Un miliardo di clic per dire BASTA alla fame nel mondo.

appello_fao_2009

«Uno, due, tre, quattro, cinque: ecco un bambino è morto di fame». Semplice, secco, senza musica né immagini. Solo Jacques Diouf davanti ad uno sfondo nero. Pochi secondi di video per lanciare sul sito http://www.1billionhungry.org./ la petizione online per dire «I agree», «sono d’accordo, dico no alla morte per fame» che oggi, nel 2009, mette a rischio la vita di oltre un miliardo di persone in tutto il mondo.
LA CAMPAGNA – È il direttore generale della Fao a metterci la faccia. Diouf lancia l’iniziativa in vista del vertice mondiale sulla sicurezza alimentare che si terrà a Roma dal 16 al 18 novembre prossimo e che radunerà molti grandi della terra a parlare di sicurezza alimentare. Ma soprattutto di emergenza fame. «Con un solo clic – spiega Diouf – chiunque potrà registrare il proprio dissenso rispetto all’attuale situazione che vede oltre un miliardo di affamati nel mondo e ogni clic servirà come spinta ad agire per i nostri capi di Stato e di governo». L’obiettivo di Diouf è quello di ottenere un miliardo di adesioni, come gli affamati: «Sono sicuro riusciremo a raggiungerlo».
Firma anche tu fai un click sull’immagine qui sopra o sul link evidenziato in rosso.

Passo indietro sulla Banda Larga.

banda largaSe serviva un’altra conferma alla pochezza del Governo nell’affrontare la crisi, è arrivata. La dichiarazione del vicepresidente del Consiglio di destinare ad altro 800 milioni che dovevano essere impiegati per dotare il paese di infrastrutture tecnologiche, per avere una possibilità di accesso veloce a internet. La cosi detta larga banda. Senza perdersi in tecnicismi (si prevedeva, per tutti, un accesso a 20 Mbps), basterebbe ricordare che su questo argomento l’Italia è piuttosto in ritardo rispetto ai principali paesi europei. Doveva essere un allineamento a quello che altrove è la norma, invece si rimanda un po’. Tanto eravamo già in ritardo…

Ma questa decisione è politica e ci dice diverse cose.
Intanto che questo Governo non ha un’idea di quale paese sarà l’Italia quando la crisi passerà. Attende la fine della crisi pensando che poi torneremo, chi più, chi meno, come prima. Non sembra esserci la consapevolezza di essere dentro un cambiamento epocale prima ancora che dentro una crisi.

Poi, se è vero come ha detto Letta, che è una questione di priorità, sarebbe interessante sapere qual’è l’ordine delle priorità. Sappiamo che, di fronte  ad una situazione già critica, il Governo, con il muto assenso della Lega, ha dato priorità assoluta, nel suo primo grande intervento, all’abolizione dell’ICI. Li sono finiti tanti soldi che potevano essere utili per affrontare la crisi.
In seguito la priorità è stata quella di svendere Alitalia mettendo sulle spalle dei cittadini il suo debito pauroso. Una tassa occulta fatta da chi si vanta di non mettere le mani nelle tasche degli italiani. In realtà le hanno messe, coi guanti!
Poi c’è sempre l’emergenza giustizia, ossessione quotidiana e priorità assoluta. Col silenzio consenziente dei paladini del nord.
Ora scopriamo che le infrastrutture informatiche non sono una priorità.

Un altro elemento è la scarsa attenzione ai giovani. Internet è apprezzata ed utilizzata a tutte le età ma per i più giovani è, e sarà, uno strumento vitale di lavoro, svago, socialità. Le potenzialità sono enormi e chi la usa lo sa. Non si tratta di stare davanti a un computer tutto il giorno come i maliziosi insinuano. Si tratta di stare dentro il proprio tempo.

L’argomento è molto importante, se si vuole essere un Paese moderno. Perfino Confindustria ha protestato per questa decisione. Il ministro Scajola ha sostenuto che non si possono togliere quei finanziamenti. Anche questo è un atteggiamento che sta diventando un’abitudine. Il Governo decide qualcosa, il ministro competente alza la voce e fa l’opposizione al Governo.
Un po’ come dire: noi le buttiamo li, se non vi piacciono c’è sempre un ministro che accoglie e fa sue le vostre proteste.

SAVIANO CANDIDATO alla Regione Campania ?

Trovo intelligente e costruttiva la proposta di candidare Saviano alla regione Campania. Ci vuole un segno chiaro di discontinuità, di coraggio.

Saviano può anche unificare, aggregare una vasta area politica e rappresentare un segnale non equivoco al mondo delle mafie.