“Hungry for rights” anche ad Osimo ?

Per molti di noi mangiare, oggi,  si tratta di una cosa da fare alla svelta, e lo facciamo, visti i tempi che corrono,  cercando di pagare poco e senza farci troppe domande. Non sappiamo o sappiamo pochissimo sul cibo di cui ci nutriamo. Tanti nostri comportamenti alimentari sono inaccettabili. Anche noi consumatori italiani, che con un paradosso inaccettabile in un mondo in cui un miliardo di persone non ha da mangiare, buttiamo a mare la dieta mediterranea e contribuiamo a generare quantità scandalose di sprechi alimentari.
Dovremmo essere un po’ tutti cittadini consapevoli per una nuova agricoltura,  un’agricoltura che  rispetta la terra e gli animali, una agricoltura già praticata da molti  produttori, attenti ai processi naturali  che non credono che la soluzione che ci salva sia il ricorso alla tecnologia degli Ogm.
mercatoA tal scopo con l’obiettivo di sensibilizzare i “consumatori” di tutte le età attraverso esperienze educativo-culturali sulle tematiche della biodiversità alimentare e sul riuso,   nasce  il  progetto “Hungry for rights” , che letteralmente significa, “fame di diritti“. Questo progetto si concretizza con la promozione  di mercati di piccoli produttori locali selezionati e  percorsi di educazione alimentare con gli stessi produttori, laboratori per bambini e percorsi di gastronomia.
Anche nella nostra città, potrebbe prendere il via questa  iniziativa. In particolare nei locali del “mercato delle erbe” si potrebbe promuovere, con una ricorrenza mensile, questo nuovo mercato dei piccoli produttori e della biodiversità alimentare con l’allestimento di particolari bancarelle e primizie.
Non solo mercato ma anche occasione per proporre un percorso di educazione alimentare, con l’organizzazione di alcuni incontri con produttori artigianali, ecco qualche idea:
– incontro con i nostri panificatori artiginali sul tema pane ( il pane buono, il pane meno salato, ecc.);
– incontro con il produttore, per parlare di frutta e verdura con i nostri agricoltori;
– incontro con il produttore, per parlare di spezie, erbe delle nostre campagne;
– incontri di gastronomia, per parlare e apprendere le ricette della nostra tradizione ma anche delle ricette della città che cambia (coinvolgendo i tanti migranti presenti in città, apprendere alcune  loro proposte alimentari ecc.);
– laboratori per bambini: facciamo il pane, il formaggio, il miele …

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