Quale riforma della Giustizia vuole il Governo ?

L‘organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia sono obblighi costituzionali per il Ministro della Giustizia.
Gli interventi in materia di bilancio degli ultimi anni hanno visto ridurre drasticamente le risorse disponibili per garantire il funzionamento di questo servizio pubblico essenziale per la legalità e la democrazia nel nostro paese.
Quali riforme sono possibili senza investimenti sull’organizzazione?
La politica dei tagli riduce le possibilità di ammodernare i servizi e penalizza il personale amministrativo vera risorsa non valorizzata e non riqualificata. Modificare continuamente riti e procedure senza attrezzare l’apparato organizzativo, senza semplificare e garantire risorse economiche certe, costituisce una pratica di governo che lascia irrisolte le questioni poste da tempo dalle associazioni degli operatori del diritto e dalle rappresentanze sindacali per dare soluzioni e migliorare il funzionamento della giustizia.

Paola

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Ritorna l’ora solare

Questa notte, esattamente alle ore 3, dovremo spostare all’indietro le lancette dell’orologio di sessanta minuti. Termina cosi’, dopo 7 mesi, l’ora legale entrata in vigore quest’anno il 26 marzo. Con l’uso dell’ora legale si determina che, per un dato territorio, l’ora ufficiale dello stato venga calcolata in anticipo rispetto all’ora solare (naturale). Le ragioni sono due: da un lato questa misura consente risparmi energetici, poiche’ centrando una parte rilevante delle attivita’ durante le ore di luce solare si riduce il ricorso all’illuminazione artificiale; dall’altro i cittadini possono beneficiare di un maggior numero di ore di luce solare.

Nella storia del nostro Paese la prima adozione dell’ora legale – nata da un’intuizione di Benjamin Franklin – e’ datata 1916, quando venne limitata al solo periodo estivo. Fino al 1920, l’inizio fu anticipato a marzo ma per i successivi venti anni non se ne parlo’ piu’. L’ora legale torno’ in auge solo nel 1940, in pieno periodo bellico, e prosegui’ durante la ‘ricostruzione’ fino al 1948: e’ proprio in quell’anno che lo spostamento delle lancette fu il piu’ anticipato della storia, al 29 febbraio.

Per i diciotto anni successivi l’ora solare torno’ a dominare per tutti e dodici i mesi dell’anno mentre l’adozione definitiva di quella legale si ebbe nel ’66, dal 22 maggio al 24 settembre. Si continuo’, con inizio dell’orario estivo nella tarda primavera, fino al 1979: nel 1980 lo spostamento delle lancette fu anticipato al 6 aprile, ma dall’ 81 in poi la domenica di riferimento per l’inizio dell’orario ‘estivo’ e’ sempre stata l’ultima di marzo e quella per il ritorno della ‘solarita” l’ultima di ottobre.

Lo scorso anno, durante i sette mesi di ora legale, secondo i dati di Terna, la societa’ responsabile della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad altissima tensione, sono stati risparmiati, in totale, 643 milioni di kilowattora, un valore pari, ad esempio, alla meta’ dei consumi domestici annui dell’intera regione Marche . In termini di costi, considerando che il costo di 1 kilowattora per il cliente finale e’ stato, nel periodo in esame, in media di 14,5 centesimi di euro al netto delle imposte, l’Italia, nel complesso, ha risparmiato con l’ora legale circa 93 milioni di euro, e dal 2004 al 2009 il risparmio e’ stato per il Paese di circa 500 milioni di euro.

Ma con il ritorno all’ora solare si può dormire un’ora in più e sopratutto si possono prolungare i nostri sogni.

LaComaredelBorgo

Proposta del PD per una riforma fiscale: tre 20%

La riforma fiscale che il Partito Democratico propone si basa sui cosiddetti tre 20 %
   la riduzione al 20% dell’aliquota sul primo scaglione;
  portare dal 12,5 al 20% la tassazione dei redditi da capitale ad esclusione dei titoli di Stato;
  applicazione dell’aliquota del 20% al reddito d’impresa e da lavoro autonomo.
La proposta di riforma arriverà al voto il 23 novembre e potrà essere votata anche per parti separate in modo che la maggioranza possa esprimersi sui singoli punti.
Nel testo della mozione presentata dal PD si legge:

 ” I principali settori d’intervento sono le famiglie, le attività autonome e professionali, le imprese e i redditi da capitale, l’innovazione ‘verde’, l’evasione fiscale, il coordinamento sovranazionale delle politiche fiscale. Sul bonus si spiega: unificazione delle detrazioni fiscali e degli assegni familiari al nucleo familiare nel ‘bonus per i figli, un istituto unico, generalizzato “.

Una proposta che potrà servire al rilancio dell’economia del Paese, e che contrasta nettamente la politica portata avanti finora da Tremonti.
Qui la mozione PD da scaricare.

Paola

Povera Italia…

Mentre i rifiuti crescono in tutta la Campania e altrove;  mentre la disoccupazione sta crescendo e i giovani sono senza speranze di poter trovare lavoro; mentre le carceri italiane sono in larga parte fuori legge, cioè fuori dalle regole previste da precise normative; mentre l’edilizia attraversa una crisi senza precedenti; mentre in Sardegna i pastori gridano la volontà di sopravvivere; mentre il precariato aumenta giorno dopo giorno… che cosa fa il nostro governo? Pensa esclusivamente a salvare il premier dai processi e magari da un processo penale legato alla questione della minorenne marocchina.

Bene fa il PD a chiedere le dimissioni del Premier: incapace, inadeguato e “malato”.

Paola

Autunno

L’autunno è la primavera dell’inverno

Henri de Toulouse-Lautrec

Ospedale Osimo

Ricevo dal  segretario del Partito Democratico di Osimo, pubblico e condivido

Non è passata nemmeno una settimana da quando il consigliere regionale del partito di Rutelli Dino Latini ha pontificato sui rapporti  interni in casa PDL e PD, che è scoppiata la tempesta proprio dentro le liste civiche e all’interno dell’Amministrazione comunale,

 Nel suggerire garbatamente all’interessato di dedicarsi di più ai problemi della sua casa politica, è necessaria una breve replica alle liste civiche su una sciocca e futile  polemica da queste sollevate in merito ai convegni organizzati dal PD e dall’Api sull’ospedale di rete.

 Scrivono infatti le Liste civiche: “Una notazione finale la vogliamo riservare all’indebita decisione del Pd di tenere un convegno sullo stesso tema dell’Ospedale, proprio il giorno prima di quello organizzato dal consigliere Latini: si tratta di un penoso tentativo di vanificare la nostra iniziativa, che in ogni caso ha il pregio di mettere bene in evidenza chi sia animato dalla reale intenzione di rendere un servigio alla comunità osimana e chi, invece, si muove solo per cercare di ottenere qualche piccolo vantaggio politico personale”.

 La richiesta di un incontro alla Regione Marche per fare il punto della situazione sulla realizzazione del nuovo ospedale di rete è stata fatta da tempo dai circoli del PD della Valmusone, e ovviamente le date in cui l’assessore regionale è disponibile non le scegliamo noi.

 Ma al di là di questo, qual è il problema se le principali forze politiche della città chiamano la giunta regionale per relazionale sullo stato dell’arte di  una questione così importante come quella della sanità?

Se l’obiettivo è comune, ovvero incalzare chi di dovere affinché la struttura ospedaliera sorga in fretta e con tutti i reparti che reputiamo necessari per la nostra comunità,  l’unica cosa  che è davvero penosa è proprio l’atteggiamento delle liste civiche.

 Comprendiamo bene la difficoltà di dover giustificare il repentino passaggio di opinione delle liste  civiche da un estremo all’altro: dapprima il Comune di Osimo, allora guidato da Latini, si è imbarcato in azioni legali contro la  Regione Marche per sostenere le ragioni del soggetto privato “Osimo Salute” che si era aggiudicato l’appalto per l’ospedale a San Sabino tentando di far credere alla città che tale mossa serviva per riportare l’ospedale a San Sabino; e nel frattempo le liste civiche attaccavano, su manifesti formato 6×3,  Romeo Antonelli e Paola Andreoni con queste parole che riporto testualmente “ORA CI DEVONO L’OSPEDALE. Il TAR MARCHE HA BOCCIATO LA REGIONE E LA ASUR PER NON AVER FATTO PIU L’OSPEDALE A SAN SABINO. ORA DEVONO PAGARE TANTI, TANTI, TANTI, DANNI. ECCO I FALLIMENTI DEGLI AMICI DI ROMEO E PAOLINA”.

 Poi Dino Latini si è alleato in Regione con gli amici di Paolina e Romeo, e d’improvvisamente la musica è cambiata. Scomparso qualsiasi attacco a Spacca, alla Regione Marche e alla SUR., e sull’ospedale all’ospedale all’Aspio tutto ok!

 Ad ogni buon conto, il passato è passato e ora bisogna guardare avanti.

I problemi della città non  vertono  di certo  su chi organizza prima un convegno, ma sul fatto che la nuova struttura ospedaliera dell’Aspio si faccia presto e bene.

Il segretario PD Osimo
     Mauro Pellegrini

 

Parco San Carlo: che bel PARCO !!!

Che fine ha fatto il Parco San Carlo  ? Inaugurato in pompa magna prima delle elezioni e poi  lasciato  nel più completo  stato di degrado, un’altra delle tante opere – questa volta in materia di verde pubblico –  annunciate più volte dall’amministrazione comunale delle liste “Simoncini&Latini” ma mai realizzate e portate a termine.

Ho presentato la seguente INTERROGAZIONE con la speranza che il Sindaco possa far conoscere  – anche a tutte le famiglie di via Tonnini –  quali sono gli intendimenti  dell’amministrazione sul   futuro del Parco del San Carlo già da tempo inaugurato.

 

Alla c.a. Sig.  Presidente del Consiglio Comunale
Alla c.a. Sig.  Sindaco Comune di Osimo

INTERROGAZIONE a RISPOSTA ORALE e SCRITTA

 

Oggetto:  Parco San Carlo stato dei lavori dopo l’avvenuta inaugurazione.

 
La    sottoscritta consigliere comunale, Paola Andreoni

Premesso

che Lo scorso anno è stato inaugurato con notevole eco e risonanza sulla stampa locale, comunale, nonché sugli opuscoli della propaganda elettorale,  il Parco San Carlo, situato in fondo alla via Tonnini;
che erano state realizzate   strade, piantumati  alberi, create   piazzette;
che oggi invece la situazione che si presenta è estremamente desolante, potendo difatti rilevarsi l’esistenza di alberi secchi, di erba incolta che ha finito con il coprire tutto, di strade oramai non individuabili, tant’ é che quello che rimane di detto parco è solo…. il cartello;
ciò premesso

INTERROGA IL SINDACO per conoscere

1) l’ammontare delle spese sostenute per la realizzazione di tale parco;

2) le motivazioni dell’attuale stato di abbandono;

3)  se la proprietà del  terreno ove è collocato il Parco era, al momento della realizzazione delle opere,  di proprietà comunale, se lo è divenuta nel frattempo o se invece il Comune non è ancora proprietario del detto terreno;

4)  nell’ipotesi in cui  il Comune non fosse stato ancora proprietario del terreno al momento della realizzazione delle opere, su quali fondamenti  di legittimità ha comunque ritenuto di poterle realizzare senza contravvenire ai principi in materia;

5) le determinazioni che l’amministrazione comunale intende assumere riguardo al  Parco San Carlo.

Si richiede altresì di fornire alla sottoscritta una risposta scritta dei dati richiesti.

Osimo lì, 22 ottobre 2010                                                       
          Il  consigliere  comunale
capogruppo  del Partito Democratico
                  Paola Andreoni