Opinion Colpo: padrini e padrigni

Berlusconi dopo che ha parlato Spatuzza:
“E’ folle quello di cui mi accusano, sono cose incredibili: il nostro è il governo che ha fatto di più contro la mafia”.

Berlusconi dopo che ha parlato Graviano il quale ha smentito Spatuzza:
“E che vi devo dire? Siamo alle comiche. Che vi aspettavate? Sono tutte chiacchiere, tutte falsità”.

Spatuzza e Graviano sono due delinquenti. Se Spatuzza non è credibile, perché dovrebbe esserlo Graviano?

Colpoditacco

In battaglia… ma lottando per il bene

Ho ricevuto questo onore con grande gratitudine e grande umiltà. È un riconoscimento che parla alla nostra più alta ispirazione: quella per la quale, nonostante tutta la crudeltà e durezza del mondo, sappiamo che non siamo semplici prigionieri del fato.
Le nostre azioni contano, e possono indirizzare la storia nella direzione della giustizia.
E tuttavia sarei reticente se non riconoscessi la considerevole controversia che la vostra generosa decisione ha generato. In parte, è dovuta al fatto che io sono all’inizio, e non alla fine, del mio impegno sullo scenario mondiale. Paragonato ad alcuni giganti della storia che hanno ricevuto questo premio – Schweitzer e King, Marshall e Mandela – i miei risultati sono minimi. E poi ci sono uomini e donne nel mondo che sono stati incarcerati e percossi perché cercavano giustizia, ci sono quelli che lavorano duramente nelle organizzazioni umanitarie per portare sollievo ai sofferenti, i milioni che, senza riconoscimenti, con la loro calma e il loro coraggio sono fonte di ispirazione anche per i più cinici. Non posso contraddire chi trova che questi uomini e donne – alcuni conosciuti, altri ignoti a tutti tranne a quelli che aiutano – si meritano di gran lunga più di me questo onore.
Ma forse l’argomento più profondo che accompagna la consegna di questo premio riguarda il fatto che io sono il Comandante in capo di una nazione in mezzo a due guerre. Una di queste sta finendo. L’altra è un conflitto che l’America non ha cercato, un conflitto nel quale siamo stati affiancati dalle altre 43 nazioni – Norvegia compresa – nello sforzo di difendere noi stessi e tutte le nazioni da altri attacchi. Siamo ancora in guerra, e io sono responsabile del dispiegamento di migliaia di giovani in una terra lontana, a combattere.
Nel corso della storia umana, filosofi, religiosi e uomini di Stato hanno cercato di regolare il potere distruttivo della guerra. È emerso il concetto di «guerra giusta», che suggeriva che una guerra è giustificata soltanto quando rispetta alcune precondizioni: se è l’ultima risorsa rimasta o è autodifesa, se l’uso della forza è proporzionato e se, per quanto possibile, i civili sono risparmiati. Per la maggior parte della Storia il concetto di guerra giusta è stato raramente osservato. La capacità degli esseri umani nell’escogitare nuovi modi per uccidersi l’un l’altro si è dimostrata inesauribile. Le guerre tra eserciti cedettero il passo alle guerre tra nazioni, guerre totali in cui la distinzione tra combattenti e civili divenne confusa. Nello spazio di trent’anni, questa carneficina sommerse due volte questo continente.
[…] Dobbiamo riconoscere la dura verità: non potremo sradicare durante la nostra vita i conflitti violenti. Ci saranno momenti in cui le nazioni – individualmente o in concerto con altre – troveranno che l’uso della forza non è solo necessario ma moralmente giustificato. Faccio questa affermazione con in mente quello che Martin Luther King disse in questa stessa cerimonia anni fa: «La violenza non porta mai a una pace permanente. Non risolve i problemi sociali, ne crea solamente di nuovi e più complicati». Come persona che sta qui come diretta conseguenza dell’azione di King durante la sua vita, sono un testimone vivente della forza morale della non violenza. So che non c’è nulla di debole, nulla di passivo, nulla di naïf, nel credo e nelle vite di Gandhi e King.
[…] Per cominciare, credo che tutte le nazioni – forti e deboli – debbano aderire agli standard che regolano l’uso della forza. Io – come ogni capo di Stato – ho il diritto di agire unilateralmente se è necessario a difendere il mio Paese. Tuttavia sono convinto che aderire agli standard rafforza chi lo fa e isola, e indebolisce, chi non lo fa. Il mondo si è stretto al fianco dell’America dopo l’11 settembre, e continua a sostenere i nostri sforzi in Afghanistan, a causa dell’orrore di questi attacchi insensati e riconosce il principio dell’autodifesa. Allo stesso modo, il mondo riconobbe la necessità di contrastare Saddam Hussein quando invase il Kuwait: un consenso che mandò un chiaro messaggio riguardo ai costi di un’aggressione. Al contrario, l’America non può insistere che altri rispettino le regole che essa stessa rifiuta di seguire. Perché quando non le seguiamo, la nostra azione può apparire arbitraria, e indebolire la legittimità di futuri interventi, non importa quanto giustificati.
[…] Dobbiamo riconoscere la dura verità: non potremo sradicare durante la nostra vita i conflitti violenti. Ci saranno momenti in cui le nazioni – individualmente o in concerto con altre – troveranno che l’uso della forza non è solo necessario ma moralmente giustificato. Faccio questa affermazione con in mente quello che Martin Luther King disse in questa stessa cerimonia anni fa: «La violenza non porta mai a una pace permanente. Non risolve i problemi sociali, ne crea solamente di nuovi e più complicati». Come persona che sta qui come diretta conseguenza dell’azione di King durante la sua vita, sono un testimone vivente della forza morale della non violenza. So che non c’è nulla di debole, nulla di passivo, nulla di naïf, nel credo e nelle vite di Gandhi e King.
[…] Per cominciare, credo che tutte le nazioni – forti e deboli – debbano aderire agli standard che regolano l’uso della forza. Io – come ogni capo di Stato – ho il diritto di agire unilateralmente se è necessario a difendere il mio Paese. Tuttavia sono convinto che aderire agli standard rafforza chi lo fa e isola, e indebolisce, chi non lo fa. Il mondo si è stretto al fianco dell’America dopo l’11 settembre, e continua a sostenere i nostri sforzi in Afghanistan, a causa dell’orrore di questi attacchi insensati e riconosce il principio dell’autodifesa. Allo stesso modo, il mondo riconobbe la necessità di contrastare Saddam Hussein quando invase il Kuwait: un consenso che mandò un chiaro messaggio riguardo ai costi di un’aggressione. Al contrario, l’America non può insistere che altri rispettino le regole che essa stessa rifiuta di seguire. Perché quando non le seguiamo, la nostra azione può apparire arbitraria, e indebolire la legittimità di futuri interventi, non importa quanto giustificati.
[…] Da qualche parte, oggi, un giovane dimostrante attende la brutalità del suo governo, ma ha il coraggio di manifestare. Da qualche parte, oggi, una madre, affrontando il fardello della povertà, trova lo stesso il tempo di istruire i suoi bambini, c’è qualcuno che crede che nel mondo crudele ci sia lo stesso posto per i suoi sogni.
Viviamo seguendo il loro esempio. Possiamo riconoscere che l’oppressione sarà sempre con noi, e ugualmente lottare per la giustizia. Possiamo capire che siamo in guerra, e ugualmente lottare per la pace. Possiamo farlo perché è la storia del progresso umano, perché è la speranza di tutto il mondo. E in questo momento di sfide deve essere il nostro lavoro qui sulla Terra.

BARACK OBAMA
 

dove ci porterà questa guerra degli attributi ?

Bossi ce l’ha duro.
Silvio ha le palle.

Sim&Lat le vogliono solo in alluminio,
Colpoditacco se l’è rotte,
agli amici  della redazione gli girano..

Ora siamo al completo.

Savonarola

..aperto il conflitto degli attributi

La minaccia di Berlusconi di cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza e dopo l’ultimo suo attacco ai giudici pronunciato ieri durante il congresso del Ppe, si pone urgente il problema di porre fine a questo eterno scontro istituzionale che blocca qualsiasi progetto di riforma e danneggia l’immagine dell’Italia nel mondo. Quasi tutti non condividono le parole e le intenzioni del premier o almeno chiedono di precisare, da Casini che si dice allucinato dalle dichiarazioni del premier, al Presidente Napolitano, rammaricato e preoccupato, passando per Bersani secondo cui il Cavaliere ormai: “è un problema per l’Italia e bisogna mandarlo via” e Di Pietro che chiede le dimissioni del premier, denunciando il “clima da scontro di piazza” e il rischio di un’azione violenta. Berlusconi ha detto di non voler mollare perché ha le “palle”. Sappia il signor Berlusconi che le abbiamo anche noi,  e le nostre hanno cominciato a girare…

gli amici della redazione

Berlusconi, un pensiero unico: se stesso e le sue ditte.

Ecco le leggi che hanno aiutato Berlusconi

Qui di seguito tutte le leggi approvate dal 2001 ad oggi dai governi di centrodestra che hanno prodotto benefici effetti per Berlusconi e le sue società:
1 Legge n. 367/2001. Rogatorie internazionali. Limita l’utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una   rogatoria. La nuova disciplina ha lo scopo di coprire i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Cesare Previti e Renato Squillante, al centro del processo “Sme-Ariosto 1” (corruzione in atti giudiziari).

2 Legge n. 383/2001 (cosiddetta “Tremonti bis”). Abolizione dell’imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni. (Il governo dell’Ulivo l’aveva abolita per patrimoni fino a 350 milioni di lire).

3 Legge n.61/2001 (Riforma del diritto societario). Depenalizzazione del falso in bilancio. La nuova disciplina del falso in bilancio consente a Berlusconi di essere assolto perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato” nei processi “All Iberian 2” e “Sme-Ariosto2”.

4 Legge 248/2002 (cosiddetta “legge Cirami sul legittimo sospetto”). Introduce il “legittimo sospetto” sull’imparzialità del giudice, quale causa di ricusazione e trasferimento del processo (“In ogni stato e grado del processo di merito, quando gravi situazioni locali, tali da turbare lo svolgimento del processo e non  altrimenti eliminabili, pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo ovvero la sicurezza o l’incolumità pubblica, o determinano motivi di legittimo sospetto, la Corte di cassazione, su  richiesta motivata del procuratore generale presso la Corte di appello o del pubblico ministero presso il giudice che procede o dell’imputato, rimette il processo ad altro giudice”). La norma è sistematicamente
invocata dagli avvocati di Berlusconi e Previti nei processi che li vedono imputati.

5 Decreto legge n. 282/2002 (cosiddetto “decreto salva-calcio”). Introduce una norma che consente alle società sportive (tra cui il Milan) di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di dieci anni, con importanti benefici economici in termini fiscali.

6 Legge n. 289/2002 (Legge finanziaria 2003). Condono fiscale. A beneficiare del condono “tombale” anche le  imprese del gruppo Mediaset.

7 Legge n.140/2003 (cosiddetto “Lodo Schifani”). E’ il primo tentativo per rendere immune Silvio Berlusconi.  Introduce ildivieto di sottomissione a processi delle cinque più altre cariche dello Stato (presidenti della  Repubblica, della Corte Costituzionale, del Senato, della Camera, del Consiglio). La legge è dichiarata incostituzionale dalla sentenza della Consulta n. 13 del 2004.

8 Decreto-legge n.352/2003 (cosiddetto “Decreto-salva Rete 4”). Introduce una norma ad hoc per consentire a rete 4 di continuare a trasmettere in analogico.

9 Legge n.350/2003 (Finanziaria 2004). Legge 311/2004 (Finanziaria 2005). Nelle norme sul digitale terrestre, è introdotto un incentivo statale all’acquisto di decoder. A beneficiare in forma prevalente dell’incentivo è la società Solari. com, il principale distributore in Italia dei decoder digitali Amstrad del tipo “Mhp”. La società controllata al 51 per cento da Paolo e Alessia Berlusconi.

10 Legge 112/2004 (cosiddetta “Legge Gasparri”). Riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni.
Introduce il Sistema integrato delle comunicazioni. Scriverà il capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi: “Il sistema integrato delle comunicazioni (Sic) – assunto dalla legge in esame come base di riferimento per il calcolo dei ricavi dei singoli operatori di comunicazione – potrebbe consentire, a causa della sua dimensione, a chi ne detenga il 20% di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti”.

11 Legge n.308/2004. Estensione del condono edilizio alle aree protette. Nella scia del condono edilizio introdotto dal decreto legge n. 269/2003, la nuova disciplina ammette le zone protette tra le aree condonabili. E quindi anche alle aree di Villa Certosa di proprietà della famiglia Berlusconi.

12 Legge n. 251/2005 (cosiddetta “ex Cirielli”). Introduce una riduzione dei termini di prescrizione. La norma consente l’estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi “Lodo Mondadori”, “Lentini”, “Diritti tv Mediaset”.

13 Decreto legislativo n. 252 del 2005 (Testo unico della previdenza complementare). Nella scia della riforma della previdenza complementare, si inseriscono norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale, a beneficio anche della società assicurative di proprietà della famiglia Berlusconi.

14 Legge 46/2006 (cosiddetta “legge Pecorella”). Introduce l’inappellabilità da parte del pubblico ministero per  e sole sentenze di proscioglimento. La Corte Costituzionale la dichiara parzialmente incostituzionale con la
sentenza n. 26 del 2007.

15 Legge n.124/2008 (cosiddetto “lodo Alfano”). Ripropone i contenuti del 2lodo Schifani”. Sospende il processo penale per le alte cariche dello Stato. La nuova disciplina è emenata poco prima delle ultime udienze del processo per corruzione dell’avvocato inglese Davis Mills (testimone corrotto), in cui Berlusconi (corruttore) è  coimputato. Mills sarà condannato in primo grado e in appello a quattro anni e sei mesi di carcere. La Consulta,  sentenza n. 262 del 2009, dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.

16 Decreto legge n. 185/2008. Aumentata dal 10 al 20 per cento l’IVA sulla pay tv “Sky Italia”, il principale  competitore privato del gruppo Mediaset.

17 Aumento dal 10 al 20 per cento della quota di azione proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La disposizione è stata immediatamente utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su
Mediaset.

18 Disegno di legge sul “processo breve”. Per l’imputato incensurato, il processo non può durare più di sei anni (due anni per grado e due anni per il giudizio di legittimità). Una norma transitoria applica le nuove norme anche i processi di primo grado in corso. Berlusconi ne beneficerebbe nei processi per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.

( continuerà )

 

Opinion Colpo: cu fanne lassù ?

           

sito del Comune, l’Amministrazione Comunica, titolo del post del 9/12:
http://www.comune.osimo.an.it/comune/amministrazione/anmviewer.asp?a=2941&z=6

Il Comune è da tempo al lavoro sulle strade”.

Allora è vero che lassù va tutto a pu..ana!

 Colpoditacco

12-13 dicembre: il PD Osimo in piazza contro la crisi e per l’alternativa

12-13 dicembre: il PD Osimo  in piazza contro la crisi e per l’alternativa
Sabato e domenica,  banchetto aperto in piazza come in tutte le città d’Italia

 

In questi ultimi anni la crisi economica ha colpito duramente le famiglie, le imprese, i lavoratori, i soggetti più deboli. I dati, come noto, non sono rassicuranti e allontanano l’eventuale ripresa a fine 2010 di un timido 0,5 % di Pil, quando in questi anni di punti di Pil ne abbiamo persi 5. Aumentano i disoccupati (il dato più alto in tutta Europa), il numero delle ore di cassa integrazione, molte famiglie non reggono il passo col costo della vita, non ce la fanno a coprire le spese per l’affitto, le spese quotidiane e mediche, i vestiti. Il nostro è un Paese in forte recessione e non bastano timidi segnali di inversione di tendenza per far gridare al miracolo. L’Italia purtroppo, come altri grandi Paesi, è ancora immersa in una crisi pesante dalla quale si esce mettendo in campo politiche capaci di ridare fiato all’economia, ai consumi, alle famiglie e alle piccole e medie imprese. Politiche che questo governo ha completamente trascurato elaborando iniziative deboli e poco efficaci, e occupandosi soprattutto dei problemi del Premier e mai di quelli di chi sta peggio.

Per questo vogliamo che il PD sia sempre più un grande partito:

DEMOCRATICO
perché la democrazia è il nostro progetto per la società e per il mondo

POPOLARE
perché vogliamo un partito che vive di persone in carne ed ossa, di iscritti e militanti, di simpatizzanti ed elettori

RADICATO E UTILE
perché un partito rappresenta la società solo se ci vive dentro: nei circoli, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e di studio

ORGANIZZATO E APERTO
perché vogliamo offrire a tutti la possibilità di portare il proprio contributo di idee e di lavoro offrendo luoghi, opportunità, strumenti per partecipare davvero e contare sul serio

FEDERALE
perché assume il territorio come spazio della propria iniziativa e valorizza le diversità e le specificità, attraverso l’autonomia dei territori

                                              Le proposte del PD per uscire dalla crisi
Il Governo Berlusconi ha prima negato e minimizzato la crisi, e quando è esplosa, non ha trovato nessuna risposta efficace per contrastarla. Così facendo, non solo sta lasciando milioni di italiani alle prese con un presente difficile e incerto, ma compromette seriamente il futuro del Paese.
In Parlamento il Partito Democratico ha presentato numerose proposte per affrontare questa situazione e rilanciare il Paese al termine della crisi:
Famiglie e redditi bassi: riformare il welfare per un’Italia più giusta
– Sostenere la domanda di famiglie e consumatori, a cominciare dai meno abbienti;
– Aumentare le soglie di detrazione fiscale per i carichi di famiglia;
– Ridurre le tasse alle lavoratrici e garantire un assegno per le lavoratrici madri in difficoltà;
– Ridurre le tasse per chi ha sottoscritto un mutuo per la prima casa e per chi vive in affitto ed è in difficoltà economiche;
– Istituire la 14esima mensilità per le pensioni.
Lavoro: senza dignità per i lavoratori, la democrazia è più debole
– Garantire un assegno di disoccupazione, pari ad almeno il 60% dello stipendio mensile, per chi ha perso il lavoro dal primo settembre 2008;
– Ridurre l’Irpef e detassare le tredicesime;
– Aumentare gli ammortizzatori sociali, a cominciare dai trattamenti di disoccupazione e dalla cassa integrazione, ed estenderli ai lavoratori precari;
– Ridurre l’orario di lavoro per evitare la cassa integrazione e i licenziamenti, attraverso i cosiddetti “contratti di solidarietà”;
– Raddoppiare le risorse per i rinnovi contrattuali;
– Avviare un piano per la stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione;
– Intensificare la lotta all’evasione fiscale e al lavoro nero: la crisi non deve essere pagata solo dagli onesti.
Imprese: credito e semplificazione per rimettere in moto la produzione-
– Sostenere il credito all’imprenditoria, specie alle piccole e medie imprese (PMI), che sonol’ossatura produttiva del Paese;
– Facilitare l’accesso delle piccole e medie imprese agli appalti pubblici e renderle più competitive sul mercato, sostenendone l’aggregazione in reti;
– Accelerare i pagamenti tra committenti e fornitori, a partire da quelli delle pubbliche amministrazioni;
– Estendere la cassa integrazione a tutte le aziende in crisi;
– Sostenere il settore agricolo utilizzando a pieno i fondi europei.
Pubblica Amministrazione: nuove infrastrutture per un Paese moderno
– Rilanciare gli investimenti pubblici, permettendo agli enti locali di usare i fondi bloccati col Patto di stabilità;- Sbloccare i fondi per le aree sottoutilizzate (FAS) e utilizzare a pieno quelli europei per avviare le opere pubbliche rapidamente cantierabili e costruire infrastrutture moderne e indispensabili per il Paese;
– Semplificare le procedure amministrative, per venire incontro alle esigenze delle imprese e dei cittadini;
– Tagliare la spesa pubblica improduttiva, seguendo le indicazioni della Commissione di Controllo insediata dal Governo Prodi e abolita dal Governo Berlusconi.
Ambiente: dalla green economy alla green society
–  Un milione di posti di lavoro nel settore ambientale entro i prossimi 5 anni;- Lanciare un piano energetico nazionale per portare la produzione di energia da fonti rinnovabili sopra il 20% entro i prossimi 10 anni;
– Sostenere e incentivare la riqualificazione urbana ed edilizia finalizzata al risparmio energetico;
– Incentivare l’acquisto degli elettrodomestici ad alta efficienza;  
– Sostenere la ricerca e l’innovazione nel settore delle auto ecologiche e mettere in circolazione 1.000 treni nuovi per i pendolari;  
– Realizzare un grande piano di prevenzione del dissesto idrogeologico;  
– Avviare un piano di verifiche per ridurre il rischio sismico di immobili, strutture e infrastrutture, e detassare le spese per l’adeguamento antisismico degli edifici nelle aree maggiormente a rischio;
Sanità: cittadini al centro con servizi e prestazioni meno cari, accessibili e di qualità
– Eliminare il ticket sulla diagnostica;
– Caricare le prestazioni odontoiatriche sul Servizio Sanitario Nazionale;  
– Avviare un programma nazionale per la riduzione delle liste d’attesa;  
– Informatizzare l’accesso alle prestazioni sanitarie per semplificare le procedure, ridurre i tempi di attesa e controllare meglio la spesa.
Innovazione, scuola e saperi: la prima fonte d’energia per il futuro dell’Italia
– Superare il divario digitale nelle diverse aree del Paese e diffondere la banda larga in tutti
 i territori;
– Attuare il piano straordinario già previsto dal Governo Prodi per rendere più sicuri e moderni gli istituti, e immettere in ruolo i docenti e gli addetti precari;  
– Garantire l’indennità di disoccupazione ai precari a cui non sarà rinnovato il contratto;
– Avviare un piano straordinario per aumentare i posti disponibili negli asili nido;  
– Abolire il maestro unico e le 24 ore settimanali, e ripristinare le compresenze degli insegnanti nella scuola elementare;  
– Lanciare un piano nazionale straordinario per assicurare borse di studio, libri gratuiti per i dieci anni della scuola dell’obbligo e i servizi di mensa e trasporto;  
– Garantire la piena integrazione dei bambini immigrati, contrastare la dispersione e l’abbandono scolastico e rendere effettivo l’obbligo di istruzione a 16 anni disposto dal Governo Prodi;
– Sostenere i meritevoli in condizioni di disagio economico, garantendo loro il diritto allo studio e l’accesso all’istruzione media, superiore e universitaria;
– Riformare la scuola superiore, valorizzando i saperi tecnici e scientifici;
– Finanziare la ricerca pubblica con un Agenzia nazionale indipendente.