Superiori è riforma, anzi è controriforma.

Il consiglio dei ministri ha dato il via libera alla tanto contestata riforma delle scuole superiori targata Gelmini. Entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico a partire dalle sole prime classi. Le famiglie i cui figli sono già entrati alle superiori tirano un sospiro di sollievo. Per gli altri è ancora tutto un rebus. Il consiglio dei ministri, ha infatti, dato il via libera alla riforma della scuola secondaria superiore. Manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma ormai è fatta. La riforma entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico e riguarderà tutti coloro che si iscrivono alla prima classe. Graziati, quindi, i ragazzi delle attuali prime che, all’inizio della discussione, erano, per ragioni soprattutto di risparmio economico, stati compresi nel target della riforma. Il clima nelle scuole e tra le famiglie è sostanzialmente di sconcerto: in attesa delle decisioni del governo, le iscrizioni sono state posticipate al 26 marzo. Poche settimane, ora, nel corso delle quali amministratori locali, dirigenti scolastici e soprattutto studenti e famiglie dovranno cercare di capire cosa cambia in concreto per le scuole vicine a casa. Il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito promette che, al più presto, saranno inviati a casa e nelle scuole opuscoli informativi.

Tra le cose certe ci sono una revisione dell’orario settimanale (in alcuni casi può diminuire anche di sei o sette ore) e una drastica riduzione degli indirizzi di studio: i licei diventeranno 6 (sostituiranno gli attuali 450 indirizzi comprese le sperimentazioni Brocca e i progetti assistiti), gli istituti tecnici saranno sostanzialmente 2 con 11 indirizzi (ora sono 10 con 39 indirizzi) e i professionali passeranno a 2 corsi e 6 indirizzi (sono attualemtne 5 corsi con 27 indirizzi). Saranno rafforzati, invece, dicono da Roma, lo studio della matematica e quello delle lingue. Salvaguardata anche la geografia che, secondo le bozze circolate in un primo tempo, sembrava sparita con non poco stupore di studiosi e famiglie.

Una riforma epocale, per il Ministro Gelmini, che allinea la scuola italiana agli standard europei. Il mio parere è diametralmente opposto. Quella varata dal Consiglio dei ministri Berlusconi, è una vera “controriforma” con meno ore di lezione, meno offerta formativa, meno discipline, meno attività di laboratorio, zero euro per l’innovazione didattica e la formazione docenti.

“Nell’età della conoscenza e della tecnologia  il governo italiano nega dignità all’istruzione e agli insegnanti, con oltre 17mila cattedre tagliate”.

Annunci

Non me ne sono accorto del muro….

Ricevo dall’amica Laura e pubblico

Ciao Paola,
rispondo ad un tuo precedente post per rispondere a quanto è successo nei giorni scorsi, con la visita di Berlusconi in Israele.
Fin dall’inizio le sue affermazioni sono state a mio parere offensive e totalmente avulse dalla realtà.
1) Ha detto di sognare l’ingresso di Israele nell’Unione Europea: è assurdo in primo luogo perché Israele non è in Europa, ma questo è ovvio e banale. E’ inoltre sbagliatissimo, specialmente in riferimento a supposti valori democratici dello Stato di Israele, auspicare la sua entrata nell’Ue, che è davvero e deve restare luogo e simbolo di democrazia, uguaglianza e rispetto dei diritti umani. Che Israele ai diritti umani, soprattutti quelli di alcuni esseri umani, non sia assolutamente interessata è un dato di fatto (gli esempi sono numerosi: costruzione del muro dell’apartheid che rinchiude gli abitanti palestinesi in ghetti e separa abitazioni da campi o dal posto di lavoro; inarrestabile avanzamento degli insediamenti e degli avamposti di coloni israeliani che sottraggono sempre più territorio ai palestinesi, appropriandosi dei servizi come acqua corrente ed energia elettrica, preclusi ai precedenti abitanti di quelle zone; totale divieto per il popolo palestinese di recarsi in alcuni luoghi del prioprio paese, di utilizzare l’aeroporto…; sottoposizione a lunghi ed estenuanti check point, governati dal capriccio dei soldati di turno,…). E’ offensivo per tutti noi, per la democrazia in sé dire che Israele rappresenta “il più grande esempio di democrazia e di libertà nel Medio Oriente. “.
2) E’ inquietante anche come alla lista dei migliori amici del Presidente del Consiglio (e dell’Italia, per sua parola), che annovera personaggi e paesi dal piuttosto dubbio interesse per la democrazia, come Putin e la Russia, Gheddafi e la Libia, si aggiunga ora lo Stato di Israele.
3) Il nostro Presidente del Consiglio ha giudicato giusto l’attacco a Gaza dell’anno scorso, durante il quale, in risposta ai missili di Hamas, sono stati uccisi più di 1400 civili. La proporzione di vittime tra israeliani e palestinesi è circa di 1:100. L’Onu, con il rapporto Goldstone ha condannato questa azione e ha accertato che in essa sono stati compiuti diversi crimini di guerra, come l’utilizzo di particolari armi (fosforo bianco, …).
Quanto comunque mi sembra ancora più grave è l’ultima affermazione, in risposta a un giornalista che, nei territori palestinesi, gli chiedeva cosa pensasse del Muro che circonda Betlemme e tutta la Cisgiordania:

“Non me ne sono accorto, stavo prendendo appunti e riordinando le idee sulle cose che dovevo dire al presidente Abu Mazen. So di deluderla, me ne scuso”.

Trovo questa affermazione umanamente inaccettabile. Io ero lì un mese fa, ho visto il Muro, è impossibile non vederlo, come è impossibile mostrare voluta noncuranza nei suoi confronti.
E’ un muro alto in media 8 METRI, sormontato in alcuni tratti da filo spinato.
E’ un muro che con la scusa della sicurezza si fa strumento di apartheid, segregazione razziale. Non si è più padroni del proprio tempo, col muro, molte strade sono bloccate e spesso per aggirarlo bisogna fare percorsi molto più lunghi.
Alcune zone sono completamente rinchiuse, come Jenin, campo profughi a cui è possibile accedere solo attraverso un check point alienante, lunghissimo, che non risparmia niente e nessuno, né donne incinte, né bambini, a volte separati dai propri genitori durante il percorso.
In altre zone le persone che praticano proteste non violente contro il muro vengono costantemente uccise e imprigionate, ad ogni modo non ascoltate. Gli abitanti del villaggio di Bil’in, per esempio, da cinque anni ogni venerdì marciano per farsi sentire, per dire che il muro che li separa dai campi e avanza sempre di più è una cosa terribile. Di notte fanno turni di guardia per difendersi dai soldati israeliani che vengono regolarmente a prendere qualcuno, vittima designata dei un periodo indeterminato da trascorrere in prigione senza spiegazioni, né, tantomeno, accertamenti giudiziari.
 Non si può attraversare il muro e non accorgersene, anche se il nostro passaporto europeo è una garanzia, anche se sappiamo che a noi non capiterà mai niente di più che arrivare un po’ in ritardo a destinazione.
Dire che non ci si è accorti del muro significa camminare sui corpi stesi a terra di un popolo oppresso e dire che non ci si è accorti di aver calpestato le loro teste, il loro futuro e la loro dignità.
Laura

“…nel vangelo di San Luca è scritto “Il Regno di Dio è nel cuore degli uomini”. Non di un solo uomo, non di un gruppo di uomini, ma di TUTTI GLI UOMINI…”

” …..Per un Mondo NUOVO, che sia MIGLIORE, che dia a tutti gli uomini  LAVORO, ai giovani UN FUTURO, ai vecchi LA SICUREZZA……”

Per questi valori e obiettivi tutti gli uomini devono combattere , perchè queste non siano solo false promesse. Combattiamo per un mondo senza confini e barriere che dia a tutti gli uomini benessere e nel nome della DEMOCRAZIA  dobbiamo essere tutti UNITI.