Due pesi due misure: imbarazzante la posizione del partito sui 4 indagati del PD

Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme e dei rapporti col Parlamento, ha risposto che ai 4 sottosegretari indagati del PD non verranno chieste le dimissioni da parte del governo. Una decisione presa in nome del garantismo e per rispettare “il principio fondamentale della presunzione di innocenza”.
Sarà, ma, al di là delle evidenti differenze che ci sono tra questi casi e quello di Gentile (alcune accuse paiono effettivamente risibili), la scelta di queste nomine appare comunque incomprensibile: queste persone sono dotate di così grandi capacità per cui erano assolutamente indispensabili per il governo? Possibile che nel Partito non ci fossero altre figure in grado di ricoprire quegli incarichi con le medesime competenze? E poi: che senso ha avere costretto Francesca Barraciu a ritirarsi dalla corsa elettorale in Sardegna (dove era candidata Presidente) per l’inchiesta di peculato, e poi nominarla sottosegretario?
In pratica più che essere garantisti, ci siamo garantiti una situazione imbarazzante, offrendo il fianco a opposizioni e opinione pubblica. E la credibilità in questo momento è l’unico capitale che abbiamo.

Non condivido  e faccio fatica a capire questa scelta, Paola.

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