Nei Cie ancora bocche cucite e sciopero della fame. Le istituzioni e la politica incapaci di dare risposte.

Continua la paradossale situazione di detenzione illegittima in cui si trovano gli immigrati  trattenuti da diversi  mesi presso i Centri Cie. Alcune di queste persone fuggite dal loro Paese nativo,  sono i sopravvissuti ai tragici naufragi avvenuti al largo dell’isola di Lampedusa nell’ottobre scorso.
La loro situazione, sia per le condizioni materiali di accoglienza: inumana e degradante;  che per la mancanza di provvedimenti formali che ne definiscano lo status giuridico e che ne  giustificano lo stato di detenzione , appare qualificabile come un ‘trattamento inumano e degradante’, così come lo ha definito il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa.

bocche cucite Ci lamentiamo con l’India che trattiene i nostri due soldati senza  uno specifico capo di imputazione, ma noi facciamo la stessa cosa con gli immigrati trattenuti nei centri Cie.

Nessun reato è stato loro notificato, la loro unica colpa è che sono nati nella parte sbagliata del Mediterraneo. Alcuni di questi  immigrati ( nella quasi assoluta indifferenza) hanno ripreso a protestare cucendosi la bocca e rifiutando  cibo, ed acqua mentre la “politica” continua a non far nulla.

È stato inoltre lanciato un Appello che può essere controfirmato e fatto girare in rete per mantenere alta l’attenzione sui migranti ancora presenti nei  centri Cie  e che sono da considerare ‘ostaggi’ delle istituzioni italiane.

Fra le tante drammatiche storie che si vivono, nella più totale indifferenza delle istituzioni e della politica, all’interno di questi Centri Identificazione  ed Espulsione vi è quella di  “Romeo e Giulietta”: due sposi tunisini  rinchiusi nel Cie di Ponte Galeria alle porte di Roma.

Ii due sposi tunisini fuggiti via mare dalla violenza della famiglia salafita di lei.
Alia ha subito torture, con ferite visibili, dalla famiglia che si opponeva al matrimonio con Ali. Rischiano di essere imbarcati su un aereo contro la loro volontà, come accadde ad Alma Shalabayeva e a sua figlia Alua. Anche in questo caso, pur avendo diritto alla protezione internazionale, hanno ricevuto un rifiuto. Dopo che lei ha tentato di impiccarsi nel bagno della sezione femminile perchè non sopportava l’idea di tornare a Tunisi ed essere costretta a vivere senza di lui, marito e moglie possono incontrarsi per brevi momenti.
Per gli operatori e i trattenuti del Cie sono ormai “Romeo e Giulietta”. I Deputati Sel Ileana Piazzoni e Nazzareno Pilozzi hanno scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, segnalando il loro caso e chiedendo un suo intervento sui Cie.

Tra pochi mesi il governo italiano sarà chiamato a guidare  le Istituzioni Europee. Ma che guida sarà se i nostri politici sono del tutto incapaci di tramutare nel nostro Paese quelli che sono i valori ed i principi fondamentali dell’Europa ?
Ecco cosa prevede, ad esempio, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea
La Carta dei diritti fondamentali riconosce una serie di diritti personali, civili, politici, economici e sociali dei cittadini e dei residenti dell’UE, fissandoli nella legislazione dell’UE.
Art. 1  Dignità umana. ” La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”.
Art.  11  Libertà di espressione e d’informazione. ” Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la  libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”.

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