Corrotti, restituite quanto avete rubato. Basta rubare !

Corrotti, restituite quanto avete rubato. Basta rubare !
Lo dice Don Ciotti, fondatore di “Libera”, che scende in campo per la legge anticorruzione.

Dopo lo scandalo alla Regione Lazio,occorre che sia approvato con urgenza il disegno di legge anticorruzione. Ora la reazione deve essere forte e secca. Bisogna fare subito la legge anticorruzione il governo vada avanti, il Parlamento l’appoggi. Il PD c’è. Questa è l’unica risposta per ridare un minimo di credibilità alla politica.
Speriamo che il Pdl presti ascolto. Ma se non prestasse ascolto il Governo dei tecnici deve andare avanti determinato come ha fatto con  la legge di riforma del lavoro. Stiamo a vedere.

Paola

Firma anche tu….. ORA 

è domenica 30 settembre

Un antica storia d’oriente

 Un uomo che camminava nel deserto vide, di lontano, un mostro spaventoso.
Il mostro gli si avvicinò e il viandante si rese conto che non era un mostro, era un uomo brutto e orribile.
Poi si avvicinò ancora e vide che era semplicemente un uomo stanco; poi riuscì a guardarlo in viso e riconobbe suo fratello.

Un’antica storia dell’Oriente

Aumentata l’Imu agli artigiani ed alle imprese osimane: è il governo delle “liste Simoncini&Latini”

L’amministrazione Comunale continua a tenere troppo alta la spesa e, per garantire l’equilibrio di bilancio, mette le mani, ancora una volta, nelle tasche dei cittadini osimani e delle imprese osimane aumentando l’IMU.
Alla faccia dello slogan “ad Osimo riparte la città:ripartono le imprese”. L’effetto del fondo di 50.000€ destinato alle imprese, viene di fatto reso inefficace dall’aumento dell’IMU che va a gravare e a chiedere ancora sacrifici alle imprese stesse.
D’altronde questo è il frutto di una miope politica delle liste “Simoncini&Latini” che dopo anni di spese allegre ed incontrollate sono costrette, per mantenere gli alti costi di gestione, a tassare di nuovo i cittadini osimani.

Il Partito Democratico, respingendo la proposta di delibera sull’aumento dell’Imu, in Consiglio Comunale ancora una volta ha chiesto all’amministrazione di concentrarsi su una revisione della spesa che ha raggiunto, per la nostra città, un livello non più sostenibile.
Si è, di nuovo, chiesto di verificare:
le spese al fine di eliminare quelle ripetitive ed inutili (accelerando l’attuazione di quanto previsto in riferimento al taglio delle spese dei consigli di amministrazione delle partecipate, provvedimento approvato in consiglio comunale durante i mesi estivi);
l’utilità di mantenere a stipendio gli assessori che, vista l’esternalizzazione dei servizi, si sono ridotti a presenziare le inaugurazioni e i tagli di nastro: Osimo non ha bisogno di questo;
le spese per campagne pubblicitarie televisive degli amministratori osimani;
le spese degli addetti stampa che gravano proprio sui bilanci della partecipata addetta ai servizi sociali, l’Asso;
le spese degli affitti di garages privati (utilizzati come magazzini) che garantiscono per 6 anni con tanto di aumento annuale istat introiti ingiustificati a privati (dato che l’amministrazione possiede locali propri);
la massima trasparenza sui costi di gestione delle società partecipate adottando il bilancio consolidato, provvedimento non più rinviabile che ha lo scopo di tenere sotto vero controllo e in maniera chiara e trasparente la spesa al fine di salvaguardare gli equilibri di bilancio .
Inoltre si è richiesto di garantire sostegno, anche attraverso agevolazioni tariffarie dei servizi a domanda individuale, ai soli cittadini e alle sole famiglie che realmente si trovano in condizioni di difficoltà economiche. Non è più accettabile che si continuino ad elargire servizi semigratuiti anche a coloro che hanno alti redditi, poiché questo significa che ci sarà qualcuno che pagherà anche per mantenere questi.
Ci sono anche altre categorie di famiglie che vanno considerate (ad esempio quelle che non riescono più a mantenere i propri figli all’ Università) e che dall’attuazione della “perequazione sociale”, così come applicata dall’Amministrazione Osimana ( si aumenta l’IMU per mantenere la gratuità dei servizi a domanda individuale a tutti indistintamente), non trovano certo giovamento.

L’amministrazione delle liste “Simoncini&Latini” non ha fatto e non sta facendo  nulla di tutto questo.  In questi anni le “civiche” osimane sono state solo capaci di aumentare e tenere altissimo il livello di pressione fiscale,  in nome delle spese già fatte e dei debiti da pagare,  in barba alle difficoltà economiche delle famiglie e delle aziende  e facendo finta che  non è responsabilità loro di tutto questo.

Ma il colpo si scena lo hanno fatto ieri sera in consiglio comunale i consiglieri di maggioranza che, si sono accorti che dopo 15 anni di spesa allegra ed incontrollata che ha caratterizzato il governo delle liste civiche, hanno presentato, con tanto di documento scritto, il “pianto di coccodrillo” facendo un penoso “mea culpa” e dando una sorta di ultimatum al sindaco Simoncini e alla sua giunta perché provvedano entro il 31 ottobre 2012 alla presentazione di un piano di risparmi da valutare !.
Si potrebbero aggiungere numerose considerazioni che voglio risparmiare poiché ritengo che un passaggio dello stesso documento, firmato dai capigruppo Sabbatini e Beccacece, sia molto più eloquente e la dice lunga su come fino ad ora le liste “Simoncini&Latini hanno amministrato:  “…. un piano di risparmi perchè…la nostra città viene prima degli interessi personali…”.

Dove sono stati finora, in tutti questi anni, i consiglieri della maggioranza ? Come la Polverini ( governatrice Lazio) non hanno mai visto ? Non hanno mai udito ?  Ma sicuramente non hanno mai parlato !.

Paola Andreoni capogruppo PD

Quante gocce di rugiada…

 

    Una nota per ogni domenica

 Una  canzone un po’ datata, ma che riesce sempre ad essere talmente attuale, ed inarrivabile al tempo stesso!

                                                                                        –

               –

Buona Domenica a tutti Voi

Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole ma non c’è.
Dorme ancora la campagna o forse no,
è sveglia, mi guarda, non so…

 

 

Cordoglio per la morte del magistrato Pier Luigi Vigna

Ho appreso con dolore della scomparsa di Pier Luigi Vigna.

A nome mio personale e di tutti i Democratici osimani, ricordo con gratitudine l’impegno fervido e appassionato speso da Pier Luigi Vigna nel corso di una vita intera a servizio della legalità e della giustizia,  nelle vesti di Procuratore Nazionale Antimafia, sempre esposto in prima persona sul versante della lotta contro ogni forma di criminalità, animato da profondo senso dello Stato e delle Istituzioni, in difesa di un’Italia più giusta e migliore.

Grazie e le più sentite cordoglianze  alla famiglia di questo bravo servitore dello Stato.

Paola

Venerdì 28 settembre 2012, Consiglio Comunale

VENERDI’ 28  SETTEMBRE 2012 –  alle ore 20,30  CONSIGLIO COMUNALE

e per la discussione degli eventuali punti non  terminati

SABATO 29  SETTEMBRE 2012 –  alle ore 9  CONSIGLIO COMUNALE

Per discutere il seguente ordine del giorno:

1) Comunicazioni del Sindaco:
2) Rideterminazione delle aliquote per l’applicazione dell’Imposta Municipale Propria “IMU” – Anno 2012. –
3) Salvaguardia equilibri del Bilancio di Previsione 2012 – Art.193 del D.Lgs. n.267/2000 – Verifica dello stato di attuazione dei programmi e del permanere degli equilibri generali di Bilancio ed approvazione variazioni conseguenti.;


per seguire il Consiglio Comunale in diretta audio
dalle ore 20,45   di Venerdì 28 Luglio

Clicca per ascoltare

SE IL CAMPIONATO DI CALCIO FOSSE COME L’ANNO SCOLASTICO

da “TUTTOSCUOLA” 25 settembre 2012. Ve lo immaginate il campionato di calcio che comincia con squadre incomplete, in attesa che i titolari definiscano il contratto, utilizzando per le prime partite i ragazzi della primavera? Oppure prive del portiere titolare e di quello in seconda, costrette a mettere in porta un ragazzino non tesserato o il raccattapalle? Non l’immaginate.

Ve l’immaginate una squadra che scende in campo per le prime partite soltanto con dieci giocatori, senza nessuna riserva in panchina e con la speranza che nessuno si acciacchi e finisca in infermeria? E con il coach, il mister, che, mentre chiede comprensione ai tifosi, tempesta di telefonate i dirigenti della società per avere i rinforzi per la squadra ancora a ranghi incompleti?

Non l’immaginate, vero?

No. Non riuscite certamente a immaginare una disgrazia del genere, da incubo per milioni di tifosi.

Eppure la scuola, da tanti anni (troppi) il suo campionato lo comincia così.

Manca sempre qualche titolare (docente) e i sostituti (supplenti annui) arrivano con il contagocce, mentre il coach (dirigente scolastico) tappa i vuoti dei posti mancanti con supplenti che rimarranno in campo fino all’arrivo dell’avente titolo (una formulazione burocratica inventata dalla società, pardon, dall’Amministrazione per giustificare i ritardi cronici nelle nomine).

Poi capita che, quando la squadra ha già disputato le prime partite e il campionato, bene o male è partito, qualche titolare viene trasferito improvvisamente in altra squadra (assegnazione provvisoria in altra provincia).

E i tifosi (pardon, i genitori) se la prendono con il coach (che per fortuna, a differenza del calcio, almeno non perde la panchina). È la scuola d’inizio campionato, bellezza. (LINK all’articolo originale)

Vitalizi a pioggia e pensione a 50 anni: alla Regione Lazio la crisi non c’era

  Franco Fiorito, al centro dello scandalo nella Regione Lazio, a 50 anni riceverà un vitalizio di 4.000 euro al mese, grazie ad un emendamento votato in Regione nel dicembre scorso da Pdl, Udc, Lista Polverini e Lista Storace.

Dov’era la Polverini ? non ne sapeva  niente ?  Ma chi Le può credere ?  E  ” il buonista ” Casini cosa dice dei suoi ?

Non sono d’accordo con le tue opinioni, ma…

Solidarietà al giornalista direttore de “Il Giornale” SALLUSTI, non certo per la vicinanza alle idee politiche ma in quanto giornalista

Non sono d’accordo con le tue opinioni,
ma difenderò sempre il tuo diritto ad esprimerle.

Voltaire

Il direttore de “Il Giornale” Alessandro Sallusti è stato condannato a 14 mesi di reclusione per diffamazione a mezzo stampa in Cassazione.  La condanna arriva per un articolo di giornale pubblicato su Libero nel 2007 a firma Deyfus per il quale è stato ritenuto responsabile l’allora direttore Sallusti. In quell’articolo l’autore (celato dallo pseudonimo) se la prendeva con la decisione del giudice Cocilovo che aveva autorizzato l’aborto per una ragazzina di 13 anni rimasta incinta. Qui l’articolo incriminato.

Comunicato della Federazione Nazionale Stampa Italiana

L’ora di religione e l’insegnamento della geografia

L’ora di religione? “Da ripensare”. Il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo in un recente incontro è intervenuto affermando che l’ora di religione e l’insegnamento della geografia sono da ripensare. Una proposta destinata ad accendere discussioni e polemiche. Queste le testuali dichiarazioni del Ministro:

“Credo che il paese sia cambiato, nelle scuole ci sono studenti che vengono da culture, religioni e paesi diversi. Credo che debba cambiare il modo di fare scuola, che debba essere più aperto. Ci vuole una revisione dei nostri programmi in questa direzione”. Sull’ora di geografia:  “La scuola è più aperta e multietnica e capace di correlarsi al mondo di oggi. Ieri ero in una scuola con il 50 per cento di alunni stranieri e mi hanno detto che imparano la geografia dai loro compagni che raccontano dei loro Paesi di provenienza”.

Vota il sondaggio 

UN TETTO ALLE SPESE DELLA POLITICA REGIONALE

Un interessante articolo sulla spinosa e insostenibile  spesa della politica regionale. Fra le altre cose,  l’articolo rileva  che nel corso del 2012 i consiglieri regionali marchigiani si sono aumentati – se pur di poco – i propri compensi. Mi chiedo ce n’era proprio bisogno ?

di Andrea Garnero 25.09.2012 Governare una Regione richiede grandi capacità e molto tempo, è quindi ragionevole attendersi una remunerazione relativamente generosa. Ma dai dati emerge una relazione negativa tra stipendi della politica locale, benessere economico e andamento del mercato del lavoro nel territorio. Tutte le Regioni hanno abolito i vitalizi, anche se a partire dalla prossima legislatura. Necessario imporre un tetto alle spese della politica regionale, e ammettere gli sforamenti solo se coperti da aumenti delle imposte nella Regione stessa.

Un anno fa, su questo sito avevamo analizzato la relazione tra le indennità dei politici regionali e le performance economiche del territorio governato. In particolare, avevamo sottolineato come gli emolumenti dei presidenti e dei consiglieri delle Regioni italiane non fossero legati ai risultati economici del territorio in termini di Pil pro capite, disoccupazione e occupazione. Al contrario, sembrava emergere una relazione negativa tra remunerazione dei politici locali, benessere e andamento del mercato del lavoro. Cosa è cambiato rispetto all’anno scorso?
UN COMPENSO CHE CAMBIA DA REGIONE A REGIONE
Per quanto riguarda le indennità dei consiglieri regionali (indennità netta con esclusione dei rimborsi a pié di lista e dei rimborsi di cui alla lettera b dell’art. 52 del Tuir + massimo rimborsi di cui alla lettera b dell’art. 52 del Tuir) il quadro è ancora molto variegato: si va dai 5.666 euro per i consiglieri emiliano-romagnoli ai 12.666 euro dei consiglieri lombardi.
Dallo scorso settembre, dieci Regioni non hanno subito variazioni, mentre sette hanno ridotto i compensi. In particolare, Sardegna e Lazio hanno decurtato sia gli stipendi netti sia i rimborsi massimi di circa il 27 per cento. Al contrario ci sono stati aumenti leggeri nelle Marche, in Lombardia e in Abruzzo e un aumento di circa il 41 per cento in Piemonte dovuto all’aumento dei rimborsi forfettari massimi. (1)
Le indennità variano notevolmente anche per i presidenti delle giunte regionali: si va dai 7.451 euro della Toscana ai 14.767 euro della Lombardia. Dal settembre scorso, dieci Regioni hanno lasciato le indennità e i rimborsi invariati, mentre otto regioni hanno ridotto gli emolumenti in particolare in Sardegna (-27 per cento) e in Piemonte (-17 per cento). Riduzioni più limitate sono state fatte anche in Valle d’Aosta, Lazio, Campania, Provincia Autonoma di Trento, Toscana e Marche. All’estremo opposto due Regioni del Nord: il presidente della provincia autonoma di Bolzano ha visto la propria busta paga aumentare del 26 per cento grazie a un incremento dello stipendio netto di oltre il 50 per cento contestuale a una riduzione dei rimborsi massimi. Il governatore della Regione Lombardia dallo scorso settembre ha avuto un aumento in busta paga del 25 per cento dovuto a un incremento dello stipendio netto, ma soprattutto a un considerevole aumento del rimborso spese massimo (che è legato in parte al costo della benzina, ma perché solo per il presidente?). (2)
A distanza di un anno, quindi, l’analisi non cambia: tra le Regioni italiane non sussiste quella relazione positiva trabenessere economico dei cittadini (misurato attraverso il Pil pro capite) e lo stipendio dei parlamentari che è presente tra i diversi paesi europei. Al contrario, si trova una relazione negativa tra le indennità di presidenti e Pil pro capite 2009 (ultimi dati disponibili a livello regionale).

Nota: Indennità: indennità netta con esclusione dei rimborsi a pié di lista e dei rimborsi di cui alla lettera b  dell’art. 52 del Tuir + massimo rimborsi di cui alla lettera b dell’art. 52 del Tuir. Pil pro capite 2009, fonte Eurostat.
Se si confronta il livello delle indennità regionali al tasso di disoccupazione, la relazione è ancora più forte: le Regioni con il tasso di disoccupazione più alto sono anche quelle con l’indennità maggiore. Risultati simili si possono trovare guardando al tasso di occupazione.

Nota: Indennità: indennità netta con esclusione dei rimborsi a pié di lista e dei rimborsi di cui alla lettera b dell’art. 52 del Tuir + massimo rimborsi di cui alla lettera b dell’art. 52 del Tuir. Tasso di disoccupazione 2011, fonte Istat.
Governare una Regione richiede grandi capacità e molto tempo, è quindi ragionevole attendersi una remunerazione relativamente generosa. Tuttavia, comparando le Regioni italiane tra loro, si conferma anche quest’anno che le indennità dei presidenti e dei consiglieri non sono legate ai risultati economici del territorio (in termini di Pil pro capite, disoccupazione e occupazione). Al contrario, sembra emergere piuttosto una relazione negativa tra stipendi della politica locale, benessere economico e andamento del mercato del lavoro.
ABOLITI I VITALIZI
Inoltre, la crisi che riduce i redditi delle famiglie italiane, sembra non toccare le indennità della politica regionale. L’unico caso di taglio radicale ai costi della politica riguarda i vitalizi che sono stati aboliti in tutte le Regioni (ma a partire dalla prossima legislatura, salvo in Molise dove l’abolizione vale già per i consiglieri attuali). Per quanto riguarda le indennità, una minoranza di Regioni le ha ridotte marginalmente. Solo la Sardegna ha tagliato radicalmente gli emolumenti sia dei consiglieri sia del presidente. Al contrario, alcune Regioni, pur parzialmente virtuose in termini di Pil e mercato del lavoro, come Piemonte e Lombardia, hanno aumentato le indennità rispettivamente per i consiglieri e il presidente.
lavoce.info ha proposto
 un decreto del Governo per mettere un tetto alle spese della politica regionale, consentendo ai Consigli di sforare solo utilizzando la propria autonomia impositiva, e quindi chiedendo i soldi direttamente ai propri cittadini attraverso maggiori tasse o minori servizi. Così facendo, forse, la relazione tra indennità e benessere del territorio sarà positiva e non negativa. E l’incentivo a lavorare per il bene della comunità non sarà solo morale, ma anche monetario.


(1) 
Dati della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome a settembre 2011 e settembre 2012. Variazione indennità netta mensile con esclusione dei rimborsi a pié di lista e dei rimborsi di cui alla lettera b dell’art. 52 del Tuir + massimo rimborsi di cui alla lettera b dell’art. 52 del Tuir. I dati riportati potrebbero non corrispondere ai valori dei cedolini reali, in quanto sono elaborati spersonalizzando il dato e prendendo a riferimento, per quanto riguarda il rimborso spese, il valore il massimo consentito.
(2) Dati della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle province autonome a settembre 2011 e settembre 2012. Variazione indennità netta mensile con esclusione dei rimborsi a pié di lista e dei rimborsi di cui alla lettera b dell’art. 52 del Tuir + massimo rimborsi di cui alla lettera b dell’art. 52 del Tuir. 

Uscito il bando del “concorsone” per l’insegnamento.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando del «concorsone» per assumere 11.542 docenti nel biennio 2013-2014.
I reclutamenti serviranno a coprire il 50% del fabbisogno, mentre l’altra metà sarà soddisfatto attraverso le graduatorie a esaurimento dei precari.
Al concorso possono partecipare i docenti che hanno conseguito almeno un’abilitazione all’insegnamento entro quest’anno. Oppure che abbiano conseguito la laurea alla data del 22 giugno 1999.
L’iscrizione avverrà online, a partire dal 6 ottobre 2012 e fino alle ore 14.00 del 7 novembre 2012. I candidati possono concorrere per uno o più posti, purché nella stessa regione, ovvero per una o più classi di concorso in base alle abilitazioni ottenute in passato.
La prima prova sarà effettuata con i pc, e sarà su base regionale: si tratta di un test con 50 quesiti, di logica, comprensione, lingua straniera e informatica. La seconda prova «scritto-pratica» sarà invece su base nazionale.

Per informazioni sul bando CLICCARE QUI


IL CONCORSO SULLA STAMPA:

SOLE 24 ORE, scuola – speciale concorsone
www.ilsole24ore.com

ORIZZONTE SCUOLA
www.orizzontescuola.it

TECNICA DELLA SCUOLA
www.tecnicadellascuola.it

JOBMEETING – www.jobmeeting.it 

 

Ministro a 29 anni, donna, e anche musulmana

 Già un ministro di 29 anni fa notizia, se poi è donna, ed anche musulmana, allora siamo in un altro mondo: la Norvegia.

Dal Paese scandinavo ci viene una grande lezione e un bel segnale di speranza e di coraggio per il futuro. Hadia Tajik, nata in Norvegia da una famiglia pakistana immigrata negli anni Settanta, avrà in mano le redini di un ministero importante come quello della cultura.

Quanto è lontano il nostro Paese dalla Norvegia, lo si misura anche dal modello di integrazione degli stranieri. Noi diciamo agli stranieri:  “vieni a lavorare qui, zitto e a testa bassa, limitati a fare lavori che noi non faremmo e non accampare diritti oltre a quelli che noi “generosamente” ti concediamo, la cittadinanza dei tuoi figli la valuteremo poi.
Diritto di voto, alla casa, merito per il lavoro è roba per autoctoni, meno moschee più speculazioni edilizie e truffe, se rimani disoccupato non ci servi quindi tornatene a casa…ecc.”

.Auguri Hadia e buon lavoro. Paola

.

Tra Polver.(ini) e fango

E’   finita così alla Regione Lazio, con giunta, consiglio, governatore alla fine dimissionari. E il mondo della politica si assesta un ulteriore harakiri.
Ma mentre nel harakiri c’è comunque un alone di dignità. In questa riprovevole vicenda invece è mancata del tutto, soprattutto all’epilogo, dove si è visto tutto e il contrario di tutto: Renata Polverini che prima non sapeva niente, ma ora vuole raccontare tutto.  E chissà se racconterà anche di quando utilizzava l’elicottero per fare 75 chilometri, o di come i suoi fedelissimi siano diventati dirigenti senza averne titolo, (chi ha memoria storica dei fatti locali osimani può trovare interessanti analogie  a tal proposito) o di quando un intero reparto di ospedale (con ben 30 posti letto) veniva riservato alla governatrice per un piccolo intervento di chirurgia, o dei festini in costume a cui partecipava “a sua insaputa”.
Ora si torna al voto in Lazio, con ennesimo spreco di risorse e tempo, tutto a danno dei cittadini.

E fin quando non si regolerà il finanziamento ai partiti, fin quando la TRASPARENZA non diventerà un OBBLIGO DI LEGGE con la previsione di sanzioni e di decadenza degli incarichi per gli inadempienti,  fin quando o non si selezionerà e si formerà una classe politica seria e responsabile, fin quando non si metterà un limite temporale alla possibilità di avere “ruoli politici” ( come avviene oggi per i sindaci e che andrebbe esteso ai parlamentari, ai consiglieri regionali e a tutti i ruoli/incarichi politici retribuiti), fin quando non si promulgherà una legge severissima sulla CORRUZIONE, aspettiamoci l’ennesimo scandalo, con tanto di indignazione popolare e titoloni sui giornali.
Nel frattempo, insieme a quello economico-sociale, cresce il malessere dei cittadini verso le istituzioni. Grillo ringrazia.

Paola

Nel ricordare l’impegno alla lotta alla mafia del Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, le liste “Simoncini&Latini” ammettano di aver commesso un grave errore.

A di là delle diverse posizioni sulle scelte per il futuro della città, tutte le forze politiche dovrebbero essere sempre  unite per un impegno comune sui temi della legalità, della lotta a tutte le mafie e della trasparenza nella pubblica amministrazione.
La lotta per la legalità passa dall’impegno civile di ciascuno di noi, dallo sforzo di ricordare fatti e persone e dalla nostra capacità di insegnare ai giovani che un società più giusta è possibile.
Per questo ci eravamo con tanta passione opposti e pubblicamete avevamo dichiarato l’inopportunità a conferire un pubblico riconoscimento, legato al nome del nostro santo patrono San Giuseppe da Copertino, al senatore Giulio Andreotti.


A nome mio e a nome di tutti i Democratici osimani dò il benvenuto al bravo giornalista Francesco La Licata e al Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, cui va tutta la nostra stima, ammirazione e gratitudine per l’impegno e la passione profusi nella lotta contro la mafia.

Invito le liste “Simoncini&Latini” ad approfittare dell’occasione del pubblico incontro a riconoscere la “grave leggerezza” commessa di aver associato il Nostro Santo Patrono e il nome della Città, al ”discusso” Senatore Giulio Andreotti.

Scrive il giudice Gian Carlo Caselli nella prefazione del libro di Giulio Cavalli “L’innocenza di Giulio
… per un congruo periodo di tempo, il senatore Andreotti è stato colluso con Cosa nostra. Questa verità dovrebbe rimanere scolpita nella memoria del paese, specialmente se parliamo di una persona che per sette volte è stata presidente del Consiglio e per ventidue volte ministro. E invece no. Queste parole sono state sapientemente esorcizzate, stravolte, cancellate. Le sentenze (emesse in nome del popolo italiano) vanno motivate affinché il popolo possa sapere per quali motivi appunto si viene assolti o condannati, ma anche perché il popolo possa conoscere i fatti che stanno alla base dei motivi per cui una persona è chiamata a rispondere di determinate azioni fronte a un tribunale. Qui il popolo è stato truffato.

 Paola

Il timbro «liberal» non assolve la politica.Porre al centro dell’agenda politica la giustizia sociale

 di Guido Rossi • 23-Set-12 Porre al centro dell’agenda politica la giustizia sociale. La confusione della politica e il conseguente smarrimento dei cittadini, che sovente provoca attrazioni verso il populismo o verso derive sociali, sono in questo periodo al centro della crisi e della inefficienza dei governi incapaci di risolverla. La prossimità di competizioni elettorali riempie i media di dichiarazioni scomposte e spesso contraddittorie, mentre rimangono sullo sfondo i maggiori mali delle democrazie, che non paiono trovare se non rimedi sempre più lontani nel tempo. Due fenomeni sembrano sovrastanti. Il primo è la corruzione dilagante della classe politica, invero in Italia più tragicamente esplosiva che altrove, anche se neppure gli Stati Uniti d’America ne paiono immuni, al punto da far intitolare a Lawrence Lessig il suo ultimo libro sul tema «Republic Lost», la Repubblica perduta. Il secondo è la mancanza totale di veri programmi da parte di tutte le élite politiche, appiattite nell’attesa dei diktat dei veri detentori del potere della finanza globalizzata ai quali riconoscono l’unica esistente sovranità.  Le scelte elettorali a cui saranno chiamati i cittadini se non si provvede velocemente, per quanto riguarda il nostro Paese, a un cambiamento della legge elettorale svolgeranno solo in parte la loro funzione di selezione di una élite. Alle attuali condizioni la politica conta sempre meno per l’amministrazione del lo Stato e per il benessere del la popolazione, sia perché eterodiretta dai poteri globali della finanza, sia perché profondamente corrotta e ben lungi dal voler attuare le speranze che si pensava essere proprie della democrazia, cioè il conseguimento di una maggiore uguaglianza di condizioni dei cittadini, che rimane solo all’orizzonte, in prospettive escatologiche di nessuna attualità.

Sopraffatte da un’ideologia contabile, le leggi del mercato rimangono ovunque decisamente sovraordinate alle regole dello Stato di diritto e della democrazia costituzionale.
Serpeggiano tuttavia, fra maldestre ricette e ripetitivi discorsi mistificatori, autocelebrazioni da parte delle élite politiche.
Elite politiche che, per ripulirsi moralmente e ottenere consensi, dichiarano tutte di ritenersi a pieno titolo “liberali”, anche quando invocano come sola libertà quella dei mercati senza regole. Il denaro come sinonimo unico di libertà elegge a sua regola l’ordine dell’egoismo, ma provoca il fallimento del capitalismo e l’esplodere ormai quasi incontenibile delle disuguaglianze.
Ed è così che in tutto questo sfarfallamento di opinioni, per ignoranza o interesse, si dimenticano volutamente gli insegnamenti della storia.
Si propongono allora insensate ricette economiche, considerate liberali, come quella appena recentemente sbandierata della privatizzazione delle imprese pubbliche come soluzione a tutti i nostri problemi. I riferimenti a privatizzazioni già avvenute in Italia da parte di governi di ogni colore sono inutili; come è ben noto gli effetti sono stati disastrosi, sia perché hanno distrutto conoscenze e capacità industriali esistenti, sia perché sono servite esclusivamente ad arricchire improvvisati capitani coraggiosi in mancanza di un mercato finanziario efficiente.
Ma il problema non è solo nostrano. Basterebbe, infatti, leggere l’impegnativo articolo sull’ultimo numero della London Review of Books dal titolo “Come accadde che abbiamo venduto la nostra elettricità” di James Meek, il quale sottolinea che, sulla base di principi fintamente liberali dettati nel programma nazionalista di Margaret Thatcher, tutta la produzione di elettricità in Gran Bretagna è oggi nelle mani di società pubbliche francesi come l’EDF, piuttosto che le tedesche E.ON e RWE, le spagnole Iberdrola, o le americane, controllate da Warren Buffet o JPMorgan. E anche allora il credo governativo fu dettato da dichiarazioni che si basavano sul principio che milioni di inglesi avrebbero comprato le azioni delle industrie pubbliche salvando il bilancio dello Stato; le privatizzazioni avrebbero “ridato il potere al popolo” e liberato le imprese inglesi nella libera concorrenza sui mercati aperti in Europa. Si possono poi aggiungere i risultati economico politici delle privatizzazioni nel Cile di Pinochet, incoraggiato dal noto teorico liberista Milton Friedman. Ricorda ancora l’articolo che nel programma politico di Hitler le privatizzazioni facilitarono l’accumulazione di fortune private e imperi industriali dei suoi più fedeli adepti e collaboratori, innescando quelle tragiche e sinistre forme di corruzione tra politica ed economia del regime nazista. Ma queste sono solo le spregiudicate ricadute liberiste di sistemi che nulla hanno a che fare con il liberalismo. Altrettanto nulla hanno a che fare le libertà delle imprese di dislocarsi, secondo sconcertanti dichiarazioni, in Paesi come il Brasile, dove le loro capacità concorrenziali globali sono alimentate dagli aiuti di Stato, cioè da stimoli anticoncorrenziali.
A questo punto varrebbe anche la pena di rileggere il famoso saggio di John Maynard Keynes “Am I a liberal?” del 1925, il quale, nel tracciare un quadro dei vari partiti, dichiarava di non poter aderire né a quello conservatore, né a quello laburista, né a quello liberale, poiché i principi del liberalismo non avevano in loro trovato alcuna realizzazione o erano diventati obsoleti. Precisava poi, con tuttora amara attualità, che: “la transizione dall’anarchia economica a un regime che mira deliberatamente al controllo e alla direzione delle forze economiche nell’interesse della giustizia e della stabilità sociale presenterà difficoltà enormi, sia tecniche sia politiche. Ritengo tuttavia che il vero destino del nuovo liberalismo consista nel tentare di risolverle”.
È un dovere delle attuali élite politiche italiane, se non vogliono che il populismo o il disprezzo della politica diventino l’unico stato d’animo popolare, preparare urgentemente programmi che finalmente abbiano al centro la giustizia sociale, che significa poi anche la vera lotta alla corruzione, e la difesa dei diritti umani, storicamente maturati e ben individuati dalla nostra Costituzione. Diritti storici delle libertà civili, delle libertà politiche, e il diritto alla salute; i diritti sociali, che Norberto Bobbio chiamò di seconda generazione, il diritto al lavoro, all’istruzione, all’assistenza e poi ancora quelli di terza generazione, cioè i diritti alla solidarietà, allo sviluppo, all’ambiente protetto, alla qualità della vita, alla libertà dell’informazione.
Un programma che incentivi e garantisca la difesa di questi diritti, con la vigilanza dei cittadini – finora estromessi dalla partecipazione alla vita politica, affidata a capi più o meno carismatici – riuscirebbe finalmente a ridare alle scelte elettorali il ruolo centrale nella democrazia che loro compete.

è domenica 23 settembre 2012

L’albero

L’albero non rifiuta riparo neppure all’uomo che viene a tagliarlo.

(detto buddista )

Solidarietà e vicinanza ai tutti i lavoratori precari della scuola

Voglio esprimere la mia solidarietà e vicinanza a tutti i lavoratori precari della scuola che chiedono al Governo certezza sul loro futuro.
 Dopo tredici anni il Ministero dell’Istruzione ha deciso di indire un concorso per la copertura di circa 12 mila cattedre, mentre quasi altrettante saranno destinate ai docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. Un percorso di inserimento a doppio binario che rappresenta un primo passo ma non sana la storica piaga dei 200mila precari nel mondo della scuola, che ogni anno permettono la ripresa dell’attività didattica. Sono insegnanti capaci e preparati, che hanno già acquisito sul campo le competenze necessarie e che da troppo tempo attendono il proprio turno in graduatoria.
Sarebbe auspicabile per il futuro, riconsiderare gli strumenti di valutazione dei titoli, improntandoli alla massima serietà e funzionalità di tutto il sistema scolastico. E in ogni caso non si devono disperdere le risorse di competenza e professionalità accumulate da un enorme numero di lavoratori da anni in attesa di qualche certezza.