Carta di identità: dal 14 maggio qualcosa è cambiato

La carta di identità è un documento personale di riconoscimento a cui può essere attribuito validità per l’espatrio. Dal 14 maggio 2011, non è più subordinata all’età del richiedente. La carta di identità ha una validità di: tre anni per i minori di anni 3, cinque anni per i minori di età compresa tra 3 anni e diciotto, 10 anni  per i maggiorenni.
Per i maggiorenni: la carta d’identità è valida per l’espatrio, purché gli stessi dichiarino di non trovarsi nelle stesse particolari condizioni che, per legge, impediscono il rilascio del passaporto.
Per i minorenni (dai 14 ai 18 anni) la carta d’identità può essere resa valida per l’espatrio con apposita istanza di entrambi i genitori o del tutore o nulla osta del giudice tutelare.
Per i minori di 14 anni: necessita apposita istanza di entrambi i genitori o del tutore o nulla osta del giudice tutelare. La carta d’identità è valida all’espatrio se il minore viene accompagnato da almeno un genitore. In questo caso è consigliato munirsi di un certificato di nascita con paternità e maternità. Nel caso in cui il minore viaggi con una terza persona è necessario l’assenso di entrambi i genitori o del tutore o nulla osta del giudice tutelare, convalidato dalla Questura.

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Benvenuto vento del cambiamento

E’ un ciclone. Non è solo un vento di cambiamento, semmai un uragano di buona politica. Milano, Napoli, Cagliari, Trieste e tante, davvero tante, altre realtà d’Italia sono gli emblemi di un Paese che ha già voltato pagina, che vuole cambiare e guardare al futuro, che non si fa più ingannare dalla vecchia politica e dai venditori di tappeti che in questi giorni hanno trattato i cittadini come perfetti stupidi. Come se fosse possibile comprarsi qualsiasi cosa, un voto quanto la dignità.
C’è un’Italia migliore. Quella che non ha mai avuto paura, che non ha mai smesso di sperare e di lottare, che non si è lasciata andare a facile promesse o all’estremismo di una campagna elettorale condotta in maniera irresponsabile da Berlusconi e da molti suoi sodali.
 E’ l’Italia più bella, quella dei giovani tornati alla politica, delle donne e degli uomini che hanno visto in Giuliano Pisapia, Luigi De Magistris, Massimo Zedda, per citarne alcuni, i simboli di una liberazione collettiva e partecipata da una classe dirigente incapace e prepotente.

Il risultato più bello è sicuramente quello di Milano. Un successo di Pisapia, candidato “gentile”, capace di non andare mai sopra le righe.
Così diverso dalle grida ferine dei berluscones spaventati dal vento che cambia. Milano è liberata. Liberata, finalmente, dalle paure artificiali create  dalla Moratti, liberata e salva dal pericolo razzista rappresentato dalla Lega.
Liberata, e oggi un po’ più vicina a quelle idee di fratellanza, uguaglianza e dignità umana che il suo Cardinale, Dionigi Tettamanzi, spesso si è trovato a sostenere quasi solo, assediato dalle destre.
Oggi a Milano è primavera. Oggi in tutta Italia ha vinto la voglia di ottimismo e libertà.


E sono fuochi d’artificio. Godiamoceli, anche se per poche ore. Perché adesso è venuto il momento di ricostruire un Paese intero e di farlo con il sorriso sulle labbra.

Paola