Carta di identità: dal 14 maggio qualcosa è cambiato

La carta di identità è un documento personale di riconoscimento a cui può essere attribuito validità per l’espatrio. Dal 14 maggio 2011, non è più subordinata all’età del richiedente. La carta di identità ha una validità di: tre anni per i minori di anni 3, cinque anni per i minori di età compresa tra 3 anni e diciotto, 10 anni  per i maggiorenni.
Per i maggiorenni: la carta d’identità è valida per l’espatrio, purché gli stessi dichiarino di non trovarsi nelle stesse particolari condizioni che, per legge, impediscono il rilascio del passaporto.
Per i minorenni (dai 14 ai 18 anni) la carta d’identità può essere resa valida per l’espatrio con apposita istanza di entrambi i genitori o del tutore o nulla osta del giudice tutelare.
Per i minori di 14 anni: necessita apposita istanza di entrambi i genitori o del tutore o nulla osta del giudice tutelare. La carta d’identità è valida all’espatrio se il minore viene accompagnato da almeno un genitore. In questo caso è consigliato munirsi di un certificato di nascita con paternità e maternità. Nel caso in cui il minore viaggi con una terza persona è necessario l’assenso di entrambi i genitori o del tutore o nulla osta del giudice tutelare, convalidato dalla Questura.

Benvenuto vento del cambiamento

E’ un ciclone. Non è solo un vento di cambiamento, semmai un uragano di buona politica. Milano, Napoli, Cagliari, Trieste e tante, davvero tante, altre realtà d’Italia sono gli emblemi di un Paese che ha già voltato pagina, che vuole cambiare e guardare al futuro, che non si fa più ingannare dalla vecchia politica e dai venditori di tappeti che in questi giorni hanno trattato i cittadini come perfetti stupidi. Come se fosse possibile comprarsi qualsiasi cosa, un voto quanto la dignità.
C’è un’Italia migliore. Quella che non ha mai avuto paura, che non ha mai smesso di sperare e di lottare, che non si è lasciata andare a facile promesse o all’estremismo di una campagna elettorale condotta in maniera irresponsabile da Berlusconi e da molti suoi sodali.
 E’ l’Italia più bella, quella dei giovani tornati alla politica, delle donne e degli uomini che hanno visto in Giuliano Pisapia, Luigi De Magistris, Massimo Zedda, per citarne alcuni, i simboli di una liberazione collettiva e partecipata da una classe dirigente incapace e prepotente.

Il risultato più bello è sicuramente quello di Milano. Un successo di Pisapia, candidato “gentile”, capace di non andare mai sopra le righe.
Così diverso dalle grida ferine dei berluscones spaventati dal vento che cambia. Milano è liberata. Liberata, finalmente, dalle paure artificiali create  dalla Moratti, liberata e salva dal pericolo razzista rappresentato dalla Lega.
Liberata, e oggi un po’ più vicina a quelle idee di fratellanza, uguaglianza e dignità umana che il suo Cardinale, Dionigi Tettamanzi, spesso si è trovato a sostenere quasi solo, assediato dalle destre.
Oggi a Milano è primavera. Oggi in tutta Italia ha vinto la voglia di ottimismo e libertà.


E sono fuochi d’artificio. Godiamoceli, anche se per poche ore. Perché adesso è venuto il momento di ricostruire un Paese intero e di farlo con il sorriso sulle labbra.

Paola

Intanto la marcia silenziosa

Ho visto ai telegiornali serali   la marcia silenziosa degli industriali all’Assemblea di Unindustria Treviso. Attendo fiduciosa che anche il ceto industriale  passi dal silenzio alla parola chiara e limpida: “questo governo di destra ci ha delusi, si è rilevato incapace  di dare risposte in grado di far ripartire il Paese “.

Paola 

Le associazioni osimane a cui è possibile donare il 5 per mille

E’ tempo di 5 per mille 

È possibile destinare (senza alcun onere finanziario per coloro i quali effettueranno la donazione) il 5 per mille delle imposte sul reddito versate allo Stato,la normativa del 5×1000 dà la possibilità al contribuente di destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a enti non profit.
I destinatari possono essere le organizzazioni non lucrative di utilità sociale e le associazioni di promozione sociale, gli enti di ricerca scientifica e universitaria,  gli enti di ricerca sanitaria;i comuni di residenza (per il sostegno alle attività sociali), le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge.
Sostenere un’organizzazione con il proprio 5 per mille è semplice: basta firmare nell’apposito riquadro del CUD, del modello 730 o del Modello Unico Persone Fisiche 2011 e riportare nello spazio apposito il codice fiscale dell’organizzazione scelta.

Se non avete alcuna idea sul beneficiario del vostro 5xmille, ecco qualche idea.

Dianova è la onlus che dal 1984 recupera dalle tossicodipendenze attraverso Comunità Terapeutiche Residenziali e Centri di Ascolto. Dianova, che è accreditata con il Servizio Pubblico nelle Regioni Lazio, Lombardia, Marche e Sardegna, si avvale di una convenzione con il Ministero di Grazia e Giustizia. I fondi raccolti attraverso il  5×100 verranno utilizzati per sostenere i Centri di Ascolto di Milano, Roma e Napoli. Il codice fiscale da inserire è 97033640158.

Chi volesse contribuire a finanziare le attività di Emergency, l’associazione indipendente fondata dal chirurgo Gino Strada, dovrà invece inserire il codice fiscale 97147110155. Emergency, attraverso il proprio sito  e la rivista, informa periodicamente i propri sostenitori delle attività realizzate grazie ai fondi ricevuto. L’ultimo contributo del 5xmille derivante dalle dichiarazioni dei redditi dell’anno 2008 (quindi relativo ai redditi 2007) e ricevuto nell’agosto 2010, ammontava a € 9.111.565. L’intero importo è stato destinato agli Ospedali, ai Centri di riabilitazione e ai Centri pediatrici di Emergency, ed ha permesso di coprire i costi di gestione delle singole strutture e di retribuire il personale nazionale e internazionale. All’indirizzo http://www.emergency.it/utilizzo-cinque-per-mille.html è possibile consultare il dettaglio delle spese.

Per sostenere la ricerca, potete destinare il vostro contributo all’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, ente privato senza fini di lucro fondato nel 1965 grazie all’iniziativa di alcuni ricercatori dell’Istituto dei Tumori di Milano, fra cui il professor Umberto Veronesi e il professor Giuseppe della Porta. I fondi raccolti attraverso il 5×100 verranno impiegati per la realizzazione del programma di oncologia molecolare, costituito da 10 progetti che entro 5 anni dovrebbero consentire di trovare nuove cure contro il cancro. Il codice fiscale di AIRC è 80051890152

Vi allego inoltre le associazioni sportive e sociali osimane a cui sarà possibile destinare il  5 x mille.

 
Questo l’elenco  degli enti di volontariato e delle associazioni sportive Osimane iscritte nell’elenco  dell’Agenzia delle Entrate.

denominazione

codice da riportare

ISTITUTO MUZIO GALLO

00094530425

ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO ‘A PIENE MANI’

01028530424

ASSOCIAZIONE DEL BUON UMORE ONLUS

02235700420

ERAORA SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE

02401770421

LEGA DEL FILO D’RO ONLUS

80003150424

ASSOCIAZIONE VOLONTARI ITALIANI DEL SANGUE – OSIMO

80014250429

L’ARCA ASSOCIAZIONE AIUTI UMANITARI

90013270443

ASSOCIAZIONE AVULSS DI OSIMO – ONLUS

93058090429

ASSOCIAZIONE ITALIANA PER IL PROGRESSO DELLA CARDIOLOGIA E CARDIOCHIRURGIA -O.N.L.U.S.

93093230428

SCIENZA EDUCAZIONE RICERCA ECONOMIA SALUTE-ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO ONLUS

93097750421

ASSOCIAZIONE “AMICI DEL GATTO RANDAGIO”

93098580421

ASSOCIAZIONE “AMICI ANIMALI” ONLUS

93098890424

NEVADA

93099020427

CENTRO MISSIONI

93104880427

CANTIERI DI PACE

93106760429

IL NASO DI CARLOTTA

93111620428

ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA CONERO-DRIBBLING CALCIO

02078150428

OSIMO NUOTO

02166700423

ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA OSIMANA

02205610427

JUDO CLUB SAKURA OSIMO ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA

93025000428

A.S.D. ATLETICA AMATORI OSIMO

93042090428

CLUB SCHERMA OSIMO LA MISERICORDIA ASSOCIAZIONE DILETTANTISTICA

93046020421

SOCIETA’SPORTIVA DILETTANTISTICA ATLETICA OSIMO

93066390423

TEAM OSIMO NUOTO ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA

 93122420420

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 Scadenze

                        scadenza Mod. 730
In funzione del soggetto prescelto per la presentazione del Modello 730 i termini di consegna sono:

1) Sabato 30 aprile 2011: se il modello è presentato al proprio sostituto d’imposta

2) Lunedì 20 giugno 2011: se il modello è presentato a un CAF o a un professionista abilitato
NB: questa scadenza è stata prorogata dall’iniziale 31 maggio 2011. Il lavoratore dipendente o il pensionato che ha percepito solo il reddito attestato dal proprio Cud è esentato dal presentare la dichiarazione dei redditi.

Segnalo che se si presenta al CAF il mod. 730/11 già integralmente compilato non vi sono costi da corrispondere per il servizio, il CAF è tenuto in ogni modo a controllare la documentazione e se conforme a vistarla e inviarla per via telematica all’Agenzia delle Entrate. Diversamente il CAF potrà richiedere un compenso in funzione del servizio svolto.

                         scadenze Mod. Unico
In funzione della modalità di presentazione in cartaceo o telematico, i termini di consegna del Modello Unico PF sono:

Giovedì 30 giugno 2011 in caso di presentazione in formato cartaceo presso le poste

Venerdì 30 settembre 2011 in caso di presentazione in formato elettronico per via telematica

La consegna del Modello Unico/11 per via telematica non ha costi, avviene mediante un apposito software disponibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Analogo servizio telematico è fornito dalle banche, dalle poste e dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate.La trasmissione telematica può avvenire anche mediante un intermediario abilitato, quest’ultimo può chiedere all’intestatario del modello il pagamento del servizio di trasmissione.

                             Scadenza pagamento
Il termine di pagamento della Dichiarazione dei Redditi 2011 è stato fissato a Giovedì 16 giugno 2011.

Il termine può essere derogato di un mese sino a sabato 16 luglio 2011 a fronte di una maggiorazione pari allo 0,4% dell’importo ordinario.

Proroga pagamento Unico 2011
L’Agenzia delle Entrate ha comunicato, in data 13 maggio 2011, che il termine ultimo per il pagamento dell’Unico Persone Fisiche 2011 è stato prorogato a mercoledì 6 luglio 2011.

La proroga riguarda indistintamente sia chi è soggetto agli studi di settore sia chi non lo è. Dunque il pagamento mediante F24 non scade giovedì 16 giugno 2011 bensì mercoledì 6 luglio 2011.

Inoltre è possibile effettuare il versamento da giovedì 7 luglio sino a venerdì 5 agosto 2011 con una maggiorazione, a titolo di interesse, pari allo 0,40% dell’importo ordinario.

Ehi ragazzi, sian mica qui…: la politica che si fa prendere anche in giro ma non si fa disprezzare

Duetto Crozza-Bersani a “Italialand”.

La politica delle metafore: “La politica che si fa prendere anche in giro,  ma non si fa disprezzare”

Bersani

Con il cuore e con il cervello.

Un Presidente del Consiglio che ridicolizza chi fa scelte diverse dalle sue, arrivando a dire che chi vota il centro sinistra è senza cervello. Usare il cervello prima di parlare e agire è cosa buona e giusta.
Gli elettori,
domenica e lunedì prossimo, sono chiamati a decidere in coscienza e con intelligenza chi governerà le loro città. Anche i politici di destra e sinistra sono invitati a usare il cervello, consapevoli che ognuno ne ha uno, prezioso e da far lavorare e non vendere a chi come assoluto capo supremo pensa di poter manovrare in eterno.Il cervello è Berlusconi a non averlo, basti vedere come si è rivolto a Obama!
C’è un popolo grande di elettori che prima di essere di destra o di sinistra usa il cervello e decide da che parte stare. 
Milanesi, napoletani, cittadini di Arcore, di Varese, di Castelfidardo, della provincia di Macerata, ecc. a voi la scelta!
Usate il cervello e non preoccupatevi se qualcuno oserà dire che non lo avete, non credetegli.
Chi ha fatto tali affermazioni, non è più credibile da tempo e con lui molti della sua compagnia che si son venduti il cervello.

Paola

Consiglio Comunale: 30 maggio 2011 ore 14,45

LUNEDI’ 30 maggio 2011 – alle ore 14.45  Consiglio Comunale,
con questo Ordine del Giorno:

1)   Comunicazioni del Sindaco.

2)   Interrogazioni, interpellanze e mozioni:
2.1) Interrogazione dei consiglieri comunali Severini, Andreoni, Cardinali, Pugnaloni e Bernardini in merito ad ex area ospedale di rete a San Sabino.
2.2) Interrogazione dei consiglieri comunali Severini, Andreoni, Cardinali, Pugnaloni e Bernardini in merito ad affissione manifesti scuole;
2.3) Interrogazione del consigliere comunale Pugnaloni su viabilità accesso e transito strade interpoderali zona “Fosso Offagna” – S.S. 361 post alluvione 2006;
2.4) Interrogazione del consigliere comunale Andreoni in merito a Bilancio di Previsione 2011, spesa per fitto locali per “finalità diverse”;
2.5) Mozione dei consiglieri Riderelli e Sabbatini in ordine ad istituzione Ufficio del Consiglio Comunale;
2.6) Mozione dei consiglieri comunali Andreoni, Severini, Bernardini, Cardinali e Pugnaloni in merito a parcheggi zona Borgo;
2.7) Mozione dei consiglieri comunali Severini, Pugnaloni, Cardinali, Andreoni, Bernardini e Franchini in merito a Free Wi-Fi in centro storico e luoghi turistici città di Osimo;
2.8) Mozione dei consiglieri comunali Pugnaloni, Cardinali, Andreoni, Severini e Bernardini in merito a Osimo ed il distretto produttivo della Valmusone per l’innovazione nei servizi alla persona – impegno per il costituendo distretto della domotica.
2.9) Mozione di iniziativa della IV^ Commissione Consiliare “Sanità e Sicurezza Sociale” in ordine a  realizzazione di un “Ospedale di continuità”3)  Approvazione Piano di Recupero “Mazzieri” in via di Jesi, località Campocavallo.

3) Atto aggiuntivo alla convenzione per l’espletamento da parte della Banca delle Marche Spa del servizio di Tesoreria per la trasmissione telematica degli ordinativi informatici di incasso e di pagamento (firma digitale).

4) Ulteriore integrazione composizione Consulta “Immigrati”;

5) Adesione al Cam – Polo Tecnologico Produttivo Integrato delle Valli dell’Aspio e del Musone ;7) Comunicazioni in merito ad utilizzo Fondo di Riserva.

6)  Comunicazioni in merito ad utilizzo Fondo di Riserva. 

è possibile seguire il Consiglio Comunale
in diretta audio tramite AGORADIO Osimo

C’è un’ ITALIA che non ha paura, che crede nella convivenza.

Allo sbando: in disaccordo anche tra di loro

Ultime promesse di saldi elettorali a Milano: la destra annuncia la moratoria per le multe (anche se 2 anni fa era contraria, perché “bisognava rispettare le regole”), mentre s’infittisce il mistero sui ministeri a Milano: la Lega dice sì, il Pdl invece no. Ormai sono allo sbando, in una vera crisi di nervi: oltre agli avversari, adesso si insultano tra loro stessi.

Paola

Il declino non è obbligato

   MARIO CALABRESI da La Stampa del 24 maggio 2011 Agli italiani il rapporto annuale dell’Istat, presentato ieri,  non dice assolutamente niente di nuovo. A loro non serve. Racconta cose che già sanno, che sentono sulla loro pelle ogni giorno: la paura di scivolare nella povertà, il calo del potere d’acquisto, la minore capacità di risparmiare e il gonfiarsi del numero dei giovani che non trovano lavoro e passano le loro giornate tra il divano della casa dei genitori, il computer e l’aperitivo in piazza.
Il rapporto dell’Istat sarebbe invece utilissimo per la nostra classe di governo, convinta che i problemi del nostro futuro si chiamino «spostamento di un paio di ministeri al Nord» o «sanatoria delle multe automobilistiche». Per tutti i nostri politici dovrebbe essere una lettura obbligatoria, per aprire loro gli occhi, per scuoterli, per indicargli le priorità e le ragioni di allarme.
Per mostrargli quella fotografia del Paese che si ostinano a non vedere, che non li tocca, non li scuote, non riesce a togliergli il sonno.
Eppure i segnali sono ovunque intorno a noi: sono i giovani spagnoli che hanno trovato il coraggio di riunirsi permanentemente al centro di Madrid (denunciando gli stessi identici disagi dei nostri ragazzi); è il voto delle amministrative che cerca sbocchi inediti e porta il movimento di Beppe Grillo a superare la soglia del cinque per cento in città importanti come Bologna, Milano o Torino; è il flusso in continuo aumento di chi va a cercare fortuna all’estero, è il numero esplosivo dei ventenni che non studiano e non lavorano, un pezzo di generazione futura che sta immobile e rischia di essere perduta per sempre.
Da qui dobbiamo partire, da quei due milioni e centomila cittadini tra i 15 e i 29 anni che non fanno nulla. Sono oltre il 22 per cento dei giovani italiani, non hanno alcun reddito ma non li vediamo sotto i ponti perché vivono degli stipendi dei genitori, delle pensioni dei nonni e dei risparmi delle generazioni che li hanno preceduti. Una società di adulti che si sente in colpa perché non è stata capace di creare anche per loro un’occasione accetta in silenzio che vivano in una triste vacanza perenne, peggiorando così la situazione. Chi ci governa dovrebbe alzarsi ogni mattina proponendo una soluzione, cercando di far ripartire il mercato del lavoro, cercando di creare nuove opportunità e investendo nella scuola e nella formazione. Invece la nostra spesa per ricerca e sviluppo è la metà degli obiettivi stabiliti dall’Europa. Eppure, come ci racconta oggi un grande professore dell’università californiana di Stanford, esiste un legame fortissimo tra gli investimenti nell’istruzione e nelle nuove generazioni e la crescita dell’economia di un Paese.
Politici e genitori dovrebbero dire a gran voce ai nostri ragazzi che sono loro il futuro, che devono avere fiducia, che tutti giocheremo la loro partita, sono cose di una tale banalità che non andrebbero nemmeno scritte. Sarebbe come se qualcuno cominciasse a ricordare che la terra con i semi appena piantati va bagnata ogni giorno perché da lì nasceranno i fiori e le piante, che se la lasciamo seccare non avremo nessun raccolto futuro. Eppure questa volta le leggi di natura sembrano dimenticate: le nuove generazioni non meritano investimenti, non meritano fiducia e nemmeno impegno. Il messaggio di sfiducia è talmente forte e chiaro che siamo al quart’ultimo posto in Europa per numero di laureati e le immatricolazioni all’università dopo anni di costante incremento da un biennio hanno cominciato a calare visibilmente.
C’è chi, per levarsi un peso dalla coscienza, sostiene che queste nuove generazioni non valgono granché, sono disinteressate, distanti e apatiche, in fin dei conti la colpa è loro se sono chiusi fuori.
In un cartello innalzato dalla folla dei ragazzi di Madrid, si leggeva: «Siamo la generazione più preparata e la meno valorizzata». Nei curriculum che arrivano a questo giornale ogni giorno sono sempre di più quelli dei disoccupati che hanno una laurea, un master e parlano almeno due lingue: hanno fatto tutto quello che gli era stato chiesto e hanno avuto famiglie che hanno investito su di loro. Se non c’è spazio non possiamo colpevolizzarli, dobbiamo cominciare a creare nuove opportunità, allargare il mercato del lavoro sintonizzandoci sul mondo che è cambiato a gran velocità e far cadere muri e barriere.
E dovremmo vergognarci di aver fatto uscire dal mercato del lavoro 800 mila donne, che hanno avuto la grave colpa di aver messo al mondo un figlio. Non solo non aiutiamo fiscalmente in modo serio le famiglie, ma rendiamo impossibile ad una madre conciliare lavoro e maternità. Un altro segno che va contro la natura.
Il declino non è una strada obbligata, l’Italia è piena di energie, di intelligenze, di persone che fanno sacrifici e sforzi, ma questi giacimenti positivi faticano sempre più a trovare uno sbocco, una direzione, una declinazione dell’idea di futuro. E così ci troviamo obbligati a censire scoraggiati e disillusi, mentre a Roma ci si ingegna per mettere in cantiere un nuovo bel rimpastino di governo.

Referendum superiamo il quorum ad Osimo

A Milano la CHIESA non tace, sceglie Pisapia.

La  lettera di don Virginio Colmegna che invita a non votare per la Moratti

Don Virginio Colmegna, fondatore della Casa della Carità di Milano, ha indirizzato questa lettera al settimanale ciellino “Tempi”.

Rispondo con molta serenità e pacatezza alle preoccupazioni e ai giudizi espressi nell’articolo “Sacerdoti della Curia milanese firmano appello per Pisapia contro la Moratti” comparso venerdì 13 maggio su Tempi.
Sono convinto che ogni scelta amministrativa è soprattutto legata a problemi concreti di gestione del territorio, di sviluppo economico, dove il criterio di valutazione è certamente plurale. Ma credo comunque che uno dei criteri importanti sia anche la cura per le persone con fragilità, le persone povere, le famiglie in difficoltà, l’ospitalità a chi viene da un Paese lontano e chiede di essere accolto.
Sappiamo bene che ci sono questioni più complesse, scelte eticamente sensibili che mettono in gioco la coscienza dei credenti, il loro ascolto dell’insegnamento magisteriale e su questi valori non regalo allo schierarsi politico la mia coscienza credente. Anche se ho imparato dalla lezione conciliare, e da una seria cultura di laicità, che la politica deve avere il compito di trovare convergenze con il bene possibile e per questo confrontarsi e impegnarsi per promuovere un clima culturale, direi educativo, che favorisca scelte coerenti con il Vangelo.
Ed è su questo punto che non concordiamo. Il modo di propagandare stili di vita che irridono alla morale, sostenere identità egoistiche e chiuse che non si lasciano attrarre dalla logica evangelica dell’ospitalità, mina alla radice la motivazione più profonda che mi fa scegliere giorno per giorno di stare e condividere prossimità con chi nella città soffre, è escluso, è povero.
La propaganda che fa gioire perché non si accolgono profughi, la povertà culturale che accompagna scelte amministrative che irridono alla solidarietà e ai diritti dei più deboli, la crescita di uno stile di confronto aggressivo, rancoroso, polemico e irriguardoso mi fa scegliere di stare da una parte o, per lo meno, di non poter condividere e dichiarare il mio contrasto a quanto la amministrazione Moratti dice e propaganda.
Soprattutto in questa scadenza elettorale dove la Moratti, che pure nella tornata precedente aveva promosso una lista civica autonoma dai partiti ed ora invece si presenta con uno schieramento partitico, con un capolista che conosciamo e con un legame dichiarato con una impostazione della Lega, che non solo non posso condividere, ma che contrasta con la scelta mia di vivere solidarietà.
Mi fa specie poi che dopo aver sentito accusare di statalismo e di non sussidiarietà l’altro schieramento, si continui poi a criticare citando risorse riferite a convenzioni regolarmente sottoscritte e ispirate ad un operare nella sussidiarietà (a proposito il sostegno economico dato per i rimpatri sono risorse che riceve l’Avsi con la quale collaboriamo in modo positivo).
La sussidiarietà è un principio costituzionale che non è legato a logiche di potere e a una cultura di governance che non rispetta il  pluralismo di impostazioni anche nel campo socio-assistenziale. Per questo ho deciso di indicare, come fanno del resto altri, la mia scelta che ha tutta la parzialità e il valore di una responsabilità che in questa fase sento doveroso rendere pubblica.
Non credo proprio che lo stile di vita non c’entri con una scelta e con un orientamento politico. Il degrado etico e barzellettiero che stiamo vivendo mi preoccupa a tal punto che non mi permette di stare zitto.
Questo proprio perché quegli stili di vita dis-educano e quindi dichiarare pubblicamente che non si condividono per me chiede, dal punto di vista amministrativo, di indicare un’altra opzione. Invitare a non votare la Moratti, la ritengo una scelta non dogmatica, libera e indicatrice di una coerenza che invito a considerare e a proporre anche ai cattolici, a chi frequenta e pratica, ai preti e ai religiosi.
Scelta parziale? Certamente, come lo è per tutte le scelte di politica amministrativa, ma per questo invito l’articolista a non richiamare il rapporto tra fede e vita per criticare questa indicazione perché è proprio da lì che nasce la mia responsabilità e la mia scelta di indicare di non votare la Moratti e il suo capolista.
don Virginio Colmegna

 

23 maggio 1992

19 anni sono passati  dall’eccidio di Capaci nel quale persero la vita Giovanni Falcone, la moglie  e gli uomini della scorta. L’Italia non è più quella di allora, tutto è cambiato. La morte di Falcone turbò le coscienze dei giusti e quel sangue servì, specie in Sicilia, per dare il via alla riscossa sociale e civile di un popolo, quello siciliano, che trovò su quei corpi straziati la forza di ribellarsi al giogo mafioso e alle sue regole perverse.

Paola

Il mio primo matrimonio

A Milano come ad Osimo: bugie, sparate e propaganda indecorosa.

 Una  campagna elettorale può essere dura. Ma non illegale. Quanto succede a Milano  è desolante e squallido. Ogni elezione amministrativa dovrebbe essere principalmente legata a questioni concrete di gestione del territorio, di sviluppo economico, di benessere sociale, delle offerte dei  servizi e delle proposte culturali e sociali a favore della propria comunità.  Invece a cosa assistiamo ? ad una propaganda delle bugie, delle falsità.:

                              ”Pisapia vuole fare di Milano una zingaropoli” .

 Argomenti, bugie buttate li da  Berlusconi-Bossi-Moratti per accendere le paure dei cittadini, per cercare di ingannare l’ elettorato. Si vuol far credere che Pisapia vuole costruire la più grande moschea europea proprio a Milano, oppure che vuole aprire una miriade di centri sociali, fare di Milano la capitale del vizio,  o si infanga l’onorabilità dello stesso candidato  dicendo che è stato  “ladro di auto” o che è uno che non paga le tasse.
Azioni deliberatamente orchestrate dirette a screditare il candidato sindaco del centro sinistra e il suo programma elettorale  e tese a dissuadere gli elettori da una scelta che viene estremizzata e prospettata in maniera falsa e menzognera.
Insomma sparate, slogan e bugie.

 Ma questo squallido e becero fenomeno non è purtroppo così lontano dalla nostra realtà. Chi non ricorda la campagna elettorale alle comunali 2009 delle liste “Simoncini&Latini”: furbizia , clamorose bugie e propaganda indecorosa. Si sono inventati di tutto contro di me, dicendo ogni menzogna possibile sulle  mie proposte per la città.

 “Simoncini&Latini” ad Osimo come “Berlusconi-Bossi e Moratti” a Milano.
Sono sicura che come accadrà a  Milano  – domenica e lunedì prossimi – anche la Osimo “da bere”, quella che si è lasciata ingannare dalle bugie della propaganda delle liste “Simoncini&Latini” non esisterà più. Gli osimani sono stanchi delle bugie.

Gli osimani sono stanchi di assistere al declino della nostra  città a causa dell’inerzia, delle liti interne e dell’incapacità amministrativa delle liste “Simoncini&Latini”.
Un sindaco che non fa nulla, che – come riportato dalla stampa locale –  sarebbe stato possibilista circa il rilascio di   autorizzazioni per la realizzazione di  impianti insalubri nel nostro territorio  (vicenda polli Fileni), bocciato dalla indignazione dei cittadini di Villa San Paterniano.
Un sindaco che vuole far chiudere definitivamente  l’unica sala cinematografica presente in
città, bocciato dagli osimani ( e non solo quelli firmatari della petizione), dalla associazione Concertazione e da tutti quelli che non credono che una piccola sala cinematografica di città serva solo a dare spazi a chi vuole ciancicare POP CORN. 
Un’amministrazione che ha il chiodo fisso della cementificazione, che vorrebbe far
costruire altre case invendute anche nello spazio verde del campo sportivo Diana.
Un Sindaco che voleva far chiudere l’unica scuola presente nel centro storico, bocciato dalla risposta civica del Comitato dei genitori a difesa della Scuola Bruno da Osimo.
Un sindaco che propaganda mille iniziative che poi non saranno  mai realizzate ( strada di bordo, scuole nuove, l’albergo diffuso, rivitalizzazione del centro storico, nuovi parcheggi, ecc.).
Un’amministrazione che non fa nulla per le famiglie, per le imprese, per gli artigiani, per gli agricoltori, per i commercianti osimani se non tenere il livello più alto, in tutta la Regione Marche,  della pressione fiscale.
Un’amministrazione capace solo di sprecare le risorse pubbliche a vantaggio di pochi ( vedi caso fitti ), capace solo di creare discriminazione tra le associazioni sportive e culturali,  nella elargizione dei fondi  comunali.
Un’amministrazione non avvezza alla trasparenza, alla partecipazione democratica ed
arrogante e vendicativa contro chi ha a cuore i valori della  libertà di opinione e di critica.
 Da Milano il cambiamento arriverà in tutto il Paese, anche nella nostra Osimo. 

     Paola Andreoni
capogruppo PD Osimo

Milano non può più aspettare. L’Italia non può più aspettare. Grazie PISAPIA

Se per fare ritornare a Milano e nel Paese la cultura, la dignità e la civiltà bisogna accollarsi l’aggettivo di estremista. Allora ben venga l’estremismo della cultura, della dignità e della civiltà. Grazie Giuliano si può cambiare,  e dopo Milano, “riaccendiamo” le luci al nostro PAESE.

Paola

15 e 16 maggio: per la Tua città, per il Nostro Paese

domenica 15 maggio