Fini premier di “Futuro e Libertà”, sviluppi ad Osimo …

Alle camere nasce il gruppo Futuro e libertà che raccoglie coloro che hanno deciso di seguire Gianfranco Fini in rotta di collisione con il presidente del consiglio Berluscono che, ieri, lo ha messo fuori dal partito. La nuova formazione parlamentare conta 34 deputati e 10 senatori, sufficienti per far tremare la maggioranza, se non altro perché ogni decisione dovrà comunque essere concordata con alleati piuttosto riottosi.
La spaccatura con Fini quali ricadute avrà  a livello locale ?. Forse modeste in quanto il grosso degli ex An è ormai stabilemente nel Pdl.
Non mi meraviglierebbe una prossima iniziativa delle Liste osimane con la costituzione dell’ennesima nuova lista che come hanno fatto con Forza Osimo, chiameranno: “EffeElleOsimoperDino“.

Savonarola

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La fine del “basso Impero”.

La maggioranza è alla deriva, in mare aperto e senza meta.
Tutto questo mentre il Paese sta vivendo una delle crisi economiche più dure e difficili della sua storia moderna, mentre le aziende chiudono e non sanno se riapriranno dopo le ferie, mentre la cassa integrazione sta per finire.
Il Governo vara una manovra che ancora una volta premia i furbi e colpisce i più deboli e indifesi, rispetto ai soliti privilegiati.
Bersani, nel suo intervento in aula sulla fiducia, ha esposto in maniera efficace la posizione del Partito Democratico: è urgente definire una fase nuova, responsabile, che affronti i problemi prioritari del Paese, in primis il lavoro: lavoro dei dipendenti, lavoro delle piccole e medie imprese, lavoro nei servizi; dobbiamo dare dignità al lavoro, rimetterlo al centro, così facendo restituiremo dignità a tutti quei cittadini che vivono la crisi sulla propria pelle ogni giorno.
Queste sono le priorità, non i mesi trascorsi sulle intercettazioni.
Il PD  deve porre attenzione a risolvere i problemi urgenti e quotidiani delle persone, di tutti coloro che sono sfiduciati, ma che di fronte a programmi concreti e comportamenti corretti, potranno ritrovare il gusto di una grande sfida rivolta al raggiungimento di benessere e serenità per le loro famiglie e il  Paese intero.
No a GOVERNISSIMI, e No ad un ritorno indietro al proporzionalismo, ma a noi PD, solo a noi le responsabilità della proposta, la coerenza di un impegno per un cambiamento possibile e sempre più vicino.

Lettera aperta alla Città di Osimo

Ricevo dal Comitato Cittadino per la difesa Ambiente e Territorio e  Pubblico

LETTERA  APERTA  alla CITTA’ di OSIMO. Così inizia un articolo del Corriere Adriatico del 28.07.2010 in cui si illustra uno studio della Regione Marche: “Osimo è la città del distretto anconetano che, ogni anno, aumenta più delle altre il numero di ettari edificati. E l’incremento della superficie fabbricata è in controtendenza rispetto alle altre città. Se Ancona e Falconara negli ultimi decenni hanno diminuito il numero medio degli ettari edificati, a Osimo l’edificazione ha subito un boom nel periodo 2001-2007. Sono i dati più rilevanti di un report commissionato nel 2007 dalla Regione Marche sulle aree urbane funzionali. Fra queste c’è quella di Ancona, che prende in analisi oltre ai dati del capoluogo dorico, anche l’urbanizzazione di Falconara, Chiaravalle, Agugliano, Camerata Picena, Camerano, Ancona, Monte S.Vito, Montemarciano, Numana, Offagna, Polverigi, Sirolo e appunto Osimo. Dallo studio della Regione risulta che la città dei “senza testa” nel periodo 1954-1984 ogni anno mediamente edificava 13,54 ettari, diventati 16,02 nel periodo 1984-2001 e 23,15 nel 2001-2007”. In altri termini, nel periodo 2001-2007 (giunte Latini I e Latini II) Osimo fu sommersa da una colata di cemento. Il sig. Latini e i suoi, di fronte a questi dati (dati, non opinioni) provenienti peraltro da un ente del tutto imparziale quale è la Regione Marche, della cui maggioranza fa parte attiva il medesimo Latini , che, per motivi che francamente ci sfuggono interamente, è addirittura stato nominato presidente della commissione bilancio, ha l’ardire di affermare che è tutta colpa del piano regolatore di Niccoli. E’ bene fare chiarezza una volta per tutte (sappia il sig. Latini che una corbelleria, anche se ripetuta cento volte di seguito, corbelleria  rimane):

  • a cavallo fra gli ’80 e i ’90 l’amministrazione dell’ex sindaco Alberto Cartuccia predispose  il Piano Regolatore;
  • l’amministrazione successiva, quella capitanata dall’ex sindaco Raimondo Orsetti,  ha proseguito l’iter di approvazione del piano regolatore, recependo le prescrizioni e le osservazioni rilevate da parte della Regione Marche;
  • l’amministrazione ancora successiva, guidata dall’ex sindaco Alberto Niccoli, nel 1996, non poteva fare null’altro che recepire e dare attuazione al piano regolatore predisposto dai suoi predecessori, e, al fine di diluire nel tempo e nello spazio in modo razionale e tollerabile per il territorio comunale la realizzazione del piano, adotta il cosiddetto “ piano quadro” redatto da uno dei migliori urbanisti italiani;
  • Latini, annullava immediatamente il piano quadro, spalancando le cataratte del cemento; non pago, nel suo furor aedificandi predisponeva una inqualificabile variante al piano regolatore che prevedeva un numero di nuove costruzioni tali da fare aumentare la cittadinanza di 17.000 unità (!!!!); non pago ancora, apportava un’infinità di varianti ben 27 solo ad integrazione della variante generale che lì a poco avrebbe adottato (2005); e ancora, nella sua bulimia di territorio, con la scusa di realizzare una strada di bordo assai singolare (si sarebbe snodata attraverso le palazzine….), progettava di aumentare ancora ed ancora le aree edificabili; ma non basta, perchè, non pago ancora della cementificazione del territorio già realizzata, consentiva tramite le procedure dello SUAP, il cosiddetto sportello unico, l’insediamento di edifici industriali in aree agricole, ampliamenti di attività industriali addirittura sui crinali e in certi casi senza l’esistenza di opere di urbanizzazione (molti di questi interventi sono ancora oggetto di indagine della Procura di Ancona); infine, apportava addirittura varianti ai piani particolareggiati del centro storico (tra queste quella del “palazzo Viglietti”, sul quale ancora indaga la Procura di Ancona).

Per non parlare poi dei tanti piani di recupero, molti dei quali sono stati ritenuti  illegittimi dal PM  Gubinelli.

Questi sono i fatti, come tali incontestabili: ciò che invece Latini e suoi ripetono come un mantra, “tutta colpa di Niccoli”, sono bubbole.

(Per inciso: sopra si è scritto “l’amministrazione dell’ex sindaco Cartuccia”, “l’amministrazione Orsetti” ecc., mentre non si è scritto “l’amministrazione Latini”, ma solo Latini. Non si tratta di una svista: il fatto è che Latini, dapprima segretario cittadino della DC e poi, a seguito del disfacimento dello scudo crociato dovuto a tangentopoli, seguace di Di Pietro, e poi ancora per una breve stagione vicinissimo al PDS (ampiamente ricambiato nei suoi amorosi affetti, peraltro), è stato eletto sindaco per la prima volta grazie ai voti di Forza Italia e di Alleanza Nazionale; poi ha fatto il ribaltone e si è alleato con Margherita; in seguito è stato eletto di nuovo sindaco grazie ai voti della Margherita e ha fatto poi un secondo ribaltone “acquistando” (politicamente, sia chiaro) un consigliere ex Margherita e liberandosi della Margherita come partito alleato. (Tutto ciò, impedisce di parlare di “amministrazione Latini”, perché non sapremmo a quale fare riferimento). 

Per noi cittadini non è possibile accettare che una città di più di 30.000 abitanti abbia un Piano Regolatore che non è conforme per il suo 70% circa alla normativa vigente e  a ciò che prescrivono i piani territoriali e i programmi di carattere sovracomunale, come rilevato dalla Provincia di Ancona,  e sia  stato adottato definitivamente per una questione (assai dubbia, quantomeno) di data su un timbro (pensiamo un caso unico in ITALIA ).

Ciò che ci indigna maggiormente, però, sono le finalità (almeno quelle superficiali: sulle altre eventuali farà luce la Procura) per cui si è devastato il nostro territorio: Latini, lungi dal motivare ciò che abbiamo definito il suo furor aedificandi, ha sempre e soltanto sostenuto da un lato di non aver affatto cementificato alcunché, dall’altro che, in ogni caso, “la colpa è di Niccoli” questa espressione parrebbe essere, per Latini, una cosa simile a “un due tre stella” o “amabarabaccicciccò”, insomma, cose così, robe fra le cantilene e i tic verbali.

 Paolo Rossi, il comico, nella sua Rebelot, così descriveva i gradi della borrachera, la ciucca anarchica spagnola: “1) Borracho; 2) Muy borracho; 3) Cantos regionales; 4) Cantos patrioticos; 5) Cantos religiosos; 6) Negacion de la evidencia; 7) Insultos al clero”: stando a questa graduatoria, Latini sarebbe stabile al 6° grado. Il motivo per cui Osimo è stata assassinata dal cemento, come ha ampiamente argomentato il Pubblico Ministero Gubinelli, è la creazione di consenso politico-elettorale: in altri termini, il motivo per cui Campocavallo si è ormai congiunta con Osimo, l’Abbadia con Osimo Stazione, Palazzo Viglietti è enormente ingrassato ecc. è la carriera politica personale di Latini (nientepopodimenochè).      

Sulla bacheca di Italia Nostra (Povera Italia, dicono i maligni) campeggia in questi giorni un (ridicolo) appello ai cittadini a contribuire al pagamento del restauro del portone del municipio, perché il comune non ha più un bacco neanche per pagare un barattolo di vernice. Di grazia, dove sono finiti tutti i soldi guadagnati con la vendita delle quote dell’Astea? E, soprattutto,  tutti i proventi degli oneri di urbanizzazione (l’unica cosa buona si poteva trarre dalla colata), attraverso quali rivoli si sono via via prosciugati?

E’ troppo chiedere che ci venga reso il conto? Ed è forse troppo maleducato chiedere le dimissioni da ogni loro attuale incarico pubblico o parapubblico dei consiglieri Latini, Palazzini, Gallina, Mengoni, Ginnetti e Beccacece, che hanno votato l’emendamento autorizzatorio del bitumificio di Passatempo o sapendo di stare votando un atto illegale, oppure – non si sa che cosa è peggio – non sapendo che caspita stavano votando?

E chi è che si può scandalizzare se chiediamo anche che sia revocato l’incarico di dirigente del territorio all’ing. Frontaloni, perchè, ha realizzato le scellerate politiche urbanistiche delle amministrazioni Latini, anche quando erano palesemente illegittime, anche quando palesemente avvantaggiavano cortigiani ed amici, anche quando si trattava di autorizzare la costruzione di un impianto insalubre di 1° categoria ad un tiro di schioppo ad un  centro abitato?

Il Comitato Cittadino è stato attaccato in ogni modo, lecito e sopratutto illecito, morale e soprattutto immorale, dalle forze di maggioranza, soltanto perché noi amiamo Osimo e vogliamo che chi la amministra la ami quanto noi e agisca nel trasparente rispetto della legge; non si può tuttavia passare sotto silenzio la totale indifferenza, a volte sconfinante in aperto fastidio, per l’azione del Codat e degli altri comitati, delle forze politiche sedicenti di opposizione, che si sono rivelate comicamente incapaci pure a fare il solletico a Latini, che ha retto tranquillamente una lunga parte del suo secondo mandato con un solo misero voto di maggioranza in consiglio comunale (l’alleanza fra Latini e il Pd alle ultime regionali è stata la comica finale).

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere / di gente infame, che non sa cos’è il pudore, / si credono potenti e gli va bene quello che fanno; /e tutto gli appartiene. / Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! / ……..  Non cambierà, non cambierà / sì che cambierà, vedrai che cambierà. / Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali / che possa contemplare il cielo e i fiori, / che non si parli più di dittature / se avremo ancora un po’ da vivere… / La primavera intanto tarda ad arrivare” (Franco Battiato, Povera Patria)                                                                                            

                                                                                              Il Comitato Cittadino per la
                                                                                              difesa Ambiente e Territorio

Benvenuti nella Città del Cemento

 Ettari di campagna fagocitati dal cemento, intere frazioni completamente stravolte da una edilizia selvaggia, con tante case invendute, cantieri aperti e abbandonati.
Questo il bilancio di 11 anni di Governo delle Liste Simoncini&Latini e tutto questo loro lo chiamano:

UNO SVILUPPO URBANISTICO SOSTENIBILE ???

L’ESTATE è spesso una stagione da cani

 Sono 700mila i cani di proprietà (su una popolazione totale di circa 10 milioni) che vivono perennemente alla catena o in piccoli recinti e rinchiusi perennemente su piccoli balconi costretti a subire il caldo atroce. Sono alcuni dei dati emessi dallo studio effettuato dal tribunale degli animali dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) sulla base delle segnalazioni pervenute (in un mese oltre 50mila segnalazioni di possibili reati di maltrattamento, l’80% relative a cani legati). Il maggior numero di segnalazioni di maltrattamenti arrivano dalle regioni del sud Italia mentre la presenza dei cani in balcone è invece priorità delle grandi città ed in particolare molte segnalazioni giungono da Milano, Roma, Napoli, Palermo e Torino. Ma gli abbandoni non riguardano soltanto cani e gatti, purtroppo ogni anno sono almeno 200mila gli altri animali abbandonati nella stagione estiva, una cifra che sfiora il mezzo milione di esemplari se si conteggia tutto l’anno. In particolare gli abbandoni riguardano i pesci di acquario che vengono riversati a migliaia nei fiumi e nei canali, pratica questa maggiormente diffusa nelle regioni del nord Italia ed in particolare in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, dove ogni anno vengono inseriti nei fiumi almeno 50mila esemplari di pesci tropicali, che hanno come effetto quello di alterare in maniera seria l’ecosistema faunistico fluviale.

La Comare del Borgo

RIFORMA UNIVERSITA’: al Senato passa anche grazie ai voti dell’API di Rutelli

Il Senato ha dato il via libera al ddl Gelmini. L’aula di Palazzo Madama ha dato l’ok al provvedimento 152 con voti favorevoli, 94 contrari e un astenuto. Hanno votato “si'” anche i senatori di Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli. Forse un segnale per Berlusconi che è in cerca di nuovi alleati ora che la scissione con Fini sembra ormai definitiva.

Ritornando al testo approvato, unanime la critica delle opposizioni da  Italia dei valori, al PD ( pensate, anche l’Udc ha votato contro). 
Questo il giudizio espresso – sulla così detta Riforma Gelmini dell’Università –  da parte del capogruppo del PD:

“presuntuoso chiamare questa una riforma dell’università  che  impedisce a un’intera generazione di partecipare alla ricerca universitaria  e  mette il paese a margini della sfida internazionale”.

Pubblicità sulle rotatorie. La manutenzione delle rotatorie affidata ad aziende che in cambio possono sfoggiare quattro cartelli all’interno della rotonda. Sono illegali. Violano il Codice, rischio maxi multa.

In un servizio di qualche mese fa Striscia la Notizia denunciò l’illegalità di centinaia di rotonde in provincia di Milano. Il motivo? I cartelli pubblicitari installati all’interno delle rotatorie: distraggono gli automobilisti e non rispettano una fondamentale norma del codice della strada.

Anche nelle nostre rotatorie osimane sono state installati cartelli pubblicitari e spesso la manutenzione delle  rotatorie viene affidata ad aziende che in cambio possono sfoggiare quattro cartelli in corrispondenza degli ingressi della rotonda.
A Milano, il Comune è stato costretto a sborsare soldi pubblici per rimuovere gli sponsor e soprattutto risarcire le aziende che hanno sottoscritto un regolare contratto. Si parla di migliaia di euro.
Nei mesi scorsi la direzione generale per la sicurezza stradale del Ministero dei Trasporti ha ribadito l’illegalità delle pubblicità. Non sono ammesse deroghe. L’articolo 23 del Codice recita:

 “Sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate è vietata la posa di qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica”.

Non è solo il Comune di Osimo a non rispettare il Codice. Vedo che la identica situazione si presenta nelle rotatorie di  Ancona, di Sirolo ecc. Comunque rimane il problema,  e se tali forme di pubblicità sono “illegittime” credo che gli organi comunali competenti devono provvedere ad eliminare le pubblicità incriminate.
Vi è inoltre il rischio che, in caso d’incidente sulle rotonde, il Comune stesso sia chiamato a rispondere dei danni.
A Sassari – è andata peggio – la Guardia di Finanza ha emesso cinque multe per un totale di 1950 euro (la sanzione prevista va dai 389 euro ai 1559).