E’ ora di cambiare

 Con tutti i problemi che oggi i cittadini, le famiglie e le aziende che operano in città vivono, apprendere, dalla stampa locale, delle lotte di potere all’interno delle liste latiniane che avanzano la presunzione di rappresentare il nuovo, è davvero deprimente.

Mentre i problemi di giorno in giorno crescono, Latini&Simoncini non hanno meglio, null’altro da pensare che alle loro lotte di potere.
Si parla già di chi sarà il nuovo Sindaco e ne esce comunque un dato certo: Simoncini  è delegittimato da Latini e dalle sue liste.

Di fatto il loro candidato per le prossime comunali sarà o Latini stesso ( che bella novità ! ) o un altro componente dell’attuale Giunta. Tra questi non compare però il nome di Simoncini.
Soltanto se un Sindaco opera bene, la candidatura è conseguenziale. Evidentemente le stesse Liste “Sim&Latini” hanno già pronunciato la sentenza che del resto è sotto gli occhi di tutti e che noi del PD abbiamo sempre denunciato: Simoncini è inadeguato ad amministrare la città di Osimo e le conseguenze le viviamo tutti sulla nostra pelle.

L’ultimo episodio è dato dalla pubblicazione su 5 Torri del suo editoriale. Che bella dimostrazione di democrazia attaccare la consigliera comunale Andreoni su un giornale finanziato con denaro pubblico senza dare alla stessa il diritto di replica !
Un Sindaco del genere dovrebbe avere soltanto la decenza del silenzio e della vergogna e dovrebbe semplicemente ammettere la sua totale inadeguatezza a rivestire un ruolo che non ha le competenze sufficienti per ricoprire.

Alla luce di tutto ciò se ancora ha un sussulto di dignità, anche alla luce della palese sfiducia che gli stanno tributando le sue liste di riferimento, dovrebbe rassegnare subito le sue dimissioni !
Certo Osimo non aspetta però il ritorno di Latini, di disgrazie ne abbiamo già avute tante e questa sarebbe proprio il caso ci venisse risparmiata !

     Paola Andreoni
capo gruppo PD Osimo

2 agosto 1980, una strage ancora in cerca di verità

Condivido  e vi invito a firmare l’appello online dell’associazione LibertàGiustizia

Processare lo Stato infedele
2 agosto 1980, strage alla stazione di Bologna

Trentadue anni dopo si debbono rompere il silenzio e le ipocrisie che hanno coperto la verità, respingendola nelle zone più buie e inesplorabili dello Stato.
Trentadue anni dopo è il momento di dare alle cerimonie di ricordo il senso di una esigenza senza appello: vogliamo sapere e vogliamo giustizia. Su tutte le stragi che tra il 1969 e il 1993 hanno massacrato 154 persone e ne hanno ferite alcune migliaia. Vite stroncate d’un colpo, “di segreto in segreto, di deviazione in deviazione” come scrisse Norberto Bobbio, per fini ormai chiari a chi voglia sapere e ricordare.
Noi non ci rassegniamo. Vogliamo giustizia e vogliamo che la storia d’Italia racconti questa pagina drammatica senza ombre, senza cautele, senza “rispetto” per tutti i protagonisti, dai mandanti a chi sapeva e permise, ai depistatori, agli esecutori.
Non è troppo tardi e non può esistere su questa storia alcun diritto all’oblio.
Non si disse che era ormai tardi, quando si decise di cercare di stanare gli autori delle stragi naziste, svuotando gli armadi della vergogna. E ancora oggi una magistratura che non si rassegna insiste a cercare, denunciare, e processare.
Non dissero che era troppo tardi gli argentini che il 4 luglio scorso hanno condannato l’ottantasettenne ex dittatore Jorge Videla a 50 anni di carcere per il sequestro dei figli dei desaparecidos, in quell’efferato programma di “ristrutturazione nazionale” ideato dall’ammiraglio Massera, iscritto alla Loggia P2 di Licio Gelli.
Oggi è possibile anche in Italia non rassegnarsi: la disponibilità di una gran massa di documenti raccolti da varie magistrature rende doverose una nuova lettura e la ricerca di tutte le possibili correlazioni sulle verità indicibili.
Oggi è inevitabile scavare nella storia di quella guerra non ortodossa scatenata alla fine degli anni sessanta per controllare la democrazia italiana, indirizzandone la strada: quanti degli strumenti preparati allo scopo, quante delle formazioni create sugli avanzi di gruppi della Repubblica sociale e finanziate direttamente dallo Stato italiano perché diffondessero il terrore, operarono oltre ogni controllo politico e parlamentare?
Quanti sapevano e parteciparono alla strategia affidata a Gladio, alla P2, a Ordine Nuovo, all’Anello, alla mafia in Sicilia e nel continente?
Non è troppo tardi per scrivere fino in fondo la storia del 2 agosto 1980, degli 85 morti e dei 200 feriti alla stazione di Bologna.
Dopo trentadue anni si ha tutto il diritto di pensare che lo Stato occulto stia lavorando ancora oggi al servizio di chi vuole coprire la trattativa con i boss siciliani che ordinarono le stragi del ’92 e del ’93.
Dopo trentadue anni si ha tutto il diritto di pensare che la strategia non sia cambiata e le persone coinvolte e quelle che “sanno” forti di un eterno potere di ricatto, siano ancora al centro della vicenda politica italiana.
E’ stato detto che la vera “ragion di Stato” è fare chiarezza sui “delitti di Stato”, dello Stato infedele. Finché i misteri resteranno tali, sulla nostra democrazia graverà un’ombra pesante.
Chiediamo alle istituzioni, compresa la magistratura, di adoperarsi concretamente per rendere possibile questo obiettivo di civiltà e di giustizia.

per firmare apri il link

Anche io ho firmato:
314) Paola Andreoni, AN
” Uno dei misteri più terribili di questo Paese, ridateci la VERITA’ “