Berlusconi sempre peggio: con una persona così, non si possono stringere accordi politici.

Berlusconi continua a spararle grosse. Il personaggio è oramai fuori di se, dalla storia, e magari anche fuori dall’Europa e dal PPE (insieme al suo partito), dopo le farneticanti dichiarazioni sulla Germania e i campi di sterminio. Ormai l’uomo è sempre più incorreggibile e inaffidabile.
Con una persona così, non si possono fare accordi politici.

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Elezioni Comunali 2014: perchè mi candido al Consiglio Comunale

Invio questa comunicazione per informare che sono candidata nella lista del Partito Democratico,  per  il Consiglio Comunale,  alle prossime elezioni amministrative, a sostegno del candidato Sindaco Simone Pugnaloni.

volantino51Ritengo che oggi, con un quadro politico che sembra sempre più spostarsi a destra, sia importantissimo che nel prossimo consiglio comunale vi sia una presenza forte e di sinistra, capace di incidere veramente sulle scelte e sugli obiettivi e che sappia mettere in primo piano i temi dei diritti, della solidarietà, dell’integrazione, dell’equità sociale, dell’ecologia, della trasparenza amministrativa e della partecipazione. Una presenza seria, capace di proporre contenuti, coraggiosa nella critica costruttiva, leale ma mai scontata.
Mi candido partendo da una posizione critica nei confronti dell’amministrazione comunale uscente. Credo infatti che la Giunta Simoncini abbia governato l’ordinaria amministrazione, senza apportare novità e miglioramenti alla qualità della vita degli osimani. L’azione di governo cittadino ha avuto in questi anni respiro corto. Non ho visto una visione della città del futuro, soprattutto ho sentito e visto poca attenzione per i problemi della città.
Sull’ambiente si è visto davvero poco………………
Sull’urbanistica l’amministrazione non si è accorta della crisi. In una città dove si è costruito troppo e male, dove ci sono troppi alloggi sfitti, le liste civiche non hanno cambiato rotta. Era l’occasione per fermarsi, fare il punto e dare una sterzata netta: riqualificazione urbana e miglioramento della qualità edilizia dell’ esistente. Sarebbe stato uno stimolo alla conversione del settore dell’edilizia verso la qualità e la sostenibilità. Dove il cemento non è arrivato sono arrivate le distese dei pannelli solari sui terreni sottratti all’agricoltura.
Sui diritti si deve fare grandi passi in avanti. I giovani, gli studenti, i lavoratori o disoccupati devono vivere in una città accogliente e solidale. Su questo ho sentito parole incoraggianti da parte del candidato Sindaco Pugnaloni.
Dobbiamo (ri)costruire una città che permetta ai più giovani di esprimere la loro identità, le loro passioni ed anche, nel rispetto di tutti, la loro voglia di divertimento. Una città in cui sia piacevole costruirsi un futuro sereno.
Sulla partecipazione ……………. Ma questo sarà argomento tutto del nuovo Consiglio Comunale, dove mi auguro di poter dire la mia.

Domenica 25 maggio ricordo che si voterà (nella sola giornata di Domenica) sia per le Europee che per le Comunali. Nella scheda per l’elezione del Sindaco sarà possibile indicare, per il Consiglio Comunale, una sola o, in alternativa, due preferenze, purché siano di entrambi i generi, quindi un uomo e una donna.

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Paola e Mauro amm_2014
Newsletter Paola Andreoni

29 Aprile 2014

www.paolaandreoni.it

Cliccando nel sottostante link “Le mie interrogazioni …” è possibile, per chi fosse interessato, conoscere  l’azione di proposta e controllo svolta da me in questi anni in Consiglio Comunale.

Interrogazioni

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Un’altra sconfitta per la città: chiuso l’Ufficio del Giudice di Pace.

giudice-di-pace-534x330Non è di certo un mistero o una novità che la nostra  città attraversa ormai da tempo una fase di agonia ed  è svilente e preoccupante che questa amministrazione comunale non perda occasione per infliggerle ulteriori colpi fatali, questa volta è il turno della chiusura di un importante presidio di legalità: l’ufficio del  giudice di pace .
Dopo ave perso  il Tribunale, il ridimensionamento dei servizi offerti dall’Inps, mentre  è sempre allarme per la possibilità che venga chiuso anche  il commissariato di polizia,  ora Osimo, deve fare i conti con un’altra brutta realtà: da domani, 29 aprile,   chi vuole avere giustizia deve andare in Ancona.
Una retrocessione in serie “dilettanti” per la nostra città che annienta il profilo di Osimo come città dei servizi e capitale della Val Musone ed un segnale evidente  che la città non riesce a esprimere una politica capace di preservare gli interessi della comunità.
E’ assurdo come tutte le amministrazioni dei comuni italiani hanno lottato contro le chiusure dei giudici di pace e invece il nostro sindaco, senza battere ciglio ne ha avvalorato la chiusura. Osimo perde il giudice di pace perché l’amministrazione delle liste “Latini&Simoncini”non ha comunicato al Ministero il suo interesse a mantenere questo importante servizio sul territorio.
Un danno  per la città e per gli osimani (  anche in termini economici ) che da ora in poi  per i ricorsi sulle sanzioni amministrative, per questioni legate a liti condominiali o a incidenti stradali, o per avere una semplice informazione o per richiedere l’intervento del giudice per conciliare piccole liti, dovranno andare in Ancona.
In definitiva Osimo con la perdita dell’ufficio del GdP perde non solo un importante istituzione ma anche la “faccia” .
Ringrazio di cuore, infine, i due giudici di pace Benedetto Loiodice e  Paola Belli che in tutti questi anni  hanno onorato con serietà e competenza questo importante ufficio giudiziario. Grazie a loro, l’Ufficio del Giudice di Pace di Osimo è assurto a livelli di considerazione altissimi, per la estrema professionalità e competenza, nonchè per il loro profondo senso di umanità e di disponibilità che li ha portati ad ascoltare i bisogni dei cittadini e a mettere sempre una parola buona per prevenire e comporre liti annose e devastanti nei rapporti interpersonali.

Paola

Eugenio Scalfari: Guardiamo la fregata sul mare che sfavilla

giornale La Repubblicadi Eugenio Scalfari, • 27 aprile 2014.  Se i consumi restassero al palo la manovra di rilancio sarebbe fallita. Quand’anche riprendessero la nuova occupazione tarderà a venire. I versi del titolo che avete appena letto fanno parte della poesia “L’incontro de li Sovrani” che è tra i più divertenti componimenti di Trilussa e bene si attaglia ai temi che l’attualità politica ci presenta.
Il decreto che taglia di dieci miliardi il cuneo fiscale e li destina a dieci milioni di italiani lavoratori dipendenti sotto forma di bonus in busta paga nella misura di 80 euro al mese è già stato approvato dal Parlamento e pubblicato dalla “Gazzetta Ufficiale”. Dunque è ormai legge dello Stato. Avrà esecuzione a partire dal primo maggio e gli 80 euro saranno pagati nelle buste paga del 27 di quel mese e così fino al 31 dicembre di quest’anno. Otto mesi, 640 euro in totale, destinati a chi è al lavoro almeno dal primo gennaio del presente anno.
Il beneficio è riservato ai percettori di un reddito superiore a 8mila euro annui fino ad un tetto di 24mila. Poi, da 24 a 26mila gli 80 euro diminuiscono nettamente e dopo quel tetto cessano del tutto.
Se tuttavia l’occupazione del lavoratore ha avuto inizio dopo il primo gennaio del 2014 gli 80 euro per ogni mese di mancato lavoro diminuiscono. La media reale della somma percepita dai lavoratori interessati a quel beneficio non è dunque di 80 ma soltanto di 53, come ha calcolato Gianluigi Pellegrino sulla scorta dei dati esistenti. Il beneficio cioè viene corrisposto per otto mesi purché ne siano stati lavorati dodici. Non si tratta di una truffa ma di una esplicita condizione nascosta da un numero inesatto: non 80 ma 53. La differenza non è poca. Poi ci sono altre provvidenze che riguardano una diminuzione dell’Irap e alcuni interventi per l’occupazione dei giovani.
Seguono: il restauro di scuole malandate e il pagamento di cinque miliardi di debiti pregressi della pubblica amministrazione, grazie al quale, quando sarà il momento, il Tesoro incasserà l’Iva.
Le coperture sono alquanto raffazzonate e alcune di incerta realizzazione nel corso dell’anno. Ne abbiamo già dato conto nei giorni scorsi concludendo che l’intervento è piuttosto uno “spot” che un vero e strutturato programma. Quest’ultimo è allo studio del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e dovrebbe esser pronto e varato entro il gennaio del 2015, valido fino a tutto il 2016. Questa è la manovra, questa è la speranza di crescita del Pil derivata da un tangibile aumento dei consumi. Andrà così?
Noi tutti lo speriamo e ne avremo un primo segnale nel prossimo autunno. Ma se quel segnale non ci fosse e i consumi restassero al palo dove già sono da anni, la manovra di rilancio sarebbe fallita, senza dire che quand’anche i consumi recuperassero quella dinamica che da tempo hanno perduto, nessun nuovo posto di lavoro ne deriverebbe poiché le imprese hanno ampi margini di produzione inutilizzati e disponibili a soddisfare nuova domanda senza bisogno di accrescere l’attuale base occupazionale. La nuova occupazione tarderà dunque a venire, salvo che siano messi in moto nuovi investimenti di carattere pubblico, soprattutto nell’edilizia e soprattutto in cantieri locali e nazionalmente diffusi; ma qui subentra un benestare europeo che è quasi certo ci sia riconosciuto a condizione che siano state avviate nuove riforme destinate ad accrescere la competitività, a semplificare l’amministrazione e a modificare l’architettura costituzionale in senso conforme alla nuova politica economica.
Riforme che riguardano i contratti di lavoro, l’innovazione imprenditoriale, il superamento del bicameralismo perfetto. E quindi la riforma del Senato, che è un punto chiave di tutto il sistema.
Questo è il quadro della nostra politica nei prossimi due anni, già previsto e avviato dal governo di Enrico Letta e dal suo cronoprogramma che aveva come termine la fine del semestre europeo a presidenza italiana alla fine dell’anno in corso. Poi, secondo Letta, elezioni politiche nella primavera 2015.
Il cronoprogramma di Renzi punta invece alla fine naturale della legislatura, nella primavera del 2018, sempre che le imminenti elezioni europee del prossimo 25 maggio non diano risultati tali da modificare gli attuali equilibri politici.
In che modo e con quali prospettive?
* * *
Berlusconi non starà fermo e l’ha già cominciato a dimostrare nella recente uscita alla trasmissione di “Porta a Porta” di tre giorni fa. Poi comincerà (è già in corso) una sua vera e propria occupazione televisiva da campagna elettorale, ad Agorà, a Mediaset, da Santoro, da Mentana, forse anche dalla Gruber e forse a Ballarò, più comizi nei teatri e messaggi ai vari club a lui intestati. Ma qui, prima di esaminare le sue posizioni politiche, una premessa è necessaria.
Non voglio manifestare odio persecutorio nei confronti d’un personaggio che sfiora ormai gli 80 anni e che da vent’anni è il leader d’un partito che ha governato per dodici anni ma ha dominato il panorama italiano anche quando era all’opposizione. Voglio però manifestare un sentimento che spero non sia soltanto mio ed è una grande vergogna che provo per il mio Paese e per me stesso che ne faccio parte. Berlusconi ha alimentato i comportamenti e i sentimenti peggiori di quella parte del popolo italiano disponibile a farsi sedurre dalla demagogia o raccolto in clientele lobbistiche o addirittura para-mafiose. Il suo conflitto d’interessi sarebbe stato condannato in qualsiasi Paese democratico e invece perdura tuttora. I suoi comportamenti privati hanno leso l’obbligo costituzionale di onorare con la propria presenza adeguata le cariche pubbliche di cui si è titolari.
Infine sono stati accertati o sono in corso di accertamento reati gravi, alcuni dei quali sono stati da lui resi leciti con apposite leggi “ad personam”, altri prescritti per la lunghezza imposta ai relativi processi. Alcuni però sono in corso e hanno già dato i primi risultati con pesanti condanne in primo grado ed anche in appello. Altri hanno da poco registrato il rinvio a giudizio. Uno infine ha condotto ad una sentenza definitiva per frode fiscale ai danni dello Stato, con quattro anni di condanna, dei quali tre coperti da indulto, e interdizione di due anni dai pubblici uffici.
Tale sentenza è stata promulgata un anno fa, è stata materializzata in affidamento a servizi sociali ed è stata qualificata da una lunga e dettagliata ordinanza del giudice di sorveglianza della Corte d’Appello di Milano. Nel seguente modo: andrà per quattro ore alla settimana in un ospizio di vecchi e disabili, sarà libero di muoversi in tutti i giorni seguenti entro un tassativo orario dalle 23 della sera alle 6 del mattino nel quale orario dovrà risiedere nella casa dove ha scelto di domiciliare. Potrà andare in televisione, alla radio o in qualunque altro luogo per occuparsi di politica con piena libertà di parola e di contatti con i suoi collaboratori. Gli è stato sequestrato il passaporto affinché non sia tentato di abbandonare il Paese. Questo è il modo con il quale sarà eseguita una sentenza che prevede quattro anni di prigione domiciliare.
Ebbene, io provo vergogna per il mio Paese, per me che ne faccio parte ed anche per una magistratura che consente quanto sopra esposto. Mi piace dire che ne ho parlato qualche sera fa con la signora Severino, avvocato, docente universitaria ed ex ministro della Giustizia nel governo Monti, autrice della legge sulla corruzione. La Severino manifestava i miei stessi sentimenti, cosa che mi ha dato molto conforto pur avendo, la Severino, idee politiche alquanto diverse dalle mie. Le persone perbene la pensano egualmente sui problemi dell’etica pubblica. Purtroppo non sono molte numerose.
* * * * 
Ed ora veniamo all’attuale posizione di Berlusconi già in piena campagna elettorale. I sondaggi danno il suo partito in sostanziale declino, ma ancora attorno al 20 per cento di chi è disponibile a votare (non più del 60 per cento degli elettori).
Il leader, indiscusso perché privo di successori, di Forza Italia ha una tattica ed una strategia elettorali. La tattica è quella che abbiamo già visto da Vespa: rinnega la riforma del Senato preparata da Renzi, critica le modalità del taglio del cuneo fiscale, si dice perplesso sulle altre riforme e ostenta una posizione euroscettica di fronte all’Europa. Ma subito dopo conferma la sua alleanza con Renzi, critica le toghe rosse e la sinistra e fa i complimenti al leader del Pd che non ha niente a che vedere con la sinistra e insulta Napolitano (tanto per cambiare). Non mancano gli apprezzamenti verso Travaglio e Santoro e qualche strizzata d’occhio agli alfaniani e ai centristi.
Una tattica di galleggiamento che ha l’obiettivo di recuperare gli astenuti che vengono dal suo Pdl, attrarre gli incerti, prendere qualche distacco non tanto da Renzi quanto dal Pd. E riguadagnare voti senza parlare di prossime elezioni politiche.
Ma la strategia è alquanto diversa. Lui sa che se passa la cosiddetta legge elettorale Italicum con tutta probabilità sarà Grillo ad affrontare Renzi al ballottaggio. In realtà la legge elettorale che più gli conviene non è quella che punta esclusivamente sulla governabilità riducendo a carta straccia la rappresentanza e eliminando di fatto il Senato. Questo assetto sembrerebbe preparato apposta per lui se fosse ancora il primo come per vent’anni è stato nella classifica elettorale; ma se sarà come è probabile il terzo la legge che preferisce è la proporzionale e il criterio della rappresentanza come elemento principale. In questo modo il Parlamento sarebbe parcellizzato e non ci sarebbe altra soluzione che di perpetuare le “larghe intese”.
Questa è la strategia, alla quale la legge residuale lasciata dall’abolizione del “Porcellum” offre piena soddisfazione. Perciò si voti presto, non oltre il 2015. E intanto tiene Grillo sotto osservazione. Con Grillo non sarà mai alleato ma oggettivamente i loro populismi convergono, è un caso tipico del marciare separati per colpire uniti. Anche nei confronti dell’Europa. Dell’Europa sia Grillo che Berlusconi se ne fregano.
* * * * * 
Di fronte a questo scenario il centrosinistra, il riformismo radicale del Pd forgiato dall’Ulivo di Prodi e messo a punto da Veltroni col programma del Lingotto, sarebbe la sola risposta seria. Purtroppo non è quella di Renzi. L’attuale presidente del Consiglio è, come più volte ho detto, il figlio buono di Berlusconi, il principe di seduttori; i programmi vincolati alla coerenza non sono il suo forte. Il seduttore vive di annunci e aspira alle conquiste. È un dongiovanni come Berlusconi: non si innamora ma vuole sedurre. Se la seduzione non funziona, cambia obiettivo e sposta il tiro. La sua donna Elvira è la Boschi, come la Gelmini lo è per il Berlusca. Il suo Leporello è Delrio come per l’altro è stato Dell’Utri.
Bastano forse questi nomi per comprendere che la qualità di Renzi è cento volte maggiore di quella dell’ex cavaliere. Ma si tratta pur sempre di due dongiovanni, con una differenza di fondo: Berlusconi finirà nell’abbraccio d’un Convitato di pietra che metterà la parola fine alle sue imprese. Renzi troverà invece un Figaro che venda per lui una “pomata fina” di ottima qualità. Ormai Renzi fa parte dei quadri della politica ed ha le qualità e la grinta per rimanerci. Potrà essere un eccellente primo violino; un direttore d’orchestra no. Sebbene nello strano Paese che è il nostro tutto possa accadere.

Evento 'Il Cortile dei Giornalisti'

Che fantastica storia è la vita

 

    Una nota per ogni domenica

                                                                                       

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Buona Domenica a tutti Voi,  con una canzone da brividi
di Antonello Venditti
” A che serve  guardare, il denaro, il potere…
Guarda chi..c’e’ al tuo fianco…
Solo quello conta…il resto non conta… “

” Mi chiamo Antonio e faccio il cantautore,
e mio padre e mia madre mi volevano dottore,
ho sfidato il destino per la prima canzone,
ho lasciato gli amici, ho perduto l’amore.
E quando penso che sia finita,
è proprio allora che comincia la salita.
Che fantastica storia è la vita.
Mi chiamo Laura e sono laureata,
dopo mille concorsi faccio l’impiegata,
e mio padre e mia madre, una sola pensione,
fanno crescere Luca, il mio unico amore.
A volte penso che sia finita,
ma è proprio allora che comincia la salita.
Che fantastica storia è la vita.
Che fantastica storia è la vita.
E quando pensi che sia finita,
è proprio allora che comincia la salita.
Che fantastica storia è la vita.
Mi chiamano Gesù e faccio il pescatore,
e del mare e del pesce sento ancora l’odore,
di mio Padre e mia Madre, su questa Croce,
nelle notti d’estate, sento ancora la voce.
E quando penso che sia finita,
è proprio allora che comincia la salita.
Che fantastica storia è la vita.
Che fantastica storia è la vita.
Mi chiamo Aicha°, come una canzone,
sono la quarta di tremila persone,
su questo scoglio di buona speranza,
scelgo la vita, l’unica salva.
E quando penso che sia finita,
è proprio adesso che comincia la salita.
Che fantastica storia è la vita.

Un abbraccio Paola

Io la penso così: le regole vanno rispettate da tutti.

Matteo Renzi non parteciperà alla “partita del cuore” per spegnere le polemiche sollevate dal M5S in relazione al regolamento sulla par condicio in imminenza delle elezioni del 25 maggio. Per quanto la vicenda possa risultare stucchevole e che non sarebbe certo stata la partecipazione a quell’evento a determinare l’esito del voto, c’è da rimarcare però che se le regole ci sono vanno rispettate.

Uno Stato senza segreti

Ottima l’iniziativa di Matteo Renzi verso la trasparenza e mi auguro anche utile  per fare piena verità sulle tante stragi di Stato ancora oggi senza colpevoli. Il premier ha firmato la direttiva che dispone la declassificazione degli atti relativi ai fatti di Ustica, Peteano, Italicus, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Gioia Tauro, stazione di Bologna e rapido 904. 99063YH42I0OUUn grande passo avanti per fare luce su alcuni degli episodi più oscuri e tragici della nostra Repubblica, con la possibilità di rendere giustizia ai familiari delle vittime.
Paola