Bufera tra le civiche osimane

Liste Osimane

dal “Corriere Adriatico” del 13/3/2013

 Le notizie di stampa di questi giorni confermano, in maniera sempre più decisa, che tra le civiche osimane serpeggia ormai da tempo una esplicita spaccatura.

Le motivazioni “politiche” non si conoscono. Si conosce invece che a fondamento dei dissapori c’è la solita questione dei posti e degli incarichi. Mentre a livello nazionale si parla di tagli alle spese inutili, qui ad Osimo esponenti delle civiche, si accorgono ora che il commercio nel centro storico soffre e come risoluzione propongono il settimo assessore!!

Senza entrare nel merito dei problemi delle civiche, lasciando che il tempo faccia la sua parte, si può affermare che il ciclo del “nuovo”, del “cambiamento”, dell'”alternativa”, dell’essere un movimento libero da regole di partito e democratico, non è mai esistito (lo confermano esponenti delle civiche sulla stampa) e, a questo punto possiamo anche dire con certezza che nella realtà osimana la politica delle liste “Simoncini&Latini” non ha fatto “differenza”, figuriamoci se può rappresentare la “speranza”!!

Paola Andreoni capogruppo PD Osimo

Chiediamo al nuovo Parlamento che venga finalmente applicata la legge 361 del 1957, in modo che Berlusconi non abbia più nessuna immunità di impunità

E’ convocato per domani, quindici marzo,  il nuovo parlamento. C’è un  appello lanciato on line sul sito della rivista Micromega  affinché  sia dichiarata, nella prima seduta, l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi  ai sensi della legge 361 del 1957 sui titolari di concessioni televisive e della legge Mammì:  L’iniziativa ha superato le 150.000 mila sottoscrizioni. Le tv e i giornali (tranne Repubblica e Il Fatto quotidiano) continuano a rimuovere l’iniziativa: tocca a Noi farci “mass media” di questa campagna, attraverso le nostre mailing list, i contatti facebook, twitter e ogni altra forma di comunicazione.

giornale MicroMegaSegue il testo dell’APPELLO che ha come primi firmatari e promotori: Vittorio Cimiotta, Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Dario Fo, Margherita Hack, Franca Rame e Barbara Spinelli.

IL TESTO DELL’APPELLO
Berlusconi non era e non è eleggibile. Lo stabilisce la legge 361 del 1957, che è stata sistematicamente violata dalla Giunta delle elezioni della Camera dei deputati. Nel 1994 (maggioranza di centro-destra) e nel 1996 (maggioranza di centro-sinistra, primo governo Prodi), un comitato animato da Vittorio Cimiotta (“Giustizia e libertà”) e composto da Roberto Borrello, Giuseppe Bozzi, Paolo Flores d’Arcais, Alessandro Galante Garrone, Ettore Gallo, Antonio Giolitti, Paolo Sylos Labini, Vito Laterza, Enzo Marzo, Alessandro Pizzorusso, Aldo Visalberghi, e sostenuto da una campagna stampa del settimanale “l’Espresso”, organizza i ricorsi dei cittadini elettori, ricorsi che vengono respinti dalla Giunta delle elezioni della Camera (con l’unico voto in dissenso dell’on. Luigi Saraceni, che il centro-sinistra non confermerà nella Giunta del 1996) con la motivazione che l’articolo 10 comma 1 della legge dichiara in effetti che non sono eleggibili “coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica”, ma che “l’inciso ‘in proprio’ doveva intendersi ‘in nome proprio’, e quindi non applicabile all’on. Berlusconi, atteso che questi non era titolare di concessioni televisive in nome proprio”.
Palese interpretazione da azzeccagarbugli, poiché come scrisse il presidente emerito della Corte Costituzionale Ettore Gallo “ciò che conta è la concreta effettiva presenza dell’interesse privato e personale nei rapporti con lo Stato”.
Tanto è vero che la “legge Mammì” del 6 agosto 1990, n° 223 sulla disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato stabiliva all’art. 12 il “Registro nazionale delle imprese radiotelevisive” e all’art. 17 comma 2 precisava che “qualora i concessionari privati siano costituiti in forma di società per azioni ecc. … la maggioranza delle azioni aventi diritto di voto e delle quote devono essere intestate a persone fisiche, o a società ecc. … purché siano comunque individuabili le persone fisiche che detengono o controllano le azioni aventi diritto al voto”.
MicroMega decide perciò di riprendere quella battaglia di legalità ormai ventennale attraverso due iniziative: un appello di un gruppo di personalità della società civile, sui cui raccogliere on line le adesioni di tutti i cittadini (con l’obiettivo di migliaia e migliaia di firme), e il fac-simile del ricorso, che potrà essere attivato da ogni elettore del collegio senatoriale per il quale opterà Berlusconi. Nell’ultimo giorno valido (20 giorni a partire dalla proclamazione degli eletti), MicroMega organizzerà la consegna di massa dei ricorsi alla Presidenza e alla Giunta delle elezioni del Senato.
Vittorio Cimiotta, Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Dario Fo, Margherita Hack, Franca Rame, Barbara Spinelli

FIRMA ANCHE TU PER CACCIARE BERLUSCONI DAL PARLAMENTO (facendo applicare la legge 361 del 1957), cliccando qui.

Io l’ho già fatto:
firma n° 154385 Paola Andreoni, e ho aggiunto il seguente commento: Per far ritornare ad essere  il nostro, un Paese normale. Un Paese dove i posti letto negli Ospedali vengono tagliati, creando disagi e fatiche, ma non per “qualcuno”.

Abbiamo il Papa

Francesco

Francesco