Interrogazione: Quali saranno le modalità di calcolo della TARES e quanto costerà ai contribuenti osimani

Tares 2013Quanto peserà la TARES ai contribuenti osimani ?
Dopo l’anno dell’Imu siamo entrati nell’anno della Tares. Quanto dovremo pagare per la nuova tassa sui rifiuti?
Gli osimani già da diversi anni sono, per scelta delle liste cittadine, in regime tariffario. Vale a dire che le famiglie e le imprese stanno già coprendo con la tariffa attualmente applicata, il costo complessivo del servizio così come richiesto dall’applicazione della nuova Tares.
Lo stesso Sindaco Simoncini in fase di presentazione dei Bilanci preventivi, ha più volte promesso che l’anticipata applicazione della Tariffa nel nostro territorio, con i conseguenti sacrifici economici imposti a famiglie e imprese, avrebbe rappresentato nel tempo un vantaggio, con benefici per gli osimani.
Come gruppo consiliare PD abbiamo sempre rilevato e criticato l’elevata tariffazione che è stata applicata in questi anni alle utenze osimane rispetto a quelle di altri Comuni, e oggi non accetteremo, dopo tutti i sacrifici già richiesti, una nuova batosta sulle tasche dei cittadini e delle imprese osimane.
L’applicazione della Tares 2013 in Osimo non può rappresentare un aumento della pressione fiscale per le imprese e per le famiglie osimane.
Sarebbe inaccettabile poiché anche a causa della crisi economica la produzione di rifiuti urbani è diminuita e l’incidenza dei buoni risultati della raccolta differenziata effettuata dagli osimani ha consentito una forte riduzione dei costi di smaltimento.
Un’ulteriore richiesta di aumenti tariffari sarebbe insostenibile e ingiustificata.
L’unica strada da percorrere non è aumentare la pressione fiscale e tributaria ma un drastico taglio della spesa improduttiva.

Paola

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Alla c.a. Sig. Presidente del Consiglio Comunale Comune di Osimo

INTERROGAZIONE

Oggetto: Quali saranno le modalità di calcolo della TARES e quanto costerà ai contribuenti osimani

La sottoscritta PAOLA ANDREONI consigliere Comunale capogruppo del Partito Democratico,

Premesso che

–  il gettito della nuova imposta Tares  servirà a coprire i servizi indivisibili erogati dai Comuni; la quota di base, pari a 0,30 euro al metro quadrato, sarà interamente riservata allo Stato, poiché al comune è riservato solo l’eventuale incremento, che comunque non potrà eccedere 0,10 euro al metro quadrato;

–  il gettito della ‘vecchia’  Tariffa Rifiuti  serviva esclusivamente a finanziare il servizio di gestione dei rifiuti urbani,  mentre ora il gettito della ‘nuova’  Tares  dovrà coprire anche i costi di altri servizi;

–   é comunque  stato differito ad aprile 2013 il pagamento della prima rata;

–  con richiesta di accesso agli atti depositata al protocollo del Comune di Osimo in data 8 gennaio 2013 e presso l’ufficio protocollo di Astea  spa in data 16 gennaio 2013, la sottoscritta ha richiesto, nel rispetto di quanto disposto da norme Statutarie e Regolamentari, copia del Piano Economico Finanziario del servizio Igiene Urbana per l’anno 2013. Sono trascorsi più di due mesi e alla data odierna, la sottoscritta non ha ricevuto alcuna risposta.

Fatte queste premesse la sottoscritta,

INTERROGA IL SINDACO
per conoscere

1)    se non ritenga opportuno presentare quanto prima all’attenzione dei  Consiglieri Comunali il Piano Finanziario 2013 di Astea spa relativo alla gestione dei rifiuti, con l’indicazione dei costi e delle nuove modalità di calcolo della Tares;

2)    in maniera analitica le voci, del Piano Finanziario presentato da Astea spa per l’anno 2013,  che determinano i costi  del servizio e,  rispetto a questi,  se l’Amministrazione ha valutato possibilità di risparmi ed eliminazione di spese inutili;

3)    quali sono i benefici economici che  i contribuenti osimani otterranno per l’anno 2013 dai positivi risultati della raccolta differenziata;

4)    a quanto ammonteranno i maggiori esborsi per la  Tares a carico dei cittadini residenti e delle imprese che hanno sede nel territorio comunale;

5)    quali sono le determinazioni che,  rispetto a quanto sopra prospettato, l’Amministrazione comunale intende adottare.

Osimo lì, 17 marzo 2013

           Il consigliere comunale
capogruppo del Partito Democratico
———-Paola Andreoni

Grillo pretende obbedienza e non pluralismo

giornale La Repubblicadi Ilvo Diamanti pubblicato su La Repubblica il 18 marzo 2013. Ce l’ha fatta, il Pd, a far eleggere i propri candidati alle Camere. Era tutt’altro che scontato, soprattutto al Senato. C’è riuscito perché non li ha “imposti”, ma “proposti”. Ha scelto due figure credibili e di alto profilo. Esterne al partito. Laura Boldrini, già portavoce dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati. Eletta nelle liste di Sel. E poi Pietro Grasso. Una biografia esemplare e coerente, di lotta alle mafie. Al Senato, soprattutto, era difficile prevedere che l’elezione sarebbe avvenuta in tempi tanto rapidi. Senza negoziati né compromessi. È giunta grazie al voto di alcuni senatori del M5S, una decina almeno. Al ballottaggio fra Grasso e Schifani, non si sono sentiti di astenersi o di annullare il voto. E ciò ha suscitato sorpresa oltre a reazioni e commenti – a mio avviso – un pò azzardati.
In particolare, dopo il voto dei senatori, in contrasto con le indicazioni di Beppe Grillo, c’è chi ha pronosticato l’implosione del M5S. Incapace di assumere posizioni coerenti e unitarie. Perché vulnerabile alle logiche di corridoio e alle pressioni degli altri gruppi. Oppure, più semplicemente, perché impossibile da “governare”, per un Capo esigente ma assente, in Parlamento. Beppe Grillo, in effetti, non l’ha presa bene. A coloro che, nel segreto dell’urna, avevano votato per Grasso, ha chiesto di “trarre le dovute conseguenze”. Cioè, dimettersi. D’altronde, la concezione della rappresentanza e dei rappresentati proposta da Grillo prevede il “mandato imperativo”. Cioè, la “dipendenza” diretta degli eletti dagli elettori. Interpretati dal Capo e Garante del Movimento (e dal suo intellettuale di riferimento, Roberto Casaleggio). In rapporto con i seguaci e i militanti attraverso la Rete.
Tuttavia, io credo che entrambe le “pretese” siano difficilmente realizzabili. La prima -che prevede la rapida disintegrazione del Movimento, in Parlamento e, dunque, in ambito politico e sociale – considera il M5S un partito come gli altri. Una “organizzazione” di politici più o meno professionalizzati, tenuti insieme da un’identità e da interessi comuni, sempre più deboli. Vulnerabili di fronte alle tentazioni e ai privilegi del potere. Un po’ come i leghisti, giunti in Parlamento “padani” e divenuti rapidamente “romani”. Ma il M5S non è come gli altri partiti. Un partito come gli altri. È una Rete. Non solo perché si è sviluppato attraverso il web e i meetup. Perché, piuttosto, è cresciuto nel tessuto dei gruppi e dei comitati locali impegnati sui temi dei beni comuni, dell’ambiente, dell’etica pubblica. In altri termini, è una “rete” di esperienze e di attori “volontari”. Perlopiù giovani, che operano su base locale. Da tempo. Certo, Roma e le aule del Parlamento sono grandi. Ma il legame con i mondi e le reti sociali di appartenenza lo è altrettanto. Per ora, molto di più. Chi pensa di “reclutarli” – con la promessa di ruoli e incarichi – sbaglia di grosso. Non avverrà.
Tuttavia, per la stessa ragione, mi pare difficile che possano rispondere al richiamo del Capo, in ogni occasione. Prima ancora: che possano accettare il modello della democrazia diretta e del mandato imperativo imposto da Beppe Grillo. Perché, anzitutto, presentandosi alle elezioni, hanno accettato le regole e i principi della democrazia rappresentativa. Perché, inoltre, non è facile individuare le domande degli elettori che li hanno eletti. Come abbiamo già rilevato, sul piano elettorale, il M5S è un “partito pigliatutti”. Votato da componenti molto diverse, dal punto di vista socioeconomico e politico. Un terzo dei suoi elettori, infatti proviene da centrodestra. Altrettanti da centrosinistra. (Le analisi di Bordignon e Ceccarini, sull’ultimo numero della rivista “South European Society andPolitics” , sono molto chiare.) Inoltre, è la forza politica più votata dagli operai ma anche dagli imprenditori, dai lavoratori, dai disoccupati, dai lavoratori autonomi, dai liberi professionisti e dagli studenti. Difficile rivolgersi e riferirsi, direttamente, a un elettorato tanto eterogeneo.
Anche la “fedeltà” al Capo appare una pretesa difficile da esigere. Perché, come abbiamo detto, il M5S non è un partito coeso, strutturato. Che possa venire controllato dall’alto e dal centro. E non è un partito “personale”, come Forza Italia, il Pdl, ma anche l’Idv. Gli eletti, gli attivisti, non rispondono solo o direttamente al Capo. Perché non sono stati scelti da lui. Ma dagli altri attivisti e seguaci, con cui avevano un rapporto stretto e diretto, anche prima. Con loro – e non con Grillo – si instaura il legame di fiducia alla base del loro impegno e della loro azione (come emerge dalle interviste ai militanti analizzate nel volume “Il partito di Grillo”, curato da Piergiorgio Corbetta ed Elisabetta Gualmini e pubblicata dal Mulino). Insomma, il M5S non è un partito “tradizionale” ma nemmeno un partito “personale”. Senza Grillo non esisterebbe. Grillo, però, è il proprietario del marchio, ma non il “padrone” di un’azienda-partito, di cui gli eletti sono i dipendenti.
In effetti, come ho già avuto modo di sostenere, il M5S, mi rammenta un autobus. Sul quale sono saliti passeggeri diversi, con destinazioni diverse. Uniti, in questa fase del percorso, da una comune destinazione intermedia. Destrutturare il sistema dei partiti della Seconda Repubblica. Incapaci di cambiare le logiche della Prima. Grillo li ha raccolti e accolti. Insieme agli altri, saliti in precedenza. Interessati ad arrivare altrove e più lontano. Nella Terra dei Beni Comuni. Grillo, per questo, è un Altoparlante. Un Autista. In grado di scagliare il suo “Mezzo” contro il muro del Vecchio che Resta. Ma, appunto, un Mezzo. Usato, in parte, da elettori e militanti, per i loro “fini” specifici. Non per il Fine generale.
Per questo i suoi elettori, ma anche i suoi eletti, gli attivisti e i militanti, non si sentono vincolati al mandato imposto dal Capo. E scelgono liberamente, “secondo coscienza”. Votano insieme ai parlamentari del Pd, quando si tratta di sostenere un candidato come Grasso. Avverrà lo stesso in altre occasioni analoghe. Né la minaccia del conducente di abbandonare la guida dell’autobus farà loro cambiare opinione. Senza che ciò significhi, in alcun modo, confluire nel Pd o in un altro gruppo e partito. La seconda Repubblica è finita. I passeggeri dell’autobus di Grillo lo hanno dimostrato in modo inequivocabile. Ma dove andranno, dove scenderanno. E dove arriverà e si fermerà l’Autobus: non è possibile stabilirlo. Non lo sa nessuno. Di certo, neppure Grillo.

Appello a Beppe Grillo e al Movimento 5 Stelle: una maggioranza c’è, FACCIAMOLO !!

maggioranzaE’ quella dei giovani disoccupati, delle piccole e medie imprese gravate dal peso fiscale e dalla burocrazia, dalle famiglie che non arrivano a fine mese, dagli anziani e dai disabili che necessitano di un welfare efficiente. Occorre prendere subito misure concrete e urgenti: rivedere il patto di stabilità per liberare risorse e pagare le imprese, sgravare aziende e famiglie da ulteriori tasse.
Basta giochini e scontrini: chi ha deciso di proporsi ora si assuma le proprie responsabilità e non si tiri indietro.
Facciamolo !!

Paola

Quei segnali in arrivo dai 5Stelle

giornale La Repubblicadi Eugenio Scalfari, 17 marzo 2013. Da molti anni non mettevo più piede a Montecitorio, è passato tanto tempo da quando nel 1968 entrai in quel palazzo da deputato e prima e dopo più volte da giornalista. Ancora ricordo l’incontro che feci in Transatlantico con Giorgio Amendola. Mi accolse con affetto, ci conoscevamo bene fin dai tempi dei convegni organizzati dal “Mondo”. Mi diede il benvenuto, “c’è bisogno di facce nuove”, mi disse ma poi aggiunse: “Resterai deluso perché qui noi costruiamo castelli di sabbia, neppure bagnata”. Non era una prospettiva incoraggiante costruire castelli con la sabbia secca, eppure in quelle stanze, in quei corridoi, in quell’aula c’erano i rappresentanti del popolo sovrano e questo mi dava orgoglio e speranza. Ieri ci sono tornato. Volevo respirare l’aria che tira nel momento in cui le facce nuove e giovani sono il settanta per cento dei deputati e le donne poco meno della metà. M’è sembrato che la curiosità fosse il sentimento dominante che animava tutti, insieme ad un certo imbarazzo sul contegno da assumere verso gli altri, i giornalisti anzitutto, ma anche i funzionari della Camera e i commessi nella loro divisa.
Curiosità, imbarazzo, timidezza. Distinguere tra quei giovani i grillini di 5Stelle non era affatto facile. Di loro si parla come “marziani”, ma marziani sembravano quasi tutti. Sono andato in sala di lettura a sfogliare i giornali e lì si è avvicinato uno di quei giovani. “Volevo salutarla – mi ha detto – Lei ci tratta molto male nei suoi articoli ma io mi sono formato leggendola fin da quando ero al liceo, mio padre portava Repubblica a casa e me la dava. Leggi con attenzione – mi diceva – leggi le pagine della cultura e dell’economia, ti aiuteranno a capire qual è il mondo in cui dovrai vivere e lavorare”.
L’ho ringraziato invitandolo a sedersi. Ha voglia di scambiare qualche parola con me? Spero che non le crei problemi. “Nessun problema, anche se la mia posizione politica è quella del nostro Movimento, perciò lei la conosce già”. Infatti, non ho domande politiche da farle, vorrei invece capire quali sono i suoi sentimenti ora che è arrivato fin qui. Lei guarda con interesse il lavoro che l’aspetta? “Sì, certamente, siamo qui per questo”. Pensa che durerà a lungo oppure si augura nuove elezioni che forse vi darebbero più forza di oggi? “Credo che ci siano molte cose utili da fare, soprattutto per quanto riguarda la moralità pubblica, il lavoro precario e il sistema fiscale. Queste riforme non possono aspettare, la gente ci ha votato per realizzarle. Quando saranno state fatte si tornerà al voto”.
Non potrete farle da soli le riforme che avete in programma. “Certo, ma non saremo noi a cercare gli altri, sarà il popolo ad imporle”. Siete contro l’Europa? “Siamo europeisti ma vogliamo un’Europa dei popoli non della burocrazia e dei ricchi”. Lei parla un linguaggio di sinistra. Posso chiederle chi ha votato cinque anni fa? “Non ho votato”. Non ha mai votato prima che nascesse il grillismo? “Non lo chiami così. Dieci anni fa votai per Berlusconi ma presto mi sono accorto di aver sbagliato”. Non mi sembra che la lettura dei miei articoli abbia avuto molto effetto su di lei. “Non è così, capii alcune cose che mi sono rimaste bene fisse nella mente: l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la libertà di ciascuno, i diritti di cittadinanza. Le 5Stelle vogliono queste cose, i partiti esistenti le vogliono a parole ma non le hanno tradotte in fatti, perciò con loro non collaboreremo, ma accetteremo i loro voti se ce li daranno”. Non importa da dove verranno? “No, non importa”. Qual è stato il suo lavoro finora? “Ho fatto volontariato per servizi all’estero dove ci sono i caschi blu dell’Onu. Sono stato in Libano e anche in Kenya”. Ed ora è un cittadino di 5Stelle. “Già e mi sembra molto coerente col mio lavoro”. Non ha figli? “No, non ancora”. Un personaggio storico che sente vicino? “Direi Papa Giovanni ma adesso la saluto, sento suonare il campanello, si vota”. Lei è credente? “Lo sono a modo mio” e se ne andò correndo verso l’ingresso dell’aula.
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Poche ore dopo le due Assemblee parlamentari hanno eletto i loro Presidenti, Laura Boldrini alla Camera e Pietro Grasso al Senato. Bello il discorso di insediamento della Boldrini, bellissimo quello di Grasso, la cui elezione è stata tanto più importante perché resa più solida dall’apporto di dodici voti provenienti dai neo-senatori del Movimento 5Stelle. Era un fatto atteso da alcuni e del tutto imprevisto da molti altri. Non è la rottura del gruppo grillino ma il segnale di una sua evoluzione che potrebbe rendere costruttivamente utile l’inserimento di quel gruppo nelle istituzioni.
Pierluigi Bersani ha avuto l’intuizione di candidare alla presidenza delle due assemblee parlamentari due personaggi del tutto nuovi alla politica e il Partito democratico, anch’esso fortemente rinnovato nella sua rappresentanza, ha risposto con apprezzabile compattezza. Questo risultato non risolve il problema del governo ma segna comunque una tappa essenziale verso una discontinuità che sia creativa e serva ad un cambiamento profondo dell’etica pubblica e della solidarietà sociale.
Nel suo discorso subito dopo l’elezione Pietro Grasso ha ricordato alcuni nomi di riferimento: Aldo Moro, del cui rapimento ricorreva ieri la data; il suo punto di riferimento nel palazzo di giustizia di Palermo, Antonino Caponnetto; la moglie di uno degli agenti di scorta caduti con Falcone nella strage di Capaci ed ha inviato il saluto di tutto il Senato a Papa Francesco che appena poche ore prima aveva evocato una Chiesa povera a servizio dei poveri. A ciascuno di quei nomi l’intera assemblea ha tributato in piedi lunghi e intensi applausi. Purtroppo c’era nell’aula un settore dell’emiciclo semivuoto e non è stato bello vedere quelle assenze.
L’ultimo e forse e più prolungato applauso è stato per Giorgio Napolitano, la cui presenza istituzionale in questa vicenda è stata decisiva. Senza il suo intervento che ha fermato l’iniziativa di Mario Monti di candidarsi al Senato abbandonando il governo in un momento di particolare delicatezza economica e sociale, non potremmo celebrare oggi il risultato positivo che si è verificato.
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Può darsi che ora dopo le consultazioni che avverranno al Quirinale a partire dal 20 prossimo, un governo Bersani possa formarsi con la solidità necessaria, ma può darsi anche di no, nel qual caso spetterà al Capo dello Stato nominare un nuovo governo che possa riscuotere un ampio e solido consenso parlamentare.
Credo che non debba esser composto da professionisti della politica ma da persone tratte dalla società civile con le necessarie competenze che ogni governo richiede: economiche, giuridiche, culturali.
Nel frattempo i partiti debbono profondamente trasformarsi diventando o ri-diventando strutture di servizio della società, canali di comunicazione tra i cittadini e le istituzioni, tra i legittimi interessi particolari e quello generale del quale tutte le istituzioni a cominciare dallo Stato debbono essere portatrici.
Elezioni ravvicinate non sono un bene per questo Paese; comporterebbero un prolungato periodo di incertezza che aggraverebbe oltremodo la nostra posizione in Europa con le relative conseguenze sulla nostra già disastrata economia. Un governo solido è dunque estremamente auspicabile e spetta soprattutto al centrosinistra renderlo possibile

Un BUON inizio, il rinnovamento c’è: Laura Boldrini alla Camera e Piero Grasso al Senato

Grasso e Boldrini Le nostre istituzioni non sono solo, come qualcuno vorrebbe disegnarle,   “casta” e corruzione.
Piero Grasso è ex magistrato capo dell’antimafia mentre Laura Boldrini ha lavorato per anni nel campo dei diritti civili, ex portavoce dell’Alto commissariato dei rifugiati dell’Onu. Entrambi, e le loro comuni storie di impegno per la giustizia, per gli ultimi e per i diritti delle persone,  ci forniscono la testimonianza del fatto che il rinnovamento è in atto con rigore, umiltà e passione. Due persone autorevoli e due figure nuove e credibili che rompono completamente con gli schemi del passato.
Bene anche gli eletti grillini che hanno dato dimostrazione di RESPONSABILITA’, ed hanno saputo scegliere per la parte giusta: il BENE COMUNE. Ora il Governo per salvare&cambiare l’Italia.

Paola

Scelte importanti: atti simbolici e non solo

Laura Boldrini eletta Presidente della Camera. Il PD  e Bersani dimostrano  con i fatti come il cambiamento sia reale, a dispetto di quanti hanno criticato il nostro segretario. Ora mi aspetto  grandi novità anche al Senato.

Atti e scelte simboliche ? Forse, ma in certi momenti i simboli pesano più della sostanza.  Anche sulla questione “costi della politica” bisognerebbe fare la stessa cosa: atti simbolici.  Complimenti a Bersani.

Boldrini

17 marzo: giornata dell’Unita’ nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera

Italia bandiera Si celebrerà per la prima volta quest’anno la “Giornata dell’Unita’ nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” in occasione del 17 marzo, il giorno in cui, nel 1861, fu proclamata a Torino l’Unita’ d’Italia.
La nuova festa è stata introdotta da una legge dello scorso novembre con finalità didattiche: “promuovere i valori di cittadinanza fondamento di una positiva convivenza civile – recita la norma – nonché riaffermare e consolidare l’identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica”.
La ricorrenza, che non comporta chiusura degli uffici né vacanza nelle scuole, verrà commemorata anche ( lo ricordo al sindaco Simoncini al quale questi obblighi di legge spesso sfuggono) con l’esposizione della bandiera nazionale e di quella europea sugli edifici pubblici.

Credo sia importante rivalutare, in questo preciso contesto storico, il valore dell’identità nazionale, perché significa attualizzare i principi, che hanno spinto tanti valorosi patrioti a combattere per la libertà, per l’amor di patria, per l’unità di uno stato che fonda la sovranità proprio dalla gente. Il percorso, che condusse a questo traguardo, fu delineato da episodi di lotta civile altamente drammatici nella storia del nostro paese. Chi lottava per l’Unità d’Italia era mosso dall’orgoglio e dall’alto principio di uno stato unico, da un’identità di radici, che si è sviluppata in tutto il Risorgimento non solo come ideale per una lotta comune, ma anche come processo di rinnovamento culturale. Oggi il nostro Paese  è chiamato a ripartire, deve rinascere recuperando il valore dell’identità nazionale per un’idea aperta e non statica di Nazione che consideri i mutamenti storici in atto, perchè l’Italia sia unita e patria per tutti gli italiani!

Paola

Se sapessi parlare di …..

 

    Una nota per ogni domenica

                                                                                       

                                                                                        –

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Buona Domenica a tutti Voi.

Un ricordo, sono 10 anni che è scomparso Giorgio Gaber.
Non solo canzoni. I suoi testi ci hanno interrogati, … ci hanno cresciuti

” Se potessi mangiare un’idea,avrei fatto la mia rivoluzione… ”

” Se sapessi parlare di Maria se sapessi davvero capire la sua esistenza
avrei capito esattamente la realtà
la paura, la tensione, la violenza
avrei capito il capitale, la borghesia
ma la mia rabbia è che non so parlare di Maria…”

“Non insegnate ai bambibi,
stategli sempre vicini date fiducia all’amore il resto è niente… ”

“Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra. ”

Trasparenza ADESSO: pubblico on line la mia situazione patrimoniale, reddituale ed associativa. E’ quanto richiede la legge dagli eletti

trasparenza 521Le liste di Simoncini alla guida della città, hanno bocciato la mozione del Partito Democratico per una maggiore trasparenza e per l’istituzione dell’anagrafe degli eletti. Che cosa sollecitavamo con  la Mozione ? Chiedevamo, così come stanno facendo altri Comuni, di pubblicare sul sito istituzionale internet municipale (accessibile a tutti) dati e informazioni riguardanti le presenze, lo svolgimento dei lavori, i risultati, gli stipendi, le consulenze, i pagamenti, di tutti i politici eletti e di tutte le persone che ricoprono un ruolo politico pubblico all’interno del Comune di Osimo.

L’Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati avrebbe, inoltre, consentito agli osimani, comodamente seduti davanti al proprio pc, di valutare, secondo dati e atti, le proposte, le azioni, le interrogazioni, la qualità e le capacità dei consiglieri comunali eletti, del Sindaco e della sua Giunta, oltre che i loro compensi.

Come detto la nostra Mozione si è scontrata con il diniego alla trasparenza delle liste osimane,  impedendo  al nostro comune di diventare “una casa di vetro“, tuttavia, una recente innovativa  legge – legge n° 213/2012 – obbligherà, a partire dal 2013  a pubblicare la situazione patrimoniale e reddituale ed associativa di tutte le cariche elettive comunali e regionali.

In attesa che TUTTI gli Eletti e i Nominati diventino “trasparenti”, ho anticipato gli obblighi di legge pubblicando la mia personale situazione reddituale, patrimoniale ed associativa mentre su queste pagine internet, spero di poter continuare a condividere, con tutti Voi,  l’intero mio operato politico.
Buona lettura!

Paola Andreoni

http://www.comune.osimo.an.it/comune/uffici/articlefiles/4180-ANDREONI_2011.pdf

Osimo perderà il Tribunale, l’ufficio del Giudice di Pace e l’ufficio Inps: le liste stanno a guardare

L’Amministrazione comunale di  Osimo dovrebbe   difendere la permanenza di alcuni  servizi importante per la nostra Città come il Tribunale, il Giudice di Pace e l’Inps.   Servizi  necessari  per i Cittadini e per le aziende del territorio.

Purtroppo a causa dell’ immobilismo e  della miopia politica delle Liste “Simoncini&Latini”, questi importanti servizi per i cittadini verranno ben presto chiusi   e trasferiti e Osimo diventerà una cittadina sempre più “marginale”.

Paola

Facciamolo per una causa comune: il bene degli italiani.

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Ho sottoscritto l’appello “Facciamolo!”, promosso da Michele Serra insieme a Roberto Benigni, don Luigi Ciotti, Oscar Farinetti, don Andrea Gallo, Lorenzo Jovanotti, Carlo Petrini, Roberto Saviano, Salvatore Settis e Barbara Spinelli. L’Italia ha bisogno di un Governo che si metta al lavoro presto e bene.
Senza Governo c’è il rischio che i sacrifici ad oggi fatti dagli italiani vadano in fumo. Senza Governo non si potrà nemmeno cominciare a discutere concretamente dei temi su cui insiste anche lo stesso M5S, quali le urgenze sul fronte sociale e del lavoro, la moralità nella vita pubblica o il sostegno alla scuola e ricerca.
Il PD ha elaborato un miniprogramma, una proposta di intesa su 8 punti.
Finora non si è sentito nessun grillino entrare nel merito di questi otto punti lanciati da Bersani. Alle proposte hanno risposto con l’insulto e lo sberleffo, e al desiderio di avere il 100% in Parlamento. Quale sarà dunque il ruolo del Movimento nella politica italiana? Il Cinquestelle è nato per salvare il Paese o per affossarlo? Entrare nel sistema solo per criticarlo senza cambiarlo non produce alcun risultato. Ha ragione il giovane “turco” Fassina a dire, in un’intervista rilasciata alla Stampa,: “Il partito di Grillo deve ricordarsi che, con questa chiusura, non fa un dispetto al PD o a Bersani. E’ un atto con conseguenze serie per il paese. E si illudono se sperano che così noi possiamo abbracciare il Pdl e fare un governo con loro”. Finalmente il Partito Democratico, seppur costretto dagli eventi, sembra avere imparato la lezione. Insieme al riconoscimento dell’impraticabilità di un qualsiasi rapporto con il centrodestra i democratici hanno cambiato approccio verso le politiche di austerità imposte dall’Europa. Ammettere i propri errori è un primo passo per evitare di rifarli in futuro.
Ora spetta anche al M5S fare la sua parte, non può chiamarsi fuori, deve mettersi in gioco e dare il suo contributo fattivo. Non fare un Governo significherebbe andare subito  al voto e consegnare l’Italia al caos, alle forze reazionarie.

L’appello “Facciamolo!”, chiede di rispondere con un governo di alto profilo alle speranze di cambiamento espresse dai cittadini. Non posso credere che alle concrete e stringenti necessità delle famiglie e delle imprese si vogliano anteporre i dogmi di un capo partito. Non credo che questa sia la volontà degli elettori del Movimento 5S.
Il PD e il M5S sono stati chiamati dagli elettori ad assolvere ad una causa comune: il bene degli italiani.

Bufera tra le civiche osimane

Liste Osimane

dal “Corriere Adriatico” del 13/3/2013

 Le notizie di stampa di questi giorni confermano, in maniera sempre più decisa, che tra le civiche osimane serpeggia ormai da tempo una esplicita spaccatura.

Le motivazioni “politiche” non si conoscono. Si conosce invece che a fondamento dei dissapori c’è la solita questione dei posti e degli incarichi. Mentre a livello nazionale si parla di tagli alle spese inutili, qui ad Osimo esponenti delle civiche, si accorgono ora che il commercio nel centro storico soffre e come risoluzione propongono il settimo assessore!!

Senza entrare nel merito dei problemi delle civiche, lasciando che il tempo faccia la sua parte, si può affermare che il ciclo del “nuovo”, del “cambiamento”, dell'”alternativa”, dell’essere un movimento libero da regole di partito e democratico, non è mai esistito (lo confermano esponenti delle civiche sulla stampa) e, a questo punto possiamo anche dire con certezza che nella realtà osimana la politica delle liste “Simoncini&Latini” non ha fatto “differenza”, figuriamoci se può rappresentare la “speranza”!!

Paola Andreoni capogruppo PD Osimo

Chiediamo al nuovo Parlamento che venga finalmente applicata la legge 361 del 1957, in modo che Berlusconi non abbia più nessuna immunità di impunità

E’ convocato per domani, quindici marzo,  il nuovo parlamento. C’è un  appello lanciato on line sul sito della rivista Micromega  affinché  sia dichiarata, nella prima seduta, l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi  ai sensi della legge 361 del 1957 sui titolari di concessioni televisive e della legge Mammì:  L’iniziativa ha superato le 150.000 mila sottoscrizioni. Le tv e i giornali (tranne Repubblica e Il Fatto quotidiano) continuano a rimuovere l’iniziativa: tocca a Noi farci “mass media” di questa campagna, attraverso le nostre mailing list, i contatti facebook, twitter e ogni altra forma di comunicazione.

giornale MicroMegaSegue il testo dell’APPELLO che ha come primi firmatari e promotori: Vittorio Cimiotta, Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Dario Fo, Margherita Hack, Franca Rame e Barbara Spinelli.

IL TESTO DELL’APPELLO
Berlusconi non era e non è eleggibile. Lo stabilisce la legge 361 del 1957, che è stata sistematicamente violata dalla Giunta delle elezioni della Camera dei deputati. Nel 1994 (maggioranza di centro-destra) e nel 1996 (maggioranza di centro-sinistra, primo governo Prodi), un comitato animato da Vittorio Cimiotta (“Giustizia e libertà”) e composto da Roberto Borrello, Giuseppe Bozzi, Paolo Flores d’Arcais, Alessandro Galante Garrone, Ettore Gallo, Antonio Giolitti, Paolo Sylos Labini, Vito Laterza, Enzo Marzo, Alessandro Pizzorusso, Aldo Visalberghi, e sostenuto da una campagna stampa del settimanale “l’Espresso”, organizza i ricorsi dei cittadini elettori, ricorsi che vengono respinti dalla Giunta delle elezioni della Camera (con l’unico voto in dissenso dell’on. Luigi Saraceni, che il centro-sinistra non confermerà nella Giunta del 1996) con la motivazione che l’articolo 10 comma 1 della legge dichiara in effetti che non sono eleggibili “coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica”, ma che “l’inciso ‘in proprio’ doveva intendersi ‘in nome proprio’, e quindi non applicabile all’on. Berlusconi, atteso che questi non era titolare di concessioni televisive in nome proprio”.
Palese interpretazione da azzeccagarbugli, poiché come scrisse il presidente emerito della Corte Costituzionale Ettore Gallo “ciò che conta è la concreta effettiva presenza dell’interesse privato e personale nei rapporti con lo Stato”.
Tanto è vero che la “legge Mammì” del 6 agosto 1990, n° 223 sulla disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato stabiliva all’art. 12 il “Registro nazionale delle imprese radiotelevisive” e all’art. 17 comma 2 precisava che “qualora i concessionari privati siano costituiti in forma di società per azioni ecc. … la maggioranza delle azioni aventi diritto di voto e delle quote devono essere intestate a persone fisiche, o a società ecc. … purché siano comunque individuabili le persone fisiche che detengono o controllano le azioni aventi diritto al voto”.
MicroMega decide perciò di riprendere quella battaglia di legalità ormai ventennale attraverso due iniziative: un appello di un gruppo di personalità della società civile, sui cui raccogliere on line le adesioni di tutti i cittadini (con l’obiettivo di migliaia e migliaia di firme), e il fac-simile del ricorso, che potrà essere attivato da ogni elettore del collegio senatoriale per il quale opterà Berlusconi. Nell’ultimo giorno valido (20 giorni a partire dalla proclamazione degli eletti), MicroMega organizzerà la consegna di massa dei ricorsi alla Presidenza e alla Giunta delle elezioni del Senato.
Vittorio Cimiotta, Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Dario Fo, Margherita Hack, Franca Rame, Barbara Spinelli

FIRMA ANCHE TU PER CACCIARE BERLUSCONI DAL PARLAMENTO (facendo applicare la legge 361 del 1957), cliccando qui.

Io l’ho già fatto:
firma n° 154385 Paola Andreoni, e ho aggiunto il seguente commento: Per far ritornare ad essere  il nostro, un Paese normale. Un Paese dove i posti letto negli Ospedali vengono tagliati, creando disagi e fatiche, ma non per “qualcuno”.

Abbiamo il Papa

Francesco

Francesco

Dove osano i gabbiani

gabbianoAspettando le fumate.

Ricordo di Teresa Mattei, “madre” della nostra Costituzione, è stata la più giovane eletta nell’assemblea Costituente

Teresa E’ morta, all’età di 92 anni, Teresa Mattei. Questa coraggiosa donna è stata una delle più giovani partigiane,  nella lotta di Liberazione. A soli 25 anni è stata la più giovane eletta nell’assemblea Costituente. Non ha mai smesso di lottare per i diritti dei più deboli e fu proprio lei a scegliere la mimosa come fiore simbolo della battaglia delle donne.
Mi piace ricordarla come una delle madri della nostra Costituzione. La carta fondamentale per la convivenza civile del nostro Paese, alla quale, sopratutto oggi, è necessario guardare, per restituire dignità a tutti gli italiani che vivono con difficoltà questo momento di dura crisi economica, sociale e politica.

SALVIAMO IL PAESAGGIO, DIFENDIAMO I TERRITORI: risponde l’arch. Riccardo Picciafuoco

salvaRicevo dall’architetto Riccardo Picciafuoco, referente tecnico del  Forum Paesaggio Marche, un commento  sulle dichiarazioni  del Sindaco Simoncini in risposta alla mia richiesta di aderire al censimento nazionale degli immobili costruiti e non utilizzati.

Da cittadino marchigiano esprimo tutto il mio sdegno nei confronti di questa riprovevole risposta del Sindaco di Osimo nei confronti di un libero Movimento che rappresenta ormai quasi 900 associazioni e comitati sparsi in tutta l’Italia, tra cui molte di livello nazionale riconosciute dallo Stato.
Il Sig. Simoncini, in qualità di primo cittadino e rappresentante di una istituzione della Repubblica e di tutti i cittadini osimani, prima di esprimere tali giudizi dovrebbe almeno informarsi meglio sulla natura assolutamente apartitica del Movimento che agisce soltanto a difesa dei Beni Comuni – e della Terra e del Paesaggio in particolare – nell’interesse dell’intera collettività.

Riccardo Picciafuoco

Chi è l’arch.Riccardo Picciafuoco

Il Sindaco di Osimo non risponde ai presunti nemici politici: il forum “Salviamo il Paesaggio difendiamo i territori”.

salvaDiverse Associazioni ambientaliste riunitesi nel ForumSalviamo il Paesaggio difendiamo i territori” hanno lanciato in tutta Italia una campagna per il censimento, in ogni singolo comune, del  suolo consumato. L’iniziativa si propone di verificare e mettere in luce quante abitazioni e quanti edifici produttivi siano già costruiti ma non utilizzati, vuoti, sfitti. Un gruppo di tecnici (tra cui amministratori locali, architetti, urbanisti, professionisti del settore) ha elaborato una scheda di censimento che è stato recapitato a tutti gli 8.101 Comuni italiani, richiedendone la compilazione entro 6 mesi. L’obiettivo della campagna è quello di verificare il fenomeno della cementificazione del territorio italiano ovvero che gran parte dei piani urbanistici sono realizzati lontano dai bisogni effettivi delle comunità locali e prevedono nuovo consumo di suolo nonostante l’ampia disponibilità edilizia già esistente.

Si capisce che anche per un Comune, per un Sindaco e per i suoi cittadini conoscere a quanto ammonta (in termini numerici e di superficie) questo patrimonio edilizio costruito ma non utilizzato rappresenta una utile informazione in previsione della gestione e della pianificazione del proprio territorio.
Il Forum ha chiesto quindi ai Sindaci di “misurare” il proprio territorio.
Anche il nostro Sindaco ha ricevuto l’invito da parte del Forum a compilare il questionario, ma  le liste “Simoncini&Latini” e il nostro primo cittadino NON RISPONDONO. 

1^ richiesta datata, 7 marzo 2012 inviata dal Forum Censimento nazionale immobili sfitti o non utilizzati al Sindaco del Comune di Osimo.”
Illustrissimo Signor Sindaco,
con la presente provvediamo formalmente a richiederLe, a nome e per conto del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e delle 589 organizzazioni attualmente ad esso aderenti (64 associazioni nazionali e 525 tra associazioni e comitati locali), di voler provvedere ad attivare con urgenza massima un capillare censimento del patrimonio edilizio presente all’interno dei confini del Comune da Ella guidato.
Tale necessario censimento viene in questi giorni richiesto a tutti i Comuni italiani, allo scopo di mettere in luce con assoluta esattezza la realtà delle strutture edilizie già presenti nel territorio di ciascun municipio e, in particolare, il numero di quelle sfitte, vuote, non utilizzate (ed eventualmente la superficie), le superfici edificabili residue del vigente piano urbanistico e quelle previste da eventuali piani adottati. Questo elemento è ritenuto di estrema importanza per monitorare lo stato attuale dell’offerta edilizia e ragionare – senza pregiudizi e con precisi dati di ausilio – il fenomeno del consumo di suolo e tutte le necessarie pianificazioni conseguenti.
La scheda in allegato – preparata da un folto gruppo di cittadini, da professionisti del settore e da amministratori – si compone di due parti:
– la prima parte riassume i punti nevralgici indispensabili richiesti a tutti i Comuni;
– la seconda parte enuclea altri elementi importanti e facoltativi che ci auguriamo possano comunque essere segnalati, onde rendere ancora più efficace il monitoraggio.
La scheda è stata ideata allo scopo di offrire un metodo di lavoro che possa guidare ogni nuova futura pianificazione dello strumento urbanistico comunale e favorire una discussione basata su informazioni certe ed aperta ai contributi di tutti i cittadini.
La portata delle informazioni previste, ci portano anche ad invitarla a valutare, successivamente, la decisione di adottare, per il tramite di idonea modifica/revisione del vigente piano urbanistico, una moratoria per le nuove edificazioni su aree libere previste dallo strumento urbanistico attualmente in vigore e/o da sue varianti: i dati che il Suo Comune avrà modo di mettere in luce, infatti, potrebbero profondamente modificare il quadro complessivo delle pianificazioni attualmente definite in assenza di riferimenti metodologici che abbraccino l’intero assetto urbanistico comunale.
Il nostro invito è di dar corso anche nel Suo Comune a questo specifico lavoro censuario e, rispettando gli impegni amministrativo-burocratici degli uffici di riferimento, avviarlo possibilmente entro uno o due mesi dal ricevimento della presente e completarlo entro i 6 mesi successivi.
È possibile inviare i risultati del censimento in formato digitale (alla mail censimento@salviamoilpaesaggio.it ) oppure in formato cartaceo al seguente indirizzo:
COMITATO SALVIAMO IL PAESAGGIO Via Mendicità Istruita, 14 12042 – Bra (CN)
Restiamo a completa disposizione Sua e dei tecnici e funzionari comunali per ogni necessaria ulteriore delucidazione.
RingraziandoLa anticipatamente per la Sua attenzione, porgiamo le nostre più vive cordialità restando in attesa di cortese ed urgente risposta“.
Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio. http://www.salviamoilpaesaggio.it censimento@salviamoilpaesaggio.it
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Ricevuta di avvenuta consegna via posta elettronica certificata
Il giorno 07/03/2012 alle ore 16:05:07 (+0100) il messaggio
“Censimento nazionale immobili sfitti o non utilizzati” proveniente da “forum@pec.salviamoilpaesaggio.it”
ed indirizzato a “comune.osimo@emarche.it” è stato consegnato nella casella di destinazione.
Identificativo messaggio: 464819040.285773919.1331132698743liaspec02@legalmail.it

2^comunicazione datata 15 giugno 2012 inviata dal Forum Censimento nazionale immobili sfitti o non utilizzati al Sindaco del Comune di Osimo
Da alcune settimane abbiamo provveduto a trasmetterVi, tramite posta elettronica certificata a questo indirizzo mail, la nostra richiesta di collaborazione per la campagna nazionale “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori”, che consiste nella Vostra compilazione e restituzione di una particolare “scheda di censimento” relativa all’odierna situazione della consistenza urbanistica del Vostro Comune.
Non avendo avuto ancora alcun riscontro (a parte la certificazione dell’avvenuto ricevimento da parte Vostra), ci pregiamo reinviare la nostra richiesta restando in attesa di Vostro cortese ed urgente cenno di risposta.
Cordiali saluti”.
Alessandro Mortarino
Coordinatore nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio
http://www.salviamoilpaesaggio.it
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Ricevuta di accettazione
Il giorno 15/06/2012 alle ore 08:41:34 (+0200) il messaggio “Censimento nazionale immobili sfitti o non utilizzati” proveniente da “forum@pec.salviamoilpaesaggio.it” ed indirizzato a: comune.osimo@emarche.it (“posta certificata”) è stato accettato dal sistema ed inoltrato.
Identificativo messaggio: 498321708.82655270.1339742494428liaspec02@legalmail.it
Identificativo originale del messaggio: 41b01c95d8188093eae320d6915dc71d@www.michelegatti.it

3^comunicazione SOLLECITO datato 15 settembre 2012 inviata dal Forum Censimento nazionale immobili sfitti o non utilizzati al Sindaco del Comune di Osimo
Sollecito censimento nazionale immobili sfitti o non utilizzati ( 15/9/2012 )
Forum italiano dei movimenti per la Terra e il Paesaggio
Gentile Signor Sindaco,
la Rete delle 783 organizzazioni che danno vita al Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio ha avviato il 29 febbraio 2012 la campagna nazionale “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori” richiedendo a tutte le amministrazioni comunali italiane la compilazione e restituzione di una particolare scheda di censimento che intende fotografare, con esattezza e dati di riferimento, la situazione urbanistica attuale.
Tale richiesta è stata inviata, tramite posta elettronica certificata, anche alla Sua amministrazione nel mese di Marzo ed è stata successivamente sollecitata nel mese di Giugno; al momento non è purtroppo ancora giunta alcuna risposta da parte Vostra.
Decine di Comuni hanno già provveduto ad adempiere a tale richiesta, altri ci hanno chiesto qualche settimana in più rispetto alla preventivata scadenza del 31 Agosto e pertanto abbiamo di buon grado accettato di prorogare tale scadenza al 31 Ottobre p.v. .
Ci rivolgiamo, pertanto, a Lei per chiederLe di voler verificare personalmente a che punto è la compilazione della scheda relativa al Vostro Comune e volerci segnalare quali intendimenti la Sua amministrazione ritiene volerci accordare rispetto ad una richiesta che non pone alcun vincolo se non il tentativo di mettere in luce i dati reali sulla situazione edilizia già esistente anche nel Vostro ambito comunale, il rapporto tra superficie totale e superficie urbanizzata, l’ammontare di edifici non utilizzati, sfitti, vuoti ecc. e si pone, dunque, in linea con le nuove sensibilità in tema di consumo di suolo che anche il Ministro per i Beni Agricoli e Forestali ha recentemente manifestato annunciando un Disegno di Legge specifico.
Restando in attesa di cortese risposta, porgiamo i migliori saluti“.
Per il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio, il coordinatore nazionale Alessandro Mortarino
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Ricevuta di avvenuta consegna
Il giorno 15/09/2012 alle ore 10:53:36 (+0200) il messaggio
“Sollecito censimento nazionale immobili sfitti o non utilizzati” proveniente da “forum@pec.salviamoilpaesaggio.it”
ed indirizzato a “comune.osimo@emarche.it” è stato consegnato nella casella di destinazione.
Identificativo messaggio: 532558189.711805172.1347699208027liaspec01@legalmail.it

Questo il comportamento del nostro Sindaco nei confronti di questa importante iniziativa nazionale.

A riguardo ho presentato un interrogazione consiliare ecco quale è stata la risposta del Sindaco Simoncini ( tratto dal verbale del consiglio comunale del 26 luglio 2012)

risposta del Sindaco Simoncini – Abbiamo visto questa campagna “ Salviamo il territorio e il paesaggio”, stiamo ancora riflettendo sulla natura politica e motivazionale dell’iniziativa.
Allo stato attuale ci risulta aver aderito 41 piccoli comuni, mentre 36 comuni su oltre 8000 hanno già espresso il loro no, i dati che ci vengono chiesti sono annualmente già comunicati all’Istat che fa la rilevazione anche degli immobili privati e pubblici sul territorio.
Riteniamo le considerazioni dell’interrogante meritevoli di approfondimento per una corretta programmazione del territorio, ricordo che questa Amministrazione come la precedente hanno sempre favorito il recupero urbano di immobili in disuso o fatiscenti ai fini della loro riqualificazione e di un loro riadattamento a nuove esigenze della proprietà, così come ricordo che l’Amministrazione comunale presente come anche la precedente, ha
cercato di attuare una politica di compensazione rispetto agli interventi edificatori di qualsiasi tipo, attuativi del Piano Regolatore o di recupero del patrimonio esistente attraverso l’utilizzo di opere di miglioria all’interno dei contesti dove queste nuove edificazioni, o nuove attuazioni del PRG erano inserite.
In questo riteniamo di aver addirittura anticipato alcune tematiche che oggi sono alla base di talune discussioni in materia urbanistica, così come ricordo e concludo che il PRG attualmente in vigore contiene delle norme perequative di natura compensativa per coloro che non hanno programmazione edificatoria all’interno delle loro aree, ma hanno programmazione di standard, e quindi anche qui molta parte del PRG vigente è collegata ad opere infrastrutturali di rilevante importanza, non soltanto per quel territorio ma per un contesto più ampio.
La riflessione sulla natura politica e motivazionale di questa iniziativa, che non è promossa da un organo istituzionale, ma è promossa da un organo di iniziativa popolare supportato da forze politiche ben precise ci chiama ad una maggiore attenzione e a vedere e verificare qual’ è la natura e quali sono le motivazioni di fondo di questa iniziativa.

Insomma è chiaro ?  Simoncini non risponde al Forum “Salviamo il Paesaggio difendiamo i territori” perché, secondo il primo cittadino osimano,  dietro a questa Associazione,  non ci sono persone, cittadini e qualificati tecnici che hanno a cuore la salvaguardia del nostro territorio, ma solo presunti nemici politici portatori di chissà quali devastanti interessi e motivazioni.
Povera Osimo in che mani si trova ad essere governata.

Paola