E’ ora di cambiare

 Con tutti i problemi che oggi i cittadini, le famiglie e le aziende che operano in città vivono, apprendere, dalla stampa locale, delle lotte di potere all’interno delle liste latiniane che avanzano la presunzione di rappresentare il nuovo, è davvero deprimente.

Mentre i problemi di giorno in giorno crescono, Latini&Simoncini non hanno meglio, null’altro da pensare che alle loro lotte di potere.
Si parla già di chi sarà il nuovo Sindaco e ne esce comunque un dato certo: Simoncini  è delegittimato da Latini e dalle sue liste.

Di fatto il loro candidato per le prossime comunali sarà o Latini stesso ( che bella novità ! ) o un altro componente dell’attuale Giunta. Tra questi non compare però il nome di Simoncini.
Soltanto se un Sindaco opera bene, la candidatura è conseguenziale. Evidentemente le stesse Liste “Sim&Latini” hanno già pronunciato la sentenza che del resto è sotto gli occhi di tutti e che noi del PD abbiamo sempre denunciato: Simoncini è inadeguato ad amministrare la città di Osimo e le conseguenze le viviamo tutti sulla nostra pelle.

L’ultimo episodio è dato dalla pubblicazione su 5 Torri del suo editoriale. Che bella dimostrazione di democrazia attaccare la consigliera comunale Andreoni su un giornale finanziato con denaro pubblico senza dare alla stessa il diritto di replica !
Un Sindaco del genere dovrebbe avere soltanto la decenza del silenzio e della vergogna e dovrebbe semplicemente ammettere la sua totale inadeguatezza a rivestire un ruolo che non ha le competenze sufficienti per ricoprire.

Alla luce di tutto ciò se ancora ha un sussulto di dignità, anche alla luce della palese sfiducia che gli stanno tributando le sue liste di riferimento, dovrebbe rassegnare subito le sue dimissioni !
Certo Osimo non aspetta però il ritorno di Latini, di disgrazie ne abbiamo già avute tante e questa sarebbe proprio il caso ci venisse risparmiata !

     Paola Andreoni
capo gruppo PD Osimo

2 agosto 1980, una strage ancora in cerca di verità

Condivido  e vi invito a firmare l’appello online dell’associazione LibertàGiustizia

Processare lo Stato infedele
2 agosto 1980, strage alla stazione di Bologna

Trentadue anni dopo si debbono rompere il silenzio e le ipocrisie che hanno coperto la verità, respingendola nelle zone più buie e inesplorabili dello Stato.
Trentadue anni dopo è il momento di dare alle cerimonie di ricordo il senso di una esigenza senza appello: vogliamo sapere e vogliamo giustizia. Su tutte le stragi che tra il 1969 e il 1993 hanno massacrato 154 persone e ne hanno ferite alcune migliaia. Vite stroncate d’un colpo, “di segreto in segreto, di deviazione in deviazione” come scrisse Norberto Bobbio, per fini ormai chiari a chi voglia sapere e ricordare.
Noi non ci rassegniamo. Vogliamo giustizia e vogliamo che la storia d’Italia racconti questa pagina drammatica senza ombre, senza cautele, senza “rispetto” per tutti i protagonisti, dai mandanti a chi sapeva e permise, ai depistatori, agli esecutori.
Non è troppo tardi e non può esistere su questa storia alcun diritto all’oblio.
Non si disse che era ormai tardi, quando si decise di cercare di stanare gli autori delle stragi naziste, svuotando gli armadi della vergogna. E ancora oggi una magistratura che non si rassegna insiste a cercare, denunciare, e processare.
Non dissero che era troppo tardi gli argentini che il 4 luglio scorso hanno condannato l’ottantasettenne ex dittatore Jorge Videla a 50 anni di carcere per il sequestro dei figli dei desaparecidos, in quell’efferato programma di “ristrutturazione nazionale” ideato dall’ammiraglio Massera, iscritto alla Loggia P2 di Licio Gelli.
Oggi è possibile anche in Italia non rassegnarsi: la disponibilità di una gran massa di documenti raccolti da varie magistrature rende doverose una nuova lettura e la ricerca di tutte le possibili correlazioni sulle verità indicibili.
Oggi è inevitabile scavare nella storia di quella guerra non ortodossa scatenata alla fine degli anni sessanta per controllare la democrazia italiana, indirizzandone la strada: quanti degli strumenti preparati allo scopo, quante delle formazioni create sugli avanzi di gruppi della Repubblica sociale e finanziate direttamente dallo Stato italiano perché diffondessero il terrore, operarono oltre ogni controllo politico e parlamentare?
Quanti sapevano e parteciparono alla strategia affidata a Gladio, alla P2, a Ordine Nuovo, all’Anello, alla mafia in Sicilia e nel continente?
Non è troppo tardi per scrivere fino in fondo la storia del 2 agosto 1980, degli 85 morti e dei 200 feriti alla stazione di Bologna.
Dopo trentadue anni si ha tutto il diritto di pensare che lo Stato occulto stia lavorando ancora oggi al servizio di chi vuole coprire la trattativa con i boss siciliani che ordinarono le stragi del ’92 e del ’93.
Dopo trentadue anni si ha tutto il diritto di pensare che la strategia non sia cambiata e le persone coinvolte e quelle che “sanno” forti di un eterno potere di ricatto, siano ancora al centro della vicenda politica italiana.
E’ stato detto che la vera “ragion di Stato” è fare chiarezza sui “delitti di Stato”, dello Stato infedele. Finché i misteri resteranno tali, sulla nostra democrazia graverà un’ombra pesante.
Chiediamo alle istituzioni, compresa la magistratura, di adoperarsi concretamente per rendere possibile questo obiettivo di civiltà e di giustizia.

per firmare apri il link

Anche io ho firmato:
314) Paola Andreoni, AN
” Uno dei misteri più terribili di questo Paese, ridateci la VERITA’ “

La sabbia fra le dita

In casa dei servi si aspetta la festa
ma se non è quel giorno la speranza resta,
la casa dei servi, casa da rifare,
ai primi scossoni, può anche crollare.

Ci sono anche questi politici

Si chiama Roberto Giachetti, 51 anni, deputato del Partito Democratico. E’ una brava persona e nel servizio che fa ci crede.  E’ in sciopero della fame per una nuova legge elettorale:

“Giorno dopo giorno i leader dei partiti hanno ripetutamente e solennemente preso l’impegno a modificare il Porcellum. Ci sono state decine e decine di scadenze mai rispettate. Ho scelto questa iniziativa per sollecitare tutti alla responsabilità ed alla credibilità della politica”.

London 2012

E’  l’evento sportivo dell’anno. A Londra si celebra l’edizione numero 30 delle Olimpiadi. Una festa di sport, competizioni e incontro tra popoli. L’inizio sarà il 27 luglio 2012 alle ore 20 locali.

 

Un evento che ci terrà compagnia fino alla cerimonia di chiusura del 12 agosto 2012, quando i partecipanti sfileranno non più divisi per nazionalità, perché accomunati dagli stessi valori di coraggio, determinazione, ispirazione e uguaglianza.

Paola

Gli azzurri che rappresenteranno l’Italia alle Olimpiadi di Londra.

E’ praticamente conclusa in quasi tutte le discipline la corsa alle Olimpiadi di Londra 2012, questi gli atleti che rappresenteranno l’Italia nelle varie discipline

ATLETICA LEGGERA (ufficiale)

5.000 metri Maschile

Daniele MeucciDaniele Meucci

10.000 metri Maschile

Daniele MeucciDaniele Meucci

110 hs Maschile

Emanuele Abate Emanuele Abate

400 hs Maschile

Jose Bencosme De LeonJose Bencosme De Leon

 

3000 Siepi Maschile

Yuri FlorianiYuri Floriani

Staffetta 4×100 Maschile

StaffettaItalia

Fabio Cerutti, Simone Collio, Davide Manenti, Diego Marani, Jacques Riparelli, Rosario La Mastra

Salto in Alto Maschile

Gianmarco TamberiGianmarco Tamberi

1 giugno 1992 di Offagna

Salto Triplo Maschile

Fabrizio DonatoFabrizio Donato

Daniele GrecoDaniele Greco

Lancio del Martello Maschile

Nicola VizzoniNicola Vizzoni

Lorenzo PoveglianoLorenzo Povegliano

Maratona maschile

Ruggero PertileRuggero Pertile

Marcia Maschile 20 km

Giorgio RubinoGiorgio Rubino

Alex SchwazerAlex Schwazer

Marcia Maschile 50 km

Alex SchwazerAlex Schwazer

Marco De LucaMarco De Luca

200 metri Femminile

Gloria HooperGloria Hooper

Libania GrenotLibania Grenot

1

400 metri Femminile

Libania GrenotLibania Grenot

5000 metri Femminile

Elena RomagnoloElena Romagnolo

Silvia WeissteinerSilvia Weissteiner

Nadia EjjafiniNadia Ejjafini

100 hs Femminile

Marzia CaravelliMarzia Caravelli

Staffetta 4×400 Femminile

4x400Italia

Giulia Arcioni, Chiara Bazzoni, Elena Maria Bonfanti, Libania Grenot, Manuela Gentili, Maria Enrica Spacca

Salto Triplo Femminile

Simona La MantiaSimona La Mantia

Salto in Alto Femminile

Antonietta Di MartinoAntonietta Di Martino

Getto del Peso Femminile

Chiara RosaChiara Rosa

Lancio del Martello Femminile

Silvia SalisSilvia Salis

Maratona Femminile

Anna IncertiAnna Incerti

Rosaria ConsoleRosaria Console

Valeria StraneoValeria Straneo

Marcia 20 km Femminile

Elisa RigaudoElisa Rigaudo

Eleonora Anna GiorgiEleonora Anna Giorgi

BADMINTON (Ufficiale)

Singolare Femminile

Agnese AllegriniAgnese Allegrini

3 luglio 1982

BEACH VOLLEY (Ufficiale)

Maschile

Paolo Nicolai e Daniele LupoItalia

Paolo Nicolai, Daniele Lupo

Femminile

Greta Cicolari e Marta MenegattiItalia

Greta Cicolari, Marta Menega

CANOA SLALOM (Ufficiale)

K1 Maschile

Daniele MolmentiDaniele Molmenti

1 agosto 1984

K1 Femminile

Clara Giai PronClara Giai Pron

31 gennaio 1992

C1 Maschile

Stefano CipressiStefano Cipressi

25 novembre 1982

C2 Maschile

Camporesi-FerrariItalia

Pietro Camporesi, Niccolò Ferrari

CANOA VELOCITA’ (Ufficiale)

K1 1000 metri Maschile

Maximilian BenassiMaximilian Benassi

29 gennaio 1986

K1 200 metri Femminile

Norma MurabitoNorma Murabito

12 ottobre 1987

K1 500 metri Femminile

Josefa IdemJosefa Idem

23 settembre 1964

CANOTTAGGIO (Ufficiale)

Due Senza Maschile

Due Senza

Italia

Niccolò Mornati, Lorenzo Carboncini

Doppio Maschile

Doppio MaschileItalia

Romano Battisti, Alessio Sartori

Quattro di Coppia Maschile

Quattro di CoppiaItalia

Matteo Stefanini, Francesco Fossi, Pierpaolo Frattini, Simone Raineri

Quattro Senza Maschile

Quattro SenzaItalia

Mario Paonessa, Simone Venier, Luca Agamennoni, Vincenzo Capelli

Doppio Pesi Leggeri Maschile

Doppio Pesi LeggeriItalia

Elia Luini, Lorenzo Bertini

Quattro Senza Pesi Leggeri Maschile

Quattro Senza Pesi LeggeriItalia

Martino Goretti, Andrea Caianiello, Marcello Miani, Daniele Danesin

Due Senza Femminile

Due Senza FemminileItalia

Claudia Wurzel, Sara Bertolasi

CICLISMO STRADA

Strada Individuale Maschile (ufficiale)

Sacha ModoloSacha Modolo

19 giugno 1987

Luca Paolini Luca Paolini

17 gennaio 1977

Vincenzo NibaliVincenzo Nibali

14 novembre 1984

Marco PinottiMarco Pinotti

25 febbraio 1976

Matteo TrentinMatteo Trentin

2 agosto 1989

Strada Cronometro Maschile (ufficiale)

Marco PinottiMarco Pinotti

25 febbraio 1976

Strada Individuale Femminile

Giorgia BronziniGiorgia Bronzini

3 agosto 1983

Tatiana GuderzoTatiana Guderzo

22 agosto 1984

Noemi CanteleNoemi Cantele

17 luglio 1981

Monia BaccailleMonia Baccaille

10 aprile 1984

CICLISMO PISTA (ufficiale)

Omnium Maschile

Elia VivianiElia Viviani

7 febbraio 1989

CICLISMO MOUNTAIN BIKE

Individuale Maschile

Marco Aurelio FontanaMarco Aurelio Fontana

12 ottobre 1984

Gerhard KerschbaumerGerhard Kerschbaumer

19 luglio 1991

Individuale Femminile

Eva LechnerEva Lechner

1 luglio 1985

CICLISMO BMX (ufficiale)

Individuale Maschile

Manuel De VecchiManuel De Vecchi

8 ottobre 1980

GINNASTICA ARTISTICA

Concorso a Squadre Maschile

Ginnastica Artistica MaschileItalia

Matteo Morandi, Enrico Pozzo,  Paolo Ottavi, Alberto Busnari, Matteo Angioletti

Concorso Individuale Maschile

Matteo MorandiMatteo Morandi

8 ottobre 1981

Enrico PozzoEnrico Pozzo

12 febbraio 1982

Paolo OttaviPaolo Ottavi

7 gennaio 1986

Matteo AngiolettiMatteo Angioletti

8 novembre 1980

Alberto BusnariAlberto Busnari

4 ottobre 1978

Concorso a Squadre Femminile

Ginnastica ArtisticaItalia

Vanessa Ferrari, Elisabetta Preziosa, Carlotta Ferlito, Francesca Deagostini, Erika Fasana

Concorso Individuale Femminile

Vanessa FerrariVanessa Ferrari

10 novembre 1990

Elisabetta PreziosaElisabetta Preziosa

21 settembre 1993

Carlotta FerlitoCarlotta Ferlito

15 febbraio 1995

Francesca DeagostiniFrancesca De Agostini

5 agosto 1996

Erika FasanaErika Fasana

17 febbraio 1996

GINNASTICA RITMICA (ufficiale)

Concorso Individuale

Julieta CantaluppiJulieta Cantaluppi

24 gennaio 1985

Concorso Gruppi

Ginnastica RitmicaItalia

Elisa Santoni, Elisa Blanchi, Romina Laurito, Anzhelika Savrayuk, Andreea Stefenascu, Marta Pagnini

GINNASTICA TRAMPOLINO (ufficiale)

Individuale Maschile

Flavio CannoneFlavio Cannone

5 novembre 1981

JUDO (ufficiale)

60 kg Maschile

Elio VerdeElio Verde

10 settembre 1987

66 kg Maschile

Francesco FaraldoFrancesco Faraldo

14 febbraio 1982

81 kg Maschile

Antonio CianoAntonio Ciano

9 aprile 1981

90 kg Maschile

Roberto MeloniRoberto Meloni

20 febbraio 1981

48 kg Femminile

Elena MorettiElena Moretti

29 giugno 1987

52 kg Femminile

Rosalba ForcinitiRosalba Forciniti

13 febbraio 1986

57 kg Femminile

Giulia QuintavalleGiulia Quintavalle

6 marzo 1983

63 kg Femminile

Edwige GwendEdwige Gwend

11 marzo 1990 

70 kg Femminile

Erica BarbieriErica Barbieri

2 marzo 1981

LOTTA GRECO-ROMANA (ufficiale)

Maschile – 92 kg

Daigoro TimonciniDaigoro Timoncini

13 dicembre 1985

NUOTO (ufficiale)

50 stile libero maschile

Luca DottoLuca Dotto

18 aprile 1990

Marco OrsiMarco Orsi

11 dicembre 1990

100 stile libero maschile

Luca DottoLuca Dotto

18 aprile 1990

Filippo MagniniFilippo Magnini

2 febbraio 1982

200 stile libero maschile

Marco BelottiMarco Belotti

29 novembre 1988

400 stile libero maschile

Samuel PizzettiSamuel Pizzetti

16 ottobre 1986

1500 stile libero maschile

Gregorio PaltrinieriGregorio Paltrinieri

5 settembre 1994

Gabriele DettiGabriele Detti

29 agosto 1994

100 dorso maschile

Mirco Di ToraMirco Di Tora

19 maggio 1986

200 dorso maschile

Sebastiano RanfagniSebastiano Ranfagni

8 agosto 1985

100 rana maschile

Fabio ScozzoliFabio Scozzoli

3 agosto 1988

Mattia PesceMattia Pesce

3 dicembre 1989

100 farfalla maschile

Matteo RivoltaMatteo Rivolta

16 novembre 1991

200 misti maschile

Federico TurriniFederico Turrini

21 luglio 1987

400 misti maschile

Federico TurriniFederico Turrini

21 luglio 1987

Luca MarinLuca Marin

9 aprile 1986

Staffetta 4×100 stile libero maschile

Staffetta 4x200Italia

Luca Dotto, Marco Orsi, Michele Santucci, Filippo Magnini, Michele Rolla

Staffetta 4×200 stile libero maschile

Staffetta 4x200Italia

Gianluca Maglia, Marco Belotti, Filippo Magnini, Samuel Pizzetti, Alex Di Giorgio, Riccardo Maestri

Staffetta 4×100 mista maschile

Staffetta 4x200Italia

Mirco Di Tora, Matteo Rivolta, Mattia Pesce, Fabio Scozzoli, Filippo Magnini, Marco Orsi

50 stile libero femminile

Erika FerraioliErika Ferraioli

23 marzo 1986

200 stile libero femminile

Federica PellegriniFederica Pellegrini

5 agosto 1988

400 stile libero femminile

Federica PellegriniFederica Pellegrini

5 agosto 1988

100 dorso femminile

Arianna BarbieriArianna Barbieri

23 febbraio 1989

Elena GemoElena Gemo

17 marzo 1987

200 dorso femminile

Alessia FilippiAlessia Filippi

23 giugno 1987

100 rana femminile

Michela GuzzettiMichela Guzzetti

29 aprile 1992

200 rana femminile

Chiara BoggiattoChiara Boggiatto

17 febbraio 1986

100 farfalla femminile

Ilaria BianchiIlaria Bianchi

6 gennaio 1990

400 misti femminile

Stefania PirozziStefania Pirozzi

16 dicembre 1993

Staffetta 4×100 mista femminile

Staffetta 4x200Italia

Elena Gemo, Chiara Boggiatto, Ilaria Bianchi, Federica Pellegrini

Staffetta 4×200 stile libero femminile

Staffetta 4x200Italia

Diletta Carli, Alice Mizzau, Alice Nesti, Federica Pellegrini

Staffetta 4×100 mista femminile

Staffetta 4x200Italia

Elena Gemo, Arianna Barbieri, Michela Guzzetti, Chiara Boggiatto, Ilaria Bianchi, Alice Mizzau, Federica Pellegrini

NUOTO IN ACQUE LIBERE (ufficiale)

Maschile – 10 km

Valerio CleriValerio Cleri

19 giugno 1981

Femminile – 10 km

Martina GrimaldiMartina Grimaldi

28 settembre 1988

NUOTO SINCRONIZZATO (ufficiale)

Duo

Giulia Lapi e Mariangela PerrupatoItalia

Mariangela Perrupato, Giulia Lapi

PALLANUOTO (ufficiale)

Torneo Maschile

Pallanuoto MaschileItalia

Christian Presciutti, Valentino Gallo, Amaurys Perez, (Matteo Aicardi), Maurizio Felugo, Pietro Figlioli, Deni Fiorentini, Massimo Giacoppo, Alex Giorgetti, Niccolò Gitto, Giacomo Pastorino, Stefano Tempesti, Daniel Premus, Arnaldo Deserti

Torneo Femminile

Pallanuoto FemminileItalia

Elena Gigli, Simona Abbate, Elisa Casanova, Anikò Pelle, Federica Radicchi, Allegra Lapi, Tania Di Mario, Roberta Bianconi, Giulia Emmolo, Giulia Rambaldi, Aleksandra Cotti, Teresa Frassinetti, Giulia Gorlero

PALLAVOLO (ufficiale)

Torneo maschile

Volley FemminileItalia

Andrea Bari, Emanuele Birarelli, Dante Boninfante, Alessandro Fei, Andrea Giovi, Michal Lasko, Luigi Mastrangelo,  Samuele Papi, Simone Parodi, Cristian Savani, Dragan Travica, Ivan Zaytsev

Torneo Femminile

Volley FemminileItalia

Eleonora Lo Bianco, Giulia Rondon, Valentina Arrighetti, Simona Gioli, Jenny Barazza, Paola Cardullo, Paola Croce, Lucia Nosetti, Caterina Bosetti, Carolina Costagrande, Antonella Del Core, Francesca Piccinini

PENTATHLON MODERNO (ufficiale)

Maschile

Nicola BenedettiNicola Benedetti

26 dicembre 1985

Riccardo De LucaRiccardo De Luca

22 marzo 1986

Femminile

Sabrina CrognaleSabrina Crognale

8 agosto 1985

Claudia CesariniClaudia Cesarini

4 agosto 1986

PUGILATO (ufficiale)

Maschile – 42-46 kg

Manuel CappaiManuel Cappai

9 ottobre 1992

Maschile – 52 kg

Vincenzo PicardiVincenzo Picardi

20 ottobre 1983

Maschile – 56 kg

Vittorio ParrinelloVittorio Jahin Parrinello

8 agosto 1983

Maschile – 60 kg

Domenico ValentinoDomenico Valentino

17 maggio 1984

Maschile – 64 kg

Vincenzo MangiacapreVincenzo Mangiacapre

17 gennaio 1989

Maschile – 91 kg

Clemente RussoClemente Russo

27 luglio 1982

Maschile – +91 kg

Roberto CammarelleRoberto Cammarelle

30 luglio 1980

SCHERMA (ufficiale)

Fioretto Maschile a Squadre

Fioretto MaschileItalia

Andrea Cassarà, Andrea Baldini, Valerio Aspromonte, Giorgio Avola

Fioretto Maschile Individuale

Andrea CassaràAndrea Cassarà

3 gennaio 1984

Valerio AspromonteValerio Aspromonte

16 marzo 1982

Andrea BaldiniAndrea Baldini

19 dicembre 1985

Sciabola Maschile a Squadre

Sciabola maschileItalia

Aldo Montano, Diego Occhiuzzi, Luigi Tarantino, Luigi Samele

Sciabola Maschile Individuale

Aldo MontanoAldo Montano

18 novembre 1978

Diego OcchiuzziDiego Occhiuzzi

30 aprile 1981

Luigi TarantinoLuigi Tarantino

10 novembre 1972

Spada Maschile Individuale

Paolo PizzoPaolo Pizzo

4 marzo 1983

Fioretto Femminile a Squadre

Fioretto FemminileItalia

Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Ilaria Salvatori

Fioretto Femminile Individuale

Valentina VezzaliValentina Vezzali

14 febbraio 1974

Elisa Di FranciscaElisa Di Francisca

13 dicembre 1982

Arianna ErrigoArianna Errigo

6 giugno 1988

Spada Femminile a Squadre

Spada FemminileItalia

Bianc a Del Carretto, Mara Navarria, Rossella Fiamingo, Nathalie Moellhausen

Spada Femminile Individuale

Bianca Del CarrettoBianca Del Carretto

28 agosto 1085

Rossella FiamingoRossella Fiamingo

14 luglio 1991

Mara NavarriaMara Navarria

18 luglio 1985

Sciabola Femminile Individuale

Gioia MarzoccaGioia Marzocca

22 giugno 1979

Irene VecchiIrene Vecchi

10 giugno 1989

SOLLEVAMENTO PESI (ufficiale)

56 kg

Mirco ScarantinoMirco Scarantino

16 febbraio 1995

SPORT EQUESTRI (ufficiale)

Dressage Individuale

Valentina TruppaValentina Truppa

18 marzo 1986

Concorso Completo Individuale

Vittoria PanizzonVittoria Panizzon

14 settembre 1983

Stefano BrecciaroliStefano Brecciaroli

19 novembre 1974

TAEKWONDO (ufficiale)

Maschile – 80 kg

Mauro SarmientoMauro Sarmiento

10 aprile 1983

Maschile – + 80 kg

Carlo MolfettaCarlo Molfetta

15 febbraio 1984

TENNIS (ufficiale)

Singolare Maschile

Andreas SeppiAndreas Seppi

21 febbraio 1984

Fabio FogniniFabio Fognini

24 maggio 1984

Doppio Maschile

DoppioItalia

Daniele Bracciali – Andreas Seppi

Singolare Femminile

Sara ErraniSara Errani

29 aprile 1987

Flavia PennettaFlavia Pennetta

25 febbraio 1982

Roberta VinciRoberta Vinci

18 febbraio 1983

Francesca SchiavoneFrancesca Schiavone

23 giugno 1980

Doppio Femminile

Vinci-ErraniItalia

Sara Errani-Roberta Vinci

Pennetta-SchiavoneItalia

Flavia Pennetta-Francesca Schiavone

Doppio Misto

Doppio MistoItalia

da definire

TENNIS TAVOLO (ufficiale)

Singolare Maschile

Mihai BobocicaMihai Bobocica

8 settembre 1986

 

Singolare Femminile

Wenling Tan MonfardiniWenling Tan Monfardini

28 ottobre 1972

TIRO A SEGNO (ufficiale)

Carabina 10m Maschile

Niccolò CamprianiNiccolò Campriani

6 novembre 1987

Marco De NicoloMarco De Nicolo

30 settembre 1977

Carabina Libera a Terra maschile

Niccolò CamprianiNiccolò Campriani

6 novembre 1987

Marco De NicoloMarco De Nicolo

30 settembre 1976

posizioni maschile

Niccolò CamprianiNiccolò Campriani

6 novembre 1987

Marco De NicoloMarco De Nicolo

30 settembre 1976

Pistola 10m maschile

Luca TesconiLuca Tesconi

3 gennaio 1982

Pistola 50m maschile

Francesco BrunoFrancesco Bruno

15 giugno 1968

Giuseppe GiordanoGiuseppe Giordano

16 luglio 1974

Carabina 10m Femminile

Elania NardelliElania Nardelli

7 luglio 1987

Petra ZublasingPetra Zublasing

30 giugno 1989

Carabina Sportiva 3 Posizioni femminile

Elania NardelliElania Nardelli

7 luglio 1987

Petra ZublasingPetra Zublasing

30 giugno 1989

TIRO A VOLO (ufficiale)

Fossa Maschile

Giovanni PellieloGiovanni Pellielo

11 gennaio 1970

Massimo FabbriziMassimo Fabbrizi

27 agosto 1977

Fossa Femminile

Jessica RossiJessica Rossi

7 gennaio 1992

Skeet Maschile

Ennio FalcoEnnio Falco

3 gennaio 1968

Luigi Agostino LoddeLuigi Agostino Lodde

19 aprile 1980

Double Trap Maschile

Francesco D'AnielloFrancesco D’Aniello

21 maggio 1964

Daniele Di SpignoDaniele Di Spigno

19 settembre 1974

Skeet Femminile

Chiara CaineroChiara Cainero

24 marzo 1977

TIRO CON L’ARCO (ufficiale)

Squadre Maschile

Tiro Arco MaschileItalia

Michele Frangilli, Marco Galiazzo, Mauro Nespoli

Individuale Maschile

Michele FrangilliMichele Frangilli

1 maggio 1976

Marco GaliazzoMarco Galiazzo

7 maggio 1983

Mauro NespoliMauro Nespoli

22 novembre 1987

Squadre Femminile

Arco FemminileItalia

Natalia Valeeva, Pia Lionetti, Jessica Tomasi

Individuale Femminile

Pia LionettiPia Lionetti

26 febbraio 1987

Jessica TomasiJessica Tomasi

3 luglio 1986

Natalia ValeevaNatalia Valeeva

15 novembre 1969

TRIATHLON (ufficiale)

Maschile

Alessandro FabianAlessandro Fabian

7 gennaio 1988

Davide UccellariDavide Uccellari

11 ottobre 1991

Femminile

Anna Maria MazzettiAnna Maria Mazzetti

25 agosto 1988

TUFFI (ufficiale)

Trampolino Maschile 3 metri

Michele BenedettiMichele Benedetti

17 dicembre 1984

Tommaso RinaldiTommaso Rinaldi

18 gennaio 1991

Trampolino Femminile 3 metri

Tania CagnottoTania Cagnotto

15 maggio 1985

Francesca DallapèFrancesca Dallapè

24 giugno 1986

Piattaforma Maschile 10 metri

Francesco Dell'UomoFrancesco Dell’Uomo

8 gennaio 1987

Andrea ChiarabiniAndrea Chiarabini

12 marzo 1995

Piattaforma Femminile 10 metri

Noemi BatkiNoemi Batki

12 ottobre 1987

Brenda SpazianiBrenda Spaziani

2 gennaio 1984

Trampolino Femminile 3 metri Sincro

Francesca Dallapè e Tania CagnottoItalia

Tania Cagnotto, Francesca Dallapè

VELA (ufficiale)

RS:X Maschile

Federico EspositoFederico Esposito

2 luglio 1986

Laser Standard Maschile

Michele RegoloMichele Regolo

17 agosto 1978

Finn Maschile

Filippo BaldassarriFilippo Baldassarri

22 luglio 1988

470 Maschile

Gabrio Zandonà e Pietro ZucchettiItalia

Gabrio Zandonà, Pietro Zucchetti

49ers

Giuseppe Angilella e Gianfranco SibelloItalia

Giuseppe Angilella, Gianfranco Sibello

RS:X Femminile

Alessandra SensiniAlessandra Sensini

26 gennaio 1970

Laser Radial Femminile

Francesca ClapcichFrancesca Clapcich

28 gennaio 1988

470 Femminile

Giulia Conti e Giovanna MicolItalia

Giulia Conti, Giovanna Micol

Auguri a tutti i nostri giovani atleti
Paola

Il voto anticipato può battere lo spread?

 di Eugenio Scalfari • 22-Lug-12 Per stroncare queste aspettative della speculazione e dei mestatori d’ogni risma e colore non sarebbe meglio interrompere subito la legislatura aprendone un’altra?
La giornata di venerdì non è stata la più felice sui mercati europei. In particolare non lo è stata per la Spagna e per l’Italia, ma – almeno per noi – nulla che somigliasse a un’ondata di panico. Quella mattina il governo ha lavorato tranquillamente esaminando una serie di provvedimenti in gestazione. Monti ha dichiarato che “il contagio era da tempo un problema con il quale ci si deve misurare” e che “l’Italia i suoi compiti li ha già fatti e altre manovre restrittive non sono e non saranno all’ordine del giorno”. Il giorno prima si era recato al Quirinale.
L’incontro è stato messo in relazione – da alcune voci interessate a diffondere nervosismo e incertezza – con il ribasso delle Borse e con il “contagio”, come se il premier l’avesse scoperto solo allora; i ribassisti sono specializzati nel manipolare i fatti per rendere più profittevoli le loro iniziative. Sta di fatto che il colloquio con il Quirinale aveva tutt’altro tema; un tema che Monti sta rimuginando da tempo e che al punto in cui siamo riteneva indispensabile sottoporre al capo dello Stato: l’eventuale anticipo delle elezioni entro il prossimo ottobre anziché attendere l’aprile del 2013 come finora si pensava e come i tre partiti della “strana maggioranza” si erano impegnati a garantire. Non crisi pilotata, dunque, ma scioglimento delle Camere e nuove elezioni.
Un capovolgimento così imprevisto deriva evidentemente da un accurato esame della situazione politica ed economica.
E Monti lo spiega così: a partire dalla ripresa settembrina i partiti entreranno di fatto in campagna elettorale; le distanze e le crepe all’interno della strana maggioranza aumenteranno per ovvie ragioni elettorali e le forze d’opposizione a loro volta accresceranno i toni per convogliare i voti dei ceti che sopportano i maggiori sacrifici della politica di rigore. Insomma, l’atmosfera peggiorerà e l’azione di governo rischierà di risultare paralizzata, come in parte sta già avvenendo.
I mercati ne approfitteranno spargendo sul fuoco politico il loro olio ribassista. Continuare in queste condizioni fino all’aprile senza sapere come andranno le elezioni, chi verrà dopo Monti e con quale programma, è un rischio enorme che spiega fin d’ora almeno una parte del nervosismo che deprime i listini e accentua lo sbilanciamento degli “spread”.
Per stroncare queste aspettative della speculazione e dei mestatori d’ogni risma e colore non sarebbe meglio interrompere subito la legislatura aprendone un’altra? Con una maggioranza non più “strana” ma questa volta politica che abbia come programma di proseguire la linea montiana in un quadro europeo dove il mantenimento del rigore sia finalmente affiancato da un vero sviluppo e da una tangibile equità sociale? Questo è stato l’argomento principale dell’incontro al Quirinale.
Venerdì Monti ha preso il treno per Milano alle 17 per passare finalmente un weekend in santa pace con la moglie sul Lago Maggiore. Evidentemente non era affatto sconvolto dal panico. Sapeva che il collocamento dei titoli alle aste in scadenza non presenta difficoltà, confidava (e confida) che sia l’Olanda sia la Finlandia ritireranno i loro veti all’operazione del fondo “salva Stati” sugli “spread” da lui patrocinata; aveva avuto un colloquio importante e rassicurante con Draghi.
Ora aspetta che Napolitano rifletta sull’ipotesi di elezioni anticipate per poi decidere il da farsi dopo le necessarie consultazioni informali con i partiti che sostengono il governo.
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Che cosa pensi Napolitano su quest’argomento è impossibile dirlo, ma un punto è chiaro: il calendario è strettissimo. Se si decidesse di votare entro la fine di ottobre bisognerebbe sciogliere le Camere nella seconda metà di settembre. Prima di allora occorre che il Parlamento approvi una nuova legge elettorale perché andare a votare con questa è escluso: darebbe legittimamente fiato alle trombe dell’antipolitica con esiti probabilmente catastrofici per la democrazia italiana. Lo sfascismo si rifletterebbe moltiplicato per cento sui mercati. Insomma una vera tragedia non solo per l’Italia ma per l’Europa.
Le conseguenze sul calendario rendono strettissimo il margine di tempo per approvare la legge elettorale: dev’essere approvata entro la prima metà di settembre. Tenendo conto che le Camere lavoreranno fino al 10 agosto e riprenderanno alla fine del mese ci sono venti giorni a partire da domani e quindici giorni in settembre. Il tempo c’è purché ci sia un accordo e l’accordo è in teoria raggiungibile: una legge con criteri proporzionali ma con un premio di governabilità per il partito che raggiunga la maggioranza relativa, restituendo agli elettori la possibilità di scegliere i candidati attraverso collegi uninominali e/o voti di preferenza alle liste, oppure un mix tra questi due sistemi, con soglie per evitare un eccessivo frazionamento. Infine, possibilità di coalizioni e nessun nome di leader sulle schede elettorali.
Questi sono i problemi sul tappeto, derivanti in parte dal calendario in parte dalla capacità dei partiti di varare in tempo utile una legge elettorale decente, più o meno di questo tipo.
La decisione naturalmente spetta al presidente della Repubblica al quale la Costituzione conferisce il potere di scioglimento anticipato della legislatura. Dice esattamente così la Costituzione e non mette alcun paletto a questa prerogativa presidenziale. Naturalmente non sarebbe certo uno scioglimento determinato dal cattivo esito della politica di Monti. Al contrario: proverrebbe da una valutazione positiva dell’operato del governo e dai suoi dieci mesi di attività. Di qui la necessità di proseguire quella politica non più affidandola ad un governo tecnico ma con la diretta partecipazione di esponenti politici, come del resto Monti avrebbe voluto che avvenisse anche nel governo attuale. Ma quale maggioranza verrà fuori dalle elezioni? E quale sarà la posizione di Monti nel nuovo governo
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Sarebbe molto interessante poter entrare nella testa di Giorgio Napolitano ma è escluso che si possa entrare nella testa e nei pensieri di chicchessia, visto che è difficilissimo perfino entrare nella propria. Una cosa però è certa: anche Napolitano starà riflettendo sulle questioni fin qui indicate perché è a lui che tocca decidere ed è molto grande la responsabilità che gli incombe.
Riflettiamo anche noi. È possibile che un partito come il Pd proponga ai suoi elettori un’alleanza politica che attui il programma economico montiano ed abbia come alleato il partito di Berlusconi?
La risposta è sicuramente no. Il Pd è attualmente collocato tra il 25 e il 30 per cento dei voti con un bacino potenziale di oltre il 40 per cento, in presenza di un astensionismo del 35 e d’uno strato di indecisi del 15 per cento. Una parte notevole dei votanti per il Pd e del bacino potenziale ha la fisionomia di quella che un tempo si chiamava sinistra democratica. La sinistra democratica può essere disponibile ad allearsi con partiti d’ispirazione liberale, non certo con il partito proprietario berlusconiano. In esso i veri liberali non mancano. Si facciano avanti.
Se non ora quando?
Pensare che il Pd – auspicabilmente partito di maggioranza relativa – si allei non dico con Berlusconi ma con Cicchitto, Gasparri, La Russa “et similia”, sembra da escludere. Nasca una vera destra repubblicana e si alterni in futuro con la sinistra democratica e liberale, ma queste sono ipotesi desiderabili e futuribili. Il tema di oggi è un altro e si risolve con un’alleanza della sinistra democratica con un centro liberale per proseguire il montismo dando spazio allo sviluppo e all’equità, naturalmente nel quadro europeo.
Facile dirlo, ma che cosa significa esattamente “il quadro europeo”?
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Avviso i lettori che hanno avuto la cortesia di seguirmi fin qui che ora il tema diventa più complesso, entrano in gioco altri personaggi e altre forze. Cercherò di essere il più chiaro possibile.
Il quadro europeo ha come obiettivo finale la nascita di uno Stato federale al quale gli Stati nazionali cedano una parte della loro sovranità, soprattutto per quanto riguarda la politica di bilancio e quindi il fisco, la spesa, la politica dell’immigrazione, le grandi opere infrastrutturali europee, i diritti e i doveri di cittadinanza.
In questo quadro, la Germania ha un ruolo di grande rilievo ma insieme con lei ce l’hanno tutti gli altri Paesi dell’eurozona ed anche alcuni che sono al di fuori di essa. Ruoli altrettanto importanti di quello tedesco ce l’hanno la Francia, l’Italia, la Spagna.
Il punto d’arrivo di questo processo è condiviso da tutti i protagonisti a cominciare dalla cancelliera Angela Merkel, quindi si procede compatti verso l’obiettivo finale anche se in tutti i Paesi esistono falchi che si oppongono e interessi che reclamano tutela. Ma c’è un però: anche se la squadra degli esperti sta lavorando intensamente sui dossier del futuro Stato federale, quanto tempo ci vorrà? Gli ottimisti dicono cinque anni, i pessimisti dicono dieci. Ebbene, non si può aspettare tanto, è necessario che nel frattempo accada qualcosa di efficace e di importante.
Efficace e importante è l’unione bancaria, un’assicurazione che garantisca i depositi e la vigilanza sugli istituti di credito demandata alla Bce. Anche su questi obiettivi tutti i protagonisti sono d’accordo ed anche qui esistono falchi e interessi conservatori. Ma quanto tempo ci vorrà? Gli ottimisti dicono un anno, i pessimisti due. Si va avanti a tutta forza ma non basta. A questo punto entra necessariamente in scena Mario Draghi.
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Draghi ha accordato un’intervista a Le Monde che oggi pubblica anche il nostro giornale. L’intervista è importante ed è anche una novità perché il presidente della Bce non ama parlare con i giornali. Questa volta l’ha fatto e l’ha fatto bene. Segno che era il momento giusto.
Enumera anzitutto quali sono i poteri e lo “status” della Banca centrale da lui guidata. Anzitutto la sua indipendenza dai governi, poi le cose che può fare e quelle che non può fare. Non può intervenire a sostegno dei debiti sovrani, cioè non può partecipare alle aste di quei titoli. Deve vegliare sulla stabilità della moneta e dei prezzi. Deve vigilare sulla stabilità finanziaria. Può intervenire per rassicurare quelle due stabilità, ma, ha aggiunto, che per ora non c’è alcuna minaccia né alla moneta né alla finanza, per ora dunque non c’è bisogno d’intervenire.
Ma se quel bisogno ci fosse? “Allora si vedrà” ha risposto. Poi, sollecitato ulteriormente: “Probabilmente qualche cosa faremo”.
Qual è esattamente l’intervento che potrebbe effettuare oltre a quello “non convenzionale” che fece nel dicembre e nel gennaio scorsi prestando a tre anni e all’1 per cento di interesse mille miliardi al sistema bancario europeo?
Può intervenire sul mercato secondario dei titoli per calmierare lo “spread”. L’ha già fatto ampiamente nell’autunno del 2011 acquistando titoli italiani e spagnoli ma anche francesi e austriaci, forse perfino tedeschi.
Questo dovrebbe fare adesso. È necessario? Sì, caro Mario Draghi, è necessario e nessuno lo sa meglio di te. Basterebbe l’annuncio e un inizio d’intervento per spuntare le unghie della speculazione che vuole disarticolare il sistema euro.
Questo tipo d’intervento consentirebbe di arrivare in buone condizioni alla nascita dell’unione bancaria, darebbe tranquillità ai governi che potrebbero procedere al taglio delle spese non necessarie e all’abbattimento di alcune imposte sul lavoro e sugli investimenti.
Draghi è il guardiano della stabilità del sistema, i poteri li ha. E anche qui diciamo: se non ora quando?
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C’è un ultimo tema che merita qualche riflessione. Apparentemente non ha alcun collegamento con gli argomenti trattati fin qui, ma non è così, il collegamento c’è: l’attacco in corso contro il presidente della Repubblica persegue un fine di destabilizzazione al tempo stesso istituzionale e politico. Vuole colpire Napolitano e indebolire Monti. Non a caso è portato avanti da gruppi e persone che mettono sotto accusa sia Napolitano sia Monti: Grillo, Di Pietro, i giornali berlusconiani, “il Fatto Quotidiano”. L’accusa a Monti è la solita: ha imposto sacrifici insopportabili ai soliti noti. Tralascio di confutarlo visto che lo faccio da quando questo governo si è insediato.
L’accusa contro Napolitano è di voler impedire l’accertamento della verità nella trattativa tra lo Stato e la mafia. Risale, quella trattativa, agli anni 1992-93. Napolitano non era al Quirinale, c’è arrivato nel 2006, tredici anni dopo e si è sempre battuto affinché quella verità fosse accertata. L’ha ricordata nel suo messaggio di tre giorni fa nella ricorrenza della morte di Borsellino e della sua scorta, indirizzato a tre destinatari: il Consiglio superiore della magistratura, la Procura di Palermo e la moglie e il figlio del magistrato ucciso in via D’Amelio a Palermo.
Ha ricordato le sue battaglie contro la mafia, ha indicato le date e i nomi dei caduti, dei sindacalisti, dei magistrati, dei politici di sinistra, a partire della strage di Portella della Ginestra.
Ha confermato che le indagini della Procura di Palermo possono e debbono proseguire, che raggiungere la verità è un impegno che lo vede parte attiva e partecipe. Ha ripetuto che quell’accertamento deve avvenire nel rispetto della normativa evitando sovrapposizioni ed errori e poi ha ribadito il suo diritto-dovere di chiedere alla Corte costituzionale il chiarimento sulle prerogative del Quirinale sulla base dell’articolo 90 della Costituzione.
Qual è dunque l’accusa? Non c’è, è inventata, è una manipolazione di marca eversiva. Il tema è di capire se il ricorso – necessario – di Napolitano alla Corte impedisca l’accertamento della verità sulla morte di Borsellino. Un accertamento che non ha e non può avere come obiettivo la cosiddetta verità storica, ma la verità che riguarda i reati, quali reati e commessi da chi. Finora e da vent’anni questa verità non è stata accertata o lo è stata in modo drammaticamente sbagliato. Speriamo che in futuro lo sia. Di questo si tratta e non di altro.
E’ forse utile ricordare a chi finge di non saperlo che questo giornale ha fatto della lotta contro la mafia uno dei suoi compiti principali nel quale si sono impegnati i nostri migliori giornalisti da Giorgio Bocca a Giuseppe D’Avanzo a tutta la redazione di Palermo. Mafia siciliana, mafia calabrese e camorra. Grillo a quell’epoca faceva un altro mestiere e Travaglio aveva i calzoni corti.
La Procura di Palermo farà ciò che deve e aspetti, solo per quanto riguarda il tema delle attribuzioni, la sentenza della Corte col rispetto che le è dovuto. E ricordi che le Procure cercano indizi e prove ma chi poi accerta i fatti è il giudice e non il titolare dell’accusa. La mia laurea in Legge mi consente di ricordare questo aspetto elementare che molti ignorano ed alcuni fingono di dimenticare.