Manuale di sopravvivenza familiare: ritornano gli incentivi statali per GPL e metano

Ritornano gli incentivi statali per GPL e metano
 
Dallo scorso 9 marzo sono nuovamente disponibili gli ecoincentivi statali per la trasformazione dei veicoli a GPL e metano. I contributi sono di 500 euro per il GPL e 650 euro per il metano e saranno direttamente scontati dalla fattura delle officine che svolgono il lavoro.
L’elenco delle officine aderenti all’iniziativa e tutte le informazioni necessarie sono a disposizione su http://www.ecogas.it/public/MSE2011/MSE2011.html
Attivo anche un numero verde:800.500501.
Possono beneficiare degli ecoincentivi sia gli autoveicoli M1 (trasporto persone con massimo 8 posti oltre il conducente) che quelli N1 (trasporto merci massa inferiore a 3,5 tonnellate).

Le autofficine osimane autorizzate sono:
1) autofficina PRO-SERVICE sita in via Manin 23 tel.071781225;
2) autofficina S.B. di Severini e Biondini snc sita in via Montefanese, 141 tel. 071 0717231074;
3) autofficina CARDINALI DANIELE sita in via Camerano, 42 tel 071781054;
4) autofficina M.G. di Mengoni e Galassi sita in via d’Ancona, 8 tel 071717931;
5) autofficina Mengoni srl sita in via d’Ancona, 63 tel. 0717108190.

YAB SERA “dono di Dio”: ce lo meritiamo ?

Il vento di libertà e di diritti che sta scuotendo l’Africa del Nord e tutto il Medioriente, ci riguardano. Il conflitto che si è aperto recentemente in Libia e che sta infuocando quello Stato, un Paese che ospitava migliaia e migliaia di nostri connazionali, ha colto il nostro Governo e la sua maggioranza completamente impreparati. Di più: divisi e riottosi nel trovare una linea comune con la quale andare a trattare al tavolo dell’Onu e dell’Unione Europea.
In Libia, alla richiesta di riforme democratiche che hanno avuto successo in Tunisia ed Egitto (solo per fare due esempi) il regime ha risposto con una inaudita ed inaccettabile repressione militare che ha provocato migliaia di vittime civili ed immani distruzioni. Il 17 marzo 2011 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una Risoluzione, con la quale si richiede l’adozione delle misure necessarie per la protezione dei civili libici dalla sanguinaria repressione attuata dal regime.

Ma in Italia il dibattito pare essere esclusivamente un altro: che fare degli immigrati che scappando da quel conflitto approdano sulle nostre coste? Rimandarli indietro, intimare l’alt in mare aperto ai barconi di disperati, o addirittura pagarli perché se ne vadano via? ( come l’’offerta del ministro degli Esteri, Franco Frattini, di dare agli immigrati 1.500 euro per farli rientrare nei Paesi di origine).
Il capogruppo alla Camera del PD Dario Franceschini domenica scorsa ha ricordato come il nostro Ministro degli Esteri l’11 gennaio scorso avesse in un’intervista sostenuto che Gheddafi “è un modello di democrazia da esportare in tutta l’Africa”.
A coloro i quali, e non sono pochi nel centrodestra, ancora in queste ore suggeriscono di bloccare i profughi in mare aperto e abbandonarli a se stessi, consiglio la visione della foto del bimbo (chiamato dalla madre, Yab Sera che significa “Dono di Dio” )venuto alla luce due giorni fa, proprio durante uno di questi “viaggi della speranza”. Il parto ha avuto un esito felice solo grazie ai medici della guardia costiera, che sono accorsi a bordo del barcone, dopo essere stati avvertiti tramite Sos. Fra le donne di Lampedusa, appena si è diffusa la notizia, è scattata una commevente gara di solidarietà. Hanno preparato borse con tutine, coperte, bavaglini e tutto l’occorrente per il piccolo. Un ospite da accogliere con i dovuti onori.  Questo gesto di vicinanza e di solidarietà delle madri di Lampedusa è stata volutamente sottaciuto dalle “nostre tv di regime”, che evidentemente hanno l’ordine di far vedere solo le proteste degli isolani.

Per qualcuno non è politicamente opportuno che immagini come queste entrino nel dibattito su ciò che sta accadendo, e su cosa fare. Io continuo  a credere che la dignità della persona umana, soprattutto se debole e indifesa, sia inviolabile e che, come ha ricordato anche il Presidente della Repubblica: respingere i profughi di guerra non è  atto  da Paese civile.

Paola

 

Le strutture religiose facciano la loro parte nell’accogliere gli immigrati

di Chiara Saraceno • 27 marzo 2011. In un periodo di tagli alla spesa sociale, tutti devono fare la loro parte, soprattutto chi è beneficiario di sostanziosi sconti fiscali.
Sarebbe bello che le istituzioni religiose aprissero almeno una parte delle proprie strutture per dare un´ospitalità decente alle migliaia di immigrati, in primis ai minori non accompagnati, che arrivano a Lampedusa in fuga dall´incertezza e dai pericoli dei loro paesi in conflitto. Sarebbe non solo una doverosa compartecipazione all´azione di solidarietà collettiva cui tutti siamo chiamati a fronte di questa emergenza umanitaria, ma un atto di restituzione di un mancato introito per il bilancio pubblico (stimato in 70-80 milioni di euro) in un periodo di tagli alla spesa sociale che colpiscono soprattutto i cittadini più vulnerabili. Soprattutto sarebbe una, sia pure temporanea, dimostrazione che effettivamente quelle strutture hanno finalità religiose e assistenziali e non commerciali e quindi la giustificazione formale del sostanzioso sconto Ici di cui beneficiano gli immobili destinati “esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive o per uso culturale” ha un effettivo fondamento. Ricordo che, nonostante il parere contrario della Corte di giustizia Europea che giustamente ha parlato di trattamento di favore lesivo della concorrenza, il governo lo ha mantenuto e introdotto anche nel decreto sulla fiscalità municipale, anche se, specie per le “strutture ricettive”, è spesso davvero difficile non definirle commerciali. Non basta la pur benemerita opera della Caritas, oggi in prima linea anche a Lampedusa, a giustificare perché i vari conventi trasformati in strutture alberghiere a Roma come a Venezia  ( aggiungo Loreto ) e in altre città debbano pagare meno Ici di qualsiasi altro albergo, pensione o bed and breakfast, facendo anche concorrenza sleale. Questo è il momento di dimostrare che sono innanzitutto dedicate allo svolgimento di attività assistenziali ed anche ricettive non commerciali.
Sarebbe anche opportuno che il governo ripensasse alla sua decisione di non avere un unico election day, buttando al vento centinaia di migliaia di euro. E´ stata una scelta sconsiderata in sé, appunto in un periodo di tagli dolorosi, ma lo è tanto più ora, quando le immagini dei profughi ridotti in condizioni disumane non possono non lasciarci pieni di vergogna. Lo scarto tra spreco e bisogno è letteralmente intollerabile.
Sarebbe infine bello che quest´anno lo Stato, a fronte di tagli alla spesa sociale e viceversa crescenti domande di sostegno in una situazione in cui una emergenza sociale non ne cancella un´altra, indicasse due-tre priorità sociali su cui si impegna a spendere l´8 per mille che gli verrà destinato nelle dichiarazioni dei redditi. Offrirebbe ai cittadini una alternativa effettiva, invogliando una quota maggiore di contribuenti ad indicare il proprio destinatario di elezione: tra le diverse chiese e confessioni religiose e, appunto, lo Stato. E´ bene ricordare, infatti, che solo una minoranza dei contribuenti indica un destinatario dell´8 per mille. Chi non sceglie, è convinto che i soldi rimangano nel bilancio pubblico. Ma non è così. L´intero ammontare dell´8 per mille delle entrate è ripartito sulla base delle scelte effettuate. Chi conquista la maggioranza della minoranza che sceglie, conquista perciò anche la maggioranza dell´intero ammontare. Come nelle elezioni, chi si astiene di fatto è come se votasse con la maggioranza. In una situazione di risorse scarse e bisogni gravi crescenti, mi sembra davvero non solo poco democratico, ma uno spreco non mettere i cittadini di fronte a possibilità di scelta effettiva sugli obiettivi concreti, in campo sociale, su cui distribuire l´8 per mille.
La Repubblica 27 marzo 2011

Tutta la città ne parla

Un’amministrazione comunale, quella “Simoncini&Latini”,  che non fa nulla.  

No,  sarei  “troppo generosa” nel dire che non fa nulla,

qualcosa ha fatto nel 2011:

1) ha mantenuto l’addizionale Irpef all’ aliquota massima consentita dalla Legge;

2) ha aumentato la Tariffa Rifiuti del 6%;

3) ha aumentato le tariffe della mensa scolastica;

4) ha aumentato  le tariffe per la frequenza di frequenza degli asili nido;

5) ha aumentato il costo del trasporto scolastico;

6) ha aumentato il costo dell’assistenza domiciliare agli anziani;

7) ha aumentato le tariffe per la frequenza delle colonie estive e dei centri di
      aggregazione per minori;

8 )  ha aumentato la tariffa del servizio illuminazione votiva;

9) ha aumentato le tariffe per la concessioone dei loculi cimiteriali.

Paola

Il PD c’è, per far ripartire l’Italia

 

 

Il PD ha deciso di dare il proprio contributo, presentando un progetto di 92 pagine di proposte per far ripartire l’Italia.

Un piano corposo che vede al suo centro questioni come lavoro, redditi, servizi, e che si basa principalmente su “due obiettivi-guida”, capaci di sollecitare e dirigere la ripresa:
1. l’innalzamento del tasso di occupazione femminile fino a raggiungere in un decennio il 60% (ossia circa 3 milioni di donne occupate in più rispetto ad oggi);
2. l’innalzamento della specializzazione produttiva dell’Italia.

Paola

Sogni e illusioni

Testo  sogni e illusioni  di Francesco Renga

E dimmi cosa pensi quando chiudi gli occhi prima di dormire
e il resto non importa più come va a finire
quando tutti i sensi ti abbandonano
ed il cuore tuo si fa sentire
quando sei sola veramente
e non c’è nessuno che ti sente

ed io poso la mano sopra ai tuoi sogni
e mi avvicino  piano per non svegliarli
così vicino che mi sembra quasi di accarezzarli

scriverò di te su ogni musica e ogni volta tornerò
e conserverò a ogni briciola di questo tempo che non so
e dipingerò la mia anima di colori
di sogni e illusioni

che cos’è che cerchi quando frughi dentro ai miei pensieri?
nelle pieghe della mia anima tu cosa vedi?
noi così diversi che soltanto uniti siamo interi
ed io che non lo so spiegare
ma voglio fartelo vedere

scriverò di te su ogni musica e ogni volta tornerò
e conserverò a ogni briciola di questo tempo che non so
e dipingerò la mia anima di colori
di sogni e illusioni

io poso la mano sopra ai tuoi sogni
e mi avvicino piano per non svegliarli
così vicino che mi sembra quasi di accarezzarli

scriverò di te su ogni musica e ogni volta tornerò

dimmi cosa pensi quando chiudi gli occhi prima di dormire
e il resto non importa più come va a finire

150 anni italiani

Il piccolo scrivano fiorentino

 Cuore di Edmondo De Amicis, Racconto mensile. Faceva la quarta elementare. Era un grazioso fiorentino di dodici anni, nero di capelli e bianco di viso, figliuolo maggiore d’un impiegato delle strade ferrate, il quale, avendo molta famiglia e poco stipendio, viveva nelle strettezze. Suo padre lo amava ed era assai buono e indulgente con lui: indulgente in tutto fuorché in quello che toccava la scuola: in questo pretendeva molto e si mostrava severo perché il figliuolo doveva mettersi in grado di ottener presto un impiego per aiutar la famiglia; e per valer presto qualche cosa gli bisognava faticar molto in poco tempo. E benché il ragazzo studiasse, il padre lo esortava sempre a studiare. Era già avanzato negli anni, il padre, e il troppo lavoro l’aveva anche invecchiato prima del tempo. Non di meno, per provvedere ai bisogni della famiglia, oltre al molto lavoro che gl’imponeva il suo impiego, pigliava ancora qua e là dei lavori straordinari di copista, e passava una buona parte della notte a tavolino. Da ultimo aveva preso da una Casa editrice, che pubblicava giornali e libri a dispense, l’incarico di scriver sulle fasce il nome e l’indirizzo degli abbonati e guadagnava tre lire per ogni cinquecento di quelle strisciole di carta, scritte in caratteri grandi e regolari. Ma questo lavoro lo stancava, ed egli se ne lagnava spesso con la famiglia, a desinare. – I miei occhi se ne vanno, – diceva, – questo lavoro di notte mi finisce. – Il figliuolo gli disse un giorno: – Babbo, fammi lavorare in vece tua; tu sai che scrivo come te, tale e quale. – Ma il padre gli rispose: – No figliuolo; tu devi studiare; la tua scuola è una cosa molto più importante delle mie fasce; avrei rimorsi di rubarti un’ora; ti ringrazio, ma non voglio, e non parlarmene più. Il figliuolo sapeva che con suo padre, in quelle cose, era inutile insistere, e non insistette. Ma ecco che cosa fece. Egli sapeva che a mezzanotte in punto suo padre smetteva di scrivere, e usciva dal suo stanzino da lavoro per andare nella camera da letto. Qualche volta l’aveva sentito: scoccati i dodici colpi al pendolo, aveva sentito immediatamente il rumore della seggiola smossa e il passo lento di suo padre. Una notte aspettò ch’egli fosse a letto, si vestì piano piano, andò a tentoni nello stanzino, riaccese il lume a petrolio, sedette alla scrivania, dov’era un mucchio di fasce bianche e l’elenco degli indirizzi, e cominciò a scrivere, rifacendo appuntino la scrittura di suo padre. E scriveva di buona voglia, contento, con un po’ di paura, e le fasce s’ammontavano, e tratto tratto egli smetteva la penna per fregarsi le mani, e poi ricominciava con più alacrità, tendendo l’orecchio, e sorrideva. Centosessanta ne scrisse: una lira! Allora si fermò, rimise la penna dove l’aveva presa, spense il lume, e tornò a letto, in punta di piedi. Quel giorno, a mezzodì, il padre sedette a tavola di buon umore. Non s’era accorto di nulla. Faceva quel lavoro meccanicamente, misurandolo a ore e pensando ad altro, e non contava le fasce scritte che il giorno dopo. Sedette a tavola di buonumore, e battendo una mano sulla spalla al figliuolo: – Eh, Giulio, – disse, – è ancora un buon lavoratore tuo padre, che tu credessi! In due ore ho fatto un buon terzo di lavoro più del solito, ieri sera. La mano è ancora lesta, e gli occhi fanno ancora il loro dovere. – E Giulio, contento, muto, diceva tra sé: «Povero babbo, oltre al guadagno, io gli dò ancora questa soddisfazione, di credersi ringiovanito. Ebbene, coraggio». Incoraggiato dalla buona riuscita, la notte appresso, battute le dodici, su un’altra volta, e al lavoro. E così fece per varie notti. E suo padre non s’accorgeva di nulla. Solo una volta, a cena, uscì in quest’esclamazione: – È strano, quanto petrolio va in questa casa da un po’ di tempo! Giulio ebbe una scossa; ma il discorso si fermò lì. E il lavoro notturno andò innanzi. Senonché, a rompersi così il sonno ogni notte, Giulio non riposava abbastanza, la mattina si levava stanco, e la sera, facendo il lavoro di scuola, stentava a tener gli occhi aperti. Una sera, – per la prima volta in vita sua, – s’addormentò sul quaderno. – Animo! animo! – gli gridò suo padre, battendo le mani, – al lavoro! – Egli si riscosse e si rimise al lavoro. Ma la sera dopo, e i giorni seguenti, fu la cosa medesima, e peggio: sonnecchiava sui libri, si levava più tardi del solito, studiava la lezione alla stracca, pareva svogliato dello studio. Suo padre cominciò a osservarlo, poi a impensierirsi, e in fine a fargli dei rimproveri. Non glie ne aveva mai dovuto fare! – Giulio, – gli disse una mattina, – tu mi ciurli nel manico, tu non sei più quel d’una volta. Non mi va questo. Bada, tutte le speranze della famiglia riposano su di te. Io son malcontento, capisci! – A questo rimprovero, il primo veramente severo ch’ei ricevesse, il ragazzo si turbò. E «sì, – disse tra sé, – è vero; così non si può continuare; bisogna che l’inganno finisca». Ma la sera di quello stesso giorno, a desinare, suo padre uscì a dire con molta allegrezza: – Sapete che in questo mese ho guadagnato trentadue lire di più che nel mese scorso, a far fasce! – e dicendo questo, tirò di sotto alla tavola un cartoccio di dolci, che aveva comprati per festeggiare coi suoi figliuoli il guadagno straordinario, e che tutti accolsero battendo le mani. E allora Giulio riprese animo, e disse in cuor suo: «No, povero babbo, io non cesserò d’ingannarti; io farò degli sforzi più grandi per studiar lungo il giorno; ma continuerò a lavorare di notte per te e per tutti gli altri». E il padre soggiunse: – Trentadue lire di più! Son contento… Ma è quello là, – e indicò Giulio, – che mi dà dei dispiaceri. – E Giulio ricevé il rimprovero in silenzio, ricacciando dentro due lagrime che volevano uscire; ma sentendo ad un tempo nel cuore una grande dolcezza. E seguitò a lavorare di forza. Ma la fatica accumulandosi alla fatica, gli riusciva sempre più difficile di resistervi. La cosa durava da due mesi. Il padre continuava a rimbrottare il figliuolo e a guardarlo con occhio sempre più corrucciato. Un giorno andò a chiedere informazioni al maestro, e il maestro gli chiese: – Sì, fa, fa, perché ha intelligenza. Ma non ha più la voglia di prima. Sonnecchia, sbadiglia, è distratto. Fa delle composizioni corte, buttate giù in fretta, in cattivo carattere. Oh! potrebbe far molto, ma molto di più. – Quella sera il padre prese il ragazzo in disparte e gli disse parole più gravi di quante ei ne avesse mai intese. – Giulio, tu vedi ch’io lavoro, ch’io mi logoro la vita per la famiglia. Tu non mi assecondi. Tu non hai cuore per me, né per i tuoi fratelli, né per tua madre! – Ah no! non lo dire, babbo! – gridò il figliuolo scoppiando in pianto, e aprì la bocca per confessare ogni cosa. Ma suo padre l’interruppe, dicendo: – Tu conosci le condizioni della famiglia; sai se c’è bisogno di buon volere e di sacrifici da parte di tutti. Io stesso, vedi, dovrei raddoppiare il mio lavoro. Io contavo questo mese sopra una gratificazione di cento lire alle strade ferrate, e ho saputo stamani che non avrò nulla! – A quella notizia, Giulio ricacciò dentro subito la confessione che gli stava per fuggire dall’anima, e ripeté risolutamente a sé stesso: «No, babbo, io non ti dirò nulla; io custodirò il segreto per poter lavorare per te; del dolore di cui ti son cagione, ti compenso altrimenti; per la scuola studierò sempre abbastanza da esser promosso; quello che importa è di aiutarti a guadagnar la vita, e di alleggerirti la fatica che t’uccide». E tirò avanti, e furono altri due mesi di lavoro di notte e di spossatezza di giorno, di sforzi disperati del figliuolo e di rimproveri amari del padre. Ma il peggio era che questi s’andava via via raffreddando col ragazzo, non gli parlava più che di rado, come se fosse un figliuolo intristito, da cui non restasse più nulla a sperare, e sfuggiva quasi d’incontrare il suo sguardo. E Giulio se n’avvedeva, e ne soffriva, e quando suo padre voltava le spalle, gli mandava un bacio furtivamente, sporgendo il viso, con un sentimento di tenerezza pietosa e triste; e tra per il dolore e per la fatica, dimagrava e scoloriva, e sempre più era costretto a trasandare i suoi studi. E capiva bene che avrebbe dovuto finirla un giorno, e ogni sera si diceva: – Questa notte non mi leverò più; – ma allo scoccare delle dodici, nel momento in cui avrebbe dovuto riaffermare vigorosamente il suo proposito, provava un rimorso, gli pareva, rimanendo a letto, di mancare a un dovere, di rubare una lira a suo padre e alla sua famiglia. E si levava, pensando che una qualche notte suo padre si sarebbe svegliato e l’avrebbe sorpreso, o che pure si sarebbe accorto dell’inganno per caso, contando le fasce due volte; e allora tutto sarebbe finito naturalmente, senza un atto della sua volontà, ch’egli non si sentiva il coraggio di compiere. E così continuava. Ma una sera, a desinare, il padre pronunciò una parola che fu decisiva per lui. Sua madre lo guardò, e parendole di vederlo più malandato e più smorto del solito, gli disse: – Giulio, tu sei malato. – E poi, voltandosi al padre, ansiosamente: – Giulio è malato. Guarda com’è pallido! Giulio mio, cosa ti senti? – Il padre gli diede uno sguardo di sfuggita, e disse: – È la cattiva coscienza che fa la cattiva salute. Egli non era così quando era uno scolaro studioso e un figliuolo di cuore. – Ma egli sta male! – esclamò la mamma. – Non me ne importa più! – rispose il padre. Quella parola fu una coltellata al cuore per il povero ragazzo. Ah! non glie ne importava più. Suo padre che tremava, una volta, solamente a sentirlo tossire! Non l’amava più dunque, non c’era più dubbio ora, egli era morto nel cuore di suo padre… «Ah! no, padre mio, – disse tra sé il ragazzo, col cuore stretto dall’angoscia, – ora è finita davvero, io senza il tuo affetto non posso vivere, lo rivoglio intero, ti dirò tutto, non t’ingannerò più, studierò come prima; nasca quel che nasca, purché tu torni a volermi bene, povero padre mio! Oh questa volta son ben sicuro della mia risoluzione!» Ciò non di meno, quella notte si levò ancora, per forza d’abitudine, più che per altro; e quando fu levato, volle andare a salutare, a riveder per qualche minuto, nella quiete della notte, per l’ultima volta, quello stanzino dove aveva tanto lavorato segretamente, col cuore pieno di soddisfazione e di tenerezza. E quando si ritrovò al tavolino, col lume acceso, e vide quelle fasce bianche, su cui non avrebbe scritto mai più quei nomi di città e di persone che oramai sapeva a memoria, fu preso da una grande tristezza, e con un atto impetuoso ripigliò la penna, per ricominciare il lavoro consueto. Ma nello stender la mano urtò un libro, e il libro cadde. Il sangue gli diede un tuffo. Se suo padre si svegliava! Certo non l’avrebbe sorpreso a commettere una cattiva azione, egli stesso aveva ben deciso di dirgli tutto; eppure… il sentir quel passo avvicinarsi, nell’oscurità; – l’esser sorpreso a quell’ora, in quel silenzio; – sua madre che si sarebbe svegliata e spaventata, – e il pensar per la prima volta che suo padre avrebbe forse provato un’umiliazione in faccia sua, scoprendo ogni cosa… tutto questo lo atterriva, quasi. – Egli tese l’orecchio, col respiro sospeso… Non sentì rumore. Origliò alla serratura dell’uscio che aveva alle spalle: nulla. Tutta la casa dormiva. Suo padre non aveva inteso. Si tranquillò. E ricominciò a scrivere. E le fasce s’ammontavano sulle fasce. Egli sentì il passo cadenzato delle guardie civiche giù nella strada deserta; poi un rumore di carrozza che cessò tutt’a un tratto; poi, dopo un pezzo, lo strepito d’una fila di carri che passavano lentamente; poi un silenzio profondo, rotto a quando a quando dal latrato lontano d’un cane. E scriveva, scriveva. E intanto suo padre era dietro di lui: egli s’era levato udendo cadere il libro, ed era rimasto aspettando il buon punto; lo strepito dei carri aveva coperto il fruscio dei suoi passi e il cigolio leggiero delle imposte dell’uscio; ed era là, – con la sua testa bianca sopra la testina nera di Giulio, – e aveva visto correr la penna sulle fasce, – e in un momento aveva tutto indovinato, tutto ricordato, tutto compreso, e un pentimento disperato, una tenerezza immensa, gli aveva invaso l’anima, e lo teneva inchiodato, soffocato là, dietro al suo bimbo. All’improvviso, Giulio diè un grido acuto, – due braccia convulse gli avevan serrata la testa. – O babbo! babbo, perdonami! perdonami! – gridò, riconoscendo suo padre al pianto. – Tu, perdonami! – rispose il padre, singhiozzando e coprendogli la fronte di baci, – ho capito tutto, so tutto, son io, son io che ti domando perdono, santa creatura mia, vieni, vieni con me! – E lo sospinse, o piuttosto se lo portò al letto di sua madre, svegliata, e glielo gettò tra le braccia e le disse: – Bacia quest’angiolo di figliuolo che da tre mesi non dorme e lavora per me, e io gli contristo il cuore, a lui che ci guadagna il pane! – La madre se lo strinse e se lo tenne sul petto, senza poter raccoglier la voce; poi disse: – A dormire, subito, bambino mio, va’ a dormire, a riposare! Portalo a letto! – Il padre lo pigliò fra le braccia, lo portò nella sua camera, lo mise a letto, sempre ansando e carezzandolo, e gli accomodò i cuscini e le coperte. – Grazie, babbo, – andava ripetendo il figliuolo, – grazie; ma va’ a letto tu ora; io sono contento; va’ a letto, babbo. – Ma suo padre voleva vederlo addormentato, sedette accanto al letto, gli prese la mano e gli disse: – Dormi, dormi figliuol mio! – E Giulio, spossato, s’addormentò finalmente, e dormì molte ore, godendo per la prima volta, dopo vari mesi, d’un sonno tranquillo, rallegrato da sogni ridenti; e quando aprì gli occhi, che splendeva già il sole da un pezzo, sentì prima, e poi si vide accosto al petto, appoggiata sulla sponda del letticciolo, la testa bianca del padre, che aveva passata la notte così, e dormiva ancora, con la fronte contro il suo cuore.

 

I soliti inaccettabili attacchi delle liste “Simoncini&Latini”

Ecco il vero volto delle liste, impropriamente dette “civiche”,  osimane guidate dal consigliere regionale Dino Latini. L’ultimo articolo apparso sul giornale online VivereOsimo è a mio modo di vedere un significativo esempio della metodologia comunicativa delle liste “Simoncini&Latini”: arroganza,  esasperazione aggressiva del linguaggio,  “autoidentificazione” con individuazione ossessiva di nemici, utilizzo dell’armamentario della commedia all’italiana dei “tartassati” e del vittimismo, riferimenti all’antipolitica, ecc.  Non un accenno alle motivazioni ed ai contenuti a giustificazioni delle loro eventuali legittime opinioni.

Questo l’articolo  pubblicato sul giornale online Vivere Osimo il 26/03/2011

Sanità, Liste civiche: ‘Mezzolani, Ruta e  Stroppa soldatini nelle mani del PD locale’.
Il trio delle meraviglie viene in Osimo su ordine del PD locale e non per interesse della tuteladegli assistiti, che ormai si curano da soli sempre di più nelle cliniche private.
Il primo (Mezzolani) non sa neanche dove stia di casa Osimo e pensa solo alle guardie mediche dell’urbinate. Il secondo, che crede di colonizzare tutti con i suoi modi bruschi, non è un dirigente ma un funzionario di partito che risponde a comando come fosse l’ultimo del reggimento e che ha il compito di distruggere completamente quello che è rimasta della sanità di zona. Il terzo, poverino, è il rappresentante che non deve portare a casa nessun risultato, come una bambolina che dice sempre no.
Tutti e tre vengono a Osimo per consolare il PD locale e per promettere per l’ennesima volta cose che poi non manterranno. E se questa volta mancasse il numero legale per protesta? Tanto sappiamo che la procedura per l’Inrca è impantanata e che il progetto non prevede le branche richieste dai 7 comuni interessati e che il Muzio Gallo verrà venduto ai privati invece che al Comune.
E sappiamo pure come l’ospedale Muzio Gallo deve lentamente morire. Potrebbe dunque succedere che manchi il numero legale per dare uno schiaffo ai mandarini politici e ai tecnici della Regione e per dire al PD che i tempi dei soviet sono finiti. Ma un altro schiaffo lo daremmo pure al Pdl che dal governo centrale sta tagliando i fondi per la sanità così tanto che orami le strutture e i servizi sanitari sono privi di qualsiasi tutela ed efficienza. Un esempio? Le donazioni di sangue che non si possono più fare per l’assenza dei medici addetti. Colpa loro per come ci siamo ridotti. Quindi, meglio sedie vuote che sentirci presi in giro
da Liste Civiche
    http://www.vivereosimo.it/index.php?page=articolo&articolo_id=287837

Superfluo, a questo punto, spendere ulteriori commenti su simili desolanti dichiarazioni. La morale della storia vien da sé.
Non mi meraviglierei se fra un pò di tempo le liste “Simoncini&Latini” cominciassero ad utilizzare slogan del tipo:  in Regione e in Osimo ci sono i “soviet”, “padroni” a casa nostra, “Ancona ladrona”, ecc.

Osimo ha bisogno di un cambiamento: una nuova primavera per la nostra comunità.

     Paola Andreoni
capogruppo PD Osimo

Primavera

E’ arrivata la PRIMAVERA con i suoi colori, i tuoi occhi e la sua musica

Houdini ricordato da Google

Harry Houdini: il logo di Google al piu’ grande illusionista. Google celebra il 137mo anniversario della nascita del piu’ grande illusionista di tutti i tempi.
Harry Houdini, il cui vero nome era Hrich Weisz era nato a Budapest in Ungheria il 24 marzo 1874 e mori’ il giorno di Halloween, il 31 ottobre 1926.
Fu senza dubbio il piu’ grande illusionista di tutti i tempi. Compi’ memorabili imprese liberandosi da manette, catene, camicie di forza, ma la sua abilita’ veniva apprezzata soprattutto nel numero di riuscire a liberarsi stando a testa in giu’ in una vasca di vetro chiusa a chiave e piena d’acqua, noto come la ‘tortuna cinese dell’acqua’.
Combatte’ sempre i chiromanti e i medium che riteneva dei truffatori. Infatti la sua avversione nacque quando avendo chiesto aiuto ad un medium per parlare con sua madre da poco morta e alla quale era molto attaccato, aveva in seguito scoperto che si trattava di una truffatrice. Da allora combatte’ sempre lo spiritismo in generale e la ricerca dell’occulto cercando di smascherare i mistificatori.
Prima di morire Harry Houdini volle dare l’ultimo colpo al mondo del mistero lasciando alla moglie una frase segreta con la quale se gli fosse stato possibile avrebbe cercato di comunicare con lei dall’aldila’. Stiamo ancora aspettando tutti!

Savonarola

Monsignor Oscar Romero il vescovo dei poveri

Era il 24 marzo del 1980 e monsignore Salvador Oscar Arnulfo Romero stava celebrando la messa. Fu Ucciso in chiesa, all’altare, in abiti pontificali, mentre pronunciava parole di giustizia e di pace. Da allora monsignor Salvador Oscar Arnulfo Romero  è simbolo del martirio della Chiesa non solo latino-americana e della sua “scelta preferenziale per i poveri”.

Alcuni pensieri di Oscar Romero:

“A cosa servono belle strade e aeroporti, begli edifici di tanti piani, se vengono costruiti con il sangue dei poveri, che non ne beneficeranno?”
“Ateo non è solo il marxismo, ateo pratico è anche il capitalismo. Questo divinizzare il denaro, questo idolatrare il potere, questo porre falsi idoli da sostituire al vero Dio. Viviamo tristemente in una società atea”.

“Bisogna promuovere tutto l’uomo. Cristo si preoccupa di salvare il corpo e l’anima. C’è una spiritualità pericolosa nel nostro tempo che dice alla Chiesa: tu devi predicare solo un mondo spirituale, devi parlare solo di Dio, del regno dei cieli e non ti devi preoccupare della terra. Così stiamo dividendo il Vangelo, Cristo è venuto a salvare gli uomini facendo attenzione anche ai loro corpi. Perciò non ci può essere una dicotomia fra i diritti di Dio e i diritti dell’uomo. Quando parliamo dei diritti dell’uomo, stiamo pensando all’uomo immagine di Dio, stiamo difendendo Dio… E poi bisogna preoccuparsi della promozione dì tutti gli uomini. Ricordiamoci che Naaman veniva da un paese straniero, dalla Siria. La Chiesa sa che questo non è sovversione ma promozione”.

C’è un criterio per sapere se Dio sta vicino o lontano da noi: chiunque si preoccupi dell’affamato, del nudo, del povero, dello scomparso, del torturato, del prigioniero, di tutta questa carne che soffre, ha vicino Dio. “Griderai al Signore e ti ascolterà”. La religione non consiste nel pregare molto. La religione consiste in questa garanzia d’avere Dio vicino perché faccio del bene ai miei fratelli. La garanzia della mia preghiera non è quella di dire molte parole, la garanzia della mia preghiera è molto facile da conoscere: come mi comporto con il povero? Perché Dio sta lì!

Paola

PD: da tempo si assiste ad un atteggiamento poco corretto da parte della maggioranza

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L’assenza irresponsabile dei consiglieri Latini, Falcetelli, Carpera e Luchetti ha fatto mancare il numero legale al sindaco Simoncini, nel consiglio comunale del 23 marzo e la seduta è stata sospesa. Ormai da tempo si assiste a questo atteggiamento poco corretto da parte della maggioranza. Infatti troppo spesso è il Pd che con tutti i suoi cinque consiglieri, assicura il numero legale durante le sedute del Consiglio Comunale.

Troppo spesso il Consiglio comunale inizia oltre la mezz’ora consentita dal regolamento, fatto che da solo già renderebbe non valida la seduta, sempre per l’assenza dei consiglieri di maggioranza che dovrebbero autonomamente garantire il numero legale e la maggioranza per l’approvazione delle delibere. Anche ieri il Consiglio Comunale è iniziato con un ritardo di tre quarti d’ora sempre perché erano assenti i consiglieri di maggioranza. Lo stesso Luchetti, dopo pochi minuti se ne andato e gli altri tre consiglieri (Latini, Falcetelli e Carpera) neanche si sono presentati e il numero dei consiglieri di maggioranza è sceso a 9 quando per il numero legale e per la validità delle deliberazioni ne servono 11. In merito all’ordine del giorno, il gruppo del Pd era prontissimo a portare le integrazioni e le modiche al documento. Modifiche che erano state presentate e discusse durante la conferenza dei capigruppo proprio con l’intento di raggiungere un accordo per un documento che poteva essere votato da tutti.
Purtroppo però anche in quell’occasione non è stato possibile addivenire ad una condivisione sullo svolgimento dei lavori e ad una condivisione del testo da deliberare. La seduta prevedeva l’intervento spot del sindaco, l’intervento del presidente di Apindustria, nonché consigliere comunale di maggioranza Andrea Pesaresi e l’intervento del consigliere Latini, in qualità di rappresentante regionale. Poi alla fine si sarebbe giunti alla discussione di un deliberato che nelle premesse non faceva altro che incensare l’amministrazione comunale per le mirabolanti iniziative svolte in tema di sicurezza del territorio dal 2006 al 2011. Noi non possiamo accettare promesse di quel tipo, ma certamente vogliamo sostenere le iniziative a favore degli alluvionati messe in campo dalla Regione per accelerare le procedure di approvazione della nuova legge urbanistica regionale che contenga una revisione del dettato normativo con regole più rigorose e più rispondenti, in tema di prevenzione, ai cambiamenti climatici ormai in atto.
Vogliamo sollecitare l’amministrazione comunale a procedere con le opere necessarie per la regimazione idraulica, ad avviare i controlli per verificare se le prescrizioni date ai lottizzanti sono state rispettate. Il sindaco Simoncini durante il consiglio di quartire a Campocavallo, facendo una sorta di mea culpa, ha messo in dubbio che le opere prescritte dall’amministrazione, dalla provincia e dall’autorità di bacino siano state realizzate come effettivamentre richiesto. Questo è l’ammissione di una gravissima mancanza in carico all’amministrazione comunale che non effettua controlli sul territorio.
Inoltre l’amministrazione cerca di addossare le responsabilità relative all’incuria dei campi agli agricoltori e ai privati. Noi sosteniamo che non sia sufficiente emanare ordinanze se poi non si controlla se queste vengono osservate. In realtà il documento dell’amministrazione era un elenco di lavori che l’amministrazione dice di aver fatto dopo l’alluvione del 2006. L’elenco non era accompagnato da estremi di documenti che in qualche modo comprovassero la effettiva realizzabilità. Visti i danni arrecati con gli eventi del 2 marzo noi non avremmo di certo approvato un documento dal sapore esclusivamente propagandistico per l’amministrazione che non impegnava in alcun modo l’amministrazione stessa. Se e quando la maggioranza sarà in grado di collaborare con l’opposizione sugli ordini del giorno da discutere in aula, anche questo, il Pd ci sarà, ma nel frattempo Simoncini informi i suoi che facciano altrettanto, pena lo scioglimento del consiglio preventivo. Il sindaco ha gridato contro Pd e Pdl, ma ai suoi cosa avrà detto? Gli ha spiegato come si sta in maggioranza? E’ ormai al terzo mandato in maggioranza, dopo averne fatto uno all’opposizione, non dovrebbe avere problemi a capire come funzionano certi meccanismi.

Partito Democratico Osimo

Una maggioranza litigiosa ed assente: le liste “Simoncini&Latini”

                                 

L’Amministrazione comunale osimana delle liste “Simoncini&Latini” sta dimostrato tutta la sua inadeguatezza. Al di là dei tanti proclami,  litigi e dissapori interni,  le liste “Simoncini&Latini” stanno  di fatto bloccando  la città. Tutto questo è emerso di nuovo nell’ultimo Consiglio Comunale di oggi, dove il Sindaco è stato abbandonato dalla sua maggioranza che ha disertato il civico consesso.  
Troppo facile per il Sindaco prendersela con le minoranze. Perchè tace sulle assenze ingiustificate fra le poltrone della maggioranza ? 
Noi del Partito Democratico, responsabilmente come sempre,  c’eravamo tutti in Consiglio ed eravamo pronti e preparati a confrontarci su tutti i punti in discussione.
Avevamo preparato emendamenti migliorativi alla bozza di O.d.g. in discussione, volevamo parlare dell’emergenza, del sostegno economico che la Regione ha attivato e delle proposte che intende attivare per aiutare nell’immediato chi è stato colpito dalla nuova alluvione.
Volevamo fare nostre le proposte e le iniziative avanzate dalle categorie economiche nei vari tavoli ed incontri svoltisi in questi giorni. a cui NOI ABBIAMO PARTECIPATO.
Volevamo parlare della fragilità del nostro territorio oramai costantemente colpito da eventi alluvionali.
Volevamo portare la discussione anche  sulle cause  e sulle responsabilità di quanto sta accadendo e sollecitare la  necessità urgente di opere di prevenzione, prima che arrivi altra pioggia.
Ma con chi avremmo dovuto confrontarci, con le poltrone vuote della maggioranza ? Con chi nella maggioranza ha preferito starsene a casa ?

Abbiamo visto pochi giorni fa quale rispetto istituzionale questa maggioranza   ha riservato alle minoranze. In occasione dell’ultima  riunione  consiliare volevamo dare una chiave di lettura alla scelta di votare negativamente al Bilancio di previsione 2011 del Comune di Osimo. Ci è stata negata la discussione, la possibilità di motivare in modo approfondito il nostro deciso voto contrario.  Non era mai accaduta un fatto del genere.
Le liste “Simoncini&Latini” mostrano oltre la loro solita arroganza, tutta la loro debolezza. Questo il comunicato stampa emesso dal  gruppo consiliare PD Osimo

La maggioranza non c’è più
Che l’amministrazione Simoncini versasse in acque poco tranquille lo si era capito da un po’; già avevamo messo in evidenza i problemi verificatisi durante la votazione del bilancio 2011.
Ma oggi, nella seduta del 23-3 si è verificato l’impossibile, ossia la verifica del mancato numero legale in aula.
Durante la relazione sul punto all’odg sull’alluvione la capogruppo Pd Paola Andreoni ha chiesto la verifica del numero legale dopo che i consiglieri di minoranza (Andreoni, Bernardini, Cardinali, Pugnaloni, Severini, Pirani) hanno staccato il bedge e si sono allontanati dall’emiciclo.
Dopo l’appello, il segretario ha dovuto constatare che il numero di nove consiglieri di maggioranza non era sufficiente per proseguire la seduta ed il presidente ha dovuto proclamare che la seduta era sciolta.
Era previsto anche l’intervento del consigliere Latini, che però sarebbe arrivato nel tardo pomeriggio per fare i suoi bei proclami ed andarsene come spessissimo fa.
Povero sindaco: ha inveito contro le minoranze, ma in realtà il suo sfogo non era altro che la rabbia per una durissima sconfitta in aula da parte della sua stessa maggioranza, neanche capace di garantire il numero minimo allo svolgimento dei lavori e alla votazione delle delibere.
Qualche giorno fa il sindaco parlava di gufi e ci chiedevamo da quale parte dei banchi girassero. Ora lo abbiamo capito.

Gruppo consiliare PD Osimo

Aula n° 6 Tribunale di Milano: l’IMPUTATO BERLUSCONI è assente

In compenso ci sono i suoi fans.

Il NUCLEARE: non ne abbiamo bisogno

 

Storie di CANI

       Non si conoscono  i loro nomi, ma i volontari che li hanno raccolti nelle boscaie dellìappennino tosco emilianom li hanno subito ribattezzati Giulietta e Romeo. Lui è un giovane e tranquillo meticcio dagli occhi malinconici. Lei, tre anni all’incirca, vivace ed affettuosa, scodinzola felice, dopo il lieto fine della brutta avventura che l’ha vista protagonista. I volontari del canile  l’hanno trovata in un bosco, legata ad una lunga e pesante catena che si era irrimediabilmente attorcigliata attorno ad un ramo. Era lì già da alcuni giorni e sarebbe certamente morta di fame se qualcuno non avesse dato l’allarme. Grazie a Romeo, che non l’ha mai abbandonata e che, abbaiando sino allo sfinimento, è riuscito ad attirare l’attenzione di un residente, che ha dato l’allarme. A quel punto i volontari si sono attivati, mettendosi alla ricerca della cagnolina. Ma in quella zona impervia  non avrebbero avuto speranze di rintracciarla se, ancora una volta, non fosse intervenuto Romeo, andando di fatto a prenderli. Giulietta e Romeo ora stanno bene. Lui è ancora un po’ provato, ma lei, emblema della felicità a 4 zampe, non ne vuole sapere di lasciarlo solo per un attimo. Non conosciamo il passato che li ha uniti ma il loro presente è una bella lezione per tutti.

Savonarola

Il PD “boccia” il Bilancio di Previsione 2011 del Comune di Osimo

 Il Bilancio è il principale atto politico annuale: il Bilancio di previsione, detta l’agenda dell’amministrazione per l’intero anno a venire. Al di là dei tanti proclami di “svolte epocali” annunciati dal Sindaco e dai consiglieri di maggioranza, dal Bilancio di prev. 2011, emerge chiaramente la linea politica di “Simoncini&Latini”: la continuità degli aumenti delle tasse e delle tariffe fatte pagare alle famiglie ed alle imprese osimane.
Un Bilancio che non tiene minimamente conto delle reali  condizioni economico-sociali della nostra comunità.
Un Bilancio che non realizza le scelte fondamentali del programma di mandato con il quale questa Amministrazione si era presentata agli osimani e che lascia insoluti i problemi della città.
Se è pur vero che la programmazione del bilancio 2011 e  molti tagli che oggi l’Amministrazione comunale ha dovuto affrontare  sono la diretta conseguenza delle scelte del Governo Berlusconi e della  situazione economica e finanziaria del nostro Paese, il criterio nell’affrontare i tagli doveva andare nel senso di tutelare le fasce più deboli dei cittadini,  colpite dagli effetti della crisi. Inoltre rimangono sacche di spese non condivisibili come non c’è un’azione di “rimotivazione” di tutti i dipendenti comunali che sono spesso persone competenti e di esperienza.
Nella situazione di crisi e di disagio in cui anche la nostra comunità  cittadina fa quotidianamente i conti, credo di trovare condivisione se si afferma che l’attenzione da porre al sociale doveva essere prioritaria.
Non mi sembra però che il bilancio dell’Amministrazione comunale osimana  risponda a questa esigenza.
Il Bilancio 2011 si caratterizza per una forte peso dell’imposizione fiscale determinata da:
1 – un’alta aliquota dell’Addizionale Irpef corrispondente a 0,8% con soglia di esenzione per i redditi fino a 10.000,00 €; ( aliquota che nel 2007 le Liste “Simoncini&Latini” raddoppiò passando dallo 0,4 all’attuale 0,8% ). Ecco il raffronto con le aliquote e le soglie di esenzione degli altri comuni:

comuni aliquota applicata esenzione / agevolazione
Fabriano 0,80 /°° esenzione 12.000 €
Jesi 0,50 /°° esenzione 12.000 €
Senigallia 0,40 /°° esenzione 12.000 €
Castelfidardo 0,47 /°° esenzione 12.000 €
Chiaravalle 0,50 /°° esenzione 12.000 €
Secondo i dati del Ministero, a Osimo:

 

Nel Bilancio 2011 sono previste entrate relative all’Addizionale Irpef,  a mio avviso, fortemente sottostimate.  Infatti il  Comune non ha preso, come base di calcolo per il gettito 2011, gli ultimi dati già pubblicati ufficialmente dal Ministero delle Finanze (relativi al 2007 e 2008), ma i redditi imponibili del 2006. Ciò ha determinato una previsione di entrate di molto inferiore a quella che sarà la reale entrata. Questa eccessiva e ingiustificata prudenza si traduce in meno risorse disponibili per l’amministrazione che, ad esempio, potevano essere da subito  utilizzate per aumentare la soglia di esenzione fino a 12.000 € di reddito. Un aiuto più incisivo per  quelle famiglie che si trovano maggiormente in difficoltà.
Perché questa sottostima del gettito ?
A mio parere  per due motivi:
a) vantare il prossimo anno un avanzo di amministrazione;
b) disporre delle maggiori   risorse per spenderle liberamente.
Ciò che dico trova conferma nella dichiarazione del sindaco Simoncini che ha già annunciato l’avanzo di amministrazione del 2010. Tradotto significa che l’amministrazione chiede più soldi ai cittadini di quelli che necessitano per l’attività amministrativa e per i servizi offerti, tanto da ottenere avanzi. E per un amministratore del “bene pubblico” ( i soldi dei cittadini) avere un avanzo non è segnale di virtuosità.
Perché chiedere ai cittadini tanti sacrifici, con  un’imposizione tributaria che non trova paragoni in altri comuni a noi limitrofi, se poi si racconta con estrema superficialità e vanto di prevedere avanzi di amministrazione?

2 – Aumento anche nel 2011 della tariffa sui rifiuti.
La spesa passa da 5.633.133 € del 2010 a 5.980.180 € del 2011. Aumento di 347.047 € che corrisponde al 6,16% rispetto al 2010.
Lo scorso anno era gravato il peso dell’incremento del 16 %. Ecco alcuni esempi di come inciderà l’aumento soprattutto a carico delle persone che vivono sole.
1 componente che risiede su un’abitazione di 75 mq   pagherà in più, rispetto allo scorso anno, un 2,47%; su 100 mq  pagherà in più un 3,20%.
Un aumento che non risparmierà neanche le imprese osimane a cui l’amministrazione ha promesso sulla carta aiuti ed attenzioni, ma nella realtà dei fatti, a partire dal  1° gennaio 2011, richiederà ulteriori aumenti per l’igiene urbana.

3 – Incremento  –  Tariffe servizi a domanda individuale
Da anni le tariffe dei servizi a domanda individuale vengono incrementate per l’adeguamento all’Istat. Anche quest’anno subiranno l’incremento:

– le mense scolastiche,  la cui tariffa, faccio notare, qui ad Osimo non è  neanche modulata sulla base della situazione economica del nucleo familiare, utile strumento per aiutare le famiglie osimane in difficoltà che spesso sono costrette a rinunciare a questo utili servizio. Inoltre, la percentuale di copertura a carico delle famiglie aumenta di un 2,21%.

– gli asili nido. L’asilo nido Cullaverde cesserà la gestione comunale e passerà all’Asso; le tariffe per i nuovi iscritti sono destinate a uniformarsi a quelle dell’asilo Nido Oasi già gestito dalla partecipata Asso srl con un sostanzioso aumento a carico delle famiglie.
Ad esempio, nella fascia oraria di frequenza 7.30-13.00 il costo per  l’asilo nido comunaleCullaverde e Collefiorito  è di 265,18 € tutto compreso, mentre il costo per l’asilo Oasi dei bimbi gestito dall’asso è di 324 € considerando 20 pasti.
La scelta dell’amministrazione comunale di ridurre gli asili nido comunali graverà ulteriormente sulle famiglie viste le tariffe più alte applicate dall’Asso srl.

Il trasporto scolastico, le colonie estive; il doposcuola di San Biagio; l’Assistenza domiciliare anziani ( 2,99%); i Centri aquilone; le Palestre scolastiche; il Centro diurno per disabili Fontemagna.

————————-Alcuni tagli dell’amministrazione

Tagli drastici sono stati operati alle risorse destinate ai settori della cultura, dello sport, del tempo libero e del turismo.  I grandi propositi delle politiche per i giovani  o l’attenzione alla “ vocazione turistica per Osimo“ più volte annunciate e affermate che fine hanno fatto ? Scomparse.

– Fondo garanzia a Famiglie
Scompare nel 2011. Lo scorso anno era di 25.000 €

– Prestazioni di servizio e Trasferimenti

  Tagli amm. comunale 2010 2011
Banda cittadina – 10.400   13.000 2.600
Contributia enti e associazioni morali di interesse sociale – 25.000   35.000 10.000
Fondo sostegno associazioni ecc. per  attività sociali -15.000     15.000 0,00
Contributi straordinari nel settore sportivo – 59.000   59.000 0,00
Contributi ordinari per manifestazioni e attività sportive – 20.000 20.000 0,00
Contributi per manifestazione natale – 30.000 30.000 0,00
Contributi straordinari a enti e associazioni -104.265 104.265 0,00
       
Attività e manifestazioni culturali e artistiche – 33.340 38.000 4.660
Iniziative per natale – 10.000 10.000 0,00
Organizzazione mostre diverse – 25.000 25.000 0,00
Turismo servizi div. – 18.600 20.000 1.400
Attività diverse sett. sportivo – 9.400 10.400 1.000

 

————————-INVESTIMENTI

ENTRATE DERIVANTI DA ALIENAZIONI; TRASFERIMENTI DI CAPITALE

Alienazioni aumentano di 893.504,00 € rispetto al 2010 e ammontano per il 2011 a 2.350.000,00 €;
E’ diventata una delle maggiore fonti di finanziamento, condizionata però dalla realizzabilità dell’incasso.

Indebitamento
Ammonta nel 2011 a 27.575.940,00 € . Questo bilancio aggrava l’indebitamento.  La situazione debitoria del nostro comune è questa: ogni osimano sta ereditando dall’amministrazione delle liste “Simoncini&Latini” un debito pro-capite di € 848,00.
Il costo per il rimborso ammonta a 3.725.083,00 € di cui interessi 1.330.533,00 € e quota capitale 2.394.550,00 €.
Nel 2012 è prevista l’anticipazione dell’estinzione di un mutuo  contratto per l’aumento di capitale sociale dell’ASTEA
Nel 2011 è prevista l’accensione di nuovi mutui per 1.331.400,00 €

Gli oneri di urbanizzazione (contributi permesso a costruire )
Stanno diminuendo ( rispetto al 2008 si registra un calo del 45,9%) perché in parte risentono della congiuntura economica . Per il 2011 sono previsti in entrata 1.519.000 € di cui 134.400 € derivanti dal piano casa .
Il 42,6% sono destinati alle spese correnti per la manutenzione ordinaria del patrimonio comunale.
La parte restante che ammonta a 737.000,00 € per gli investimenti.

EDILIZIA SCOLASTICA
Dallo studio effettuato dall’amministrazione comunale ai fine della pianificazione scolastica emerge quanto segue:
Per le Scuole dell’Infanzia da oggi al 2012 occorrerebbero 7 sezioni in più tutto ciò senza usufruire della deroga prevista dal D.M. ’75 al punto 5.7, per un totale di 195 unità in più.
L’edilizia attuale non è in grado di sopperire  a tale necessità. E’ sottodimensionata.
Alcune sezioni dell’Infanzia sono ospitate presso le sedi della scuola primaria; ci riferiamo al caso di San Biagio e Abbadia. San Sabino merita una riflessione a parte poiché risulta sottodimensionata rispetto alla domanda delle famiglie.
Ma analizziamo nello specifico:

Casenuove, San Paterniano e Villa Inizio 2012 sottodimensionata 2/3Previsto adeguamento sismico con mutui nel 2011
Passatempo Inizio 2012 sottodimensionata 2/3
Campocavallo Inizio 2012 sottodimensionata 3/5Previsto ampliamento nel 2011 con alienazioni
San Biagio, Aspio e Santo Stefano Inizio 2012 sottodimensionata 4/5Previsto adeguamento nel 2011
Osimo stazione e Abbadia Inizio 2011 sottodimensionata 5/6
Centro UrbanoGirotondo, Fagioli e M. Gallo Inizio 2011 sottodimensionata 10/11
Centro storicoBorgo, San Giuseppe e Foro Boario Inizio 2011 sottodimensionata 7/6
San Sabino adeguata  
Padiglione adeguata  

 Le scuole Primarie

Casenuove, San Paterniano e Villa adeguata Previsto nel 2010 nuovo edificio;Previsto nel 2011 adeguamento antincendio.
Passatempo adeguata  
Campocavallo Inizio 2013 sottodimensionata Previsto aumento di 84  unità nell’arco di sei anni
San Biagio, Aspio e Santo Stefano Inizio 2012 sottodimensionata 8/10 sezioni
Osimo stazione e Abbadia Adeguata  
Centro UrbanoM. Russo e F. Fagioli adeguato  
Centro storicoBorgo, e Bruno da Osimo adeguata Previsto nel 2011 adeguamento antisismico della Bruno
Padiglione adeguata  

 Scuole secondarie

Passatempo adeguata Non più di 100 persone per norme di prevenzione incendi  per l’edilizia scolastica
Osimo Stazione-Abbadia adeguata  
Centro urbano Non suff. se superiore a 250 alunni  

Le criticità sono dovute all’espansione urbanistica e demografica.  E’ quanto riportato dallo stesso studio. Ed è anche quanto da anni noi sosteniamo: l’amministrazione rispetto allo sviluppo urbanistico non ha adeguatamente programmato lo sviluppo dei servizi scolastici.

Tra l’altro non ci convince il fatto che nel piano delle alienazioni allegato al bilancio sia riportato al punto 3 quanto di seguito indicato: “ Di disporre di alienare il plesso scolastico “Bruno da Osimo”, inserito nel piano delle alienazioni immobiliari approvato con atto deliberativo C.C. n° 118 del 30/12/2008, anche per lotti, mantenendo l’efficacia di quanto deliberato, dando la priorità alla porzione di edificio scolastico costituito da struttura in calcestruzzo armato e sempre nel rispetto di quanto previsto al punto 4 del dispositivo dell’atto sopra citato e cioè di vincolare la cessione dell’immobile al momento in cui ne sia venuta a cessare la strumentalità all’esercizio delle funzioni istituzionali”.

Questo non ci sembra coerente con la volontà che l’amministrazione dice di perseguire  (anche se inserisce nel piano delle opere più di un milione di euro per l’adeguamento sismico della Bruno da Osimo) e cioè di mantenere  la “Bruno da Osimo” al centro.

Strada di Bordo. I finanziamenti della strada di Bordo sono rinviati al 2013. Infatti le difficoltà della congiuntura economica non permettono la sua realizzazione che dovrebbe essere finanziata con oneri di urbanizzazione. I problemi della viabilità rimangono ancora tutti aperti e da risolvere.

Parcheggio del campetto dei frati. Al di là dei convegni per  illustrare faraonici progetti che in un solo colpo dovrebbero risolvere il problema dei parcheggi, del cinema e delle sedi per i giovani, nel bilancio è prevista la realizzazione di un parcheggio al campetto dei frati con l’intervento di un privato per 5.500.000 €.

Riqualificazione Urbana. I tanti articoli di giornale dei mesi passati con i quali si prospettavano interventi di riqualificazione urbana per il  centro storico non trovano impegni concreti nel bilancio. Niente piazze da abbellire per il centro storico, niente edifici da far rinascere, niente aiuti per migliorare la qualità della vita delle frazioni. Nella relazione al bilancio si parla di realizzazione di un nuovo punto per i giovani presso il mercato coperto per il quale però non sono previste forme di finanziamento.

In conclusione: È un bilancio che il Partito Democratico boccia  senza mezzi termini. E’ un Bilancio che per  la sottostima di alcune voci di entrata e l’alta imposizione fiscale e tributaria, non accompagnata da una adeguata politica per ammortizzare il caro vita (esenzioni allargate a fasce di reddito basse fino a 12.000 €, modulazione delle tariffe dei servizi in base alle fasce di reddito) non risponde alla situazione di difficoltà  delle famiglie e dei cittadini determinata dalla difficile situazione economica del Paese e non è di aiuto alle imprese ed alle attività economiche presenti in città nel difficile compito della ripresa.

L’aumento delle tariffe ( se pur legate agli aumenti Istat del costo della vita) in un momento difficile come questo è un dato da non sottovalutare: il singolo aggravio può sembrare minimo, ma la somma spesso è ben più pesante.
Si rileva  l’assenza di risposte concrete ai bisogni dei cittadini, non ci sono iniziative concrete a sostegno dell’economia ( se non aleatori intendimenti),  nulla per le famiglie e non sono previsti interventi o esenzioni tariffarie per coloro che sono stati colpiti dalla disoccupazione.
Per quanto riguarda il piano annuale e triennale delle opere pubbliche, non possiamo che esprimere un giudizio negativo  ad un documento che rileva una scarsità di idee e scelte che non sono frutto neanche  di un confronto nemmeno nella stessa maggioranza come è emerso nella discussione consiliare.
Gli investimenti previsti sono slittati nel tempo e sono per la maggior parte affidati alla vendita  degli immobili e dunque condizionati dalla   effettiva realizzazione della copertura finanziaria.
Un bilancio che non rappresenta assolutamente un’inversione di tendenza e che non è utile per la nostra comunità.
Un Bilancio che manifesta la distanza tra le tante intenzioni diffusamente e pomposamente prospettate alla città  e la insussistenza e la genericità delle proposte operative per la loro realizzazione.
Osimo ha bisogno di una politica “significante” che dia risposte alle minori entrate ed ai tagli, intervenendo drasticamente sugli “sprechi”e con azioni concrete per la tutela dei lavoratori e delle famiglie, di chi soffre ed è  in difficoltà.

    Paola Andreoni
capogruppo PD Osimo

Caritas Osimo-Ancona: rapporto sul disagio sociale

Ricevo da Carlo Giuliani  l’invito a  partecipare al convegno promosso
dalla Caritas Diocesana Ancona-Osimo

Quali sono le problematiche di chi oggi “non sbarca il lunario?”
Quali le conseguenze della crisi sociale in atto?
Quali le “povertà emergenti” del nostro territorio?
Una risposta a questi interrogativi puoi averla al convegno di:

Sabato 19 marzo – OSIMO –

 Sala Chiosco Convento San Francesco – ore 18,00

 
“Rapporto sul disagio sociale”