la Corte Costituzionale, in base al fatto che quella sui rifiuti non è una tariffa, su cui può gravare l’IVA, ma una tassa a tutti gli effetti.

Con una recente sentenza (n. 238 del 24 luglio 2009)  la Corte Costituzionale ha riconosciuto natura tributaria alla Tia, dichiarandone in modo esplicito l’esclusione dal campo di applicazione dell’Iva.
L’analisi svolta dalla Corte Costituzionale ha rilevato, in relazione agli elementi di analogia tra TARSU e TIA, che entrambi i prelievi sono estranei all’applicazione dell’IVA (cfr. Citata sentenza sub 7.2.3.6.), concludendo che la tariffa di igiene ambientale è una prestazione tributaria.
Al riguardo, anche tenendo presente che la definizione dal legislatore, con l’art. 238 del D.lgs. 3/4/2006 n. 152: <<corrispettivo per lo svolgimento del servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani>>, è di tutta evidenza che la natura tributaria della prestazione, come statuita dalla suprema corte, vieta che sulla T.I.A. sia prelevata l’imposta di valore aggiunto (I.V.A.).Tradotto significa che si apre una questione assai delicata per i protagonisti della vicenda vale a dire i Comuni ( come il comune di Osimo) che con la scelta di passare dalla Tarsu alla Tia hanno fatto addebitare sulle bollette (fatture) del servizio rifiuti l’Iva ai cittadini e i cittadini stessi che l’hanno pagata e che adesso avrebbero diritto al rimborso.

Alla luce delle predette considerazioni, si invita Il Sindaco a mettere in atto ogni iniziativa utile per l’immediata non applicazione dell’Iva dalle bollette e per valutare e individuare i modi per garantire la restituzione, qualora ce ne fossero le condizioni, ai cittadini utenti delle somme già pagate ma non dovute.

Paola Andreoni