Dalla crisi un nuovo umanesimo.

Brucia Atene e brucia l’economia europea. La nube greca avvolge l’Europa e rende sempre più incerto il futuro.
Bruciano miliardi in borsa e gli analisti ci avvertono perché gli speculatori come avvoltoi fiutano l’affare e sono pronti ad azzannare anni di sacrifici, di sogni, di rinunce.

La crisi greca, non è una calamità naturale avvenuta da un giorno all’altro, ma è figlia delle politiche conservatrici. Le vittime sacrificali oggi in Grecia sono i giovani, le donne, gli anziani, gli agricoltori, gli immigrati, le piccole e medie imprese, i lavoratori del settore turistico a conduzione familiare. La disoccupazione giovanile tocca il 40%. Ben l’80% dei posti di lavoro è precario e lo stipendio base mensile è di 731 euro.
Leggo dai giornali che accanto a questa situazione  drammatica con: disoccupazione, lavoro precario, povertà ed esclusione sociale. Dall’altra ci sono: corruzione, evasione fiscale, spese folli per gli armamenti, banche, società off-shore e multinazionali.
Inoltre  i ricchi e la classe media stanno cercando di salvare i loro capitali finanziari trasferendoli all’estero o effettuando investimenti immobiliari nelle capitali europee.

Non mi  sembra una situazione tanto diversa da quella che c’è oggi  in Italia !.  E non credo  che la via di uscita, la salvezza, possa arrivare dalle Banche e dal Fondo Monetario Intermazionale. Mondo finanziario che ha imposto alla Grecia aiuti dietro:  la riduzione del 15% di tutti gli stipendi; aumento del limite dell’età pensionabile e diminuzione delle pensioni; tagli dei posti di lavoro nel settore pubblico; abolizione dei contratti collettivi di lavoro tra sindacati e datori di lavoro; soppressione di qualsiasi garanzia legale per i tagli di posti di lavoro nel settore privato; tagli alla spesa pubblica (soprattutto alla scuola). Non si parla invece minimamente di tassazione delle rendite finanziarie, di tagli alle spese della politica, di  aumenti di tasse e tributi per i redditi  più alti, di lotta alle ingiustizie ed agli  squilibri sociali, di lotta all’evasione fiscale.

Credo che da questa crisi se ne esce solo con la ripresa dello sviluppo economico e questo non puà essere  che collegato all’innovazione, alla ricerca e alla formazione.

La speranza  è che  dalle ceneri possa nascere un nuovo umanesimo, fondato sulla vicinanza,  la solidarietà tra i popoli e la giustizia sociale.

Paola

Una Risposta

  1. Questa mattina su Rai 3 mi è capitato di ascoltare alcune considerazioni sulla “salvezza” dell’euro e sul fatto che le borse hanno chiuso in rialzo… E sentivo velocemente di alcune considerazioni che sulla cifra messa in atto, davvero si poteva fare qualcosa per la fame nel mondo, ma spesso queste cose non fanno economia… E’ triste davvero notare quanta differenza ci sia nel mondo che vive a suon di economisti illustri e nel mondo che vive di stenti, dove la loro moneta non è quotabile…

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