La GIUSTA parte: la Politica Pulita.

Ieri la Cei ha lanciato un grido di allarme sullo stato di salute delle nostre Istituzioni. Anche i vescovi riconoscono e intravedono l’irresistibile avanzare delle mafie, che nell’ultimo ventennio si sono incuneate così in profondità all’interno del sistema di potere cosiddetto legittimo fino al punto di surrogarlo. Una mafia che ha assunto nel tempo sembianze diverse e per molti aspetti contrarie a quelle che una pittoresca storiografia d’annata tende ad attribuirle. La mafia rurale, incolta e pastorale, non esiste più. Il dramma più profondo che il nostro Paese vive è rappresentato dalla triste consapevolezza che le mafie hanno vinto la loro guerra innanzitutto su un piano, culturale:

 – Il profitto ad ogni costo e con ogni mezzo;

la furbizia e la bugia  elevata a corrente di pensiero;

il diritto sostituito dall’arbitrio e dalla forza;

La società di oggi vive di logiche mafiose e settarie. E’ un problema di singoli uomini ma anche, più pericolosamente, di un sistema. Un sistema immobile e pietrificato, composto da una sparuta minoranza di garantiti e privilegiati per nascita, che vivono al di sopra e al di fuori del controllo di legalità attorniata da crescenti gruppi di disadattati poveri e sfruttati, scivolati silenziosamente nel girone dell’esclusione sociale. 
La cultura, il merito e l’impegno non consentono a nessuno di guadagnarsi sul campo un futuro di dignità e serenità economica se non fuggendo all’estero.  

Parlo di un Paese tanto lontano ? Perchè dobbiamo accettare passivamente tutto questo ? Perchè dare continuità a questo modo di governare ?

Io non voglio rassegnarmi. Credo e per questo mi sono sempre impegnata, in una Politica pulita, quella alta con la P maiuscola,  che si confronta con l’ambizione a cambiare la società, a liberare l’uomo dalle ingiustizie, a fare in modo che a tutti sia data l’opportunità di una giusta parte, nella pienezza della esistenza di ciascuno. Perchè “la Politica è desiderare qualcosa” (O. Palme) e non si limita alla gestione del presente. Nella mia visione la politica è un movimento di liberazione. Abbiamo un dovere per noi e per i nostri figli e per le generazioni future: cercarla, la giusta parte….

La parte giusta è quella che sceglieremo il 28 e 29  marzo con il voto.

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Una Risposta

  1. Se persino i vescovi, che sono notoriamente alleati fedelissimi di questo governo, si sono accorti che “il crimine minaccia la democrazia” e che ci sono “politici inadeguati per i mali del Sud”, è segno che siamo davvero allo sfascio e al degrado.
    Non illudiamoci però: non cambierà nulla nella chiesa ufficiale. Per le elezioni regionali si guarda a destra e Berlusconi non perde l’appoggio della gerarchia cattolica e la chiesa continua a chiedere ed ottenere privilegi, soldi, garanzie.

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