Impianti fotovoltaici su terreni agricoli in Osimo. Ecco la risposta del Sindaco.

Dopo quattro mesi  è arrivata finalmente la risposta ( prot. 26718 del 25/8/2010) alla interrogazione scritta sugli impianti fotovoltaici  sui terreni agricoli. A tal riguarda vanno ricordate le diverse posizioni.
Da una parte la sottoscritta che si dichiara a favore dell’utilizzo di questa fonte di energia ma allarmata e contraria all’eccessivo consumo del terreno agricolo ( fotovoltaico si ma sui tetti,  su  terreni già compromessi,  sui tetti di capannoni , sui tetti dei parcheggi, ecc.); inoltre  ritiene  opportuno che l’Amministrazione Comunale si doti di un regolamento al fine di scongiurare fenomeni di “fotovoltaico selvaggio”.
Dall’altra, la posizione degli inquilini di palazzo del Comune –  Simoncini&Latini – per i quali il problema non sussiste,  (anzi, coinvolte attivamente  dal  fenomeno del ” fotovoltaico a terra “: Latini come produttore,  mentre un assessore risulta progettista di tali opere),  si sono dichiarati contrari a ogni freno , a qualsiasi vincolo circa la possibilità d’installare impianti di produzione di energia rinnovabile nel nostro territorio, quindi favorevoli al consumo  senza freni dei terreni agricoli.
A supporto delle loro posizioni, e  in modo demagogico come nel loro stile,  hanno giustificato che il ricorso al fotovoltaico aiuta l’economia degli agricoltori osimani gravemente colpiti dalla crisi economica e mi hanno incolpato “ di essere acerrima avversaria dei poveri agricoltori costretti  a produrre  fotovoltaico, perché la campagna non rende più “.
Con la risposta fornita dall’amministrazione alla mia interrogazione con la quale chiedevo di conoscere quante erano le istanze presentate  per l’installazione degli impianti fotovoltaici nei terreni agricoli, diventa immediatamente  chiaro a tutti che la maggior parte dei richiedenti non sono agricoltori.
Ecco l’elenco delle istanze di domanda ( triplicate nel 2010 rispetto al 2009) per l’ installazione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli osimani, con specifica dell’indicazione della collocazione degli impianti e dei KW di potenza energetica di ciascun impianto.  ( Ho omesso dall’elenco  gli impianti inferiori a 200 Kwp):

richiedente

Ubicaz.impianto Kwp
Sun Solution srl Via Chiaravallese 1.620
Fotosolar Enery spa Via di Jesi 1.040
M.R.G. srl Via Linguetta 1.999
Lanari A. e M. Via Molino Basso 1.958
Latini A. – Latini Dino Via Molino San Polo 1.903
Pesaresi M. – Pesaresi P. Via San Valentino 1.903
Apollo Europe srl Via Cagiata, 84 1.754
Tenuta Casenuove srl Via Coppa 1.717
Del Monte A. Via Fosso 1.716
OMAC Via Osteriola 1.702
C.P.E. snc Via Bellafiora 1.700
Az.Agricola Fava G. Via Colle San Biagio 1.691
Vignoni M. Via Abbadia 1.650
Novapover R1 srl Via Cola, 27 1.576
Hercolani Fava Simonetti Via Fontemurata 1.500
Ist.Campana Via delle Querce 1.497
Mezzelani A. M. Via Soderini 1.459
Cons.Bonifica del Musone Via Coppa 1.304
Fortecno snc Via Fratte, 24 1.300
Az.Agr. Bietti F. Via San Biagio 1.200

Nella maggioranza dei casi sono società di capitali e ciò dimostra che dietro  questi campi voltaici non ci sono i “poveri agricoltori” ma ditte, a volte  società appositamente costituite.
Con l’ interrogazione si chiedeva di  dare regole al fenomeno  del fotovoltaioco a terra,  cercare di conciliare i diversi interessi: quelli degli imprenditori da una parte tesi a cogliere delle legittime opportunità e quelli che si richiamano al benessere collettivo, alla tutela ambientale e paesaggistica dall’altro il cui primo difensore deve essere proprio l’Ente Locale.

Bene ha fatto quindi la Regione Marche che è intervenuta sulla problematica – cogliendo  il pericolo ambientale e paesaggistico che deriva dalle distese di pannelli solari che  consumano  il suolo – ponendo il   limite di 200 kilowatt per la assoggettabilità degli impianti fotovoltaici alla procedura di valutazione di impatto ambientale. Questo malgrado il consigliere Latini ( che qualcuno ingenuamente pensa che  in Regione rappresenti gli interessi della nostra città) abbia proposto un emendamento con il quale voleva che tale limite fosse 500 Kw. Emendamento che è stato sonoramente bocciato e rispedito al mittente dalla maggioranza.

Emendamento n. 2/7 del Consigliere Latini: (pag.38 Allegato Resoconto verbale)
Al comma 1, lettera n decies, il punto 2) è sostituito dal seguente:
“la cui potenza complessiva sia inferiore o uguale a 500 kW a condizione che non ricadano in ambiti sottoposti a vincolo di tutela integrale del PPAR o vincolo d’inedificabilità assoluta imposta dai PRG ad esso adeguati;”.
Lo pongo in votazione.   ( – L’Assemblea legislativa non approva – )

—-Paola Andreoni
capogruppo PD Osimo

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2 Risposte

  1. Interessante articolo!
    Un saluto

  2. da agronomo attento ai problemi ambientali non posso che essere più che d’accordo con questa presa di posizione; oltre ad altre considerazioni già ben espresse da Paola Andreoni, occorre sottolineare come l’apporto del fotovoltaico alla riduzione delle emissioni di gas serra (principalmente anidride carbonica) verrebbe – con l’installazione su terreni agricoli – in buona parte vanificato dalla riduzione delle capacità fotosintetiche dei terreni così impegnati. Non dimentichiamo che la fotosintesi – e quindi la copertura vegetale (spontanea o agricola) dei terreni – è il principale e naturale antagonista dell’effetto serra.
    Alessio Robotti

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