Parco della rimembranza: l’indifferenza uccide la memoria e il futuro.

Quest’anno si ricorda in tutta Italia e non solo, il centenario della  Prima guerra mondiale,   un evento di dimensioni inaudite che sterminò un intera generazione e segnò la fine della vecchia Europa, ma fu anche la prima grande esperienza collettiva degli italiani. Per la prima volta si trovarono fianco a fianco giovani provenienti da più regioni che parlavano dialetti diversi e la vita di coloro che non andarono al fronte fu segnata da uno sforzo che assorbì tutte le energie della nazione: le donne dovettero assumersi la responsabilità delle famiglie, svolsero lavori tradizionalmente maschili ed ebbero un’inedita presenza pubblica; i bambini, che vedevano il padre e i fratelli maggiori partire per il fronte, vissero per anni in un mondo che, attraverso i giornalini e i libri di scuola, parlava loro unicamente di guerra. Non a caso gli storici la definirono la Grande Guerra 1914 – 1918, e certamente fu  la più grande catastrofe bellica che l’Europa abbia conosciuto: oltre 700 mila vittime – giovani morti per l’ideale della Patria  e per la difesa dei valori risorgimentali -,  oltre un milione tra mutilati e feriti, per una mobilitazione generale che vide correre alle armi oltre 5,5 milioni di uomini. Anche fra i residenti osimani chiamati alle armi furono numerose le perdite  e tanti i dispersi sul Carso e sulle trincee del fronte. 360 giovani osimani non fecero mai più ritorno alle loro case, molti ritornarono dal fronte con mutilazioni varie. Questo il sacrificio reso, dalla nostra città, alla  guerra 1914-1918. Lungo la penisola, al termine del doloroso conflitto, si cominciò a parlare della necessità di costruire monumenti e “giardini della memoria” – cosi detti Parchi della Rimembranza – nei quali ogni albero doveva ricordare un caduto. Anche nella nostra città, a seguito della richiesta avanzata da alcuni cittadini costituitisi in un  “Comitato per il Parco della Rimembranza” espressione di una ampia volontà popolare,  il Consiglio Comunale il 16 giugno   1923 decideva di dedicare uno spazio della città ( un’area di proprietà comunale) a memoria di tutti i giovani osimani dispersi e morti nella Grande Guerra.

Parco Rimembranza 1924

 

Verbale consigliare del 16/6/1923 del Comune di Osimo. Punto ordine del giorno n° 12. Destinazione delle lame di ponente a parco della Rimembranza. Il sig.Sindaco ( prof. Giovanni Ippoliti) fa presente che il comitato per il Parco della Rimembranza, in un primo momento, non accettò l’idea sostenuta da alcuni cittadini di destinare allo scopo le “lame di ponente”, quel tratto cioè di area di proprietà comunale, compreso tra la via Giulia e la Provinciale Montefanese. Furono quindi incaricati alcuni membri del comitato per la ricerca di un’area meglio corrispondente allo scopo. Le ricerche però furono vane,  sia perchè non esistono aree suburbane pianeggianti, sia perchè quelle che adatte per qualche lato al Parco non sarebbero state cedute dai proprietari che ad elevatissimo prezzo, essendo considerate come aree fabbricabili. Il Comitato quindi è dovuto venire nella determinazione di destinare a Parco della Rimembranza  le “lame di ponente”. Il signor Sindaco rammenta a questo punto che il Consiglio, con deliberazione 26 settembre 1922, approvata dalla G.P.A. il 14 novembre dello stesso anno,  stabilì di vendere una parte della detta area che è di proprietà del Comune, al sig. Erminio Fagioli, a condizione che l’autorità governativa per la protezione delle bellezze panoramiche, ai sensi della legge 11/5/1922 n. 1778, desse il suo benestare alla costruzione di un edificio sull’area formante oggetto della vendita. Però affacciatasi l’idea di destinare le “lame di ponente” al Parco della Rimembranza”, l’Amministrazione Comunale giudicò opportuno astenersi a sottoporre al Sovrintendente dei monumenti la deliberazione di vendita  dell’area. Per conseguenza il Consiglio è in grado oggi di revocare detta deliberazione, perchè non ha costituito diritti di terzi….. Il Sindaco dopo aver esposto quanto sopra, dichiara aperta la discussione. Trovandosi però i Consiglieri d’accordo sulla nuova destinazione delle “lame di ponente”, concreta il seguente ordine del Giorno: “Piace al Consiglio destinare al Parco della Rimembranza, l’area compresa tra la via Giulia e la via Provinciale Montefanese, abrogando la deliberazione 26/9/1922, con cui parte dell’area stessa veniva venduta al sig. Erminio Fagioli“. Il consulto è approvato a voti unanimi. I consiglieri comunali: Recanatesi avv.cav.Pietro,  Recanatesi Gaetano, Graziosi rag.cav.Alfredo Carlo, Giulietti Emilio, Zannini Giulio, Mezzelani Vittorio, Lisei Luigi, Schiavoni Nazzareno, Bandoni Nazzareno, Pirani Vincenzo, Nicolini Vincenzo, Giuliodori Clemente, Feliciani Giovanni, Curina Giuseppe, Carloni Clemente, Pistola Giacomo, Gambini avv.cav.VìCesare, Blasi dott. Adolfo, Cardellini Innocenzo, Passeri Isacco, Baffetti Leopardo,  il sindaco Ippoliti prof. Giovanni.

Il 25 ottobre 1925 in occasione dello scoprimento del Monumento ai Caduti, nella scarpata esistente  tra via Giulia e l’attuale sottostante via Cialdini, sistemato su quattro ampie terrazze s’inaugurava, alla presenza delle Autorità cittadine, delle vedove e degli orfani e di tutta la popolazione, anche il parco denominato Parco della Rimembranza. Nel parco furono piantati 360 alberi, uno per ogni soldato osimano morto nella guerra 1915-1918,  affinchè nessuno dimentichi gli orrori della guerra ed il sacrificio di quanti lottarono generosamente per la libertà del nostro Paese. In occasione dell’inaugurazione del Parco della Rimembranza uscì in città un giornalino, una edizione   unica, dal nome “Consacrazione” che così racconta e presenta l’evento.

da “Consacrazione“, Il PARCO della RIMEMBRANZA ad OSIMO 25 ottobre 1925. le piantagioni in numero di 360, per tanti quanti sono i caduti nell’ultima guerra, sono state eseguite con alberi di bellissima figura,i quali, saranno cresciuti, formeranno magnifiche arcate sempreverdi. Vi sono alberi di due qualità ( abies nigra e abies pettinata) pini magnifici ( pinus alipensis)  tuflie, tassi e ligustri. Nel mezzo delle piantagioni vi è la scalea  che immette nelle stradine di accesso al parco. L’entrata è da strada Giulia. I paletti ricordativi, recanti alla sommità il nome del caduto, in ferro smaltato, sotto il ferro attorcigliato, tricolore. Essi sono stati disposti per ordine alfabetico, dall’alto verso il basso, longitudinalmente in ciascuna terrazza e vanno per chi entra, per le filea monteda destra a sinistra e da sinistra a destra per le file a valle. L’opera di sistemazione è stata curata  con speciale attenzione, sia  per il significato ideale, che essa racchiude, sia anche per l’opera in se stessa, che è di ornamento alla città. Il Sacrificio dei nostri eroi, idealizzato su in alto, dal monumento che s’erge in fronte alla campagna nostra e sotto la purissima ed ampia arcata del nostro cielo, viene raccolto qui, per ciascun albero, alla rimembranza di ciascun caduto. E lo spirito eroico di essi alieterà, profumando, presso l’albero suo, ogni qualvolta la ricordanza della loro offerta porterà i cittadini di Osimo a visitare il parco della rimembranza. Non tutti sono sepolti nel cimitero del loro paese, non tutti sono sepolti lassù, in un luogo certo,  non tutti ebbero sepoltura. PER TUTTI SIA QUESTO IL LUOGO IDEALE DEL LORO ULTIMO RIPOSO.

Che ne è oggi del Parco della Rimembranza? E’ scandaloso raccontarlo,  ho scoperto solo in questi giorni,  che il Parco di cui ho finora con enfasi parlato, il luogo  riservato da  istituzioni e dalle precedenti generazioni a memoria del sacrificio di giovani osimani,  è stato adibito,  con tanto di  cancelletto e recinzione,   a  sgambatura per cani. 222Ma chi ha potuto autorizzare questo scempio ? è arrivata a tanto l’incuria    degli attuali amministratori verso la  città ? Un luogo delle Rimembranza trasformato in un luogo dell’oblio,  le piante tanto preziose e piantumate con tanta cura a ricordo dei caduti ridotte ad una lurida boscaglia per i bisogni degli amici a quattro zampe. Un luogo abbandonato, indecoroso, senza neanche una scritta che ne ricordi la storia, né una targa che segnali il Parco e la sua memoria, nessuna traccia dei cimeli originariamente collocati vicino gli alberi per onorare i caduti. Queste sono   oggi le condizioni di pietoso abbandono e degrado, in cui giace a dispetto del nome il Parco che sarebbe più corretto chiamare  “parco della scordanza“. Oltre all’incredibile degrado,  il parco, ora, è stato anche violato e oserei dire “offeso” da questa amministrazione che lo ha destinato a luogo dove portare i cani per fare i loro bisogni. Non mi risulta fra l’altro che siano passati atti in Consiglio Comunale, ne delibere di Giunta che ne abbiano trasformato ed autorizzato il cambio di  destinazione d’uso. 214Tra le altre cose credo che i parchi delle rimembranze come luoghi commemorativi siano soggetti a forme di tutele in quanto riconosciuti dalla legge 559/1926 come “pubbllici monumenti”.  Inoltre c’è da verificare, e lo chiederò alle autorità competente, se   l’Amm.comunale ha rispettato la normativa prevista dal D.Lgs 42/2004 che disciplina la tutela dei beni culturali laddove si  prevede una specifica  tutela di tutti i monumenti della Grande Guerra ( e i Parchi della Rimembranza rientrano in tale casistica)  per cui è testualmente fatto divieto – senza autorizzazione dei sopraintendenti – di disporre la rimozione di cippi, insegne e monumenti costituenti vestigia della prima guerra mondiale.

Al di là delle questioni legali  e delle responsabilità anche contabili per aver autorizzato e realizzato con denaro pubblico  un’area destinata a  sgambatura per cani senza una preventiva autorizzazione e in un luogo così carico di simboli per la storia della nostra città,  tradendo la volontà di un sentimento comune e di specifici atti consiliari,    invito il sindaco Simoncini, in scadenza di mandato,  a ripristinare con urgenza   i luoghi “violati”   disponendo la restituzione del Parco della Rimembranza alla città ed agli osimani (agli amici a 4 zampe del centro possono essere riservati altri spazi come ad esempio uno spazio nella scarpata sottostante via 5 Torri).
Lancio, invece, ai candidati sindaci ( ad eccezione del candidato delle liste civiche che ha già dato ampia  dimostrazione in 15 anni di guida della città, che la questione non l’ha mai avuta a cuore)   l’idea e una proposta condivisa: la salvaguardia e del  recupero del Parco della Rimembranza per l’ occasione della ricorrenza del centenario della Grande Guerra.
Sarebbe una importante  iniziativa anche sotto il profilo storico-educativo  e un messaggio per le nuove generazioni, per ridare agli osimani  uno dei luoghi simbolo della città. Un intervento atteso da anni  e che dovrebbe concretizzarsi nella riqualificazione degli ingressi, nella predisposizione di percorsi, dotando il parco di sedute, di una illuminazione adeguata, curando la qualità arborea delle piante presso cui ricollocare delle semplici pietre con apposto il nome dei caduti  osimani. 215La  parola “rimembranza” si lega alla memoria dei caduti osimani della prima guerra mondiale cui ogni albero era dedicato, ridare dignità a questo piccolo parco significa valorizzare il sacrificio di tutte quelle vittime e salvare dall’oblio una memoria dolorosa della nostra storia cittadina e nazionale. Quella memoria che rende viva la storia, quella memoria che nessuna crisi, o recessione, possono permettersi di oscurare. Perchè,  senza di essa, non ci potrà essere alcun futuro.
Paola

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Non occorrono grandi investimenti per tenere, con un minimo di decoro, un “Parco della Rimembranza”. Quelle che seguono sono immagini che ho scattato nel piccolo  parco dedicato ai caduti della Grande Guerra di Urbino, non particolarmente  curato, ma  comunque  dignitoso-212

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