Dispersione Scolastica: un problema irrisolto

La dispersione scolastica è un problema che riguarda l’Italia e anche la nostra Regione. Le ultime rilevazioni fatte dall’Istat   ne confermano drammaticamente i livelli altissimi.
Nel  dettagliato  il report, realizzato su dati Istat, fatto dalla rivista specializzata Orizzonte Scuola ( clicca qui )
Dai dati emerge la drammatica situazione degli abbandoni scolastici nel nostro Paese   rispetto all’Europa: peggio di noi solo la Spagna, Malta e il Portogallo.
Nel complesso,  in Italia,  la quota di giovani che ha interrotto precocemente gli studi è pari al 17,6 per cento, il 20,5 tra gli uomini e il 14,5 tra le donne  quando nel 2012 il valore medio dell’indicatore nell’Ue27 si è attestato al 12,8%. Da rilevare come in  alcuni Paesi dell’Est, come Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia, la dispersione si attesta attorno al 5 per cento.
La Conferenza di Lisbona nel 2000 aveva individuato nella riduzione della dispersione uno dei cinque benchmark (obiettivi) che i Paesi membri dovevano raggiungere nel campo dell’istruzione entro il 2020. Entro questa la dispersione scolastica massima di ogni Paese dovrebbe essere del 10%.
Con quale prospettive, oggi, il nostro Paese si avvicina  a questo obiettivo fissato per il 2020 ? 

La situazione nelle Marche link 1    link 2

I tagli apportati alla Scuola pubblica italiana  in questi  ultimi anni, così come la riduzione apportata  all’orario scolastico dei nostri alunni  (ridotto di circa un sesto), ma anche una imperante etica neo liberale che vuole le scuole competitive sui risultati scolastici dei ragazzi non hanno , a mio modo  di vedere, favorito il contenimento del disagio e della dispersione scolastica. Anche le ultime  proposte-dichiarazioni  della neo Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini che vorrebbe ridurre di un anno il percorso formativo  della scuola superiore, non mi sembrano utili, non determinerebbe altro che un  incremento  della disoccupazione.

scOccorre che si investa  sull’alternanza scuola-lavoro,  su stage e tirocini, occorre far sentire accolti gli studenti anche investendo su apposite figure professionali,  occorre dare ampio spazio all’autonomia, aprire le scuole anche la sera e il fine settimana, stringere una rete tra scuola e cittadinanza.
Ma, sopratutto, non bastano le strategie, occorrono le risorse per attuarle.
Paola

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