Fuga di notizie e la conferma di quanto sospettavamo

 

La  Nota prot. n. 36847 del 20/11/2010 avente per oggetto: “Ordine di servizio per progetti e lavori nelle scuole”

 

che nelle intenzioni del sindaco doveva essere riservata solo ai dirigenti è stata erroneamente diffusa a tutti e oggi appare anche nella stampa locale

Via ai lavori alla Giulio Cesare”
Mail del sindaco Simoncini. Più vicino lo spostamento della Bruno da Osimo. Un ordine di servizio per lavori di edilizia scolastica che il sindaco ha inviato ai dirigenti comunali e anche ai consiglieri comunali, finisce per rivelare una nuova spaccatura in giunta e la volontà, finora non confermata pubblicamente, di spostare l’elementare Bruno da Osimo di via S.Lucia alla scuola media Caio Giulio Cesare di piazzale Bellini. Una scelta, questa, che è stato proprio il motivo scatenante delle perplessità mostrate dall’assessore con la delega competente, Gilberta Giacchetti, che ha mostrato contrarietà sull’ipotesi di mandare i bimbi del centro a piazzale Bellini, e sulla metodologia, chiedendo a Simoncini di non decidere senza prima aver ottenuto collaborazione dai docenti e dalle famiglie interessate dal provvedimento. Già il comitato Genitori Bruno da Osimo si è fermamente opposto all’idea di trasferire l’elementare alla scuola di piazzale Bellini, preferendo una soluzione dentro le mura e senza far condividere spazi fra bambini di elementari e adolescenti delle medie. Un’opposizione che alla fine si è tramutata addirittura in una petizione per salvare la Bruno da Osimo. Tuttavia il sindaco, ancor prima di annunciare i risultati delle verifiche antisismiche sul plesso di via S.Lucia, che avrebbero dovuto giustificare il trasloco, ha dato mandato ai dirigenti di prepararne lo sgombero. Nella mail inviata mercoledì si elencano tre punti come ordine di servizio. Il primo riguarda la materna di Padiglione, per la quale Simoncini chiede una seconda batteria di servizi igienici, un’antiaula per l’aula più piccola oltre ad un lucernario, entro la ripresa della scuola nel 2011. Poi gli altri due punti, i più scottanti, sul futuro dell’elementare Bruno da Osimo, l’unica scuola rimasta in centro storico. Il sindaco ordina ai dirigenti comunali lavori alla Caio Giulio Cesare per l’eventuale accoglimento delle classi provenienti dalla Bruno da Osimo da gennaio 2011 e un piano per l’allocazione pure della seconda sezione della elementare di via S.Lucia. Dunque se si impegnano risorse per adeguare la C.G.Cesare significa che l’intento è proprio quello di trasferire lì l’elementare del centro, proprio mentre la città si mobilità con migliaia di firme per salvare la scuola. Ma c’è di più, perché in ottica futura Simoncini chiede ai dirigenti di preparare già un progetto per ospitare all’Astea la Bruno da Osimo in modo da terminare i lavori di adeguamento in via Guazzatore entro settembre 2011 e portarvi così una sezione della elementare (l’altra dovrebbe finire all’ex Itc Corridoni di via Pompeiana), la segreteria dell’Istituto comprensivo e la media Krueger.

Per tutti i cittadini osimani la conferma delle reali intenzioni dell’Amministrazione delle Liste “Simoncini&Latini-Api” che il PD ha sempre denunciato: vendere lo stabile della Bruno da Osimo.
Ma anche un’altra ben più grave conferma: l’Amministrazione comunale “Simoncini&Latini-Api” ha letteralmente preso in giro i genitori e si fa gioco di tutti i cittadini osimani.

Il Partito Democratico continuerà ad opporsi a questo disegno, che dimostra tutta l’incapacità amministrativa  e la poca lungimiranza di chi è alla guida della nostra città. Vendere l’unica scuola presente nel centro storico per far costruire nuovi appartamenti, è una scelta scellerata che determinerà la definitiva “fine”  del centro storico della nostra città.

p.s.: questa la mail pervenuta da ultimo ai consiglieri comunali. Messaggio dal quale traspare   chiaramente l’idea che l’amministrazione ha in ordine alla trasparenza ed alla  correttezza amministrativa, sintetizzabile nel concetto: NON FAR SAPERE. Soddisfa  questa logica la non risposta alle interrogazioni scritte inoltrate da mesi e ad oggi ancora senza risposta e il non rispetto delle prerogative dei consiglieri in ordine all’accesso agli atti.
Altro che PALAZZO di VETRO, solo FUGA di NOTIZIE.

In riferimento alla nota prot. n. 36847 del 20/11/ 2010 avente per oggetto: “Ordine di servizio per progetti e lavori nelle scuole” si fa presente che tale comunicazione aveva ed ha esclusivamente valenza di atto interno, per mero errore indirizzata anche ai Consiglieri Comunali.
Distinti saluti. Il Sindaco geom. Stefano Simoncini

Paola Andreoni

Tagli, tagli e tagli: questa è la riforma Gelmini

La meglio gioventù d’Italia si sta  mobilitando per urlare la propria rabbia contro un regime al crepuscolo. Il Governo,  non sa più ascoltare e dare risposte al popolo. Non riconoscono dignità a chi li contesta, minimizzano i numeri della partecipazione popolare, manipolano l’informazione per far passare tutti gli studenti come facinorosi. La ministra Gelmini accusa gli studenti di essere strumentalizzati dalla sinistra e di fare il gioco dei “baroni” dell’Università.In realtà, quella in piazza e sui tetti, è una generazione precaria che scippata del proprio futuro ha deciso di bloccare le città ed occupare i monumenti simbolo d’Italia per farsi ascoltare, per ritornare visibili a chi li ha relegati al ruolo di fantasmi.
Docenti, ricercatori e studenti contestano il ddl Gelmini perché nel solo 2011 prevede un taglio di un miliardo di euro, istituzionalizza il precariato, taglia i fondi destinati alla ricerca e all’innovazione, taglia le borse di studio in spregio alla meritocrazia tanto decantata, blocca gli stipendi, permette interferenze del privato nel pubblico consentendo una deriva aziendalistica del sapere, non fornisce garanzie di controllo sui concorsi, finanzia con 200 milioni di euro la scuola privata.

Non solo il mondo del sapere è in subbuglio, anche le tute blu protestano contro i danni e l’immobilismo del governo. Da Porto Marghera a Porto Torres, passando per Ravenna e ad Ancona dove gli operai della Fincantieri lottano per difendere il loro posto di lavoro. Dovrebbe essere chiaro a tutti che un parlamento sfiduciato con una ex maggioranza in dissolvenza non può decidere del futuro del paese.
Dalle fabbriche  ai tetti, dove c’è chi lotta per il proprio lavoro ed il futuro, il PD è al suo fianco.

Paola Andreoni

No alla violenza contro le donne

Il 25 novembre ricorre la Giornata di sensibilizzazione sulla violenza di genere indetta dalle Nazioni Unite: essa apre i “16 giorni di mobilitazione sulla violenza contro le donne” che si concludono il 10 dicembre, Giornata internazionale sui diritti umani. In questo periodo dell’anno, associazioni femminili, istituzioni e organizzazioni della società civile sono impegnate in una azione mirata di sensibilizzazione, informazione, prevenzione.
Quest’anno, in occasione dei “16 giorni di mobilitazione sulla violenza contro le donne”, END FGM promuove una campagna di raccolta firme intorno a un appello rivolto alle istituzioni europee, per chiedere un più deciso impegno per la prevenzione delle MGF (Mutilazioni Genitali Femminili) attraverso interventi coerenti e coordinati nel territorio dell’Unione Europea e in Africa.
Simbolo della campagna è il petalo di rosa, metafora della mutilazione, ma anche segno di speranza per un futuro in cui nessuna bambina, ragazza o donna dovrà più temere di vedere il proprio corpo mutilato.


Paola

La Famiglia: le proposte concrete del PD

Nell’ambito dell’operazione “porta per porta“, il PD intende dare risposte concrete alle famiglie, colpite dalla crisi economica, abbandonate dalle istituzioni e tradite dalle false promesse del governo.
Le politiche per la famiglia del Partito Democratico si basano essenzialmente all’incentivazione del lavoro femminile, allo sviluppo della natalità, alla coesione sociale, alla universalizzazione dei diritti ed al riconoscimento dei costi sostenuti
dalle famiglie per i figli.
riduzione al 20% dell’aliquota sul primo scaglione, oggi al 23%, la riduzione del numero delle aliquote intermedie e la revisione degli scaglioni a vantaggio dei redditi bassi e medi;
superamento degli assegni famigliari e della detrazione per figli a carico ed introduzione di un contributo annuale di 3000 euro all’anno per ogni figlio fino alla maggiore età, a cominciare dalla fascia 0-3 anni, esteso anche ai lavoratori autonomi e professionisti;
incentivazione del lavoro femminile e sostegno alla famiglia, attraverso l’introduzione di una detrazione fiscale per il reddito da lavoro delle donne in nuclei famigliari con figli minori ed il potenziamento dei servizi alla famiglia: dagli asili nido, all’assistenza alle persone non-autosufficienti;
trasformazione dell’indennità di maternità in diritto di cittadinanza e relativo finanziamento a carico della fiscalità generale;
– introduzione del part-time agevolato e volontario, innalzamento dell’indennità per i congedi parentali, incentivazione del rientro al lavoro delle donne ultra-quarantenni;
credito di imposta per l’occupazione femminile nelle aree svantaggiate;
avvio del “Conto personale di cittadinanza” , forma di risparmio agevolata per favorire l’autonomia ed il lavoro dei giovani.

Paola

Cultura: the end

L’indifferenza del governo verso il mondo della cultura ha spinto le maestranze del cinema e del teatro a proclamare uno sciopero generale per l’intera giornata di oggi. Bersagli della protesta, in particolare, i ministri Bondi e Tremonti. L’intero settore dello spettacolo contesta i tagli orizzontali e indiscriminati imposti dalla finanziaria alla cultura, il mancato rinnovo degli sgravi fiscali per il cinema e il drastico ridimensionamento del fondo unico per lo spettacolo.
Siamo proprio alla fine.

Giù le mani dal 5 x mille

Ricevo da Vincenzo Torres e pubblico l’appello in difesa del 5 per 1000 promosso tra gli altri da Emergency, Libera, Greenpeace, Msf, Save the children

Sottoscrivi l’appello in difesa del 5 per 1000 su www.iononcisto.org. Se entrerà in vigore la nuova “Legge per la stabilità” che mette un tetto al 5 per 1000, tutte le organizzazioni del terzo settore subiranno un taglio dei fondi del 75%.

Negli scorsi giorni, i giornali hanno riportato la notizia che la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha esaminato il testo della nuova “legge per la stabilità”. Tale legge limiterebbe a 100 milioni di euro i fondi da destinare al “5 per 1000” con una riduzione del 75% rispetto all’importo dell’anno precedente. Tale ulteriore taglio si aggiunge a quelli effettuati al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che aiutano i paesi in via di sviluppo e a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.
Questi tagli si ripercuotono significativamente sull’operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all’estero.
Tagliare i fondi a disposizione del “5 per 1000” significherebbe anche limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell’imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del terzo settore.
Per queste ragioni chiediamo al Parlamento Italiano di intervenire per eliminare, nel testo della legge di prossima discussione, il tetto di 100 milioni di euro da destinare al “5 per 1000” per l’anno 2011, ripristinando quanto meno l’importo dei fondi previsti nell’anno 2010.
Ti chiediamo una mano: per dare più forza alla nostra richiesta serve anche la tua firma. Se sei d’accordo con noi, sottoscrivi l’appello su www.iononcisto.org e aiutaci a diffondere la notizia.

www.iononcisto.org

Via Spontini ponte pericolante: per quanto tempo ancora ?

 Desta sconcerto e preoccupazione il silenzio e l’assoluta indeterminatezza sullo stato dei lavori della ristrutturazione del ponte di collegamento tra Via Spontini zona Molino Mensa e via Martin Luther King. La prolungata interruzione della via crea pesanti disagi ai residenti della zona costretti a prolungati percorsi alternativi per poter accedere a servizi  primari.

Dato che ad oggi non si è a conoscenza di cosa la Giunta intenda fare, considerate non più sopportabili le condizioni di disagio dei residenti,  ho presentato la seguente interrogazione consiliare per informare l’utenza e i cittadini della zona sullo stato dei lavori, sulla data di conclusione degli stessi, sollecitando l’amministrazione “Simoncini&Latini” ad attivarsi adottando atti concreti per una sollecita riapertura della via di comunicazione.

        

 

Alla  c.a.    Sig.  Presidente del Consiglio Comunale
Alla  c.a.    Sig.   Sindaco Comune di Osimo

INTERROGAZIONE

oggetto:  riapertura passaggio pedonale  e viabilità ponte di via Spontini.

La    sottoscritta consigliere comunale, Paola Andreoni

                                                                         Premesso che

da tempo il ponte, all’altezza del proseguimento di via Spontini che serviva da unione tra il rione “Sacra Famiglia” e la zona di via  Molino Mensa,  è interdetto al passaggio sia veicolare che pedonale;

                                                                      Considerato che

la sistemazione e realizzazione del ponte è da ritenersi di fondamentale importanza per garantire un’adeguata viabilità di tutta la zona circostante, come più volte manifestato dai cittadini ivi residenti;

                                                       INTERROGA IL SINDACO per sapere

1)     Quali sono gli intendimenti della Giunta circa la messa in sicurezza, ripristino e conseguente riapertura del ponte e della strada di collegamento tra via Spontini e via Martin Luther King e vie collaterali;

2)     Il perché dei ritardi dei lavori di sistemazione e di riattivazione  della viabilità di via Spontini e quali i tempi e i modi dei lavori di ripristino della strada previsti per una rapida riapertura della via.

Osimo lì, 23 novembre  2010                                                 
                                                                                Il  consigliere  comunale
                                                                     capogruppo  del Partito Democratico
                                                                                       Paola Andreoni