Valeva la pena ?

Massimo Calearo e Achille Serra. Come Mastella e De Gregorio prima di loro, come tutti i centristi del resto degni di questo nome, che fanno politica per fare i propri interessi e non quelli di tutti gli Italiani. Gente con cui non si dovrebbe prendere nemmeno un caffè, figuriamoci candidarli in Parlamento.

E il fatto che Calearo, adesso si proponga pure per la poltrona di ministro, la dice lunga su certe scelte passate che hanno contribuito ad azzoppare Veltroni (che in parte è stato azzoppato da altri, ma che ci ha messo pure del suo per farsi male).

Ricordate? Calearo messo capolista,  che stringe la mano al sindacalista in Veneto, Calearo di qui, Calearo di là. Uno che non è di destra fino al midollo osseo, è proprio un untuoso capitalista da strapazzo, abituato a sgranocchiarsi i suoi operai.

Ebbene, si poteva immaginare l’epilogo della vicenda, ma una domanda rimane: valeva la pena perdere i voti degli operai di Calearo, in nome di una presunta e mai provata modernità e convinta adesione ai valori del partito Democratico?

Per me no, ma si sa, sono all’antica, per me bisogna puntare sulle persone che ci credono..

Savonarola

Meraviglioso

Credo che sia una delle più belle canzoni che ho sentito, e che sa trasmettere tante emozioni. Bellissima

Meraviglioso (di Domenico Modugno)

 

E’ vero
credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l’acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù

D’un tratto
qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi
Così: Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà guarire poi
meraviglioso
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l’amore
Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso
La luce di un mattino
l’abbraccio di un amico
il viso di un bambino
meraviglioso
meraviglioso…
ah!…

Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l’amore
meraviglioso

La notte era finita
e ti sentivo ancora
Sapore della vita
Meraviglioso  Meraviglioso  Meraviglioso  Meraviglioso  Meraviglioso

 LaComaredelBorgo

Pier Luigi Bersani, nella sua dichiarazione di voto sulla fiducia al governo.

Come facciamo a prendere sul serio un discorso debole, pieno di promesse risapute, che non arrivano mai? Mi chiedo come sia possibile prendere sul serio quanto ha Berlusconi. Non c’è un fatto nuovo, solo promesse che non si realizzano mai …”. 
Pier Luigi Bersani

Berlusconi regge e mantiene il comando, al Paese restano i problemi.

Il centrodestra è finito. Berlusconi voleva dimostrare di avere una maggioranza autosufficiente ma ha fallito e dovrà spiegare alla Lega che per andare avanti ha bisogno dei voti di Fini e di Lombardo.

Nel suo imbarazzante discorso alla Camera, invece di trarre un bilancio di questi due anni, ha continuato a raccontare false promesse  e ad annunciare nuovi miracoli.

 

Paola

11 minuti di “conforto”

Ricevo da Corrado Novelli , condivido e pubblico

11 minuti spesi bene ad ascoltare cose di buon senso…ma questo ci serve: buon senso non i presunti fenomeni 
 Nel discorso mancano forse le morti sul lavoro che sono emergenza solo quando c’è al governo il centro sinistra
Nel discorso mancano forse i suicidi nelle carceri che sono emergenza solo quando c’è al governo il centro sinistra
Un pensiero di conforto a chi ha votato Berlusconi….

http://tv.repubblica.it/dossier/crisi-maggioranza/bersani-berlusconi-impresario-del-teatrino/53891?video=&pagefrom=1
 
Corrado

Le solite FAVOLE

Se non avete sentito oggi il discorso del premier alla Camera, sappiate che non vi siete persi niente: le solite favole trite e ritrite con contorno di sparate populiste che si traducono in promesse mai mantenute da 16 anni a questa parte.

Savonarola

 

Ecco i punti salienti  del discorso di Berlusconi ai quali ho collegato  i relativi rimandi . 

Parole di  Berlusconi:
–  Nessuno ha combattuto la mafia come noi.
–  Saranno triplicati gli interventi sul Mezzogiorno nei prossimi anni con investimenti per circa 21 miliardi di euro pari al 40% di quelli totali, raggiungendo nel 2013 alcuni risultati importanti come il completamento della Salerno-Reggio Calabria.
–  Non vi può essere né autentica democrazia né buon governo se il Parlamento non è libero e forte.
–  La centralità della persona e la difesa dei valori della vita rappresentano un fondamentale asse di orientamento dell’azione di governo.
–  L’Italia finalmente svolge un ruolo da protagonista sulla scena internazionale.
–  Il federalismo fiscale non prevede la divaricazione tra Sud e Nord.
–  In giro vedo e sento troppo odio e la storia ha insegnato che spesso l’odio ha armato le mani delle persone. Tutti dovremmo esserne consapevoli e preoccupati.
–  La mia stessa indole personale mi porta a cercare l’intesa.
–  Abbiamo evitato i licenziamenti di massa e tutelato i lavoratori maggiormente colpiti.

  La storia ci dirà quale è stata la sparata più clamorosa.

Salviamo la Casa degli Ailanti C.E.A., frutto del lavoro e dell’impegno dell’Associazione OsimoAmbiente

Pubblico quanto  scritto da Paolo Capomagi un nostro concittadino  ora per lavoro trasferitosi  in GIAPPONE.

Salve a tutti!
Mi chiamo Paolo Capomagi e sono stato socio e volontario dell’ ‘Associazione OsimoAmbiente!
Per motivi familiari mi sono dovuto trasferire ad Osaka (Giappone), ove attualmente risiedo.
Per questo motivo, con mio grande dispiacere, non posso piu’ partecipare personalmente ed attivamente alle attivita’ di OsimoAmbiente!
L’Associazione OsimoAmbiente resta sempre e comunque nel mio cuore ed ho vissuto con preoccupazione e grande dispiacere l’impasse della “Casa degli Ailanti”-C.E.A. di via Capanne, dovuto a deplorevoli negligenze, esterne ad OsimoAmbiente!
Con questa e-mail desidero ringraziare profondamente il sostegno del Consigliere Comunale Paola Andreoni e di tutti coloro che sostengono e sosterranno OsimiAmbiente, per il bene di Osimo!
Con gratitudine
I miei piu’ cordiali ed affettuosi saluti da Osaka
Paolo Capomagi

Ringrazio Paolo ( che non ho il piacere di conoscere ) per le belle parole che mi rivolge. Il mio impegno è stato solo un dovere come consigliere comunale che “ci tiene a questa città, alla sua salvaguardia ed ai nostri concittadini”.  Ora la priorità è salvare quanto di bello e di unico l’Associazione OsimoAmbiente ha saputo creare in questi anni. Non è accettabile che un “sindaco pro-tempore” possa buttare al vento quanto – nel tempo – tanti volontari, con passione  impegno e amore,  hanno saputo creare, valorizzare e mettere a disposizione di tutta la comunità osimana ( piccolini e grandi).
 Rinnovo a tutti, aldilà di qualsiasi schieramento ideologico/partitico, l’invito a mobilitarsi e a manifestare la propria indignazione. Nella seduta consiliare di ieri il Sindaco Simoncini in risposta alla interrogazione consiliare sui motivi della sospensione dei lavori sulla casa degli Ailanti di via Capanne, ha annunciato con toni di rappresaglia – che non si addicono ad un primo cittadino rappresentante di tutta la cittadinanza –   l’intenzione di voler affidare a terzi ed anonimi gestori, la casa di via Capanne. In poche parole ha dato il buon servito ai volontari di OsimoAmbiente. Una forma di ripicca nei confronti della benemerita Associazione ambientalista osimana rea  forse: di lamentarsi della sospensione dei lavori della Casa, di pretendere quanto promesso, di denunciare lo sperpero di soldi pubblici spesi per una struttura ad oggi di fatto inutilizzabile e che per negligenza ed inerzia di apparati pubblici irresponsabili sta andando in rovina, di essersi rivolta a “qualcuno” che ha solo saputo ascoltare
Tutto questo è inaccettabile, è ora di dire basta, se le “Liste Simoncini&Latini” non sanno governare la città, se non hanno più proposte ed idee per la nostra comunità, se non hanno  tempo da dedicare ad Osimo ed ai suoi cittadini è bene  che si facciano da parte.
Osimo merita altro e per favore RISPETTIAMO  il lavoro e l’impegno  di chi ha saputo nel tempo creare qualcosa di unico per la città, da trasmetter alle future generazioni: le “fatiche,  le attenzioni e le competenze” dell’Associazione  Osimoambiente

Paola Andreoni

Il vocabolario dell’innovazione: leader autocratico

rubrica a cura di Sergio

Leader autocratico
Esistono vari stili di leadership. Il leader autocratico è forse la figura che più comunemente viene associata al termine capo. Il leader autocratico, così come suggerisce la definizione stessa, è quello che, in etologia, risulta essere affine al concetto di capobranco o “maschio alfa”. Il leader autocratico è quello che impugna il “bastone del comando”, è colui che esercita il suo potere sul gruppo, dettando le tempistiche di lavoro, colui che concede e toglie la parola ai membri del gruppo, è colui che prende le decisioni e che definisce in toto l’andamento del gruppo, è lui che si fa carico delle responsabilità assegnate al gruppo ed è a lui che spetta premiare e punire coloro che “non seguono le regole che ha dettato”. Insomma, il leader autocratico è colui che comanda, e che fa in un certo senso “pesare” sul gruppo la rilevanza del suo ruolo. Sono le sue idee e le sue direttive che devono essere attuate e non c’è margine di discussione, lui non propone, lui comanda. Questa tipologia di leadeship è tipica degli ambienti militari, ma è rinvenibile in numerose realtà aziendali. I leader autocratici cui sono stati sottoposti test di personalità hanno mostrato punteggi incredibilmente elevati nel livello di conoscenza del sé, nella sicurezza di sé e nell’energia personale. I leader autocratici risultano quindi essere persone sicure di sé, consapevoli del loro ruolo, delle loro responsabilità, sono persone consapevoli di “potere fare la differenza”, e spingono il gruppo a perseguire la meta che egli ha stabilito. Personalità come queste normalmente tendono ad accentrare su di sé le attenzioni dei membri del gruppo, si ergono loro rappresentanti e protettori, sono persone indubbiamente notevoli, dotate di una forte energia e di un indiscusso carisma, disposti a fare di tutto perché il loro gruppo funzioni. Tuttavia, quando questi leader sentono minacciata la loro posizione, tendono a diventare incredibilmente aggressivi e ad affermare ulteriormente il loro ruolo nel gruppo. Qualche esempio nel concreto di Leader autocratico ? …. anzi no, “meglio tenere un profilo teorico” a  questa rubrica, ad ognuno poi la trasposizione dei concetti alla realtà.

29 settembre, pace o guerra: cesserà questo s-Fini-mento ?

Il videomessaggio di domenica di Giancarlo Fini è sembrato quasi un segno di resa ai continui attacchi subiti in questi mesi: vedremo se è una tattica diversiva, e se il suo gruppo resterà compatto e voterà o meno la fiducia a Berlusconi.

Savonarola

Consiglio Comunale: 28 settembre 2010 ore 20,30

MARTEDI’ 28 Settembre 2010 – alle ore 20,30 Consiglio Comunale,
con questo Ordine del Giorno:

1)   Comunicazioni del Sindaco;
2) ————————-  Interrogazioni, interpellanze e mozioni:

2.1) Interrogazione del consigliere comunale Latini in merito a stato della situazione del fabbisogno energetico degli impianti fotovoltaici e delle energie rinnovabili;
2.2) Interrogazione del consigliere comunale ANDREONI in merito allo stato dei lavori Casa degli Ailanti CEA;

2.3) Mozione dei consiglieri comunali Sabbatini, Falcetelli, Pesaresi, Latini e Lucchetti in merito a rispetto etichettatura made in Italy e controllo anticontraffazione;
2.4) Mozione dei consiglieri comunali Pirani e Secchiaroli in ordine a futuro delle società partecipate;
2.5) Mozione dei consiglieri comunali componenti IV^ Commissione Consiliare “Sanità e Sicurezza Sociale” ed altri in merito a progetto prevenzione primaria contro l’abuso di sostanze psicoattive nelle scuole;
2.10) Mozione dei consiglieri comunali Severini, Cardinali, Bernardini, Andreoni, Franchini e Pugnaloni in merito a premio Fabrizi ad Osimo;

3) Salvaguardia equilibri del Bilancio di Previsione 2010 – Art.193 del D.Lgs. n.267/2000 – Verifica dello stato di attuazione dei programmi e del permanere degli equilibri generali di Bilancio ed approvazione variazioni conseguenti;

4) Integrazione composizione Consulta “Attività Produttive”;

è possibile seguire il Consiglio Comunale
in diretta audio tramite AGORADIO Osimo

L’intitolazione di una strada di Osimo a Edgardo Sogno: un pericoloso ritorno di un passato poco limpido.

Ribadisco quanto già precisato in un altro post.

” inopportuna e non sufficientemente meditata la decisione delle Liste “Simoncini&Latini” di intitolare una via di Osimo a Edgardo Sogno. “

————Paola Andreoni
capogruppo Partito Democratico Osimo

Ho presentato stamattina ( 27 settembre 2010) una interrogazione con la quale chiedo un ripensamento da parte delle Liste “Simoncini&Latini”,  invitando il Sindaco a considerare l’opportunità di una revoca di tale intestazione così da metter fine alle polemiche e togliere dagli evidenti  imbarazzi il vescovo, la ditta costruttrice,  tutti i futuri abitanti della zona e in generale  la città di Osimo.

Segue  l’interrogazione.

 

Alla  c.a.    Sig. Presidente del Consiglio Comunale Comune di Osimo
Alla  c.a.    Sig.   Sindaco Comune di Osimo

                           INTERROGAZIONE

Oggetto: intitolazione di una via cittadina a Edgardo Sogno

La    sottoscritta consigliere comunale, Paola Andreoni

Premesso che

l’intitolazione delle vie e/o piazze e/o luoghi di una città deve svolgere una funzione storica e sociale rilevante nei confronti dei cittadini/e, ricordando loro in primo luogo i principali protagonisti ed eventi della storia e della vita della città e della nostra Nazione con l’obiettivo di creare un saldo e durevole legame tra il passato, il presente e il futuro;

Considerato che  

gli organi istituzionali debbono svolgere un ruolo costante e attivo di promozione di tale funzione;

SI CHIEDE al SINDACO

1)     in base a quale ragioni rispondenti ai summenzionati presupposti ha ritenuto di ravvisare la sussistenza degli stessi nella figura di Edgardo Sogno, di chi è stata la proposta e quali sono state le motivazioni che hanno indotto tale scelta;
2)     di conoscere le modalità in base alle quali vengono individuati i nominativi ai quali intestare le vie e il conseguente iter burocratico;
3)     se per il futuro, al fine di evitare scelte discutibili e comunque non condivise dall’intera cittadinanza, intende sottoporre tali scelte nella più opportuna sede del Consiglio Comunale laddove è possibile avere maggiori contributi che consentono scelte appropriate, significative e meritevoli di essere tramandate, a testimonianza nel tempo.
4)     se alla luce delle  numerose voci di dissenso che si sono levate in ordine all’intestazione di una via ad Edgardo Sogno, ritiene opportuno ridiscutere tale scelta investendo della stessa il civico consesso comunale, anche al fine di considerare l’opportunità di una revoca di tale intestazione.
Osimo lì, 27 settembre 2010                                              

           Il  consigliere  comunale
capogruppo  del Partito Democratico
                Paola Andreoni

Abolire la parola “tolleranza” e sostituirla con “CONVIVENZA”.

NO al RAZZISMO. Noi vogliamo  promuovere  un tipo di società aperta e meticcia che nel suo lavoro quotidiano produce un paese solidale pronto a includere anziché escludere.

Paola Andreoni

Puliamo il Mondo, ma salviamo anche un luogo naturalistico della nostra città, reso “unico” dall’impegno dell’Ass. OsimoAmbiente

Dal 23 al 26 settembre torna la tradizionale campagna di Legambiente, versione italiana di “Clean up the world”. Anche il nostro Comune aderisce all’iniziativa e prevede un  intervento  di pulizia  – domenica 26 settembre – con i volontari chiamati a “tirare a lucido” il parco della Rimembranza, via Giulia , via Fonte Magna e il Foro Boario.

C’è un luogo naturalistico, unico in Osimo che non avrà bisogno domenica delle ramazze dei volontari della Legambiente – mi riferisco agli itinerari naturalistici della zona dell’alveo del fiume Musone – perché già perfettamente tenuto e conservato e reso fruibile, grazie al generoso impegno ed alle fatiche dei volontari e dei soci dell’Associazione OsimoAmbiente.

 

E’ grazie a questa Associazione ed alla tenacia dei suoi soci,  se ad Osimo è stato creato un Centro di Educazione Ambientale (C.E.A.).

In questi anni le attività di Educazione Ambientale dell’Associazione OsimoAmbiente sono state tantissime a beneficio di tutta la comunità osimana, delle scolaresche, di gruppi naturalisti e di tanti soggetti pubblici e privati che hanno potuto usufruire ed apprezzare le diverse iniziative promosse e i tanti laboratori naturalistici realizzati: Il Giardino dei frutti dimenticati, la Scogliera delle Orchidee, la scogliera degli Aromi, Le Grotte di Spino e Torquato (un camminamento protetto dell’area delle tane di istrici e tassi), il Veliero delle Farfalle, l’Aula verde ( percorso didattico mirato alla valorizzazione della natura e del paesaggio agricolo), ecc.

Dietro a tutti questi progetti e “fatiche” , la proposta educativa condivisa e che anima i soci dell’Associazione OsimoAmbiente: promuovere la formazione e la crescita culturale in campo ambientale; diffondere la cultura del territorio e della sua protezione; essere luogo di incontro per insegnanti, classi di studenti, associazioni ed animatori ambientali; coinvolgere le scuole non solo come istituzioni educative ma anche come soggetto del territorio in grado di fare qualcosa di concreto per migliorare l’ambiente e stimolare la partecipazione responsabile dei ragazzi ai destini della comunità osimana.

Ma tutto questo rischia oggi di perdersi irrimediabilmente per sempre. Le cause ?

1)  l’impossibilità da parte dell’Associazione OsimoAmbiente di poter utilizzare  la propria sede: la “Casa degli Ailanti” di via Capanne 11. La casa con tutte le pertinenze –  di proprietà della Provincia di Ancona e  concessa in uso gratuito al Comune di Osimo con impegno da parte di quest’ultimo di adeguare la struttura all’uso delle attività di Educazione Ambientale – è attualmente inutilizzabile.
Dopo aver per tanto tempo sollecitato la sistemazione e la messa a norma della casa, dal giugno del 2008 sono iniziati i dovuti lavori di adeguamento strutturale e di adeguamento alle norme di sicurezza che ad oggi non sono ancora terminati.  Anzi è più di un anno che tali lavori sono stati di fatto sospesi  e il protrarsi di tale situazione determina il rischio di vanificare i lavori ad oggi in parte eseguiti. Sono già evidenti i danni arrecati dalle infiltrazioni dell’acqua piovana sul pavimento nuovo del primo piano ed altri evidenti danni determinati dalla interruzione  dei lavori.

Non disporre di una struttura per le proprie attività impedisce all’Associazione di poter svolgere le proprie finalità e proposte educative: ospitare scolaresche, organizzare soggiorni estivi per ragazzi e di settimane verdi rivolte alle scuole, offrire la possibilità di incontri per le associazioni naturaliste e per  quanti in città vogliano godere di questa “Oasi naturale”, bene e patrimonio di tutti gli osimani.
Non disporre di una struttura con i servizi annessi impedisce inoltre all’Associazione di poter entrare nella rete provinciale e regionale delle C.E.A. ora LABTER  e questo comporta essere tagliati fuori  dai previsti contributi riservati a tali proposte educative da parte della Regione Marche.

2)  il drastico ridimensionamento del contributo economico elargito dall’Amministrazione Comunale,  rispetto a quanto più volte  promesso, per far fronte alle tante spese di gestione e di mantenimento dei luoghi. Spese che ad oggi i volontari di OsimoAmbiente hanno sempre anticipato personalmente per non interrompere le attività programmate,  contando comunque su un concordato contributo economico da parte dell’Amministrazione Comunale che oggi con sconcerto scoprono diverso da quello promesso e mortificante rispetto alle energie e agli impegni assunti.

Con questa interrogazione che andremo a discutere nel civico consesso di martedì 28 settembre ho voluto accogliere l’appello in sostegno all’attività  dell’Associazione OsimoAmbiente.

Mi auguro che l’amministrazione delle Liste “Simoncini&Latini” riveda le proprie posizioni, garantendo all’Associazione OsimoAmbiente il giusto e degno riconoscimento  in termini di contributo economico annuale che garantisca all’Associazione di poter continuare nella meritoria attività che va a beneficio di tutta la comunità osimana. E che inoltre si attivi  – per quanto di propria competenza e comunque a farsi parte diligente per concorrere –  ad individuare risposte atte a sbloccare l’attuale impasse dei lavori della “casa degli Ailanti”.

Paola Andreoni

“Puliamo il Mondo”
ma nel nostro piccolo salviamo anche una parte bella ed unica della nostra città,
 il lavoro ed i progetti dell’Associazione  OsimoAmbiente

 Questo il testo dell’interrogazione.

Alla  c.a.    Sig. Presidente del Consiglio Comunale   Comune di Osimo
Alla  c.a.    Sig.   Sindaco  Comune di Osimo                        

INTERROGAZIONE

Oggetto: stato dei lavori Casa degli Ailanti CEA

 La    sottoscritta consigliere comunale, Paola Andreoni

 Premesso che

 A giugno 2008 erano iniziati i dovuti lavori di adeguamento strutturale e di adeguamento alle norme di sicurezza della Casa degli Ailanti CEA  sita in via Capanne.  Lavori necessari – dovevano terminare entro il 2008 – per  consentire di riutilizzare la struttura ( casa e pertinenze)  all’uso di Centro di Educazione Ambientale e per le iniziative collegate all’attività educativo-didattica  svolta nella così detta “ Aula Verde la Confluenza” da parte dell’Associazione OsimoAmbiente;

 considerato che

 È da circa un anno che i suddetti lavori sono bloccati impedendo  all’Associazione OsimoAmbiente di poter svolgere compiutamente la propria meritevole attività di volontariato. Attività che è stata rivolta a beneficio di tante  scolaresche, di gruppi naturalisti e di tanti altri soggetti pubblici e privati che hanno potuto usufruire ed apprezzare le diverse iniziative promosse attraverso incontri ed eventi di conoscenza, di educazione ambientale e  di socializzazione;

Il protrarsi della sospensione dei lavori della Casa degli Ailanti CEA determina il rischio di vanificare  i lavori ad oggi in parte eseguiti; infatti sono già evidenti i danni arrecati dalle infiltrazioni dell’acqua piovana sul pavimento nuovo del primo piano che rischia di rendere vane le opere di manutenzione straordinaria fin qui eseguite con conseguente spreco delle risorse pubbliche finora investite.

Sono anche evidenti errori di progettazione ed esecuzione dei lavori che di fatto impediranno  il pieno utilizzo della struttura una volta completata, come la porta d’ingresso ai servizi igienici.

SI CHIEDE al SINDACO

1) di  relazionare in ordine allo stato di attuazione dei lavori previsti di adeguamento strutturale e di adeguamento alle norme di sicurezza della Casa degli Ailanti CEA  sita in via Capanne e di quanto ad oggi  eseguito onde fornire riferimenti certi all’Associazione OsimoAmbiente e a tutti i cittadini osimani che da anni sono privati della fruibilità  di questo “bene della comunità osimana”;
2) di relazionare circa  i motivi che ad oggi    impediscono la completa  realizzazione degli interventi così come  progettati;
3) di conoscere in che modo il Comune di Osimo intende farsi parte diligente per concorrere ad individuare risposte atte a sbloccare la situazione;
4) di relazionare su quali iniziative intende intraprendere, in caso di mancanza di risorse, per  destinare fondi finalizzati ad incidere e risolvere la questione sopra indicata, al fine di consentire il rientro e la fruibilità della casa entro tempi brevi  e certi all’associazione OsimoAmbiente  e a tutta la  comunità osimana evitando così che le risorse economiche già investite siano sprecate;
5) di spiegare le motivazioni che hanno determinato la sospensione dei contributi straordinari richiesti dall’Associazione OsimoAmbiente, concordati e garantiti dall’ex sindaco Latini (capo staff dell’attuale Amministrazione che garantisce “continuità” con quella precedente da lui stesso diretta) a fronte di un insieme di servizi offerti dall’Associazione stessa. Si precisa che i contributi concordati e promessi a suo tempo per 10.000,00 € sono stati ridotti a € 3.000,00 somma questa che non copre assolutamente l’impiego di risorse che i soci-volontari di OsimoAmbiente hanno già anticipato e sostenuto per far fronte alle esigenze di manutenzione  dell’area dell’Aulaverde “La Confluenza” e a beneficio della struttura.
Osimo lì, 15 settembre 2010                                         

___Il  consigliere  comunale
capogruppo  del Partito Democratico
_____Paola Andreoni

Intercettazioni Cosentino: la maggioranza è salva, la GIUSTIZIA NO

Con 308 voti favorevoli e 285 contrari, la Camera dice “no” all’uso delle intercettazioni nei confronti del deputato Pdl Cosentino, accusato di contiguità con ambienti camorristici (quindi mica roba da poco). Un fatto grave l’esito di questa votazione, come ha sottolineato il capogruppo PD Dario Franceschini.
Ovviamente, oltre al Pdl, anche la Lega ha votato compatta a favore di Cosentino e contro la giustizia. La stessa Lega che annovera Maroni come ministro degli Interni, che si arroga poi i successi delle forze dell’ordine quando avvengono arresti di boss della criminalità organizzata: davvero complimenti!
Notare che SOLO ora Cosentino (con la magistratura che non potrà utilizzare le intercettazioni come prove a suo carico) chiede il processo: bella faccia tosta.
La maggioranza,  e la CASTA  d’intesa con i “finiani”  si è salvata, la  GIUSTIZIA italiana, quella che recita che tutti noi cittadini siamo uguali di fronte alla legge, NO.

Paola

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, Perché saranno saziati…

Il 21 settembre del 1990,  a soli 37 anni, la mafia strappò via  la vita al giudice Rosario Livatino. A vent’anni di distanza dal martirio del “giudice ragazzino” è più che mai necessario ricordare il sacrificio di questo coraggioso ed integerrimo servitore dello Stato.
Rosario è stato un servitore dello Stato che al servizio di protezione armata, inizialmente richiesto per alleviare i timori dei genitori, ha in seguito rinunciato per affidarsi, da fervente cristiano qual era, alla Provvidenza.
Alle manifestazioni più intime di una fede vissuta con una intensità che ricorda quella dei grandi mistici univa una vigorosa azione sociale nei confronti dei più disagiati e bisognosi, con la riservatezza che gli era insita. Anche per questo la Chiesa ha promosso un processo di “beatificazione” tuttora in corso.
Uomo di Cristo e uomo di legge che sapeva di possedere un potere talmente forte da determinare irrimediabilmente la vita di altre esistenze. Così scriveva Rosario:

Il magistrato deve, nel momento del decidere, dimettere ogni vanità e soprattutto ogni superbia; deve avvertire tutto il peso del potere affidato nelle sue mani…disposto e proteso a comprendere l’uomo che ha di fronte e a giudicarlo senza atteggiamento da superuomo, ma anzi con costruttiva contrizione .

Per Rosario il dovere di ogni magistrato era quello: “di essere ed apparire indipendenti”; di fatto rifiutò sempre, con cortesia ma fermezza di dare la propria adesione ad associazioni, partiti o correnti interne alla magistratura, richieste che pure non mancavano. Pensiero, questo, ben illustrato in un discorso pronunciato durante un convegno il 20 aprile del 1990, che a ragione viene definito come una sorta di trattato di deontologia professionale.
Rosario sostenne che:

  L’indipendenza del giudice non è solo nella propria coscienza, nella  incessante libertà morale, nella fedeltà ai principi, nella sua capacità di sacrificio, nella sua conoscenza tecnica, nella sua esperienza, nella chiarezza e linearità delle sue decisioni, ma anche nella sua moralità, nella trasparenza della sua condotta anche fuori dalle mura del suo ufficio, nella normalità delle sue relazioni e delle sue manifestazioni nella vita sociale, nella scelta delle sue amicizie, nella sua indisponibilità a iniziative e ad affari, tuttoché consentiti ma rischiosi, nella rinunzia a ogni desiderio di incarichi e prebende, specie in settori che, per loro natura o per le implicazioni che comportano, possono produrre il germe della contaminazione e il pericolo della interferenza; l’indipendenza del giudice è infine nella sua credibilità, che riesce a conquistare nel travaglio delle sue decisioni in ogni momento della sua attività .

Il 21 settembre 1990, Rosario Livatino mentre si recava al lavoro, con la sua utilitaria, presso il Tribunale di Agrigento, subiva un agguato mafioso rimanendo in un primo tempo ferito alla spalla da colpi d’arma da fuoco. Poi, sceso dall’auto tentò una disperata fuga per una scarpata ma fu raggiunto da un sicario che gli sparò in bocca. Due settimane dopo avrebbe compiuto 38 anni.
Rosario è stato assassinato per il suo lavoro, per le delicate inchieste che stava portando avanti, con coraggio, contro i clan mafiosi dell’Agrigentino ma come disse Giovanni Paolo II, il 9 maggio 1993, a proposito degli uccisi per mano della mafia: “essi sono martiri della giustizia e indirettamente della fede”.
Questa è la testimonianza di Rosario, un giudice che voleva dare un’anima al diritto, che fece del suo lavoro una missione di vita. Un uomo libero che rifuggiva la notorietà e il protagonismo ad ogni costo. Questa è l’eredità che Rosario Livatino ci ha lasciato e che a vent’anni di distanza dalla sua scomparsa, pochi sembrano aver raccolto.

Un’ultima considerazione:

Viviamo in una società che esalta il pensiero debole, la morale debole ed il conformismo. C’è anche una fede debole e ci sono progetti educativi deboli. 
Tenere viva la  memoria di testimoni  come il giudice Rosario Livatino aiutano  i giovani  e noi tutti ad avere  RISPOSTE. Questi esempi di vita e di fede meritano il ricordo e piccoli gesti come l’intitolazione di una via  cittadina…
Noi l’avremmo fatto.
Paola Andreoni

Da quale pulpito…

Bossi è tassativo: i rom rubano e quindi è giusto mandarli via. Farebbe bene ad occuparsi di altri ladroni a lui molto vicini. Ci tocca sopportare prediche da chi proprio dovrebbe guardare a casa sua. Ma ormai si permettono tutto, stracciando ogni regola e anche il buon senso.

Savonarola

Che cos’è l’ISEE

L’ISEE introdotto dal decreto legislativo 109/1998, modificato due anni dopo dal decreto legislativo 130/2000 ed ultimamente dalla Finanziaria 2008 (legge 244/2007), è lo strumento attraverso il quale i Comuni, le Province, le Regioni, ma anche le Università “misurano” la condizione economica delle famiglie che chiedono agevolazioni tariffarie su servizi pubblici, le prestazioni sociali agevolate. Serve ad individuare coloro che “meritano” realmente una certa prestazione in regime di totale esenzione o riduzione tariffaria della spesa da sostenersi per il servizio.
Secondo l’ultimo rapporto ISEE redatto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2009, “Le tipologie di prestazioni che hanno fatto registrare il maggior numero di richieste attraverso l’ISEE sono relative al settore economico assistenziale, che coinvolge circa un richiedente su due, e all’ambito dei servizi di istruzione (40% dei nuclei richiedono prestazioni scolastiche e il 16% prestazioni universitarie). Le prestazioni economico assistenziali hanno fatto inoltre registrare negli ultimi anni (2004 – 2007) un tasso di incremento medio annuo a due cifre, più del doppio della crescita delle DSU, nell’analogo periodo. Seguono poi le prestazioni legate a servizi abitativi e di trasporto, generalmente definite a livello locale, che coinvolgono circa il 22% dei nuclei. Oltre alle due categorie di prestazioni in ambito sanitario, esenzione ticket e servizi socio sanitari, che si attestano entrambe al 12% in termini di diffusione. Rimangono invece al palo le prestazioni a favore delle famiglie con figli e della maternità: a fronte di una popolazione ISEE molto dinamica, riscontrano un tasso di crescita medio prossimo allo zero negli ultimi tre anni; nel complesso sono richieste da meno di un richiedente su dieci”.
Di fatto, il ricorso all’ISEE da parte di Comuni, Province e Regioni è sempre più frequente, anche se ci sono enti locali che adottano dei correttivi o usano altri indicatori, il più delle volte evitando di considerare l’abitazione principale. Questo accade nella Regione Lazio, dove spesso si include nel nucleo familiare, per le coppie di fatto, il genitore naturale anche se non residente, come si è riscontrato a Roma per la richiesta di iscrizione all’asilo nido. C’è, poi, anche chi l’ISEE non lo utilizza: in Valle d’Aosta l’indicatore di riferimento è l’IRSEE (utilizzato anche per l’assegnazione del servizio della “tata familiare”, ossia di una baby sitter messa a disposizione del Comune), mentre a Cagliari (e in tutta la Sardegna) le graduatorie che regolano i servizi comunali si basano sul reddito imponibile. A Trento vengono usati sia l’ISEE che l’ICEF (indicatore di condizione economica familiare) a seconda delle prestazioni. Anche le Università adottano un indicatore diverso: con il Dpcm9 aprile 2001 è stato previsto l’ISEEU, una variante accademica dell’ISEE che, tra l’altro, considera solo al 50% i redditi e i patrimoni di fratelli e sorelle. La maggior parte degli atenei usa l’ISEEU per stabilire la riduzione delle tasse universitarie per chiedere agevolazioni su prestazioni scolastiche quali borse di studio, libri di testo gratuiti, scuolabus, mense scolastiche, riduzioni per le tasse universitarie, per le tariffe di pubblica utilità.
In forte aumento anche le dichiarazioni ISEE presentate per ottenere agevolazioni di carattere locale, erogate dalle Regioni, Province e Comuni, quali l’iscrizione agli asili nido, i servizi socio sanitari per anziani, e a partire dall’anno 2009 con una tendenza che si è confermata negli ultimi mesi, altre prestazioni sono state concesse in base all’ISEE, questa volta a carattere nazionale come la Social Card (regolata dal decreto legge 112/2008) il bonus sociale sull’energia elettrica (introdotto dalla Finanziaria 2006, legge 266/2005), il bonus sociale sul gas introdotto dal decreto legge 185/2008
Cosa è l’ISEE
L’ISEE è una modalità di certificazione per verificare il diritto d’accesso alle prestazioni assistenziali. Può essere richiesta ai cittadini residenti in Italia da tutte le amministrazioni per assicurarsi che coloro che chiedono agevolazioni o sgravi, versino effettivamente in una situazione di bisogno. A tal fine viene considerata la situazione economica di tutto il nucleo familiare, avendo come riferimento lo stato di famiglia anagrafico. La dichiarazione ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente della famiglia, oltre a contenere i dati della dichiarazione dei redditi, comprende anche dei valori relativi alla situazione patrimoniale del nucleo familiare.
L’ISEE, Indicatore di Situazione Economica Equivalente, consente di effettuare una valutazione della condizione economica di ciascun soggetto, considerando, oltre alla sua capacità reddituale e patrimoniale, la composizione del proprio nucleo familiare. L’analisi di questo indicatore permette di effettuare confronti tra nuclei familiari con diverse caratteristiche e, quindi, di valutare la situazione economica complessiva del singolo cittadino. In caso di richiesta di prestazioni o servizi sociali e assistenziali o di servizi di pubblica utilità, con l’ISEE è possibile valutare la situazione economica dei richiedenti, per meglio individuare eventuali agevolazioni o differenze tariffarie.
Il valore dell’ISEE è dato dal rapporto tra l’ISE (Indicatore di Situazione Economica) e il parametro relativo alla famiglia. Ciò tiene conto del numero dei componenti del nucleo familiare, della presenza di portatori di handicap, del fatto che ci sia un solo genitore o che entrambi i genitori lavorino. L’ISE a sua volta si ottiene dalla somma dei redditi e del 20% calcolato sul valore relativo al patrimonio assunto al 31 dicembre dell’anno precedente la richiesta, con una franchigia di 15493 euro per il valore mobiliare (depositi e investimenti) e di 51645 euro per la sola casa di abitazione. In presenza di mutuo, la franchigia si eleva al maggior valore tra 51645 e il debito residuo del mutuo per l’acquisto dell’immobile (in questo caso anche non prima casa) al 31 dicembre dell’anno precedente.
Per ottenere l’attestazione ISEE, è necessario presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica di validità annuale, nella quale sono indicati tutti gli elementi utili al fine del calcolo dell’indicatore in esame, avente valore di autocertificazione. Entro il periodo di validità della Dichiarazione Sostitutiva Unica, possono essere fatti rilevare, mediante presentazione di un’ulteriore dichiarazione, eventuali mutamenti riguardanti il nucleo familiare, i redditi e il patrimonio.
Per la dichiarazione ISEE, come ogni altra forma di assistenza fiscale (730, UNICO, calcolo ICI…), ci si può rivolgere ai CAF, all’INPS, agli altri enti erogatori delle prestazioni sociali, o direttamente all’Agenzia delle Entrate. Tutte le dichiarazioni ISEE confluiscono nella banca dati INPS
Le prestazioni collegate all’ ISEE sono:
Assegno per il nucleo familiare; assegno di maternità; asili nido ed altri servizi educativi per l’infanzia; mense scolastiche; prestazioni scolastiche (libri scolastici, borse di studio…); agevolazioni per tasse universitarie; prestazioni del diritto allo studio universitario; servizi socio sanitari domiciliari; servizi socio sanitari diurni, residenziali, ecc…; agevolazioni per i servizi di pubblica utilità (luce,telefono,gas); altre prestazioni economiche assistenziali quali ad esempio il pagamento di ticket sanitari, agevolazioni per il trasporto pubblico, per tributi e tariffe comunali, per l’assegnazione di somme denaro a carattere assistenziale.

LaComaredelBorgo

La sinistra divisa tra realisti e sognatori

di Eugenio Scalfari 19 settembre 10. Nel PD sarà difficile trovare un “federatore” che corrisponda all’identikit, ma questa è la scommessa per vincere questo durissimo scontro in difesa della democrazia, della libertà, dell’eguaglianza e della fraternità, offese e ferite.
Prima (ma necessaria) premessa. A me non piace il politichese. Non mi piace come linguaggio e cerco infatti di tenermene lontano; ma non mi piace neppure come argomento anche perché  –  ne sono certo  –  non piace neppure ai nostri lettori. Voglio rubare a Franco Marcoaldi le parole con le quali chiude il suo spettacolo “Sconcerto” che ha avuto all’Auditorium di Roma tre serate di grande successo: “Le cose sono quello che sono. Un’arancia è un’arancia. Una casa è una casa. La pioggia che cade è la pioggia che cade”. Ecco. Ai nostri lettori piace questo linguaggio ed anche a me.
Seconda premessa. La comparsata di Berlusconi alla cena che ha concluso il vertice di Bruxelles tra i capi di governo dell’Unione europea è stata semplicemente scandalosa. Si parlava dei “rom”, alias zingari. Sarkozy li sta cacciando dalla Francia ancorché  –  come lui stesso ha detto  –  metà di loro siano cittadini francesi. La Commissione europea è contraria ad una politica che colpisce un’etnia anziché singoli responsabili di eventuali reati. Il nostro premier gli ha fatto eco per ingraziarsi la Lega. La Francia, due secoli e mezzo fa, esportò in Europa e nel mondo lo slogan “fraternità” insieme a quelli di libertà ed eguaglianza. Sarkozy si è messo sotto i piedi la fraternità e Berlusconi ha fatto altrettanto e in più si sta mettendo sotto i piedi anche gli altri due principi che hanno costituito il fondamento della modernità liberal-democratica. Questo modo di comportarsi di chi rappresenta il nostro Paese mi fa vergognare d’essere italiano.
Terza premessa. Il governo italiano, il ministro dell’Economia, le principali agenzie economiche internazionali hanno pochi giorni fa diffuso informazioni secondo le quali il peggio della crisi economica era ormai alle spalle. La Confindustria ha fatto  eco. I vari indici economici, a cominciare dal Pil dei vari paesi, sono stati corretti al rialzo. Ma tre giorni fa la Banca d’Italia ci ha informato che il debito pubblico ha raggiunto nuove vette mentre le entrate tributarie registrano una netta diminuzione rispetto all’anno precedente. La Confindustria dal canto suo ha comunicato che la produzione industriale è ai minimi storici,  l’evasione fiscale è salita ai massimi e nei prossimi mesi saranno distrutti altri trentamila posti di lavoro nell’industria manifatturiera. Per conseguenza i principali indici economici sono stati rivisti al ribasso. Questi Soloni dicono a distanza di pochi giorni o di poche ore una cosa e il suo contrario. Trovo vergognosi questi comportamenti. Lo ripeto: un’arancia è un’arancia e la pioggia che cade è la pioggia che cade.
Fatte queste premesse, oggi è d’obbligo che mi occupi di quanto sta accadendo nel Partito democratico e nel vasto arco della pubblica opinione orientata a sinistra e comunque all’opposizione nei confronti dell’anomalia berlusconiana. Nel centrodestra è in corso una crisi devastante e tutt’altro che conclusa. Sono in corso manovre da calcio mercato di deputati e senatori comprati e venduti, di mini-ribaltoni consumati sotto gli occhi di tutti. Ci potrebbero persino essere estremi di reato per voto di scambio. Ma la sinistra non trae finora alcun beneficio dal marasma della maggioranza. Perché? Questo è il mio tema di oggi. Domenica prossima, se non accadranno sconquassi peggiori, vorrei esaminare il tema dell’amore e della sua storia. Spero proprio di poterlo fare.
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I sondaggi, per quel che valgono, danno nelle intenzioni di voto il Pdl leggermente sotto al 30 per cento, la Lega tra l’11 e il 12,  il Pd tra il 25 e il 26, Di Pietro al 5, Vendola al 5, Casini tra il 5 e il 6, Fini al 7. La platea di chi non ha ancora deciso al 30 per cento, quelli che comunque non voteranno, al 20. Perciò le intenzioni di voto sopra indicate riguardano la metà del corpo elettorale. I valori reali di quei numeri vanno dunque ridotti della metà, il che significa che il partito di Berlusconi rappresenta oggi il 15 per cento del corpo elettorale e il Partito democratico il 13. Un’arancia è un’arancia.
Finora il Pd non ha tratto alcun beneficio quantitativo dalla crisi del centrodestra, ma neanche Di Pietro e  –  a guardar bene  –  neanche la Lega. Il deflusso dal Pdl è andato in buona parte a Fini e in altra parte all’area delle astensioni e o a quella di chi non ha ancora deciso se votare e per chi. Il Pd non ha “appeal” (stavo per scrivere “sex appeal”) Bersani da qualche tempo è più incisivo, ma ha ancora un’aria da buon padre di famiglia, di buonsenso, ma non certo da trascinatore. Bersani non fa sognare. Non è il suo genere e credo che non gli piaccia. Shakespeare dice nella “Tempesta” che la nostra vita è fatta della stessa stoffa di cui son fatti i sogni. Beh, Pierluigi Bersani non è fatto di quella stoffa. Berlusconi  –  incredibile a dirsi  –  invece sì. Solo che, come capita a tutti i ciarlatani, spesso la stoffa dei suoi sogni si strappa come il cerone che si mette in faccia e dagli strappi si vedono le vergogne. Questa comunque è la situazione.
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Quello che con un po’ di enfasi possiamo chiamare il popolo di sinistra si divide in due diverse tipologie: chi vuole sognare e chi vorrebbe progetti concreti su temi concreti che interessano la vita di tutti.
I temi concreti, più o meno, coincidono con quelli sui quali Berlusconi il prossimo 28 settembre chiederà la fiducia alla Camera: la riforma fiscale, la giustizia, il federalismo, il Mezzogiorno, la sicurezza. I finiani li voteranno perché, allo stato dei fatti, sono soltanto titoli di cinque temi tutti da svolgere. Lo svolgimento e il consenso sullo svolgimento si vedranno dopo.
Quegli stessi temi interessano anche il popolo di sinistra e i partiti che in qualche modo vogliono rappresentarlo. Specialmente i riformisti del Pd. I quali dovrebbero nel frattempo produrre il loro proprio svolgimento di quei temi. Finora questo svolgimento non c’è stato oppure è stato parziale e generico.
Ma il popolo di sinistra e i partiti hanno anche altri temi non meno importanti: l’occupazione, le tasse sul lavoro e sulle imprese, la crescita dell’economia e dei consumi, la lotta all’evasione, la diminuzione delle diseguaglianze nella distribuzione del reddito e dei patrimoni. Ed anche il conflitto di interessi e la legge elettorale per sostituire il vergognoso “porcellum” escogitato tre anni fa da quel sinistro burlone di Calderoli.
Come si vede, di carne da mettere al fuoco ce ne sarebbe in abbondanza, ma finora i cuochi si sono occupati d’altro. Non si sa bene di che cosa. E poi c’è quella parte di popolo che vuole sognare. Va detto per la precisione che spesso il desiderio di programmi concreti e di sogni alberga nella stessa persona. Per soddisfare quest’intreccio che anima l’intero corpo elettorale in tutti i paesi liberi e democratici ci vogliono leader carismatici. Carismatici sì, ma anche capaci di governare. Non dico governare nel senso ristretto dei ministeri, ma governare organizzazioni complesse, grandi enti territoriali, processi di forze umane in movimento.
Non sempre le persone che hanno carisma hanno familiarità con strutture complesse da governare e, viceversa, non sempre anzi quasi mai persone capaci di governare possiedono carisma. Per di più il cosiddetto popolo della sinistra considera i volti dei leader di partito come nomenklature spremute e non più utilizzabili. Non tutti ragionano in questo modo, ma molti sì. Il corto circuito di questo modo di sentire è un’ipotesi e un pericolo che va segnalato e analizzato con grande attenzione.
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Chi può provocare il corto circuito è Nichi Vendola. In misura molto minore Grillo. In misuraminima, il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Sfasciacarrozze per carattere e/o per convenienza. C’è chi ama gli sfasciacarrozze, ma per fortuna sono pochi. Il popolo di un paese, anche un po’ sballato, è più serio e più intelligente di quanto si pensi. Se è furbo e un po’ malandrino come molti sono, ha sempre una goccia di saggezza nei momenti di svolta e questo è uno di quelli.
Ma Vendola è un’altra cosa e il discorso su di lui va affrontato diversamente. Ha carisma, non c’è dubbio. Il suo strumento è la parola, l’affabulazione, il suo racconto della situazione. Vendola racconta benissimo la situazione. Chi cerca il sogno, nelle sue parole lo trova. Sa governare? Non c’è prova, né pro né contro. Solo questo: la maggioranza dei pugliesi, anche molti che non amano la sinistra lo hanno votato. Come amministratore non lo approvano un granché e la situazione della sanità in Puglia non gioca certo a suo favore.
Ce lo vedo poco un Vendola a Palazzo Chigi alle prese con i capi di governo stranieri, con le banche, con gli imprenditori, con Marchionne. Comunque non è questo  il punto. Il punto è che Vendola vuole fare a pezzi il Pd e tutti i partiti e con i frammenti sparsi sul terreno costruire intorno a lui la sinistra italiana. La sinistra, non il riformismo. Il suo obiettivo non è di battere Berlusconi. Avere Vendola come avversario per Berlusconi sarebbe una carta vincente. Lui lo sa ma non è questo che lo interessa. Vuole costruire la sinistra. Vuole fare le primarie, ma dove e contro chi? Per fare le primarie di coalizione dovrebbe prima costruire un’alleanza con il Pd, ma non ci pensa neppure. Le primarie le farà con se stesso o comunque alle sue condizioni.
Esercita notevole attrazione sul popolo di sinistra, stufo delle nomenklature e qui sta il corto circuito. Vendola può costruire una nuova sinistra intorno a sé che starà però per vent’anni all’opposizione sfrangiandosi un anno dopo l’altro. Oppure Vendola dovrebbe fare un programma e una squadra capace di governare. Ma non pare sia questa la sua strada, ragione per cui il corto circuito è possibile e sarebbe una iattura. Lo scrivo con molta simpatia per il governatore della Puglia che in Puglia ha vinto, ricordiamocelo, perché la Poli Bortone ottenne l’8 per cento dei voti e non li portò a Fitto ma se li tenne ben stretti.
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Chi può provocare il corto circuito è Nichi Vendola. In misura molto minore Grillo. In misuraOra sulla scena del Partito democratico, già notevolmente affollata, è ritornato anche Veltroni con un suo documento-proposta che è stato firmato da 75 deputati, circa un quarto dei parlamentari del Pd.
Non è un documento di rottura anche se giornali e televisioni (con l’eccezione di Mentana e nostra) si sono precipitati a dipingerlo come tale. Per il complesso del circo mediatico infatti l’equilibrio è fatto non tanto di verità ma di equidistanza e quindi niente di meglio che affiancare allo sfaldamento del centrodestra l’analogo sfaldamento del centrosinistra. Questo sfaldamento minaccia di esserci e ne ho indicato prima alcune ragioni e alcune rilevanti personalità che puntano in quella direzione, ma non mi pare che il rientro di Veltroni ne sia la causa.
L’ex segretario e in qualche modo fondatore al Lingotto del Pd è partito dalla constatazione dello scarso “appeal” del suo partito e dalla necessità di riportare in linea i tanti che se ne sono allontanati. Le intenzioni sono buone se contenute in questi limiti. Purtroppo per il Pd, Veltroni non è un uomo nuovo e soffre quindi del logoramento di tutta la classe politica italiana. Sarà pure un errore discriminare i politici con questo semplicissimo criterio del nuovismo, un errore di incultura e di semplicismo, ma è un dato di fatto come attesta l’area dell’indifferenza e dell’assenteismo che i sondaggi hanno quantificato. Proprio perché se ne rende conto Veltroni parla di un “papa straniero” come fu a suo tempo Romano Prodi, che guidi il riformismo di centrosinistra mettendo insieme il carisma del leader e le capacità di governo che la politica richiede.
Sarà difficile trovarlo un “federatore” che corrisponda all’identikit, ma questa è la scommessa per vincere questo durissimo scontro in difesa della democrazia, della libertà, dell’eguaglianza e della fraternità, offese e ferite.