No alla violenza contro le donne

Il 25 novembre ricorre la Giornata di sensibilizzazione sulla violenza di genere indetta dalle Nazioni Unite: essa apre i “16 giorni di mobilitazione sulla violenza contro le donne” che si concludono il 10 dicembre, Giornata internazionale sui diritti umani. In questo periodo dell’anno, associazioni femminili, istituzioni e organizzazioni della società civile sono impegnate in una azione mirata di sensibilizzazione, informazione, prevenzione.
Quest’anno, in occasione dei “16 giorni di mobilitazione sulla violenza contro le donne”, END FGM promuove una campagna di raccolta firme intorno a un appello rivolto alle istituzioni europee, per chiedere un più deciso impegno per la prevenzione delle MGF (Mutilazioni Genitali Femminili) attraverso interventi coerenti e coordinati nel territorio dell’Unione Europea e in Africa.
Simbolo della campagna è il petalo di rosa, metafora della mutilazione, ma anche segno di speranza per un futuro in cui nessuna bambina, ragazza o donna dovrà più temere di vedere il proprio corpo mutilato.


Paola

La Famiglia: le proposte concrete del PD

Nell’ambito dell’operazione “porta per porta“, il PD intende dare risposte concrete alle famiglie, colpite dalla crisi economica, abbandonate dalle istituzioni e tradite dalle false promesse del governo.
Le politiche per la famiglia del Partito Democratico si basano essenzialmente all’incentivazione del lavoro femminile, allo sviluppo della natalità, alla coesione sociale, alla universalizzazione dei diritti ed al riconoscimento dei costi sostenuti
dalle famiglie per i figli.
riduzione al 20% dell’aliquota sul primo scaglione, oggi al 23%, la riduzione del numero delle aliquote intermedie e la revisione degli scaglioni a vantaggio dei redditi bassi e medi;
superamento degli assegni famigliari e della detrazione per figli a carico ed introduzione di un contributo annuale di 3000 euro all’anno per ogni figlio fino alla maggiore età, a cominciare dalla fascia 0-3 anni, esteso anche ai lavoratori autonomi e professionisti;
incentivazione del lavoro femminile e sostegno alla famiglia, attraverso l’introduzione di una detrazione fiscale per il reddito da lavoro delle donne in nuclei famigliari con figli minori ed il potenziamento dei servizi alla famiglia: dagli asili nido, all’assistenza alle persone non-autosufficienti;
trasformazione dell’indennità di maternità in diritto di cittadinanza e relativo finanziamento a carico della fiscalità generale;
– introduzione del part-time agevolato e volontario, innalzamento dell’indennità per i congedi parentali, incentivazione del rientro al lavoro delle donne ultra-quarantenni;
credito di imposta per l’occupazione femminile nelle aree svantaggiate;
avvio del “Conto personale di cittadinanza” , forma di risparmio agevolata per favorire l’autonomia ed il lavoro dei giovani.

Paola

Cultura: the end

L’indifferenza del governo verso il mondo della cultura ha spinto le maestranze del cinema e del teatro a proclamare uno sciopero generale per l’intera giornata di oggi. Bersagli della protesta, in particolare, i ministri Bondi e Tremonti. L’intero settore dello spettacolo contesta i tagli orizzontali e indiscriminati imposti dalla finanziaria alla cultura, il mancato rinnovo degli sgravi fiscali per il cinema e il drastico ridimensionamento del fondo unico per lo spettacolo.
Siamo proprio alla fine.

Giù le mani dal 5 x mille

Ricevo da Vincenzo Torres e pubblico l’appello in difesa del 5 per 1000 promosso tra gli altri da Emergency, Libera, Greenpeace, Msf, Save the children

Sottoscrivi l’appello in difesa del 5 per 1000 su www.iononcisto.org. Se entrerà in vigore la nuova “Legge per la stabilità” che mette un tetto al 5 per 1000, tutte le organizzazioni del terzo settore subiranno un taglio dei fondi del 75%.

Negli scorsi giorni, i giornali hanno riportato la notizia che la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha esaminato il testo della nuova “legge per la stabilità”. Tale legge limiterebbe a 100 milioni di euro i fondi da destinare al “5 per 1000” con una riduzione del 75% rispetto all’importo dell’anno precedente. Tale ulteriore taglio si aggiunge a quelli effettuati al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che aiutano i paesi in via di sviluppo e a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.
Questi tagli si ripercuotono significativamente sull’operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all’estero.
Tagliare i fondi a disposizione del “5 per 1000” significherebbe anche limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell’imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del terzo settore.
Per queste ragioni chiediamo al Parlamento Italiano di intervenire per eliminare, nel testo della legge di prossima discussione, il tetto di 100 milioni di euro da destinare al “5 per 1000” per l’anno 2011, ripristinando quanto meno l’importo dei fondi previsti nell’anno 2010.
Ti chiediamo una mano: per dare più forza alla nostra richiesta serve anche la tua firma. Se sei d’accordo con noi, sottoscrivi l’appello su www.iononcisto.org e aiutaci a diffondere la notizia.

www.iononcisto.org