la GIUSTA PARTE:Energia Pulita,PAOLA ANDREONI.

 

Domenica 28 febbraio alle ore 18.00, ad un mese esatto al voto di marzo per le Regionali, inaugureremo la sede elettorale di Osimo  in via Cinque Torri 1, dando così ufficialmente l’avvio alla  campagna elettorale. 

Energia Pulita nella Regione Marche,

dalla GIUSTA PARTE: PAOLA ANDREONI.

Vi aspetto.

La nuova regola:chi non sbaglia è ora che paghi.

Il governo vuole mettere un freno alla deriva che ha invaso il Paese. Pronto un Ddl che intende punire severamente chiunque non abbia commesso reati negli ultimi 5 anni.

Savonarola

Sulla manifestazione di Roma del popolo Viola

 Nella seconda uscita del Popolo Viola è prevalso  uno slogan chiarissimo:

 “Basta! La legge è uguale per tutti”.

Parafrasando un’immortale frase brechtiana, dovremmo dire ” Sventurato il paese che ha bisogno di ribadirlo ” .
Eppure, in questi clima di spaesamento e di depredazione di valori, si può registrare un motivo di speranza politica, proprio nella chiarezza dello slogan che riesce a cementare intorno al Popolo Viola i partiti del contro sinistra, a cominciare dal PD, presente con una autorevole rappresentanza.
Giusto dare una mano ai movimenti. I partiti si salvano solo se li ascoltano. 

Paola Andreoni, candidata al consiglio della Regione Marche

Scuola Pubblica: il Governo continua a tagliare, è a rischio l’autonomia scolastica.

Oltre ai tagli, circa 8 miliardi di euro, previsti dalla Finanziaria per il triennio 2009/2011, la scuola subirà un’ altra pesante riduzione di risorse. Infatti il Ministero dell’Istruzione ha emanato una nota sulla formazione dei bilanci delle scuole, la n. 9537 del 14/12/2009, che introduce ulteriori tagli e compromette l’autonomia scolastica.
Questi sono i principali aspetti negativi della nota ministeriale:
1. La nota è stata diffusa il 22 dicembre 2009, mentre i termini di approvazione da parte dei Consigli d’Istituto del programma per l’anno 2010 scadevano il 15 dicembre. La nota dunque è arrivata nelle scuole fuori tempo, umiliando e stravolgendo la programmazione;
2. La nota azzera i finanziamenti per il funzionamento didattico e amministrativo (materiale per l’attività degli alunni, laboratori, offerta formativa). Questi finanziamenti erano stati introdotti con il Decreto ministeriale n. 21/2007 (il c.d. “capitolone”). La nota dunque annulla una previsione contenuta in una norma attuativa della legge sull’autonomia scolastica.
3. La nota riduce al minimo i finanziamenti per le supplenze, e mette così a rischio la qualità del servizio scolastico;
4. La nota non dà garanzie alle scuole sull’erogazione dei crediti che le stesse vantano verso il Ministero (circa 1 miliardo di euro a livello nazionale);
5. La nota invita le scuole a utilizzare il contributo volontario chiesto alle famiglie per coprire le spese per le supplenze. La nota così mette in discussione il principio mdella gratuità del diritto allo studio;
6. La nota riduce del 25% i fondi per la pulizia e la vigilanza degli Istituti.
 
In pratica la nota contiene tagli pesanti e indebolisce l’autonomia scolastica vanificando le conquiste degli anni precedenti.
Per queste ragioni il PD non ci sta e chiede con un’interrogazione urgente al Ministro,  il ripristino delle risorse e il rispetto della legge sull’autonomia scolastica.

 

Le proposte del PD
Qualità alla scuola pubblica
L’educazione non si taglia

Le proposte del PD per la scuola:

I tagli del Governo alla scuola Pubblica di 8 miliardi di euro, 87.341 docenti e 44.500 ATA in tre anni, sono insostenibili per il nostro sistema educativo e scolastico.
Il Partito Democratico vuole:

fermare l’abolizione delle compresenze;

fermare la riduzione dell’orario scolastico;

impedire la chiusura delle piccole scuole e la cancellazione di ogni modello educativo che aveva fatto sino ad oggi la qualità del nostro sistema scolastico.

Il Partito Democratico vuole:

una scuola più sicura e qualificata per tutti, con adeguate risorse finanziarie, con la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e con interventi per la sicurezza, la funzionalità e il decoro delle strutture scolastiche;

investire sull’educazione sin dalla tenera età lanciando un piano straordinario per aumentare i posti disponibili al nido e garantire a tutti il diritto alla scuola dell’infanzia;

valorizzare il modello educativo del tempo pieno e del modulo a 30 ore nella scuola elementare, ripristinando le compresenze degli insegnanti;

reintrodurre l’obbligo scolastico fino a 16 anni;

offrire più risorse all’autonomia scolastica;

assicurare borse di studio e libri gratuiti per i dieci anni della scuola dell’obbligo;

riformare la scuola superiore valorizzando i saperi tecnici e scientifici, con l’istituzione di un biennio unitario e un triennio di indirizzo.

Paola Andreoni
inoltre per le scuole  marchigiane, vuole:

migliorare l’offerta formativa proposta ai nostri giovani, investire sulle loro capacità e potenzialità, fare in modo che nessuno rimanga solo o indietro, cura del percorso scolastico degli studenti diversamente abili e svantaggiati e della piena integrazione dei bambini immigrati. Migliorare il modello scolastico finalizzandolo ad accorciare il divario tra scuola e impresa.  Dare futuro ai giovani marchigiani che possono trovare nelle Marche possibilità per fare ricerca ed innovazione.  Contrastare l’abbandono e innalzare la qualità della formazione.         I miei progetti per la scuola potrei sintetizzarli nel seguente  slogan: 
                                       trasformare gli edifici scolastici marchigiani. In scuole.

Dalle aule scolastiche passa il futuro dell’Italia, il futuro delle nuove generazioni, la costruzione della società del domani: tagliare sulla scuola è profondamente sbagliato. Con la tua preferenza alla giusta parte, le MARCHE faranno una scelta diversa.

Opinion Colpo: esplosioni con fughe di gas all’API.

Serie di esplosioni con fughe di gas all’API“. Titolava così ieri il Massaggero, ma oggi si è scoperto che era tutto un equivoco: si trattava della conviviale dei sostenitori dell’ex sindaco a base di fagioli con le cotiche.

 

Colpoditacco

 

 

La GIUSTA parte: la Politica Pulita.

Ieri la Cei ha lanciato un grido di allarme sullo stato di salute delle nostre Istituzioni. Anche i vescovi riconoscono e intravedono l’irresistibile avanzare delle mafie, che nell’ultimo ventennio si sono incuneate così in profondità all’interno del sistema di potere cosiddetto legittimo fino al punto di surrogarlo. Una mafia che ha assunto nel tempo sembianze diverse e per molti aspetti contrarie a quelle che una pittoresca storiografia d’annata tende ad attribuirle. La mafia rurale, incolta e pastorale, non esiste più. Il dramma più profondo che il nostro Paese vive è rappresentato dalla triste consapevolezza che le mafie hanno vinto la loro guerra innanzitutto su un piano, culturale:

 – Il profitto ad ogni costo e con ogni mezzo;

la furbizia e la bugia  elevata a corrente di pensiero;

il diritto sostituito dall’arbitrio e dalla forza;

La società di oggi vive di logiche mafiose e settarie. E’ un problema di singoli uomini ma anche, più pericolosamente, di un sistema. Un sistema immobile e pietrificato, composto da una sparuta minoranza di garantiti e privilegiati per nascita, che vivono al di sopra e al di fuori del controllo di legalità attorniata da crescenti gruppi di disadattati poveri e sfruttati, scivolati silenziosamente nel girone dell’esclusione sociale. 
La cultura, il merito e l’impegno non consentono a nessuno di guadagnarsi sul campo un futuro di dignità e serenità economica se non fuggendo all’estero.  

Parlo di un Paese tanto lontano ? Perchè dobbiamo accettare passivamente tutto questo ? Perchè dare continuità a questo modo di governare ?

Io non voglio rassegnarmi. Credo e per questo mi sono sempre impegnata, in una Politica pulita, quella alta con la P maiuscola,  che si confronta con l’ambizione a cambiare la società, a liberare l’uomo dalle ingiustizie, a fare in modo che a tutti sia data l’opportunità di una giusta parte, nella pienezza della esistenza di ciascuno. Perchè “la Politica è desiderare qualcosa” (O. Palme) e non si limita alla gestione del presente. Nella mia visione la politica è un movimento di liberazione. Abbiamo un dovere per noi e per i nostri figli e per le generazioni future: cercarla, la giusta parte….

La parte giusta è quella che sceglieremo il 28 e 29  marzo con il voto.

Do you understand ? I don’t understand.

Il ventennio fascista,  quarantanni di Democrazia Cristiana, i quindici anni di Berlusconi e gli ultimi due Festival di Sanremo dimostrano che in Italia il voto popolare è alquanto controproducente.

Savonarola

Primo Marzo 2010 Sciopero degli stranieri

Stranieri non tanto dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena l’Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà.

 

Signori del PDL e Berlusconi, quanto ci vuole a fare una legge che escluda corotti e corruttori da ogni Lista ?

 

Ancora una volta ci faranno credere che ne avevano intenzione,

ma non è stato possibile.

Rimossa solo oggi la contestata locandina.

Malgrado le nostre rimostranze  datate qualche settimana fa, l’amministrazione Simoncini &Latini solo oggi ( 24 febbraio ) ha provveduto a RIMUOVERE dal  blog del Comune (pagato da tutti i cittadini), la locandina nella quale si pubblicizzava una gita  finalizzata a fare acquisti in negozi del centro nord.

Un altro chiaro segnale di disinteresse e di insensibilità di questa amministrazione verso la categoria dei commercianti osimani. Categoria che come tutte le altre categorie economiche vive le sofferenze e le difficoltà di una  crisi generale. 

Queste iniziative credo non siano  di aiuto alla ripresa,  ne servano a dare  fiducia  agli operatori economici presenti in  città.

 

Ma la crisi non era finita ?

È scattata la cassa integrazione di due settimane in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Fiat.
Il provvedimento, che era già stato annunciato dall’amministratore delegato Sergio Marchionne, interessa circa 30 mila lavoratori dell’auto del gruppo.
La produzione si ferma in tutti gli stabilimenti , a Mirafiori come a Cassino, a Pomigliano d’Arco come a Melfi e alla Sevel.
Le motivazioni sono ovvie naturalmente, la crisi e il forte calo degli ordini con la conseguente necessità di adeguare i livelli produttivi alla domanda.
Ma Berlusconi non aveva detto che la crisi era finita , che il peggio era passato e che ora si cominciava ad uscire dal tunnel ?

Figli all’Università. La Regione Marche in aiuto a chi ha perso il lavoro e ha figli all’università.

Oggi, mercoledì 23 febbraio 2010 la Regione Marche ha emesso un bando per la concessione di un contributo una tantum per figli iscritti all’università di lavoratori che si trovano da almeno tre mesi in disoccupazione, mobilità, cassa integrazione straordinaria di € 1.000.000,00.
Una misura anticrisi a favore degli studenti universitari figli di lavoratori in stato di disoccupazione in mobilità (certificata dai Centri per l’Impiego) o cassa integrazione straordinaria (comprovata da dichiarazione del datore di lavoro) da almeno tre mesi. Possono presentare domanda gli studenti universitari residenti nelle Marche, fiscalmente a carico dei genitori ed iscritti nell’a.a. 2009/2010 a: Corsi di laurea di primo livello, corsi di laurea di secondo livello, corsi di laurea a ciclo unico/magistrale (sono inclusi i corsi di laurea del vecchio ordinamento attivati prima del DM 509/99) presso Università e AFAM delle Marche o presso Università e AFAM di altre Regioni (vedi art. 4 del Piano sul diritto agli studi universitari – Delibera Amministrativa del Consiglio Regionale n. 121 del 19/5/2009).
Possono accedere tutti coloro che possiedono una ISEE del nucleo familiare non superiore al limite massimo di 30.000,00€ (riferito alle dichiarazioni dei redditi 2009, periodo di imposta 2008).
Le domande saranno finanziate sulla base della graduatoria determinata dai valori ISEE, decurtati come da bando. La domanda di contributo deve essere presentata utilizzando la procedura di invio telematico e cartaceo, seguendo le istruzioni disponibili all’indirizzo internet pubblicato nella sezione bandi del sito http://www.istruzioneformazionelavoro.marche.it. La compilazione sarà attiva a partire dal 1/3/2010 e fino al 25/3/2010. Alla domanda cartacea vanno allegati:
1)La copia fotostatica di un documento di riconoscimento in corso di validità,
2) Il certificato rilasciato dal Centro per l’Impiego comprovante lo stato di disoccupazione o di mobilità con specifica della decorrenza oppure la dichiarazione del datore di lavoro comprovante la concessione della cassa integrazione straordinaria, con specifica della decorrenza – datati successivamente al 9/2/2010.
Le domande in forma cartacea vanno trasmesse per raccomandata AR entro il 25/3/2010 compreso (fa fede il timbro postale), all’indirizzo: Regione Marche istruzione, diritto allo studio e rendicontazioni via Tiziano, 44 60125 Ancona

Il bando è consultabile nel portale: www.istruzioneformazionelavoro.marche.it, nel sito istituzionale della Regione Marche e sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Con l’impegno di tutti per sconfiggere la “senatorite”…

In una conversazione intercettata, Mokbel si rivolge a Nicola di Girolamo, senatore PDL eletto nelle circoscrizioni estere:

Se t’è venuta la senatorite è un problema tuo Nico’… A me non me ne frega un c… di quello di quello che dici tu… Puoi diventa’ pure presidente della Repubblica, per me sei sempre il portiere mio… Tu sei uno schiavo mio…

Dobbiamo trovare un altro partito dove infilarti, perché ieri sera qui è venuto il senatore De Gregorio, l’onorevole Bezzi, tutti quanti si sono messi a tarantellà però… siccome De Gregorio è l’unico che c’ha l’accordo blindato con Berlusconi… allora io adesso preferisco vedere se te trovo la strada sempre per Forza Italia…

Devi paga’ tutte le cambiali che so’ state aperte e in più poi devi paga’ lo scotto sulla tua vita, perché tu una vita non ce l’avrai più. Poi dovrai fa’ tutte le tue segreterie, tutta la gente sul territorio, chi te segue le commissioni, li portaborse, l’addetto stampa….

.. poi da viale Parioli (il quartier generale di Mobkel, N.d.R.) si decide co’ chi devi sta’ a pranzo, co’ chi devi sta’ a cena, chi devi incontra’… Se lo capisci bene, sennò vattene pe’ i c… tua, mettemo un altro, non c’ho tempo da perde… Lui è legato a me a doppio filo, a cento fili…

Una truffa di due miliardi e quattrocento milioni di euro. E’ l’espressione di un gigantismo imprenditoriale le cui proporzioni sono inimmaginabili.

Mi auguro che ci siano tante persone come me che ancora credono in una redenzione. Ma questa  non verrà dall’alto, ma dall’impegno costante, doloroso e lungo di ciascuno di noi.

L’Italia, quel che ne rimane, è una nostra responsabilità ed è tempo di assumersela. Con il voto, con la protesta, con la ricusazione, con ogni strumento che riterremo giusto ed opportuno, ma FACENDO e non più delegando.

Amore and peace

Non c’è nessuna guerra all’interno del Pdl”. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia Alfano prima di rimettersi l’elmetto”

 

Savonarola

Il Sole 24Ore stila l’elenco degli importi medi dichiarati al fisco nel 2008 in 119 città.

Il Sole 24Ore stila l’elenco degli importi medi dichiarati al fisco nel 2008 in 119 città: in testa Milano.

Ancona al 37° posto, con 21.242 euro  e Macerata al 54° con 19.814 €.

 Dai dati emerge una penisola, l’Italia che continua a viaggiare a due velocità, con un Nord dai redditi medi che superano anche di tre volte quelli del Meridione. In fondo alla hit parede c’è Andria che dichiara 11.569 euro, praticamente un terzo rispetto a Milano con i suoi 30.009 euro.

pos Regione Comune Reddito totale Reddito medio
  1     Lombardia     Milano     29.825.439.714     30.009  
  2     Lombardia     Bergamo     2.392.890.089     27.208  
  3     Lombardia     Monza     2.469.776.934     27.145  
  4     Lombardia     Pavia     1.428.291.422     25.873  
  5     Veneto     Padova     3.909.994.008     24.959  
  6     Emilia Romagna     Bologna     7.489.377.726     24.792  
  7     Veneto     Treviso     1.520.205.360     24.593  
  8     Toscana     Siena     1.080.270.977     24.549  
  9     Lazio     Roma     47.076.890.463     24.509  
  10     Emilia Romagna     Parma     3.383.477.976     24.456  
  11     Lombardia     Varese     1.472.183.205     24.045  
  12     Lombardia     Lodi     775.897.680     23.953  
  13     Lombardia     Lecco     844.211.596     23.766  
  14     Lombardia     Mantova     876.601.711     23.532  
  15     Toscana     Pisa     1.544.470.464     23.407  
  16     Emilia Romagna     Modena     3.267.942.192     23.324  
  17     Toscana     Firenze     6.531.204.473     23.265  
  18     Trentino-Alto Adige     Bolzano     1.846.537.633     23.157  
  19     Lombardia     Brescia     3.318.065.577     23.096  
  20     Lombardia     Como     1.436.822.878     23.036  
  21     Trentino-Alto Adige     Trento     1.981.874.339     22.987  
  22     Friuli-Venezia Giulia     Pordenone     909.735.913     22.916  
  23     Friuli-Venezia Giulia     Udine     1.732.280.094     22.723  
  24     Piemonte     Novara     1.722.802.139     22.412  
  25     Lombardia     Sondrio     376.363.608     22.344  
  26     Emilia Romagna     Piacenza     1.721.668.446     22.325  
  27     Piemonte     Torino     14.643.761.626     22.277  
  28     Sardegna     Cagliari     2.427.802.427     22.226  
  29     Veneto     Vicenza     1.851.015.509     22.219  
  30     Veneto     Verona     4.319.946.033     22.192  
  31     Lombardia     Cremona     1.212.820.424     21.943  
  32     Emilia Romagna     Reggio Emilia     2.592.989.459     21.868  
  33     Campania     Caserta     1.034.518.295     21.760  
  34     Veneto     Venezia     4.414.615.402     21.608  
  35     Veneto     Belluno     616.336.743     21.580  
  36     Liguria     Genova     10.185.946.022     21.277  
  37     Marche     Ancona     1.623.476.901     21.242  
  38     Piemonte     Cuneo     882.490.424     21.064  
  39     Valle d’Aosta     Aosta     582.841.864     20.993  
  40     Piemonte     Biella     755.414.018     20.840  
  41     Emilia Romagna     Ferrara     2.236.756.420     20.826  
  42     Umbria     Perugia     2.429.261.465     20.649  
  43     Toscana     Livorno     2.350.932.905     20.596  
  44     Toscana     Lucca     1.352.648.412     20.502  
  45     Liguria     Savona     967.872.749     20.380  
  46     Piemonte     Vercelli     739.345.397     20.296  
  47     Piemonte     Alessandria     1.393.552.176     20.207  
  48     Campania     Avellino     739.265.220     20.180  
  49     Puglia     Lecce     1.219.156.578     20.126  
  50     Friuli-Venezia Giulia     Trieste     3.418.627.454     20.103  
  51     Campania     Salerno     1.784.709.135     20.093  
  52     Piemonte     Asti     1.091.091.145     20.024  
  53     Abruzzo     L’Aquila     1.039.896.810     19.828  
  54     Marche     Macerata     641.382.923     19.814  
  55     Veneto     Rovigo     781.104.410     19.791  
  56     Abruzzo     Pescara     1.667.035.328     19.791  
  57     Liguria     La Spezia     1.396.738.861     19.765  

Le altre marchigiane: al 62° posto Pesaro, al 90° Ascoli Piceno, al 108° Fermo con un reddito pro capite di € 15.755

E per fortuna anche questo Festival di Sanremo è andato….

Io provengo dai remoti anni in cui gli artisti facevano solo gli artisti, l’arte era una cosa seria, vera, sudata e faticosa.
Per quanto concerne la musica, non erano davvero solo canzonette.

Purtroppo è così, dopo lo Stato di diritto, la legalità, il lavoro, ci sono state rubate anche le canzoni.

Savonarola

I mandarini e le olive non cadono dal cielo.

Il Primo Marzo rappresenta una tappa fondamentale per i cittadini migranti in Italia. Sulla scia del 1 marzo francese, infatti, un movimento dal basso, costituito da diverse associazioni, ha deciso di costruire anche in in Italia una giornata di sciopero dei migranti.

” 24 ore senza di noi “

 è lo slogan di questa giornata,  24 ore in cui imbracciare le braccia creando ovunque disservizi e per comprendere quanto importante e fondamentale sia l’apporto sociale ed economico dei migranti in Italia.
“I mandarini e le olive non cadono dal cielo”, hanno scritto i braccianti scappati da Rosarno ed è inutile sottolineare che il lavoro dei migranti è fondamentale per l’economia del Paese. Il prezzo che i migranti stanno pagando sulla propria pelle è scritto nelle leggi che la destra in questi dieci anni si è adoperata ad approvare.
Leggi che ledono la libertà e i diritti dell’individuo. Per questo motivo, in Italia, la giornata del 1 marzo non può non essere caratterizzata dalla denuncia delle norme contenute nel pacchetto sicurezza approvato questa estate. Norme sempre più razziste e ingiuste che affliggono il migrante prima ancora del suo arrivo nel nostro Paese generando un clima di razzismo e xenofobia.
Le norme del pacchetto sicurezza sono da Apartheid. Basta solo citare la tassa sul permesso di soggiorno, le ronde, il permesso di soggiorno a punti, la restrittività sui ricongiungimenti familiari e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l’ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all’anagrafe.
La triste storia delle norme razziste e xenofobe in Italia trova la sua massima rappresentazione con l’istituzione dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), voluti dal ministro Maroni. Veri e propri nuovi lager che vanno contro principio di libertà dell’individuo. Non si può tacere nello specifico sul reato di clandestinità che altro non fa che fornire una giustificazione e un alibi al lavoro nero migrante, generando conseguenze drammatiche come gli episodi degli ultmi mesi ci dimostrano. E non si può assolutamente neache tacere sulle campagne di odio avallate tacitamente dai governi di destra Lega Nord in testa, che hanno governato in questi ultini 10 anni.
In nome della crisi si stanno producendo leggi barbare che altro non fanno che creare un clima di chiusura e razzismo verso i migranti. Non solo. E’ chiaro che l’intento di questo governo di destra è quello di creare una frattura nel mondo sociale e del lavoro, indirizzando la società verso una frantumazione dei diritti di tutti i cittadini creando sempre di più un clima di insicurezza sociale. Infatti, sempre di più nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle strade si assiste ad episodi di razzismo e xenofobia che si palesano soprattutto nella mancanza di diritti e servizi per chi viene da fuori.
Questo clima si respira anche nella nostra città, ed ha trovato la sua peggiore espressione  nel civico consesso comunale con  la bocciatura da parte delle liste Simoncini&Latini della nostra mozione per la istituzione all’interno del Consiglio Comunale di un rappresentante dei migranti stranieri presenti in città. Le liste alla guida della città hanno detto NO.  Osimo a differenza della maggior parte dei comuni italiani non avrà in consiglio comunale  la  voce del fratello migrante che vive, lavora, e regolarmente paga le tasse e i servizi nella nostra città.
Bisogna rifiutare la logica dell’intolleranza che non fa altro che creare una società senza diritti soprattutto per chi si trova in condizioni svantaggiate. Non si può accettare assolutamente la logica che il clandestino sia un criminale! Come hanno scritto qualche mese fa i missionari comboniani di Castel Volturno:

“Bisogna riaffemare il diritto di ogni persona ad esistere, ad essere rispettata nella sua umanità, nella sua ricerca di vita democratica e libertà. Il diritto a costruire un futuro per sé e per i propri figli”.

Bisogna rifiutare questa politica e cultura razzista che ci sta portando verso la strada dell’intolleranza, dell’esclusione e dell’emarginazione.

Savonarola:dove finisce la superstizione e dove inizia la religione.

Adnkronos del 20 febbraio riferisce: “Tre delle quattro donne schierate dal Popolo della libertà, hanno scelto come portafortuna una collanina d’argento con un crocifisso ricoperto di piccoli brillanti, dono beneaugurante del premier Silvio Berlusconi ….”.

Certo considerare portafortuna un crocifisso con brillantini mi sembra un’offesa al Crocifisso. Mi auguro che qualche monsignore, la cui vicinanza è quotidiana nella “tana della libertà”, non mancherà di far osservare sia al Cavaliere, sia alle signore del PDL che non è bene confondere superstizione e religione.

Savonarola