1° maggio 2010: Lavoro, Legalità e Solidarietà

 

La disoccupazione e il precariato sono, oggi, le piaghe più gravi che colpiscono il nostro Paese. Ne cancellano il futuro, impedendo ai giovani di accedere ai mezzi per diventare artefici di crescita e progresso. Ne minano il presente, mettendo a rischio le conquiste di 150 anni di lotte per i diritti dei lavoratori, condotte per uno stipendio decente, per una vita dignitosa, per un posto di lavoro dove ci sia sicurezza.

Lavoro  Legalità e Solidarietà” sono le parole d’ordine della festa del 1° Maggio 2010 di Cgil Cisl Uil che quest’anno si tiene a Rosarno, con gli interventi dei tre segretari generali Epifani, Bonanni e Angeletti. La scelta del piccolo centro calabrese, non è ovviamente casuale, si lega ai temi della difesa del lavoro e dello sviluppo economico, ma anche alla rivendicazione di politiche di accoglienza e integrazione verso gli immigrati e al rispetto della legalità in un territorio che, anche pochi mesi fa, è stato al centro di accesi scontri tra popolazione calabrese e braccianti immigrati, costretti a durissime condizioni di vita, al ricatto dei caporali e a subire atti di violenza della malavita organizzata.

un augurio per una buona giornata di serenità a tutti.

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Opportunità di lavoro e concorsi nelle Marche ed oltre

Offerte di lavoro della settimana nelle Marche

 

4ª serie speciale – concorsi n. 31 del 20-04-2010

 

EMMAUS ITALIA – CAMPI 2010
La forza degli ideali, la concretezza delle azioni 

 

La Comare del Borgo

Bandiera rosa con Nichi Vendola: continua la “rivoluzione gentile” in Puglia.

Applicando il principio della parità di genere i componenti del nuovo governo regionale pugliese di Nichi Vendola sono 7 uomini e 7 donne, un caso unico nel panorama politico nazionale.
Con questa scelta forte, coraggiosa e senza compromessi continua la “rivoluzione gentile” di Vendola, iniziata con le primarie, le “fabbriche di Nichi” e culminata con l’elezione.
Credo che tutti dovremmo guardare al “laboratorio pugliese”, con la mente e con il cuore.

Io sto con Emergency

Ricevo e Pubblico.

Grazie
Cari amici,
vorrei ringraziarvi dello straordinario sostegno che avete dato a Emergency in questa difficile situazione.
Insieme a voi abbiamo vissuto un periodo di grande preoccupazione per i nostri operatori umanitari e per l’ospedale di Lashkar-gah, l’unica struttura nella regione in grado di offrire cure chirurgiche gratuite e di qualità alle tante vittime di guerra.
Come sapete, i nostri tre colleghi italiani sono stati rilasciati con tante scuse. Un rilascio, come hanno detto gli stessi servizi di sicurezza afgani, frutto non di pressioni di sorta ma dovuto a una semplice, banale verità: sono innocenti. L’avevamo detto fin dal primo, durissimo giorno, e voi con noi. Dei sei collaboratori afgani che erano stati prelevati insieme agli italiani, cinque sono stati rilasciati il 28 aprile; sul sesto stanno proseguendo le indagini. I nostri avvocati e il nostro personale a Kabul continuano naturalmente a monitorare la situazione.
Stiamo già lavorando per la riapertura dell’ospedale di Lashkar-gah:
continuare ad assicurare assistenza alle vittime di guerra – per il 40 percento bambini – è la nostra priorità, come lo è stata per i quindici anni della nostra storia.
Siamo riusciti ad affrontare a testa alta questi giorni durissimi grazie a due fattori. Il primo, naturalmente, era la consapevolezza che i nostri fossero innocenti. Ma l’altro ingrediente fondamentale siete stati voi: il vostro sostegno, le mail e le telefonate, la presenza a piazza San Giovanni (con il corpo o con lo spirito), le quattrocentomila firme in quattro giorni. Di tutto questo, non sappiamo  come ringraziarvi. Anzi, lo sappiamo: continuando a fare sempre di più e sempre meglio il nostro lavoro, curando chiunque ne abbia bisogno.  E siamo sicuri che voi non ci farete mancare il vostro sostegno in futuro, anche con un gesto che a voi non costa nulla, come la devoluzione del 5 per mille per gli ospedali di Emergency.

Ancora una volta, grazie di cuore. A presto,
 
Cecilia Strada
Presidente di Emergency
IL TUO 5 PER MILLE PER GLI OSPEDALI DI EMERGENCY
codice fiscale 971 471 101 55

In Senato dura opposizione del PD al decreto anti-intercettazioni.

Leggo con piacere queste notizie: il PD presenta emendamenti e fa dura opposizione. Questo è il Partito Democratico che ci chiedono e per il quale  vale la pena spendersi.
PDL e LEGA dicono di voler tutelare le persone, e sulla sfera della vita privata può essere condivisibile, ma tra le pieghe di tutto ciò l’intento è un altro…si vogliono ammanettare polizia e magistrati inquirenti e non ultimo imbavagliare la stampa.
Così com’è questo DDL è inaccettabile.

Il 2010 non è un anno facile.

Dopo le prime promesse di facile ripresa economica (a cui molto pochi hanno creduto ad esser sinceri) ci si presenta una crisi diversa, non più amplificata dal panico ma che colpisce le fondamenta dell’economia.

Costruire la strategia del prossimo anno e mezzo sarà un processo delicato e per nulla banale. I prossimi mesi se forse vedranno qualche debole spiraglio nella produzione dovranno affrontare nell’ordine:

– fine degli ammortizzatori sociali o dei risparmi personali e quindi forti tensioni;
–  conseguente domanda interna che si contrae;
– rischio di nuova bolla finanziaria (grecia ecc) e pericolo di ulteriore riduzione della domanda per il nostro export.
stretta del credito per le imprese che dovranno presentare alle banche i bilanci di un 2009 quasi sempre fortemente negativo;
– notevole aumento di fallimenti e procedure concorsuali in genere.

La strada è ancora lunga. E’ in queste occasioni che occore dare prova di solidarietà, di responsabilità. Parlo dei politici ( non è accettabile in piena crisi salariale vedere che i parlamentari, i consiglieri regionali si aumentano gli stipendi), parlo degli industriali, parlo di chi disattendendo un legame di  solidarietà sociale pensa solo a se stesso: evadendo le tasse,  pensando solo ai propri privilegi, ecc…

Fotovoltaico sì, ma dove? No sui terreni liberi o agricoli.

 Produrre energia elettrica con l’uso di pannelli fotovoltaici è una pratica che si sta sempre più diffondendo, anche grazie ai contributi ed ai vantaggi fiscali, e a questo non si può che guardare con favore, dal momento che si utilizza una fonte energetica inesauribile, il sole, e si contribuisce in modo sostanziale alla riduzione di emissione in atmosfera di gas serra.
Accanto alla creazione di piccoli impianti localizzati sui tetti degli edifici, però, stanno ora iniziando a proliferare le richieste di autorizzazione alla creazione di impianti a terra, denominati “parchi fotovoltaici”: si tratta di schiere di pannelli disposti su diverse file parallele con adeguato orientamento, sopraelevati rispetto al piano di campagna.
Osimo non è esente da questo fenomeno, esiste già un impianto a San Sabino e sono state presentate  richieste  per altri similari impianti.
La realizzazione di tali impianti deve fare riflettere per molte ragioni, la prima delle quali è:
perché occupare suolo agricolo per realizzare impianti che possono trovare spazio (e tanto!) su superfici già irrimediabilmente compromesse dal punto di vista naturale, come ad esempio i tetti dei capannoni, i tetti delle civili abitazioni ecc.
Ci sono poi altre considerazioni non meno rilevanti:
L’impatto sul paesaggio determinato da ettari di filari di pannelli, al di sotto dei quali nel migliore dei casi ci può essere un prato nel quale però la biodiversità sarà sicuramente ridotta, mentre invece i pannelli integrati nei tetti hanno un impatto visivo minimo e quello ambientale nullo;
I contributi che vengono elargiti per promuovere giustamente la diffusione delle energie rinnovabili provengono da una quota che tutti paghiamo sulla bolletta elettrica: sarebbe più giusto che venissero ripartiti in piccole quote per finanziare piccoli impianti famigliari piuttosto che essere assorbiti da grandi impianti costruiti a scopo speculativo. Come dire: è meglio dare come incentivo 1.300.000 euro/anno a beneficio di un’unica persona o 1.300 euro a mille famiglie?
– La diffusione di piccoli impianti, nei quali le famiglie diventano produttrici di energia, stimola la consapevolezza dei propri consumi e l’acquisizione di stili di vita energeticamente sostenibile.
Per tali motivi  credo che  sia necessario intervenire al più presto per regolamentare la materia al fine di evitare – nel nostro territorio – una proliferazione incontrollata degli impianti fotovoltaici a terra con tutto ciò che di negativo ne deriva. Con l’interrogazione presentata si invita l’Amministrazione Comunale a ricercare con urgenza gli adeguati strumenti di pianificazione urbanistica per arrestare il pericoloso dilagare di impianti fotovoltaici su terreni liberi e, addirittura, agricoli.


                        INTERROGAZIONE a RISPOSTA ORALE e SCRITTA

Oggetto:  Installazione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli.

La    sottoscritta consigliere comunale, Paola Andreoni

Premesso che

– Pur dichiarandoci  favorevoli ad incentivare forme di investimento in energie rinnovabili, ed in particolare a considerare il fotovoltaico – vale a dire la conversione dei raggi solari in energia elettrica – come una delle tecnologie portanti e centrale del nuovo modello energetico locale e nazionale;

Visti i contenuti

– del Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 ad oggetto: “Attuazione della direttiva 2001/77/Ce relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità;
– del Decreto del Ministero dello sviluppo economico del 19 febbraio 2007 ad oggetto: “Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell’art. 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387”;
– del  comma 7 dell’art. 12 del D.Lgs. n. 387/2003 che dispone che: gli impianti di produzione di energia elettrica – di cui all’art. 2, primo comma, lettere b) e c) – possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici; nell’ubicazione si dovrà tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale di cui alla Legge 5 marzo 2001, n. 57 artt. 7 e 8, nonché del Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228 art. 14;

Precisato che

– E’ cresciuta la consapevolezza del pericolo che  l’esponenziale consumo di suoli fertili, genera il progressivo surriscaldamento del pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche, impoverisce la sovranità alimentare e non reca più alcun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini. Il fotovoltaico su terreni agricoli rischia infatti di determinare danni quali l’erosione dei suoli, la perdita di fertilità e può compromettere la biodiversità;
– II  temi della qualità dell’aria, del risparmio energetico, del risparmio idrico, la conservazione del territorio agricolo e l’uso di energie alternative sono tra quelli posti come prioritari dalla  nostra azione politica a favore della nostra comunità cittadina;

–  Benché la tecnologia fotovoltaica consenta di produrre energia “pulita”, utilizzando una fonte rinnovabile, non la si può considerare priva tout court di impatto sull’ambiente, in quanto occorre distinguere tra le diverse tipologie di impianto. In particolare, essa è difficilmente condivisibile quando è realizzata mediante impianti a terra di pannelli fotovoltaici su suoli liberi. Gli impianti fotovoltaici posti su terreni rischiano di ridurre fortemente l’attività fotosintetica e la biodiversità. Inoltre, per carenza/assenza di precipitazioni, a causa della copertura, la superficie andrebbe incontro a progressiva desertificazione;
– La forte concentrazione di potenza installata su pochi e grossi impianti realizzati al suolo rischia in poco tempo di vanificare quella che è la caratteristica peculiare ed interessante dell’energia solare, ovvero la produzione/generazione distribuita sul territorio grazie a piccoli/medi impianti che nell’ottica originaria dei creatori del meccanismo di incentivazione pubblica dovevano avere un peso consistente nell’economia generale del programma. Ovvero: essendo previsto un limite massimo di potenza installabile che può fruire delle attuali agevolazioni pubbliche, questi grossi impianti a terra precludono ad altre utenze la possibilità di accedere a tali benefici;

INTERROGA IL SINDACO per sapere

1) Quanti sono alla data odierna gli impianti fotovoltaici su terreni agricoli autorizzati e/o realizzati, la collocazione degli impianti, i mq. di pannelli installati e i KW di potenza energetica dagli stessi  prodotta;
2) Quante sono alla data odierna le istanze  pervenute in Comune – e ancora da autorizzare – per l’installazione di pannelli di impianti fotovoltaici su terreni agricoli, con specifica della collocazione degli impianti oggetto dell’istanza, i mq. di pannelli previsti e i KW di potenza energetica che si  prevede di produrre;
3) Se intende prendere  iniziative e provvedimenti tesi ad un razionale utilizzo del fotovoltaico in particolare per quanto riguarda l’installazione sui tetti e/o su superfici già compromesse in termini di suolo perso per non consumare terreno agricolo libero;
4) Se e quali provvedimenti intende adottare per venire incontro alle legittime proteste dei cittadini le cui abitazioni sorgono in prossimità dei parchi fotovoltaici;
5) Se condivide le preoccupazioni oggetto della presente interrogazione e se è disposto a sottoporre la problematica all’Associazione dei Comuni Italiani ( Anci) affinché questa evidenzi la questione in Conferenza Stato Regioni Enti Locali per arrivare a disciplinare la materia con linee guida nazionali.

Si richiede altresì, in occasione della  seduta del Consiglio Comunale in cui la presente interrogazione si discuterà,  di fornire alla sottoscritta una risposta scritta dei dati richiesti.

 Osimo lì, 27 aprile 2010                                                       

Paola Andreoni consigliere  comunale
capogruppo  del Partito Democratico

Terreno agricolo


Lo stesso terreno agricolo, ora parco fotovoltaico.