Aspettiamo a vedere da che parte pende

Il signor “A prescindere ” sarà chiamato prima o poi a fare scelte sui temi specifici e sulla linea delle alleanze, lì vedremo da che parte pende.

5 Stelle, il PD, la Lega, il PDL, il Terzo Polo

 Ha ragione Bersani quando dice che il PD può dirsi soddisfatto dei risultati delle amministrative, i propri candidati sindaci in molte città hanno vinto al primo turno e in tante altre città sono andati al ballottaggio.
La Lega esce praticamente a pezzi, significativa vittoria solo quella di Tosi a Verona, che Maroni giudica il punto di partenza,  ma che mi sembra rappresenta invece il punto di arrivo della Lega.
Boom del Movimento 5 Stelle, che ottiene con i suoi candidati alcuni ballottaggi (tra cui uno in una piazza di rilievo come Parma) e addirittura è stato eletto anche il primo sindaco del Movimento: significativo che sia avvenuto a Sarego Vicentino, dove pare abbia sede il Parlamento padano. Quasi uno scambio di consegne tra movimenti che fanno principalmente della protesta il cardine del loro pensiero.
Il Pdl invece è praticamente scomparso ed è ormai allo sfascio.
Esce ridimensionato anche il Terzo Polo, che visti i risultati ottenuti meriterebbe la denominazione di Quarto, cedendo il posto al Movimento di Grillo che lo ha ampiamente superato. Singolare il fatto che si sia alleato un po’ con tutti (Rutelli a Verona ha addirittura appoggiato Tosi!), senza dimostrare non solo una linea politica, ma anche un’anima.
Come avvenuto in Europa, il risultato ha penalizzato i partiti che hanno appoggiato la politica del rigore del governo tecnico, attraverso l’astensione e il voto appunto al 5 Stelle.
Se il PD ha tenuto, perché è stato capace di proporre candidati capaci e credibili ( certo non è il caso di Palermo). Di contro, Pdl e Lega, oltre ad essere stati travolti da scandali, hanno visto punite dai cittadini sicuramente anche le gravi responsabilità del fallito governo Berlusconi-Bossi.
Bersani in conferenza stampa ha anche dichiarato: “nei voti di Grillo c’è una componente forte di protesta e credo che nei ballottaggi gli elettori potrebbero ripensare sul loro voto“. Mi permetto di esprimere forti dubbi.
Dal PD deve venire più coraggio e quell’impulso al rinnovamento e alla BUONA POLITICA – riduzione dei privilegi, eliminazione dei vitalizi, cambiamento dei suoi rappresentanti ecc. – di cui abbiamo estremo bisogno e di cui i nostri elettori aspettano segnali concreti.

La Francia di Hollande va avanti, è caos in Grecia.

Hollande è il nuovo presidente francese.
Hollande ha vinto mettendo al centro della sua agenda politica temi chiari, riconoscibili e non equivocabili. Ha detto che va ridiscusso il progetto di sviluppo europeo con buona pace della cancelliera tedesca Merkel, ha parlato di giustizia sociale, di difesa di quel modello sociale europeo giudicato un rottame solo qualche mese fa dal presidente della Bce Draghi.
Insomma ha chiesto il voto dei francesi intorno ad obiettivi e proposte chiare.
In Francia nello scontro elettorale, è stata chiara la scriminante capace di rendere distinguibili le diverse formazioni politiche: il modo di intendere il ruolo dello Stato nell’economia.
Da una parte i difensori del liberismo estremo, dall’altra una nuova opposizione formata da forze politiche rappresentate da nuovi interpreti, attuali e credibili, di un modello keynesiano aggiornato ai tempi. Un quadro politico certo anche grazie ad un sistema elettorale funzionale, che vede alla fine un vincitore con una sua solida maggioranza alla guida del Paese.

Anche dalla Grecia arriva un messaggio, estremo, di cambiamento. Ma la legge elettorale greca – che si rifà molto al modello di quella italiana – impedirà , di formare un governo stabile e credibile. Insomma, un quadro politico quello greco, in preda al caos. Un anticipazione attendibile di quello che potrebbe accadere in Italia alle elezioni politiche del prossimo anno ?