Il lavoro deve tornare ad essere fondamento della nostra convivenza sociale

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro

Così scrissero i padri costituenti.  Oggi invece il lavoro:
• È svalutato dall’economia, che produce disoccupati o lavoratori precari;
• È emarginato dalla società che privilegia la furbizia e chi riesce ad avere successo e da vivere senza passare per la strada del scarificio e dell’impegno quotidiano e del merito; 
• È trascurato dalla politica del governo, che non affronta i problemi.
Nel nostro Paese sono più di due milioni, il 21,2% tra i 15 e i 29 anni nel 2009, coloro che non sono più inseriti in un percorso scolastico-formativo, e neppure impegnati in attività lavorativa.
In definitiva il prezzo della crisi è pagato solo dal lavoro.

Bisogna invertire la tendenza ed è questo il tempo e il senso del  1° maggio 2011, sia un’occasione di impegno per
• riaffermare il valore economico, sociale, politico e morale del lavoro;
• promuovere l’unità del mondo del lavoro;
• potenziare i servizi pubblici per il sostegno alla famiglia, che consentano di conciliare lavoro e maternità;
Il lavoro deve tornare ad essere fondamento della nostra convivenza sociale.

Paola

Quando uno se le va in cerca: le sparate di Giovanardi

Bella la pensata della compagnia low cost easyJet. Con una campagna che fa il verso all’ultima infelice uscita del sottosegretario sulla pubblicità dell’Ikea, aperta a tutte le famiglie.
La compagnia aerea ha deciso di farsi beffa di Carlo Giovanardi e della sua ultima infelice uscita sulla pubblicità dell’Ikea.

Nei giorni scorsi il sottosegretario, con delega alla famiglia, aveva additato come “contro la Costituzione” lo slogan “siamo aperti a tutte le famiglie”. Scritta che campeggiava sopra l’immagine di una coppia di uomini mano nella mano a fianco dell’inconfondibile borsone giallo che si usa per fare spesa da Ikea.

Diversa è l’immagine utilizzata da easyJet: un ritratto di famiglia i cui componenti sono delle pinne di plastica rigorosamente arancione, il colore della compagnia a basso costo. Su ognuna la scritta di una località balneare raggiungibile in aereo, come Maiorca, Atene e Malta. Ma il colpo di pinna arriva nello slogan: “Speriamo che questa famiglia piaccia a Giovanardi“.

 

Savonarola

Questo è il nostro governo ?

Quiz: quale tra queste due pagine è finta?

 

Risposta: nessuna delle due.

Savonarola

RENDICONTO della GESTIONE 2010 del Comune di Osimo: è una gestione negativa, frutto di una maggioranza politica – quella delle Liste Simoncini&Latini – non all’altezza delle sfide che una città ormai di 35.000 abitanti presenta e deve saper affrontare.

L’anno 2010 va ricordato come l’anno in cui l’amministrazione SImoncini&Latini,  ha lamentato come gli eccessivi vincoli imposti dal patto di stabilità  limitavano le spese soprattutto quelle d’investimento. I cittadini osimani ricorderanno il volantino di Simoncini che emblematicamente utilizzava la vignetta del cappio al collo.
Data la situazione di ristrettezze economiche le tariffe dei servizi furono tutte ritoccate in aumento: un esempio per tutte la tariffa igiene urbana che subì nel 2010 un aumento medio del 16%.
La pressione tributaria sui cittadini osimani si manteneva molto alta anche in considerazione dell’applicazione dell’aliquota dell’irpef fissata al massimo possibile l’ 0,8%.
Data la situazione, il bilancio del 2010, a detta dell’amministrazione, si sarebbe caratterizzato per due aspetti: gli investimenti nel campo dell’edilizia scolastica e gli impegni nel settore sociale.
In fase di chiusura dell’anno  con il rendiconto 2010 l’amministrazione ci fa sapere che il bilancio 2010 si chiude con un avanzo imputando tale risultato ad una certa virtuosità da parte dell’amministrazione stessa.
Ma la situazione non è proprio così. La domanda naturale che ogni cittadino può fare è: se si registra a fine anno un avanzo, perché i costi dei servizi sono stati aumentati? Perché l’amministrazione Simoncini&Latini ha sottratto risorse ai cittadini osimani superiori a quelle effettivamente necessarie per l’attività amministrativa? Perché continua ad applicare un’aliquota troppo alta di irpef?
La risposta è sempre la stessa: sbandierare un avanzo per dimostrare che l’amministrazione è stata brava, ha fatto economie e ora si ritrova con un avanzo di 2.732.514 di euro.
Ma l’avanzo va analizzato e ben ponderato.
Va detto che dei 2.732.514 di euro, 1.047.866 €, corrispondenti al 38,34%, sono vincolati; i fondi liberi (non vincolati) che l’amministrazione può utilizzare ammontano a 1.684.628 €.
Quali sono le risorse non utilizzate nel 2010 (l’avanzo di competenza)?
159.535 €  da spesa corrente congelata (spese previste ma non fatte
534.067 €  da un “fondo accantonamento patto di stabilità”
195.476 € da maggiori entrate di natura corrente che non sono state oggetto di variazioni di bilancio perché accertate dopo il 30 novembre.
Da altre voci derivanti da economie di spesa su impegni di natura corrente.
A determinare l’avanzo di amministrazione (2.732.514 di euro) concorre anche l’avanzo del 2009 (1.308.270 €) che seppur realizzato non è stato applicato perché in parte vincolato a tutela di crediti di dubbia esigibilità e in parte da  somme non compatibili con l’obiettivo del patto di stabilità.
In conclusione l’avanzo del 2010 per la maggior parte deriva da iniziative intraprese per garantire il rispetto del patto di stabilità, per cautelarsi di fronte al rischio di non rispettare l’obiettivo del patto di stabilità.
 
Un avanzo così alto mal si concilia con le lagnanze dell’amministrazione per la mancanza di risorse e con gli aumenti del costo dei servizi.
L’ avanzo così alto che si configura come risparmio pubblico significa eccedenza di risorse sottratte ai contribuenti  e agli utenti, rispetto alle previsioni di spesa per i sevizi da erogare.
 Ma l’analisi del rendiconto richiede una valutazione in termini di efficacia ed efficienza dell’azione della pubblica amministrazione cioè se gli obiettivi programmati sono stati raggiunti e quale è il rapporto costi benefici.
Rispetto agli obiettivi di mandato elettorale almeno tre punti programmatici sono ancora al palo; il riferimento è:
Questione viabilità – il progetto strada di bordo si è fermato al centro commerciale Le Coccinelle infatti il tratto di strada realizzato è funzionale ad esso. Nel rendiconto è evidente come scompare l’acquisto aree per completamento strada di bordo.
Questione edilizia scolastica – su questo versante non è ancora chiaro il programma dell’amministrazione che si trova a spendere, sempre nel 2010, quasi 150.000 € per il progetto scolastico di via Vescovara che non si è capito bene se prenderà avvio. Rimane il fatto che alcuni gradi di scuola non hanno ancora una sede definitiva e dentro gli stessi edifici scolastici sono presenti sezioni di scuole di grado diverso appartenenti a istituti comprensivi diversi. Un vero minestrone. L’amministrazione è costretta a modificare il programma di edilizia sia per mancanza di interesse da parte delle imprese sia perché, ancora una volta, i cittadini osimani con la seconda raccolta di firme hanno con forza fatto capire all’amministrazione che la scuola del centro non poteva essere sostituita da una nuova scuola periferica. E l’amministrazione ha dovuto fare marcia indietro con qualche mal di pancia da parte di alcuni esponenti della maggioranza
E che fine ha fatto la promessa elettorale del Campus di via Chiaravallese?
Questione regimazione idraulica. L’alluvione ultima ha dimostrato tutto l’immobilismo di questa amministrazione che non ha fatto le opere necessarie per adeguare il sistema fognario allo sviluppo edilizio della città. A pagarne le spese sono soprattutto i cittadini di Campocavallo che subiscono allagamenti determinati dalla mancanza di adeguate opere a monte della frazione.
 La nostra città subisce un fermo dal punto di vista delle opere pubbliche. Oggi non si può più contare come in passato sugli oneri di urbanizzazione, nel 2010 è evidente la diminuzione di questa entrata rispetto agli anni precedenti. Lo dimostra il fatto che dal punto di vista edilizio il  territorio è già saturo.
L’assunzione dei mutui seppur possibile dal punto di vista teorico non lo è dal punto di vista pratico perché il bilancio è ingessato dalle spese fisse e non consente spazi di manovra. Ciò è dimostrato dal fatto che gli investimenti previsti all’inizio del 2010 e finanziati con i mutui ammontavano a 1.131.400 € somma poi scesa a 200.000 €.
L’unica risorsa possibile per l’amministrazione deriva dalla vendita del patrimonio immobiliare. Risorsa che, rispetto alla previsionedel 2010, è stata di molto inferiore. Ma questa lo si sapeva. Non si può infatti pensare che tutti gli immobili resi patrimonio disponibile per l’alienazione potessero essere venduti tutti  durante il 2010. Il rendiconto conferma infatti quanto appena detto e le opere d’investimento previste con questa forma di finanziamento sono rimaste in sospeso.
Investimenti
Quali economie, minori spese, nelle spese in conto capitale?
Scuola media
Ripristino condizione sicurezza vulnerabilità sismica elementi non strutturali economia di 537.000 €
Scuola primaria
Ripristino condizione sicurezza vulnerabilità sismica elementi non strutturali economia di 108.000 €
Scuola dell’infanzia
Ripristino condizione sicurezza vulnerabilità sismica elementi non strutturali economia di 150.756 €
Maggiori spese
Progettualità campus Vescovara  148.880 €
 
Il giudizio del Partito Democratico, quindi, non può che essere  NEGATIVO, e non per partito preso, ma a seguito  delle suddette valutazioni, nell’unico interesse della collettività osimana.
 
    Paola Andreoni
capogruppo PD Osimo

L’infiltrato

Io vorrei semplicemente far miei gli ideali di un interesse non personale. Vorrei che la gente si fermasse un attimo e riflettesse su cio’ che sta accadendo, burattini manovrati dalle solite mani, dalle solite fila, sempre le maschere di sempre, che entrano in gioco in un determinato momento e poi spariscono nei loro affari. Noi dobbiamo imparare a pensare, per non farci fregare, perche’ il movimento del popolo siamo noi tutti, non solo un elite da preservare. Basta clientelismo e corruzione, basta affidare il nostro futuro a chi concepisce le nostre vite come macchine per far soldi. Si sta alzando un vento nuovo, cerchiamo tutti insieme di soffiare a suo favore affinche’ la politica del non fare, possa essere, finalmente spazzata via. Perche’ come scrisse Enrico Berlinguer  ” Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’e’ scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia “.

L’infiltrato

Il circo ha davvero bisogno di esibire gli animali?

  La presenza in questi giorni di un circo nel nostro territorio  ripropone ancora una volta questo interrogativo. È  necessaria la partecipazione degli animali nei circhi per fare spettacolo e dare divertimento?
Penso di no,  condivido le proteste dei tanti cittadini, che vorrebbero che si negasse il permesso al circo con animali di stanziare sul suolo comunale per i loro spettacoli.

Ritengo che la detenzione degli animali in anguste gabbie,  la costrizione a compiere esercizi contrari alla loro natura contrasti con i loro diritti fondamentali e con la sensibilità sempre più diffusa che chiede rispetto per ogni essere vivente.
Amo il circo e sono affascinata e apprezzo notevolmente l’impegno di questa gente e la loro vita di sacrifici, credo che togliere dallo spettacolo l’esibizione di animali non danneggi l’attività circense, ma anzi ne valorizzi i contenuti artistici.
Sono convinta che il circo possa e debba vivere basandosi sul lavoro umano e non sullo sfruttamento di qualsiasi animale imprigionato e costretto a esibizioni innaturali.

 W il circo ma senza gli animali.

   Paola Andreoni
capogruppo PD Osimo

Roberto Re ci ha lasciato.

Si svolgerà martedì 3 maggio alle ore 15,30 la cerimonia funebre del partigiano Roberto Re.
Roberto Re è stata una figura leggendaria della Resistenza osimana, classe 1926 ha assistito in prima persona e con impegno personale  alle vicende storiche nazionali ed osimane.  Ho letto  che aveva contribuito a liberare Osimo dal fascismo e dall’oppressione bellica tedesca costituendo una cellula cittadina di resistenza partigiana. Non era così scontato a quei tempi  essere insofferenti al regime e all’autorità fascista.
Dopo la guerra, continuò a credere nelle idee per cui si era battuto, sempre in prima linea e senza risparmio di energie  e  scopro solo oggi dal sito dell’Anpi Osimo che è stato anche Consigliere  Comunale.
Ho conosciuto Roberto alle prime riunioni per la campagna elettorale di Gigi Giacco sindaco. Tutta la coalizione del centro sinistra era solita riunirsi nella sede della “Casa del Popolo” di via Cialdini e  Roberto provvedeva ad aprire la sede e sempre con la solita cortesia e silenziosa presenza ascoltava i  nostri lunghi confronti.

Lo ricordo poi nella mia campagna elettorale sempre disponibile a tenere aperto il tavolino in piazza, premuroso  e sempre pronto a dare parole e a volte solo “occhiate “ di incoraggiamento anche quando le cose non andavano come noi speravamo
Il suo insegnamento è destinato a rimanere vivo nel ricordo di quelli che lo hanno conosciuto e che hanno condiviso con lui affetti, ricordi, emozioni. In questi tempi confusi, nei quali le idee e le ideologie cedono il passo a intrighi di potere non meglio definiti né definibili, il ricordo di persone che hanno dedicato l’intera esistenza all’impegno sociale continuo e costante, senza ricercare alcuna gloria personale, deve essere un esempio per tutti, a prescindere dal credo politico di ciascuno.
Grazie Roberto, esempio di condivisione, fratellanza e semplicità .  Il tuo esempio di  impegno civile e la tua passione militante  non sarà dimenticato.
A titolo personale, a nome dei tanti giovani militanti del PD che hai incontrato e che nulla sapevano della tua storia,   voglio esprimere tutta la mia solidarietà e vicinanza, ai familiari  tutti, ai compagni e alle compagne dell’ANPI Osimo e a tutti quelli che ti hanno voluto bene.
Ciao Roberto, se oggi un partigiano è morto, con il tuo esempio ne  nasceranno altri cento.

Paola