La critica situazione del commercio osimano.

chiuso La crisi economica colpisce pesantemente anche il commercio. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti,  le imprese stanno chiudendo per la crisi dei consumi, per la stretta creditizia, per i costi accessori della burocrazia, per il carico fiscale insostenibile. Chiusure. Licenziamenti. Cassa integrazione. Fallimenti. Assedio delle Banche. Tasse. Aumenti. Disoccupazione. Ecco contro cosa combattono ogni mattina, e per tutto il giorno i commercianti.
Provo amarezza nell’ attraversare il centro cittadino e vedere il Corso vuoto e parecchie saracinesche chiuse. Di fronte a questa situazione di emergenza l’Amministrazione comunale autorizza la costruzione di nuovi centri commerciali. Mi riferisco al centro direzionale-commerciale di tre piani che dovrebbe sorgere al posto dell’ex consorzio agrario, un progetto che prevede uffici, supermarket di 2.490 mq. e altri 500 destinati a artigianato di servizio. Autorizzazione che ha fatto scatenare le ire con conseguenti ricorsi al Tar di altri Supermarket, preoccupati, in quanto insistenti sempre nella zona, per le conseguenze economiche di tali scelte.
Un corso sempre più “deserto” e povero, mentre si continuano a rilasciare autorizzazioni a nuovi Centri Commerciali in periferia. Non si aiutano così i nostri commercianti. E’ opportuno ricordare che anche scelte quali l’applicazione dell’ aliquota massima dell’Imu per gli immobili commerciali, con esborsi pressoché raddoppiati rispetto a all’Ici 2012,  e da ultimo l’aumento dei parcheggi a striscia blu e delle relative sanzioni, hanno ulteriormente “fiaccato” i nostri commercianti.
A questi provvedimenti già gravosi, potrebbe aggiungersi l’applicazione della Tares con la previsione di aliquote altissime soprattutto per alcuni settori come il commercio e le aziende artigiane.

La risoluzione del problema, secondo  alcuni esponenti delle liste osimane,  sarebbe la nomina del settimo Assessore con specifica delega al commercio !!.

 Occorre, invece,  invertire la tendenza con proposte immediate, di facile attuazione e a costo zero utili a riavvicinare il pubblico al cuore della città.
Una proposta concreta. Mi risulta,  ad esempio,  che molti piccoli commercianti fanno fatica, in questo periodo, ad assolvere all’impegno del pagamento dell’affitto.  Per l’affitto di un locale per il Corso  si pagano dai 2 ai 3000 euro circa e i  canoni per le vie laterali  non sono di tanto inferiori. Naturalmente nel libero mercato della domanda e dell’offerta non ci sono vincoli, ma penso che i proprietari dei locali alla luce delle mutate condizioni del mercato potrebbero, anche per un periodo limitato allo stato di crisi rinegoziare i contratti di affitto per andare incontro ad un reciproco vantaggio: per i proprietari di rendere produttivi i loro immobili e soprattutto evitare dispendiosi contenziosi legali derivanti da situazioni di insolvenza da parte degli inquilini.  Il Comune in un’ottica di salvaguardare dell’identità cittadina potrebbe assolvere il compito di garante e di mediatore nel rapporto tra proprietari di immobili e affittuari regolando una sorta di “solidarietà attiva” tra proprietari ed inquilini, affinché in questo momento di grande difficoltà, si consenta al titolare dell’attività commerciale di contenere le cosiddette spese di funzionamento evitando così di arrivare all’estrema decisione di abbassare per sempre la saracinesca.

Un’ altra proposta. Favorire l’attività economica, in centro e per le vie cittadine,  svolta  all’esterno dei locali, su suolo pubblico, prevedendo un abbattimento della tassazione per il commerciante. E’ indubbio che tale costo dovuto per l’occupazione del suolo pubblico, aggiunto all’affitto, alle spese vive per la gestione dell’attività e al pagamento anche di una sola commessa, fa saltare ogni equilibrio.

Un’altra proposta. E’ indubbio che uno dei motivi della  grave crisi in cui versano le piccole attività commerciali operanti nel centro storico e per le vie cittadine sia conseguente alla mancata ripresa della domanda di beni di consumo ma anche ad alcune scelte poco oculate di autorizzare a iosa la Grande distribuzione. Porre rimedio a tutto ciò non sarà facile, ma occorrerà evitare ulteriori errori come l’apertura di ulteriori centri commerciali senza studiarne l’impatto economico e magari ascoltare di più le categorie interessate, senza la presunzione avuta in passato.

Ritengo,  inoltre, utile e assolutamente necessario rivedere il Piano parcheggi delle zone del centro storico con possibilità, in alcune ore della giornata, di prevedere soste gratuite o con  tariffe ridotte. Perchè, a tal proposito, l’Amministrazione non rivaluta la mozione presentata dal PD, bocciata dalle liste, di prevedere per tutti gli spazi a striscia blu l’esenzione dal pagamento per la prima ora di sosta ?. Come può essere stimolato un cittadino a venire al centro, sapendo che l’accoglienza sarà: un parcheggio salatissimo e  il pericolo di incorrere in altrettante salate multe ?

Mi chiedo se da parte degli amministratori della nostra città c’è la consapevolezza della gravità della situazione, che colpisce oggi l’intero mondo del commercio.

Paola

Una Risposta

  1. Le soluzioni possono esserci, occorre molta determinazione e voglia di trovarle

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