L’Imposta di Famiglia cosa era

Imposta di FAMIGLIA Originariamente “fuocatico”, l’Imposta di famiglia ricoprì per anni un posto di fondamentale importanza nei bilanci comunali assieme all’imposta sul valore locativo. Nel 1923, con regio decreto legge del 30 dicembre, ne fu disposta l’abolizione, poi sospesa a causa delle proteste delle amministrazioni locali.
Il Testo unico 14 settembre 1931, di riforma della finanza locale, mantenne in vigore l’imposta di famiglia, applicandola però solo alle ultime tre classi demografiche comunali (per i comuni con popolazione inferiore ai 30.000 abitanti). Gli altri comuni avevano invece la facoltà di istituire l’imposta sul valore locativo. (da wikipedia.org).
La base imponibile era costituita dall’ammontare dei redditi della famiglia, diminuita delle spese accettate in deduzione. L’aliquota, deliberata dal podestà ed approvata dalla giunta provinciale amministrativa, variava a seconda del reddito e della classe demografica del comune di residenza.
Il “nuovo” fuocatico  rimase in vigore fino al 1974, quando fu  definitivamente abrogato con la riforma tributaria.

Emissione del ruolo comunale  nel 1951: stralcio Ruolo 1951 Imposta di Famiglia

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