Sono dalla parte di Cécile Kyenge

18iussoli_33012I ripetuti attacchi alla neo ministra Cécile Kyenge sono la dimostrazione del livello di intolleranza e di pregiudizio che c’è in questo nostro “povero” paese. Me ne vergogno come italiana e come donna.
A Cécile Kyenge tutta la mia vicinanza e il pieno sostegno nella sua battaglia presente e futura. Mi auguro che su questi temi,  come lo ius soli,  i deputati e senatori del PD la pensino tutti allo stesso modo e che tutti sentano la necessità e l’urgenza di riformare il diritto di cittadinanza e, sopratutto, di stare dalla parte di Cécile Kyenge.

Paola …dalla parte di Cécile Kyenge

Interrogazione: Il campo sportivo “Diana” di via Olimpia e le strutture sportive comunali sono un bene pubblico di tutti gli osimani

DianaHo presentato una interrogazione al Sindaco per chiedere delucidazioni sulle modalità di concessione dell’utilizzo del campo sportivo Diana e delle altre strutture sportive comunali.
Non è immaginabile che il campo sportivo Diana non possa essere utilizzato nell’orario scolastico per le attività di educazione fisica dai ragazzi delle Scuole “Caio G.Cesare” e “Christine Krueger”, con la motivazione che la struttura è stata affidata dal Comune ( proprietario del bene) ad una associazione sportiva autorizzata ad utilizzarlo e gestirlo in via esclusiva.
Con l’interrogazione chiedo in che termini e a quali condizioni beni comunali vengono concessi in via esclusiva a società sportive, sottraendoli di fatto all’utilizzo della cittadinanza. Credo sia importante prevedere, nelle modalità di scelta di gestione delle strutture sportive ( e la concessione ad una associazione è senz’altro una delle forme di gestione più utilizzate) , una serie di paletti e regole che consentano l’utilizzo del bene anche alle istituzioni scolastiche e ai singoli cittadini, sempre nel rispetto, e senza intralciare, l’attività del concessionario
Tutti abbiamo consapevolezza dell’importanza che oggi ha l’attività motoria, sia per i ragazzi che per gli adulti; la sedentarietà e la ridotta attività fisica rappresentano uno dei rischi maggiori per la salute della popolazione. Importanti organismi internazionali e nazionali raccomandano ai Comuni di garantire che ci siano occasioni, a livello locale per svolgere attività fisica in spazi idonei, garantendo a tutti i cittadini di avere il più esteso accesso agli impianti sportivi.

Questo l’invito che voglio lanciare all’Amministrazione: salvaguardare il diritto allo sport e alla salute di ciascun cittadino, sostenere l’attività sportiva in tutte le sue espressioni e in primo luogo di quella praticata e promossa dalle Scuole .

Paola

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Alla c.a. Sig. Presidente del Consiglio Comunale Comune di Osimo

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INTERROGAZIONE

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Oggetto: il campo sportivo “Diana” di via Olimpia e le strutture sportive comunali sono un bene pubblico della città.

La sottoscritta PAOLA ANDREONI consigliere Comunale capogruppo del Partito Democratico,

Premesso  che

– La Organizzazione Mondiale della Sanità individua nella sedentarietà e la ridotta attività fisica uno dei rischi maggiori per la popolazione. Solo un quarto della popolazione adulta e solo il 17% dei bambini di 8- 9 anni raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica;
– La Comunità Europea, le organizzazioni internazionali e nazionali della Sanità raccomandano una pianificazione strategica a livello politico ed istituzionale per l’attività fisica dei bambini e degli adulti. In particolare tali organismi raccomandano: siano garantite occasioni, a livello locale,  per svolgere attività fisica in spazi chiusi o all’aperto e una pianificazione del territorio con la previsione, nel contesto urbano, della presenza di aree verdi, spazi aperti, strutture che promuovono l’attività fisica e attrezzature pubbliche in cui i bambini, gli adolescenti e le loro famiglie possano mantenere uno stile di vita attivo;

Rilevato che
– Uno degli obiettivi della scuola è la promozione e la valorizzazione del ruolo e della funzione dell’attività motoria e sportiva, come rilevante esperienza formativa ed educativa per i ragazzi;
– L’avviamento della pratica sportiva che si pratica nella scuola si prefigge di rafforzare una cultura sportiva che valorizzi nei ragazzi gli aspetti positivi della pratica sportiva, senza l’obbligo del risultato agonistico vincente;
– L’Educazione Fisica scolastica, in presenza di strutture adeguate e sicure, trova il suo ambiente e palestra naturale negli spazi aperti per valorizzare il contatto dei ragazzi con la natura.

Preso atto che
– Adiacente alle Scuole Secondarie di 1° grado “Caio Giulio Cesare” e “Christine Krueger” di piazzale Bellini è presente l’impianto sportivo comunale “Diana” che ben si presta alle attività educative sportive scolastiche all’ aperto dei ragazzi dei suddetti plessi;
– Tale struttura rappresenta una grande opportunità per i ragazzi, che frequentano le scuole di piazzale Bellini, per poter svolgere le più svariate attività di educazione fisica all’aperto e in un ambiente sicuro;
-Ad oggi non è possibile l’uso del campo sportivo “Diana”, (pur essendo lo stesso, negli orari scolastici, libero e non utilizzato da altre associazioni o da eventi sportivi), con la motivazione che lo stesso è stato affidato dal Comune di Osimo – quale proprietario della struttura – all’Associazione sportiva “Football club Osimo 2011” che lo gestisce ed utilizza in via esclusiva;
– E’ quanto mai opportuno che in orario scolastico, quando la struttura comunale del campo sportivo “Diana” non viene utilizzata dal concessionario, i ragazzi della scuola possano usufruire di un bene pubblico all’aperto per praticare attività sportive senza essere costretti a praticare attività in palestra o meglio in metà palestra dato che spesso l’orario di Educazione Fisica è condiviso fra più classi.

Messo in evidenza che
– la modalità, convenzione-concessione, di gestione della struttura comunale “campo sportivo Diana” così come attuata dall’Amministrazione Comunale di Osimo, sottrae di fatto, alle istituzioni scolastiche ed ai cittadini osimani, la possibilità di utilizzare un bene pubblico patrimonio di tutta la nostra comunità;
– che molti cittadini a causa della diffusa e stratificata crisi economica non possono permettersi di pagare la quota di frequenza in una palestra e che la mancanza ad Osimo centro di spazi idonei e sicuri per svolgere attività motoria obbliga gli stessi cittadini a rinunciare ad effettuare il footing quotidiano, fondamentale dal punto di vista salutare e del benessere fisico.

Ritenuto opportuno salvaguardare il diritto allo sport e alla salute di ciascun cittadino e sostenere l’attività sportiva in tutte le sue espressioni e in primo luogo di quella praticata e promossa dalle Scuole con l’obiettivo di favorire lo svolgimento della pratica sportiva in genere.

Considerato che il patrimonio sportivo costituisce un elemento fondamentale di aggregazione sociale, giovanile e non, e contribuisce ad arginare e prevenire il rischio di disgregazione e devianze sociali.

Fatte queste premesse la sottoscritta,

INTERROGA IL SINDACO
per conoscere

1) se non ritenga opportuno intervenire perchè il bene comunale “campo sportivo Diana” e le altre strutture sportive di proprietà comunale ( con specifica che si chiede l’utilizzo delle strutture senza usufruire dei servizi ad essi abbinati quali: docce, spogliatoi, tribune, attrezzature ecc. ) possano essere utilizzate dalle Scuole e dagli osimani amanti dello sport per favorire la pratica sportiva ;

2) se non ritenga importante prevedere, nelle modalità di gestione delle strutture sportive comunali, clausole nei confronti del gestore che consentano l’utilizzo gratuito del bene alle scuole, negli orari non occupati dal concessionario-gestore e comunque riservarsi un utilizzo del bene a favore della cittadinanza nelle forme e nelle modalità che non siano di intralcio all’attività del concessionario;

3) se intenda, alla luce di quanto sopra esposto, provvedere ad assumere iniziative per far si che il “campo sportivo Diana” possa essere fruibile per le   attività sportive scolastiche dei ragazzi delle scuole secondarie di 1° grado “Caio Giulio Cesare” e “Christine Krueger” di piazzale Bellini.

Si richiede altresì risposta scritta nei termini di legge.

Osimo lì, 8 MAGGIO 2013

           Il consigliere comunale
capogruppo del Partito Democratico
———-Paola Andreoni

C’è chi non ce la fa più…

Ricevo, manifesto tutta la mia solidarietà  e pubblico.

Sono un piccolissimo imprenditore, sono 5 anni che tiro avanti con sacrificio, ho dato fondo ai pochi risparmi del lavoro dipendente degli anni precedenti, ma i conti sono in rosso.
Quando si riesce ad incassare qualcosina in più (per grazia ricevuta) è in realtà solo un palliativo, perchè a causa dei costi (pur tagliati al minimo indispensabile), tasse, contributi (non avrò mai la pensione…), oneri per una burocrazia indecente, commercialista, ecc….. ecco che i conti tornano in rosso.
Alcuni mi dicono: -ma chi te lo fa fare???? Chiudi ‘baracca e burattini!
Le capacità e la volontà non ti mancano, sei conosciuto, qualcosa trovi di certo, probabilmente ‘a nero’, ma vedrai che la trovi…..>
Che dovrei fare?  Un piccolo imprenditore ( lettera firmata)

Su Andreotti. “Prove sicure e riscontrate ridicolo parlare di teorema”

gior Il Fatto Qdi GIANCARLO CASELLI. Sul piano umano, la morte merita sempre rispetto. Dell’attività politica del sen. Andreotti non posso parlare perché non ne ho titolo. Posso invece parlare del processo di Palermo, avviato dalla Procura di quella città quando ne ero a capo, che l’ha visto imputato (in estrema sintesi) di rapporti con la mafia. In primo grado c’è stata assoluzione. In appello la sentenza del tribunale è stata parzialmente ribaltata. Mentre per i fatti successivi Andreotti è stato ancora assolto, per quelli fino all’80 è stato dichiarato colpevole, per aver COMMESSO il reato contestatogli. È evidente che chi parla di assoluzione anche per i fatti prima del 1980 è completamente fuori della realtà. Il reato COMMESSO è stato dichiarato prescritto, ma resta ovviamente COMMESSO. La Cassazione ha confermato la sentenza d’appello anche nella parte in cui si afferma la penale responsabilità dell’imputato fino al 1980.

PROCESSUALMENTE è questa la verità definitiva ed irrevocabile. La Corte d’appello (confermata, ripeto, in Cassazione) si è basata su prove sicure e riscontrate. In particolare ha ritenuto provati – con altre decisive parti dell’impianto accusatorio – due incontri del senatore, in Sicilia, con Bontade, all’epoca capo dei capi, e altri mafiosi dello stesso calibro. Negli incontri (lo dice la sentenza) si discusse di fatti criminali gravissimi relativi a Piersanti Mattarella, capo della Dc siciliana, politico onesto che pagò con la vita l’essersi opposto a Cosa nostra.
Principale fonte di prova fu il collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia (teste oculare di un incontro), un “pentito” rivelatosi sempre analiticamente preciso (già con Giovanni Falcone) e mai smentito. La Corte d’appello sottolinea poi che l’imputato non denunciò le responsabilità dei mafiosi incontrati, “in particolare in relazione all’omicidio di Piersanti Mattarella , malgrado potesse al riguardo offrire utilissimi elementi di conoscenza”. In conclusione, la Corte d’appello ha ravvisato a carico di Andreotti “una vera e propria partecipazione all’associazione mafiosa apprezzabilmente protrattasi nel tempo”. Fissiamo altri punti: fecero ricorso in Cassazione sia l’accusa che la difesa. Ecco la prova provata, secondo una logica elementare, che non vi fu “assoluzione” per i fatti fino al 1980. Mai visto, in oltre 50 anni di magistratura, un imputato che ricorre contro la sua assoluzione. Non esiste.
La prescrizione è rinunciabile, ma l’imputato non lo fece, convinto che sarebbe stato assolto anche per i fatti fino al 1980, ma la Cassazione gli diede torto. La formula “reato COMMESSO” è nel dispositivo della sentenza d’appello. Sono 10 semplici righe. Sarebbe bastato leggerle per cancellare ogni dubbio.
INVECE la verità è stata stravolta o nascosta: il popolo italiano – in nome del quale le sentenze vengono emesse – è stato truffato. Buscetta (che di Andreotti non volle parlare a Falcone: “Sennò ci prendono per pazzi”) in realtà ne aveva già parlato nel 1985 al pm Usa Richard Martin, che confermò la circostanza (sotto giuramento) in pubblica udienza del processo Andreotti. Con il che diventa ridicola qualunque accusa di “teorema”. Con una sorta di distrazione di massa per cancellare la verità, le cronache (invece che sugli incontri con Bontade) si incentrarono pressoché esclusivamente sul “bacio”, che la Corte ritenne non riscontrato ma senza denunciare per calunnia chi ne aveva parlato. Ricorrendone tutti i presupposti, la Procura esercitò l’azione penale, che è obbligatoria. Non farlo sarebbe stato illegale, disonesto e vile. Nessuno quindi ha mai pensato di riscrivere la storia d’Italia. Chi ha nascosto la verità e non ha voluto elaborare la memoria di ciò che è stato, perché teme il giudizio storico su come in una certa fase si è (almeno parzialmente) formato il consenso, ha reso un pessimo servizio alla trasparenza democratica del nostro Paese.