Un INCUBO insopportabile… se le elezioni le vincesse Berlusconi

Ecco lo scenario nell’ipotesi che le elezioni le vinca Berlusconi:

 5 giugno 2013, 100 giorni dopo la ipotizzata vittoria di  Berlusconi

No agli INCUBI

Per questo VI INVITO a  votare PD

e

Pier Luigi Bersani Presidente del Consiglio.

PD 524

Paola

Vivere nel nostro Paese sarebbe molto più bello se l’Italia fosse più giusta (due)

PD 524Il PD lancia due spot pubblicitari per la campagna elettorale per le elezioni del 24 e 25 febbraio realizzati dal regista Luca Miniero (giovane autore che ha appena raccolto un gran successo con “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”).
Si tratta di due storie dell’Italia di oggi, con tutti i problemi che le giovani coppie debbono affrontare, con un messaggio finale chiaro e semplice: vivere nel nostro Paese sarebbe molto più bello se l’Italia fosse più giusta.

Per questo VI INVITO a  votare PD

e

Pier Luigi Bersani Presidente del Consiglio.

Paola

Riparte il FUTURO senza corruzione: si può firmare e metterci la faccia

riparte

http://www.riparteilfuturo.it

Io ho firmato, mettici  anche Tu la faccia e le Tue motivazioni, Paola

Paola 51

Credo che tutti i cittadini di questo Paese, debbano avere pari diritti e uguali possibilità nell’affrontare la vita.

Le domande degli italiani: partiamo dal LAVORO

Mancano solo 15 giorni all’appuntamento elettorale del 24 e 25 febbraio. La campagna elettorale è caratterizzata da una destra che con il suo capo dice solo tante bugie e falsità. Cosa propone il PD sui temi del lavoro, la scuola, la sanità, i diritti, l’energia, i beni comuni, le spese militari… ? Che risposte dà, il PD, alle tante domande di chi vuole capire quali impegni si assumerà il principale partito italiano, che si candida a governare l’Italia?
Proverò in questi ultimi giorni, che ci separano dall’appuntamento elettorale, ad illustrare il programma del Partito Democratico attraverso le domande che ci facciamo come cittadini – che ogni visitatore di questo blog può proporre ed integrare – sui vari argomenti e le risposte tratte dalle proposte che PD ha elaborato e si impegna a realizzare. Sono ben accetti suggerimenti, proposte, commenti e valutazioni.
Paola

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LavoroVOLETE CAMBIARE LA RIFORMA FORNERO? E CHE COSA FARETE PER DARE PIÙ LAVORO?
Intanto, più importante delle norme sul lavoro è la possibilità oggi di dare un più di lavoro. Fermi restando gli impegni sulla tenuta dei conti pubblici, in una fase così dura di recessione, per noi è importante riuscire a dare più lavoro.
Da questo punto di vista è decisivo il contributo che può venire da iniziative in sede europea ma anche alcune iniziative in Italia e locali.
A cominciare dalla possibilità, per i comuni con un bilancio in equilibrio, di poter avviare iniziative già pronte per la realizzazione e che siano utili. Per esempio, ristrutturazione del patrimonio abitativo, pubblico e privato. Salvaguardia del territorio. Riconversione energetica. Riflessi della politica industriale e dell’impegno nella green economy.
MA VOLETE CAMBIARE LA RIFORMA FORNERO?
Noi non intendiamo toccare la riforma dell’articolo 18 nella formulazione alla tedesca. Vanno viste meglio le norme per garantire l’ingresso dei giovani al lavoro e per ridurre la precarietà. Più in particolare, per combattere la precarietà bisogna fare in modo che il lavoro stabile costi meno del lavoro precario, e dunque divenga più conveniente.
E’ un obiettivo che la riforma Fornero non ha raggiunto, perché ha determinato un incremento dei contributi per i contratti atipici, non un abbassamento del costo per i contratti stabilizzati. Anzi, ora sarà necessario evitare il rischio che l’aumento delle aliquote contributive per i lavoratori a progetto e con partita Iva si traduca solo in una riduzione del loro reddito netto.
Vanno inoltre trovati meccanismi di rappresentanza e rappresentatività nei quali i lavoratori si riconoscano.
SIETE D’ACCORDO CON IL TEMA DEL DECENTRAMENTO CONTRATTUALE PER LA PRODUTTIVITÀ?
E’ un tema che riguarda le parti sociali, imprese e sindacati. In ogni caso, gli accordi aziendali o locali per la produttività rappresentano una opportunità. Ma accanto al tema del lavoro ci deve essere l’impegno degli imprenditori agli investimenti e i lavoratori devono avere la possibilità di dire la loro, sapendo che senza regole condivise per la partecipazione e la rappresentanza questo processo non va avanti.
GIOVANI E DONNE, COSA PENSATE DI FARE?
L’obiettivo di far crescere l’occupazione femminile è da anni sancito in tutti i programmi approvati dal PD. Noi pensiamo che tutte le misure di sostegno al lavoro e alla crescita debbano prevedere un meccanismo di favore differenziale per l’occupazione di giovani e donne. Più in particolare, tra le nostre proposte vi sono: per l’occupazione femminile, il potenziamento dei servizi pubblici per conciliare lavoro e maternità ed un significativo aumento della detrazione fiscale per le mamme che lavorano.

L’Italia ce la farà se ce la faremo come italiani

L’Italia ce la farà, se il Paese che lavora, o che un lavoro lo cerca, che studia, che misura le spese, che dedica del tempo al bene comune, che osserva le regole e ha rispetto di sé e degli altri , troverà un motivo di fiducia e di speranza.
L’Italia perderà se abbandonerà l’Europa e si rifugerà nel suo spirito corporativo  e localistico, se prevarrà l’interesse del più ricco o del più arrogante. Se speranza e riscatto non saranno il capitale di un popolo ma scialuppe solo per i furbi e i meno innocenti.
Questa Carta d’Intenti vuole descrivere l’Italia che ce la può fare, che ce la può fare ricostruendo basi etiche e di efficienza economica; che ce la può fare con uno sforzo comune in cui chi ha di più dà di più.
Sappiamo che la politica ha le sue colpe. E che quanto più profonda si manifesta la crisi, tanto più le classi dirigenti devono testimoniare il meglio: nella competenza, nella condotta, nella coerenza. Questo sarà il nostro impegno e la bussola per il nostro compito. Con la stessa sincerità, diciamo che non siamo tutti uguali. Non sono uguali i partiti, le persone, le responsabilità. Gli italiani sono finiti dove mai sarebbero dovuti stare perché a lungo sono stati governati male. Noi vogliamo chiudere quella pagina e aprirne un’altra.
L’Italia, come altre grandi nazioni, è immersa nella fine drammatica di un ciclo della storia che ha occupato l’ultimo trentennio. La gravità del quadro elimina molte certezze. Ma sono proprio le grandi rotture a dettare le regole del futuro. Nel senso che da una crisi radicale – dell’economia e della democrazia – non si esce mai come si è entrati. Le crisi cambiano il paesaggio, le persone, il modo di pensare. La sfida è spingere quel mutamento verso un progresso e un civismo più solidi, retti, condivisi. Davanti a noi, adesso, c’è una scelta di questo tipo: se batterci per migliorare tutti assieme o rinunciare a battersi. Se credere nelle risorse del Paese o affidarsi – e sarebbe una sciagura – alle risorse di uno solo. Se unire le energie disponibili e ripensare assieme l’Europa, o attendere che altri scelgano e dicano per noi.
Questo è il momento di decidere cosa vogliamo diventare. Quale ruolo dare a una nazione con la nostra tradizione, situata nel cuore di un Mediterraneo che le rivolte giovanili stanno modificando come mai era accaduto. Quale democrazia rifondare, dopo una crisi che ha corretto i confini della sovranità dei singoli stati. Insomma questo è il momento di ricostruire l’Italia che lasceremo a chi verrà dopo.
Il prossimo Parlamento e il governo che gli elettori sceglieranno avranno tre compiti decisivi. Dovranno guidare l’economia fuori dalla crisi rimettendola salda sulle gambe. Dovranno ridare autorità, efficienza e prestigio alle istituzioni e alla politica, ripartendo dai principi della Costituzione. Dovranno rilanciare – in un gioco di squadra con le altre nazioni e i loro governi – l’unità e l’integrazione politica dell’Europa.
Vogliamo dunque proporre la traccia di una discussione aperta sull’Italia attorno ad alcune idee fondamentali. Cerchiamo un patto con le forze politiche democratiche, progressiste e di una sinistra di governo, con ogni persona e personalità che voglia contribuire a un progetto per uscire da una crisi senza eguali nella nostra memoria. Una crisi che affrontiamo con la zavorra di un debito pubblico da ridurre drasticamente e che richiederà scelte responsabili, di rigore e allo stesso tempo di enorme coraggio. Bisogna vedere i problemi e insieme cogliere le occasioni. L’Italia è in grado di farlo ma deve avere più fiducia nei suoi mezzi e meno paura del viaggio che dobbiamo fare. Non è più tempo di “contratti”, promesse, sogni appesi a un filo. Adesso è tempo di ripartire. Perché il peggio può essere alle nostre spalle. Se lo vogliamo.

bersani_volantino

Bersani 2013

L’Italia giusta, dove il futuro si prepara a scuola

L’Italia giusta, dove il futuro si prepara a scuola

Berlusconi ha raccontato favole, Monti ha proseguito con i tagli. Se tocca a noi: idee e proposte per la scuola che vogliamo, la scuola che fa crescere l’Italia.

 

SE TOCCA A NOILA SCUOLA CHE VOGLIAMO

Campagna elettorale 2013: a tutti i possessori di cani, gatti e pesciolini

campagna elettorale 2013

Una campagna elettorale che sa di ridicolo che mette ben in mostra il livello della nostra classe dirigente politica. Una campagna elettorale trasformata in una gara di cinismo, falsità, menefreghismo, una gara a chi si supera nelle bassezze.
Si fa di tutto per impressionare l’elettore, niente per costruire.
Il brutto è, questo almeno sembrerebbe il risultato dei sondaggi, che più si sparano grosse e roboanti bugie più si acquisiscono punti.
Anche Monti che ritenevo persona seria e dignitosa si è buttato ( o come dice Lui  si è elevato) in questa poco edificante gara. Fino a pochi mesi fa nelle “severe” vesti di Presidente del Governo ci diceva che nel bilancio dello Stato non c’era un quattrino neanche per coprire servizi sociali essenziali come quelli per coprire l’assistenza alla non autosufficienza e ora invece nel “magico tempo elettorale” sia Monti che Berlusconi promettono la restituzione dell’IMU, senza che ciò determini disavanzi o buchi nel Bilancio.
Poi oltre che alla gara a dire bugie, definirei “patetica” la gara a farsi fotografare con cani, solo per cercare di ingraziarsi qualche voto degli elettori che amano gli animali domestici.

Paola

cani diversi

cani diversi 2