No alla violenza. Allontana il consenso dei cittadini dalle ragioni della protesta.

” La scarcerazione è una decisione che rispetto, ma non condivido: questi violenti, veri e propri delinquenti, hanno infatti la possibilità di reiterare le violenze. Logico sarebbe stato mantenere per loro le misure restrittive “.

Così il ministro degli Interni Roberto Maroni (condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale -per aver morso alla caviglia di un poliziotto-) sul rilascio dei manifestanti arrestati durante i disordini di martedì 14 dicembre.
E’ giusto che chi commette un reato ed è colto in flagrante paghi, però di fronte ad immagini come queste,

siamo così sicuri che le decisioni prese dai giudici siano tutte fuori luogo? Non può essere che qualcuno di quei ragazzi fermati fosse davvero estraneo ai fatti e finito nel fuggi-fuggi generale? O  è stato fermato chi  nel fuggire  correva meno velocemente degli altri ? Non solo la legge è uguale per tutti, ma anche il garantismo deve valere per TUTTI. O la presunzione d’innocenza vale solo per chi è indagato (e condannato ai primi 2 gradi di giudizio) per associazione mafiosa?

NO alla violenza,  in democrazia è lecito MANIFESTARE, ma senza mai ricorrere alla violenza

Ho condiviso nel merito le critiche mosse alle scelte disastrose di questo governo nonché compreso e sostenuto fino in fondo le ragioni dei tantissimi studenti coinvolti nella protesta, ogniqualvolta questa si è svolta in maniera pacifica e democratica. I gravi scontri avvenuti a Roma martedì 14 Dicembre ad opera di una frangia del movimento pericolosa quanto minoritaria, rappresentano un episodio che ritengo grave e inaccettabile.
Le uniche battaglie democratiche che riconosco come tali sono quelle che, come ci ha ricordato oggi Roberto Saviano su Repubblica , si svolgono nella legalità e a viso aperto.
Per questo non è tollerabile che alle manifestazioni ci si presenti col volto travisato, muniti di caschi e spranghe, pronti allo scontro con le forze dell’ordine. La storia ci dimostra che in democrazia nessun diritto sociale è mai stato conquistato con gli strumenti della violenza e dell’illegalità.
A prescindere sui dubbi emersi rispetto alla gestione dell’ordine pubblico e alle possibili strumentalizzazioni, il ricorso alla violenza e alla prevaricazione ha come unico risultato quello di allontanare il consenso dei cittadini dalle ragioni della protesta, cittadini che invece in questi mesi avevano dimostrato di condividere e capire il disagio degli studenti.
La mia preoccupazione è che, come accadde in altri momenti della storia del paese, i violenti mettano in ombra le giuste ragioni ed aspirazioni di un’intera generazione. 
Questo rischio va assolutamente scongiurato, ciò si fa attraverso una politica che sappia coinvolgere le nuove generazioni ma che allo stesso tempo dica no senza se e senza ma a qualsiasi forma di violenza fisica e verbale.

Paola