la GIUSTA PARTE:Energia Pulita,PAOLA ANDREONI.

 

Domenica 28 febbraio alle ore 18.00, ad un mese esatto al voto di marzo per le Regionali, inaugureremo la sede elettorale di Osimo  in via Cinque Torri 1, dando così ufficialmente l’avvio alla  campagna elettorale. 

Energia Pulita nella Regione Marche,

dalla GIUSTA PARTE: PAOLA ANDREONI.

Vi aspetto.

La nuova regola:chi non sbaglia è ora che paghi.

Il governo vuole mettere un freno alla deriva che ha invaso il Paese. Pronto un Ddl che intende punire severamente chiunque non abbia commesso reati negli ultimi 5 anni.

Savonarola

Sulla manifestazione di Roma del popolo Viola

 Nella seconda uscita del Popolo Viola è prevalso  uno slogan chiarissimo:

 “Basta! La legge è uguale per tutti”.

Parafrasando un’immortale frase brechtiana, dovremmo dire ” Sventurato il paese che ha bisogno di ribadirlo ” .
Eppure, in questi clima di spaesamento e di depredazione di valori, si può registrare un motivo di speranza politica, proprio nella chiarezza dello slogan che riesce a cementare intorno al Popolo Viola i partiti del contro sinistra, a cominciare dal PD, presente con una autorevole rappresentanza.
Giusto dare una mano ai movimenti. I partiti si salvano solo se li ascoltano. 

Paola Andreoni, candidata al consiglio della Regione Marche

Scuola Pubblica: il Governo continua a tagliare, è a rischio l’autonomia scolastica.

Oltre ai tagli, circa 8 miliardi di euro, previsti dalla Finanziaria per il triennio 2009/2011, la scuola subirà un’ altra pesante riduzione di risorse. Infatti il Ministero dell’Istruzione ha emanato una nota sulla formazione dei bilanci delle scuole, la n. 9537 del 14/12/2009, che introduce ulteriori tagli e compromette l’autonomia scolastica.
Questi sono i principali aspetti negativi della nota ministeriale:
1. La nota è stata diffusa il 22 dicembre 2009, mentre i termini di approvazione da parte dei Consigli d’Istituto del programma per l’anno 2010 scadevano il 15 dicembre. La nota dunque è arrivata nelle scuole fuori tempo, umiliando e stravolgendo la programmazione;
2. La nota azzera i finanziamenti per il funzionamento didattico e amministrativo (materiale per l’attività degli alunni, laboratori, offerta formativa). Questi finanziamenti erano stati introdotti con il Decreto ministeriale n. 21/2007 (il c.d. “capitolone”). La nota dunque annulla una previsione contenuta in una norma attuativa della legge sull’autonomia scolastica.
3. La nota riduce al minimo i finanziamenti per le supplenze, e mette così a rischio la qualità del servizio scolastico;
4. La nota non dà garanzie alle scuole sull’erogazione dei crediti che le stesse vantano verso il Ministero (circa 1 miliardo di euro a livello nazionale);
5. La nota invita le scuole a utilizzare il contributo volontario chiesto alle famiglie per coprire le spese per le supplenze. La nota così mette in discussione il principio mdella gratuità del diritto allo studio;
6. La nota riduce del 25% i fondi per la pulizia e la vigilanza degli Istituti.
 
In pratica la nota contiene tagli pesanti e indebolisce l’autonomia scolastica vanificando le conquiste degli anni precedenti.
Per queste ragioni il PD non ci sta e chiede con un’interrogazione urgente al Ministro,  il ripristino delle risorse e il rispetto della legge sull’autonomia scolastica.

 

Le proposte del PD
Qualità alla scuola pubblica
L’educazione non si taglia

Le proposte del PD per la scuola:

I tagli del Governo alla scuola Pubblica di 8 miliardi di euro, 87.341 docenti e 44.500 ATA in tre anni, sono insostenibili per il nostro sistema educativo e scolastico.
Il Partito Democratico vuole:

fermare l’abolizione delle compresenze;

fermare la riduzione dell’orario scolastico;

impedire la chiusura delle piccole scuole e la cancellazione di ogni modello educativo che aveva fatto sino ad oggi la qualità del nostro sistema scolastico.

Il Partito Democratico vuole:

una scuola più sicura e qualificata per tutti, con adeguate risorse finanziarie, con la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e con interventi per la sicurezza, la funzionalità e il decoro delle strutture scolastiche;

investire sull’educazione sin dalla tenera età lanciando un piano straordinario per aumentare i posti disponibili al nido e garantire a tutti il diritto alla scuola dell’infanzia;

valorizzare il modello educativo del tempo pieno e del modulo a 30 ore nella scuola elementare, ripristinando le compresenze degli insegnanti;

reintrodurre l’obbligo scolastico fino a 16 anni;

offrire più risorse all’autonomia scolastica;

assicurare borse di studio e libri gratuiti per i dieci anni della scuola dell’obbligo;

riformare la scuola superiore valorizzando i saperi tecnici e scientifici, con l’istituzione di un biennio unitario e un triennio di indirizzo.

Paola Andreoni
inoltre per le scuole  marchigiane, vuole:

migliorare l’offerta formativa proposta ai nostri giovani, investire sulle loro capacità e potenzialità, fare in modo che nessuno rimanga solo o indietro, cura del percorso scolastico degli studenti diversamente abili e svantaggiati e della piena integrazione dei bambini immigrati. Migliorare il modello scolastico finalizzandolo ad accorciare il divario tra scuola e impresa.  Dare futuro ai giovani marchigiani che possono trovare nelle Marche possibilità per fare ricerca ed innovazione.  Contrastare l’abbandono e innalzare la qualità della formazione.         I miei progetti per la scuola potrei sintetizzarli nel seguente  slogan: 
                                       trasformare gli edifici scolastici marchigiani. In scuole.

Dalle aule scolastiche passa il futuro dell’Italia, il futuro delle nuove generazioni, la costruzione della società del domani: tagliare sulla scuola è profondamente sbagliato. Con la tua preferenza alla giusta parte, le MARCHE faranno una scelta diversa.

Opinion Colpo: esplosioni con fughe di gas all’API.

Serie di esplosioni con fughe di gas all’API“. Titolava così ieri il Massaggero, ma oggi si è scoperto che era tutto un equivoco: si trattava della conviviale dei sostenitori dell’ex sindaco a base di fagioli con le cotiche.

 

Colpoditacco

 

 

La GIUSTA parte: la Politica Pulita.

Ieri la Cei ha lanciato un grido di allarme sullo stato di salute delle nostre Istituzioni. Anche i vescovi riconoscono e intravedono l’irresistibile avanzare delle mafie, che nell’ultimo ventennio si sono incuneate così in profondità all’interno del sistema di potere cosiddetto legittimo fino al punto di surrogarlo. Una mafia che ha assunto nel tempo sembianze diverse e per molti aspetti contrarie a quelle che una pittoresca storiografia d’annata tende ad attribuirle. La mafia rurale, incolta e pastorale, non esiste più. Il dramma più profondo che il nostro Paese vive è rappresentato dalla triste consapevolezza che le mafie hanno vinto la loro guerra innanzitutto su un piano, culturale:

 – Il profitto ad ogni costo e con ogni mezzo;

la furbizia e la bugia  elevata a corrente di pensiero;

il diritto sostituito dall’arbitrio e dalla forza;

La società di oggi vive di logiche mafiose e settarie. E’ un problema di singoli uomini ma anche, più pericolosamente, di un sistema. Un sistema immobile e pietrificato, composto da una sparuta minoranza di garantiti e privilegiati per nascita, che vivono al di sopra e al di fuori del controllo di legalità attorniata da crescenti gruppi di disadattati poveri e sfruttati, scivolati silenziosamente nel girone dell’esclusione sociale. 
La cultura, il merito e l’impegno non consentono a nessuno di guadagnarsi sul campo un futuro di dignità e serenità economica se non fuggendo all’estero.  

Parlo di un Paese tanto lontano ? Perchè dobbiamo accettare passivamente tutto questo ? Perchè dare continuità a questo modo di governare ?

Io non voglio rassegnarmi. Credo e per questo mi sono sempre impegnata, in una Politica pulita, quella alta con la P maiuscola,  che si confronta con l’ambizione a cambiare la società, a liberare l’uomo dalle ingiustizie, a fare in modo che a tutti sia data l’opportunità di una giusta parte, nella pienezza della esistenza di ciascuno. Perchè “la Politica è desiderare qualcosa” (O. Palme) e non si limita alla gestione del presente. Nella mia visione la politica è un movimento di liberazione. Abbiamo un dovere per noi e per i nostri figli e per le generazioni future: cercarla, la giusta parte….

La parte giusta è quella che sceglieremo il 28 e 29  marzo con il voto.

Do you understand ? I don’t understand.

Il ventennio fascista,  quarantanni di Democrazia Cristiana, i quindici anni di Berlusconi e gli ultimi due Festival di Sanremo dimostrano che in Italia il voto popolare è alquanto controproducente.

Savonarola