Giovani quale futuro ?

A ottobre il tasso di disoccupazione ha raggiunto in Italia l’8,2% e rappresenta il dato peggiore dal mese di aprile 2004. In Germania e Stati Uniti il tasso di disoccupazione è sceso.
La rilevazione sulle forze del lavoro effettuata dall’Istat registra nel terzo trimestre 2009 l’offerta di lavoro, rispetto allo stesso periodo del 2008, una riduzione dello 0,9 per cento (-222.000 unità).
Il numero di occupati è pari a 23.010.000 unità, in forte calo su base annua (-2,2 per cento, pari a -508.000 unità).
Il tasso di occupazione della popolazione tra i 15 e i 64 anni scende dal 59,0 per cento del terzo trimestre 2008 all’attuale 57,5 per cento.
Il numero delle persone in cerca di occupazione sale, rispetto ad un anno prima, a 1.814.000 unità (+18,7 per cento, pari a 286.000 unità).
La crescita della disoccupazione è dovuta principalmente alla perdita della precedente occupazione. Il Centro Studi della Confindustria prevede che nel 2010-2011 si potrebbero perdere altri 195 mila posti di lavoro.
La disoccupazione colpisce soprattutto i giovani con meno di 25 anni per i quali si registra un tasso di disoccupazione del 27% rispetto al 18% di un anno e mezzo fa.
Inoltre il mercato dell’occupazione registra discriminazioni e disuguaglianze:
– Le retribuzioni dei precari rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato a parità di lavoro sono più basse;
– I dati Istat rilevano che solo il 10% dei lavoratori licenziati è coperto dagli ammortizzatori sociali. Il Governatore della Banca d’Italia afferma che rimangono fuori da ogni tutela 1,2 milioni di lavoratori e 450 mila parasubordinati;
– Le imprese scelgono di licenziare i giovani ed i precari;
– Le basse retribuzioni dei giovani a tempo determinato e dei lavoratori precari incideranno negativamente sull’importo della pensione che sarà inferiore a quella dei lavoratori a tempo indeterminato ed alla soglia di povertà.
 La famiglia oggi, in assenza di interventi che mutino l’equilibrio del mercato del lavoro, rappresenta un ammortizzatore sociale per i giovani. Ma non tutti i problemi dei giovani possono essere risolti dalla famiglia in quanto molto spesso i giovani si trovano a lavorare lontano dalla famiglia. I giovani hanno diritto a crearsi una propria vita e a guardare il futuro con maggiore sicurezza. Occorre intervenire con urgenza per modificare il mercato del lavoro:
– Riformare le prestazioni di disoccupazione al fine di rendere universali tali sussidi ed includere tra i beneficiari coloro che al momento sono esclusi;
 – Riconsiderare la normativa che regola gli stage e riorganizzare i relativi servizi di controllo contro gli abusi, in quanto, come risulta da inchieste ed indagini effettuate da Repubblica degli stagisti, tale strumento viene utilizzato molto spesso da parte delle aziende per ridurre il costo del lavoro e non per offrire servizi di formazione ai giovani studenti.