Commissioni consiliari

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Legislatura 2014 -2019 – Elezioni  maggio 2014

I^ Commissione consiliare: AFFARI GENERALI
Affari Generali, Affari istituzionali, Partecipazione
Presidente Matteo CANAPA – Partito Democratico Osimo
componenti
1. Diego Gallina Fiorini – Partito Democratico Osimo
2. Giorgio Campanari – Partito Democratico Osimo
3. Fabio Pasquinelli – Sinistra Osimo
4. Davide Monticelli -Mov.5Stelle Osimo
5. Achille Ginnetti – Liste civiche Osimo

Sedute

– Sedute della Prima Commissione Consiliare

II^ Commissione consiliare – ATTIVITA’ PRODUTTIVE
Attività produttive, Sportello di impresa, Agenzia collocamento lavoro
Presidente Davide MONTICELLI  -Mov.5Stelle Osimo
componenti
1. Eliana Flamini – Partito Democratico Osimo
2. Gabriella Sabbatini – Partito Democratico Osimo
3. Matteo Canapa – Partito Democratico Osimo
4. Mirco Capotondo – Partito Democratico Osimo
5. Sara Andreoli – Mov.5Stelle Osimo

Sedute

– Sedute della Seconda Commissione Consiliare

III^ Commissione  consiliare – AMBIENTE E TERRITORIO
Urbanistica, Lavori pubblici, Manutenzione e riqualificazione urbana, Qualità territoriale, Ambiente, Sviluppo sostenibile
Presidente Eliana FLAMINI – Partito Democratico Osimo
componenti
1. Filippo Invernizzi – Partito Democratico Osimo
2. Mirco Capotondo – Partito Democratico Osimo
3. Andrea Catena – Energie Nuove Osimo
4. Davide Monticelli -Mov.5Stelle Osimo
5. Sara Andreoli – Mov.5Stelle Osimo

Sedute

– Sedute della Terza Commissione Consiliare

IV^ Commissione  consiliare – SANITA’ E SICUREZZA SOCIALE
Qualità della salute, Servizi sociali, Sicurezza urbana

Presidente Mario ARACO – Lista Forza  Osimo
componenti
1. Monica Santoni – Partito Democratico Osimo
2. Maria Grazia Mariani – Popolari UDC Osimo
3. Diego Gallina Fiorini – Partito Democratico Osimo
4. Fabio Pasquinelli – Sinistra Osimo
5. Sara Andreoli – Mov.5Stelle Osimo

Sedute

– Sedute della Quarta Commissione Consiliare

V^ Commissione consiliare – SCUOLA, CULTURA, SPORT E TEMPO LIBERO
Istruzione, Qualità educativa, Turismo,  Qualità culturale, Politiche giovanili, Sport
Presidente Carlo CATENA – Sinistra Osimo

componenti
1. Gabriella Sabbatini  – Partito Democratico Osimo
2. Corrado Belardinelli– Partito Democratico Osimo
3. Marco Balestrieri – Energie Nuove Osimo
4. Davide Monticelli -Mov.5Stelle Osimo
5. Sara Andreoli – Mov.5Stelle Osimo

Sedute

– Sedute della Quinta Commissione Consiliare

Convocazione Consiglio Comunale: Giovedì 31 Luglio 2014 alle ore 17

GIOVEDI’  31  Luglio 2014–  alle ore 17,00   CONSIGLIO COMUNALE

Convocazione seduta del Consiglio Comunale per il giorno: giovedì 31 luglio 2014
Il Consiglio Comunale è convocato in sessione ordinaria presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale per il giorno giovedì 31 luglio 2014  alle ore 17:00 per la trattazione degli argomenti di cui all’allegato ordine del giorno e proposte di deliberazione.

1) Comunicazioni del Sindaco.
2) Approvazione regolamento per la determinazione dell’aliquota addizionale comunale all’IRPEF – anno 2014;
3) Approvazione regolamento per la disciplina della IUC (Imposta Unica Comunale);
4) Determinazione aliquote e detrazioni per l’applicazione dell’imposta municipale propria “IMU” – anno 2014;
5) Tributo sui servizi indivisibili (TASI) : approvazione delle aliquote per l’anno 2014;
6) Approvazione Piano Finanziario e Tariffe della componente TARI (Tributo Servizio Rifiuti) -anno 2014;
7) Determinazione del prezzo di cessione delle aree e fabbricati da destinare alla residenza e alle attività produttive e terziarie – anno 2014;
8) Approvazione Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari per l’anno 2014;
9) Approvazione Programma Triennale Opere Pubbliche 2014-2016 ed elenco annuale ai sensi art.128  D.Lgs.n.163/2006;
10) Esame ed approvazione del Bilancio di Previsione 2014, del Bilancio Pluriennale 2014/2016 e della Relazione Previsionale e Programmatica 2014/2016;
11) Nomina nuovo componente del Collegio dei Revisori dei Conti in sostituzione del membro  dimissionario Rag. Attilio Pecora.

IL PRESIDENTE del CONSIGLIO COMUNALE
F.to Paola Andreoni

per seguire il Consiglio Comunale in diretta audio
dalle ore 17.00  di GIOVEDI’  31 LUGLIO  2014

Clicca per ascoltare

Quote rosa, giunta da rifare. E’ successo ad Assisi.

mAFALDA DIRITTIIl Consiglio di Stato con sentenza ha bocciato la Giunta di Assisi tutta al maschile, annullando le nomine di vice sindaco e assessori con la motivazione che è stata violata la parità di opportunità tra donne e uomini.

E’ triste dover riscontrare, tuttavia, nell’Italia vicina al 2020 che per vedere rispettata la rappresentanza di genere si debba ricorrere ai tribunali. E’ questa la dimostrazione non solo del grado di arretratezza politica in cui viviamo, ma anche dell’eccessiva attenzione posta da certi politici uomini nel mantenimento del proprio ruolo.
La parità tra uomini e donne è un principio sancito dalla Costituzione italiana e sarebbe bello vivere in un Paese dove non fosse necessario ricorrere alle quote rosa, come succede negli Stati Uniti o nel nord Europa. Ma finché in Italia non ci sarà una vera rivoluzione culturale continueremo ad avere bisogno di leggi che tutelino la rappresentanza femminile in politica e non solo. Non è un caso che i numeri danno ragione ai sostenitori delle quote rosa, perché da quando questi principi sono attuati le donne sono aumentate, non solo consigli comunali e nelle giunte, ma in tutti i posti chiave della società.
Paola

28 luglio1914: quella ventata di morte che soffiò sull’Europa

guerraNon c’è nulla da celebrare oggi. La grande guerra, scoppiata il 28 luglio 1914, ha visto la morte di circa 10 milioni di persone fra soldati e civili e a molti di quelli che restituì vivi – quasi quattro anni dopo essere iniziata – lasciò ferite, menomazioni a vita, sofferenze e lutti.
Non c’è nulla da festeggiare oggi perchè la Grande Guerra è stata una lezione di violenza all’umanità.
Per il nostro Paese una ventata di morte scesa dalle Alpi e arrivata a soffiare anche tra le vie tranquille  e le campagne della nostra città.
355  i giovani osimani che non fecero più ritorno dai monti dove s’era  combattuta la guerra, giovani forse marciti nelle trincee fangose o vittime dell’insipienza di alcuni nostri generali e comunque vittime delle atrocità che la guerra porta sempre con se.
Non c’è nulla da celebrare oggi ma non dobbiamo mai dimenticare quanto è successo 100 anni fa per dare ancor più valore ad uno dei principi portanti della nostra Carta Costituzionale: il ripudio della guerra.

Dediacato a:
Accorroni Giuseppe, Accorroni Serafino, Acqua Roberto, Acqua Terenzio, Adorni Bruno, Agostinelli Giulio, Agostinelli Giuseppe, Albanesi Enrico,Andreoni Vittorio, Andreucci Celestino, Andreucci Cesare, Antonelli Giovanni, Antonucci Nazzareno, Attili Cesare, Attili Michele, Badialetti Cesare, Badiali Enrico, Baffetti Mariano, Baldoni Nazzareno, Baleani Fiorenzi Lanfranco, Baleani Luigi, Barchetti Livio, Barletta Nazzareno, Bartoli Bartolo, Bartolini Antonio,Bertolucci Ruggero, Battaglini Carlo, Bellezza Luigi, Benigni Armando,Bersagi Luciano, Bianchi Vincenzo, Binci Basilio, Binci Vittorio, Biondini Antonio, Biondini Basilio, Bocci Mariano, Bordi Giulio Cesare, Borghi Vincenzo, Borsini Luigi, Branchesi Paolo, Brandoni Abele, Brugè Luigi, Binotti Lealdo, Burini Giuseppe, Buscarini Vincenzo, Camerucci Igino, Camilletti Nazzareno, Canalini Giuseppe, Canapa Arnaldo, Cancellieri Serafino, Cantucci Leopoldo, Capogrosso Pietro, Caporaletti Augusto, Caporaletti Enrico, Caporaletti Terenzio, Caporalini Benedetto,Caporalini Clemente, Capotondo Raffaele, Cappanera Giovanni,Cappannari Ferdinando, Cardellini Celeste, Cardellini Serafino, Carletti Enrico, Carloni Luigi, Carnevali Antonio, Carnevali Oddo, Caroti Clemente, Carpera Celeste, Castellani Celeste, Catena Cesare, Catena Enrico, Catena Raffaele,Cecconi Vincenzo, Cervellini Bruno, Cesaretti Amedeo, Cesaretti Cesare,Cesari Antonio, Ciavattini Giuseppe, Ciavattini Raffaele, Cintioli Cesare, Cipolletti Enrico, Cittadini Enrico, Cola Cesare, Cola Luigi, Conti Carlo, Corazzieri Luigi, Crostella Giuseppe, Crucianelli Alfonso, Curina Enrico,Damiani Egidio, Dolcini Vincenzo, Domesi Antonio, Donati Enrico, Egidi Augusto, Faggiani Enrico, Faggiani Ermanno, Faggiani Nazzareno, Falasconi Cesare,Fanesi Igino, Figoli Gualtiero, Filippucci Romeo, Fiore Nazzareno,Frampolli Francesco, Francinella Massimo, Freddi Eugenio, Frontalini Alfredo, Frontalini Luigi, Fusconi Luigi, Gabrielloni Giuliano, Gaggiotti Amedeo,Gaggiotti Giuseppe, Galeazzi Luigi, Gambini Agostino, Gambini Giovanni,Gambini Sante, Gasparetti Giuseppe, Gasperetti Serafino,Gasparri Piermaria Giuseppe, Gatti Cesare, Gattini Giuseppe, Gatto Cesare,Gatto Giulio, Gatto Luigi, Gatto Giulio, Gatto Giuseppe, Gatto Nazzareno,Gatto Raffaele, Giaccaglia Tommaso, Giacchè Guerrino, Giacchetta Clemente, Giacco Giuseppe, Giaconi Giovanni, Giaconi Luigi, Giulietti Carlo,Giuliodori Augusto, Giuliodori Cesare, Giuliodori Egidio, Giuliodori Federico, Giuliodori Ferruccio, Giuliodori Giulio, Giuliodori Settimio, Giuliodori Luciano, Giuliodori Mario, Giuliodori Rodolfo, Giuliodori Sisinio, Glorio Giuseppe,Glorio Emidio, Governatori Nazzareno, Graciotti Ubaldo, Graciotti Valentino,Graoli Cesare, Graoli Luigi, Gatti Nazzareno, Guercio Luigi, Guercio Nazzareno, Ippoliti Giovanni, Ippoliti Luigi, Lanari Aurelio, Lasca Cesare, Lasca Giulio, Latini Remo, Lepori Pacifico, Liberti Luigi, Lillini Enrico, Lillini Umberto, Lisei Augusto, Locatelli Giuseppe, Loretani Vincenzo, Lizzi Domenico,Luconi Augusto, Lumachini Amedeo, Luna Giuseppe, Maggi Giuseppe,Maggiori Cesare, Maggiori Enrico, Magliani Emilio, Magnoni Luigi, Mengarelli Mario Achille, Manuale Cesare, Maraschio Ernesto, Maraschio Enrico, Maraschio Giuseppe, Marchegiani Gaif, Marchegiani Giuseppe,Marchegiani Giovanni, Marchetti Alessio, Marchetti Cesare, Marchetti Gaspare, Marchetti Ilario, Marianesi Federico, Marconi Alfonso, Marconi Bentivoglio, Mariani Arduino, Mariani Luigi, Marincioni Clemente, Marincioni Raniero,Marinelli Enrico, Marinelli Eugenio, Marini Emilio, Marini Cesare, Marra Cesare, Martini Luigi, Marziani Giulio, Marzioli Luigi, Marzioni Costantino,Marzocchini Giuseppe, Marzocchini Ignazio, Massaccesi Alfredo, Massaccesi Giulio, Massaccesi Pietro, Matassoli Giuseppe, Mazzieri Antonio, Mazzieri Giovanni, Mengarelli Adolfo, Mengarelli Giorgio, Menghini Emiliano, Mengoni Enrico, Mengoni Savino, Mercante Pietro, Mezzelani Giulio, Mezzelani Marino, Montapponi Enrico, Morlacchi Filippo, Moro Angelo, Morresi Giulio,Morroni Bruno, Morroni Rodolfo, Mosca Giuseppe, Moscoloni Natale,Nicoletti Luigi, Nicolini Nazzareno, Orlandini Nazzareno, Paccamicci Attilio,
Pacini Giovanni, Pacini Nazzareno, Pagliarecci Luigi, Palazzesi Luigi, Palleri Aldo, Paolella Nazzareno, Paoletti Enrico, Paoletti Pasquale, Paolinini Cesare,Paolini Enrico, Paolini Gualtiero, Paolini Luigi, Paolucci Giovanni,Papparelli Guerrino, Pavoni Giovanni, Pennacchioni Federico, Pesaresi Giuseppe, Pesaresi Pietro, Pettinari Enrico, Pettinari Giuseppe, Pianaroli Luigi,Pierantoni Rinaldo, Pierelli Pacifico, Piergiacomi Filippo, Pieri Domenico,Pieroni Gabriele, Pierucci Enrico, Pietroni Francesco, Pigliapoco Marino,Pirani Giulio, Pirani Francesco, Pirani Sante, Pirani Settimio, Polenta Piero,Polenta Umberto, Polenta Enrico, Polentone Nazzareno, Polverini Giuseppe,Pomi Luigi, Possanzini Elio, Possanzini Natale, Principi Eugenio, Principi Fortunato, Principi Luigi, Prosperi Eugenio, Quattrini Enrico, Raffaeli Angelo, Raponi Augusto, Re Antonio, Riccio Freddo Clemente, Ricciotti Natale, Ristè Cesare,Rocchetti Cesare, Rocchetti Luigi, Rocchetti Giulio, Rossini Guido, Rizzi Pacifico, Sabbatinelli Angelo, Sabbatinelli Luigi, Sabbattini Alfonso, Saltani Clemente, Santicchia Cesare, Santilli Cesare, Santilli Nazzareno, Santoni Nello,Saracchini Clemente, Saracchini Giuseppe, Saracini Rinaldo, Sasso Antonio,Sasso Giulio, Sasso Francesco, Sasso Giuseppe, Saudelli Giulio, Scansani Beniamino, Scarponi Gaetano, Schiavoni Nazzareno, Serloni Giuseppe, Serpilli Cesare, Serrani Giuseppe, Severini Antonio, Sgardi Oberdan, Simonetti Cesino, Simonetti Clemente,Simonetti Giuseppe, Spinagrossa Goffredo, Stacchiotti Marino, Stacchiotti Pietro, Staffolani Agostino, Staffolani Giulio, Staffolani Luigi, Stecconi Giuseppe,Storani Tommaso, Strenghini Agostino, Strenghini Branchesi Paolo, Tappa Egidio, Terrè Marino, Testa Augusto, Testadiferro Nazzareno, Trillini Enrico, Trillini Giuseppe, Trillini Igino, Trillini Ginesio, Ulisse Giuseppe, Vaccarini Albino, Vaccarini Giuseppe, Vaccarini Umberto, Verdinelli Orfeo, Vescovo Nazzareno,
Vica Nello Leopardo, Vigiani Luigi, Vigiani Umberto, Vignoni Celeste,Vignoni Cesare, Volpe Clemente, Volpe Giuseppe, Zacconi Giovanni,Zagaglia Enrico, Zagaglia Giacomo, Zagaglia Giulio, Zagaglia Giuseppe, Zannoli Gino, Zoppi Bruno.
IMG_2203A ricordo del sacrificio di questi giovani osimani caduti nella Guerra 1914-18, della sofferenza patita dalle loro famiglie, per quanti ritornarono feriti e menomati. Che il loro ricordo ci consenta di apprezzare e fortificare, oggi, il valore della pace e del dialogo tra culture per la soluzione di ogni conflitto.
Paola

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Stanziati 22 milioni di euro: bonus in favore dei datori di lavoro per assumere lavoratori disabili

lavoro per tuttiUna buona notizia, e di questi tempi non è poco, che interessa  i datori di lavoro e i lavoratori disabili.
Il Ministero del Lavoro ha pubblicato il decreto territoriale n.155 del 12 maggio 2014 di ripartizione dei fondi tra le diverse regioni attuando così lo sblocco delle risorse di cui l’art 13 della legge 68/99. I contributi che dovranno essere riconosciuti dai servizi provinciali competenti sul territorio, sono rivolti a quei datori di lavoro i quali al fine di favorire l’inserimento lavorativo dei disabili abbiano avviato convenzioni aventi ad oggetto la determinazione di un programma mirato all’occupazione .
Le risorse ammontano a quasi 22 milioni (suddivisi tra le regioni) che sono attribuibili per le assunzioni a tempo indeterminato e variano a seconda della riduzione della capacità lavorativa del soggetto disabile assunto o delle minorazioni ascritte allo stesso, nelle seguenti misure: non superiore al 60% del costo salariale per ogni lavoratore disabile che abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79%; non superiore al 25 % del costo salariale in caso di riduzione delle capacità lavorativa compresa tra il 69% e il 79 % . In ogni modo l’ammontare lordo del contributo dell’assunzione va calcolato sul totale del costo salariale annuo da corrispondere al lavoratore.

 

Eugenio Scalfari: se il pifferaio stona il concertone diventerà una gazzarra

giornale La Repubblicadi Eugenio Scalfari• 27-Lug-14 Si vuole abolire il Senato per snellire il potere legislativo e farlo diventare monocamerale. Ma non è affatto questa la ragione. Se la burocrazia resta quella che è, il monocameralismo non farà diminuire i tempi nemmeno di un giorno.
Oggi il tema che l’attualità mi suggerisce riguarda l’Italia e l’Europa, ma non posso tralasciare quanto sta avvenendo nella striscia di Gaza, un dramma storico che si protrae ormai da oltre mezzo secolo, una strage che non trova soluzione e della quale il resto del mondo ha in realtà cessato d’occuparsi con la serietà necessaria.
Ricordo ancora la guerra dei sei giorni, uno dei tanti episodi della tragedia mediorientale, la sconfitta fulminante che Israele inflisse a Egitto, Giordania, Siria e al movimento palestinese allora guidato da Arafat. Ci fu una crisi all’interno dell’Espresso e una rottura che non posso dimenticare tra il gruppo dei liberali che avevano come riferimento politico e culturale Ugo La Malfa, Arrigo Benedetti e Mario Pannunzio da una parte e me che allora dirigevo l’Espresso dall’altra. I liberali esaltavano la forza militare di Israele e la civiltà occidentale che lo Stato ebraico rappresentava di fronte a cento milioni di arabi. Io scrissi un articolo che determinò la rottura con quei vecchi e fedeli compagni di idee, intitolato “I veri amici di Israele”.
La tesi da me sostenuta era questa: Israele aveva pieno diritto di esistere, e di esser difeso, a patto che a sua volta difendesse i palestinesi dalle vessazioni cui erano sottoposti dalle varie tirannie arabe. Il ricordo della Shoah doveva ispirare lo Stato ebraico a impedire che un altro tipo di genocidio fosse perpetuato in loro nome e addirittura da loro stessi. I veri amici di Israele dovevano dunque esortarlo a percorrere la strada opposta.
Soltanto l’alleanza tra ebrei e palestinesi e la fondazione di uno Stato che li rappresentasse poteva risolvere il problema che avvelenava l’intera regione mediorientale.
I tempi sono cambiati profondamente in tutto il mondo da allora, ma il rapporto tra ebrei e palestinesi è rimasto lo stesso: una ferita purulenta che non si chiude e sparge i suoi veleni in tutta la regione. Con in più un elemento sconvolgente: tra le grandi potenze mondiali quella che dovrebbe esser più interessata a risolvere il problema e invece di fatto lo ignora è l’Europa.
L’Europa dovrebbe essere l’interlocutore principale di quei due popoli e di quei due Stati e collegarli con un trattato che entrambi li coinvolga nell’Unione europea. Questa è la sola via da percorrere a cominciare da subito e questo dovrebbero proporsi i veri amici di Israele.
***
Noi italiani ed europei siamo tuttavia afflitti da un altro tema che riguarda da vicino la nostra sopravvivenza economica e sociale: l’andamento negativo del nostro reddito, della nostra produzione, della nostra occupazione, della discrasia tra le richieste che noi facciamo all’Europa e quelle che l’Europa fa a noi.
Questo tema è rappresentato da una persona: Matteo Renzi. Molti – amici ed anche avversari – lo considerano dotato di coraggio, di intelligenza e capacità e rapidità di sintesi; altri al contrario gli attribuiscono i difetti di un’eccessiva ambizione e di un’insufficiente preparazione; altri infine gli riconoscono una leadership attualmente insostituibile che può oscillare verso il bene e verso il male secondo le persone capaci di esercitare un’influenza positiva o negativa sulle sue decisioni; pongono cioè il problema d’un partito che dovrebbe riappropriarsi di se stesso e sia in grado di influire sul solo leader di cui attualmente dispone.
Non dimentichiamo, in questo panorama che serve ad orientare i nostri giudizi, che Renzi è e sarà fino alla fine dell’anno in corso il presidente di turno dell’Ue ed è il segretario del Partito democratico aderente al Partito socialista europeo, il solo che ha avuto un’inattesa massa di voti che ne ha fatto il vincitore solitario d’uno scontro elettorale nel quale poco si è votato e mediocri sono stati i risultati delle altre formazioni politiche di sentimenti democratici ed europeisti.
Dunque: Matteo Renzi e il suo partito, i rapporti con gli altri governi europei, i rapporti con il Parlamento di Strasburgo, con Juncker già eletto presidente della nuova Commissione, con la Germania che è la potenza egemone, con la Francia, la Spagna e gli altri paesi del Sud Europa che hanno problemi simili ai nostri. Infine i rapporti con Draghi e la Bce. Non è roba da poco e Renzi si è assunto quel compito con lena ed entusiasmo, che è uno dei tratti del suo carattere.
Per chi osserva da fuori con la funzione di giornalista e testimone, il primo guaio è il suo partito che, come tale, ha repentinamente cambiato natura. Dopo tanti nomi, dalla Bolognina di Occhetto in poi, l’approdo di Veltroni al Partito democratico ha subìto una rilevante modifica, non ufficiale ma reale: si chiama ormai partito democratico renziano. Non mancano i contestatori ma sono pochi e discordi tra loro. Manca un gruppo dirigente di cui il leader sia l’espressione ma non il padrone. I luogotenenti sono numerosi, giovani, uomini e donne, ma nessuno di loro ha una voce propria, salvo il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ma questo si sapeva e il suo ruolo tende a restringersi.
Fa bene Napolitano a dichiarare che non esiste un rischio d’autoritarismo; fa bene chi si oppone al contingentamento del dibattito; fa bene chi non vuole l’ostruzionismo. Fa bene chi vede addirittura mettere un termine di calendario alla riforma del Senato: 8 agosto, a costo di non dormire neppure la notte di domenica. Fanno tutti bene ma attenti perché con tutti questi divieti, a volte chiamati ghigliottina e altre volte tagliola senza che sia chiara la differenza tra quelle due parole, l’autoritarismo rispunta inevitabilmente. Rispunta non perché qualcuno lo voglia ma perché se ne creano le condizioni. Se parla e decide solo il capo, la democrazia dov’è? Dice Renzi: ne parliamo da tre anni di queste riforme. Ma chi ne ha parlato? E di quali riforme?
I tre governi “presidenziali” di Monti, Letta, Renzi, alcune riforme le hanno fatte e il Parlamento le ha approvate. I tempi non sono stati particolarmente lunghi; il preteso balletto tra Camera e Senato che sarebbe il male numero uno della democrazia italiana, non ha rallentato le leggi, ne abbiamo già fornito le cifre. Ma ora ne diamo un’altra di cifra, estremamente significativa: 800 leggi, approvate da entrambe le Camere durante i tre governi sopraindicati, non sono ancora entrate in vigore. Pensateci bene: 800 leggi approvate da entrambe le Camere non vengono attuate. Perché? Perché mancano i regolamenti attuativi che dovrebbero essere studiati e ufficializzati dalla burocrazia ministeriale. Ottocento leggi. E poi si parla di balletto tra le due Camere, magari, ma il balletto non è quello: riguarda la burocrazia ministeriale, in gran parte in mano al Consiglio di Stato.
Si vuole abolire il Senato per snellire il potere legislativo e farlo diventare monocamerale. Ma non è affatto questa la ragione. Se la burocrazia resta quella che è, il monocameralismo non farà diminuire i tempi nemmeno di un giorno.
Ricordo ancora la mia ultima intervista con Aldo Moro, quindici giorni prima del suo rapimento. Mi spiegò perché l’alleanza tra la Dc e il Pci di Berlinguer era inevitabile: “Bisogna modernizzare e rifondare lo Stato. È ancora quello della destra storica, poi modificato dal fascismo. Ci vorrà almeno un’intera legislatura, forse non basterà. Quando avremo adempiuto a questo compito, i due grandi partiti riprenderanno il loro posto e si alterneranno democraticamente. Ma non prima e non bastano pochi mesi per ottenere un risultato storico di questa natura”.
Forse Renzi non ha mai letto quel documento. Forse, con grandi intese e tre mesi di tempo dati alla Madia pensa di farcela. Ma nel frattempo perché non prova a far attuare quelle 800 leggi paralizzate? Quanto alle tagliole e alle ghigliottine: il presidente del Senato ha il potere di abolire alcuni emendamenti chiaramente ripetitivi, ma la procedura prevista dai regolamenti è estremamente gravosa. Non varrebbe la pena di modificare e dare a Grasso (e alla Boldrini) il potere di cassare gli emendamenti volutamente ripetitivi? Probabilmente gli ottomila previsti si ridurrebbero a poche centinaia e si lavorerebbe col tempo necessario.
Ma in realtà non è per questo che Renzi vuole abolire il Senato. Vuole potenziare l’Esecutivo e ridurre al minimo il Legislativo. È vero che c’è la trovata del referendum confermativo ma è, appunto, una trovata: gli elettori dei partiti delle larghe intese voteranno in massa l’abolizione del Senato; non gliene importa nulla di quella riforma. Provate a mettere a referendum una legge che abolisca il prolungamento dell’età lavorativa o che aumenti gli 80 euro a 100 e vedrete il risultato.
Renzi vuole il monocameralismo, dove agirà come presidente del Consiglio e leader del partito. Berlusconi farà altrettanto. Così andremo avanti fino al 2018. Se almeno riformassero lo Stato, ma temo sia l’ultimo dei loro pensieri.
***
In Europa però le cose non vanno molto bene e l’Italia è guardata con giustificato sospetto. Insiste molto sulla flessibilità, ma intanto il Pil scende, la produzione scende, i consumi scendono, la natalità scende. Dovrebbero abbassare le tasse, ma quali e come? Hanno bisogno di soldi da investire e volete che abbassino le tasse? Semmai dovrebbero tassare un po’ di più i ricchi e alleggerire i poveri. Le rendite le hanno toccate, anche le pensioni che superano un certo tetto. Ma sono quisquilie, c’è l’evasione da stroncare. C’è molto e molto da fare. Abolire il Senato non serve a niente e all’Europa non interessa affatto.
Draghi ha detto quali sono le leggi di riforma da attuare: competitività, produttività, aumento della base occupazionale, equità sociale. Lo ripete quasi ogni giorno. Renzi non gli dispiace, anzi gli piace. Se farà quelle riforme che, tanto per dire, la Spagna ha portato avanti e infatti sta andando meglio di noi. La Spagna ha ricominciato a crescere, noi no.
Speriamo nella Madia. E nella Boschi. E nella Pinotti. E nella Mogherini. Se il pifferaio suona bene, loro faranno un buon coro, ma se il pifferaio stona, il concertone rischierà di diventare una gazzarra. Il pericolo è questo..

Evento 'Il Cortile dei Giornalisti'

Auguri ai musulmani che vivono nella nostra comunità

A tutti i fedeli musulmani che vivono nella nostra comunità e che in questi giorni concludono il mese di digiuno del Ramadan un augurio di serenità e pacifica integrazione nella nostra città.
Le preoccupazioni  di noi cristiani sono anche le vostre preoccupazioni.
La prima è senz’altro la crisi economica e lavorativa che attanaglia da tempo l’Italia e altri paesi europei. Crisi che è fonte di ansia e che turba la serenità delle famiglie di tutta la nostra comunità. La disoccupazione sta portando all’impoverimento delle famiglie, scoraggia i giovani che vedono allontanarsi la legittima aspirazione di realizzare se stessi nel lavoro e nella costruzione di un proprio autonomo progetto di vita. Per risolvere questo problema la politica deve cercare di proporre risposte ma anche chi ha la fortuna di possedere molto in ricchezze materiali si deve sentire interpellato per testimoniare in questi momenti drammaticamente difficili giustizia sociale, condivisione della ricchezza e solidarietà verso i più deboli della nostra società.
C’è un altro tema che ci deve sentire vicini: la pace tra i popoli. Quanto sta succedendo a Gaza e nelle comunità cristiane dell’Irak non è umano. La strada della violenza, della vendetta, della ritorsione  e delle armi non può generare la pacifica convivenza. La pace ha bisogno di rispetto reciproco e di solidarietà, ricordarci di essere “umani”  come scriveva Vittorio Arrigoni,  al di là del credo religioso, ideologico e del colore della pelle.
Credo solo così, educando i nostri figli al rispetto di tutti, ripudiando azioni di odio e violenza potremo dare una chance alla pace.
A tutti voi, auguri di buon ‘id al fitr.

Paola 

Stanziati i fondi per le “SCUOLE BELLE”: per Osimo 15.400 €

disabili scuolaSono 2 le scuole di Osimo  inserite nel progettonazionale per l’edilizia scolastica –  #scuolebelle – che prevede finanziamenti  per l’edilizia scolastica. Al centro del piano gli inteventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale delle scuole.
Per le scuole della nostra città, il progetto #scuolebelle ha stanziato  15 mila e 400 euro. Le somme sono così ripartite:
Scuola Materna Girotondo di via Martiri della Libertà  7.000 euro;
Scuola Materna OsimoAbbadia 8.400 euro.

Sul sito www.istruzione.it è disponibile l’elenco completo delle istituzioni scolastiche interessate quest’anno, per un totale di 7.751 plessi (dato aggiornato al 18 luglio)

Solidarietà al sindaco Pugnaloni e condanna per l’atto intimidatorio

logo Presidenza Consiglio OsimoEsprimo solidarietà al nostro sindaco Simone Pugnaloni e condanna per l’atto intimidatorio.  E’ noto a tutti ed è un comune sentire l’urgenza di dare risposte alle crescenti ansie della società e anche alla nostra comunità osimana profondamente scossa dalla crisi e dall’impoverimento di tante persone, che stanno pagando una crisi certo non scatenata da loro, ma questo non può e non deve  farci dimenticare che la violenza e/o gli atti di intimidazione non sono mai una risposta alle istanze di giustizia sociale che sono comunque presenti nella società.
Per questo voglio esprimere solidarietà al nostro sindaco, Simone Pugnaloni, e nella mia veste di Presidente del Consiglio Comunale sono certa di interpretare un sentimento diffuso tra tutte le consigliere, i consiglieri comunali e condiviso da tutte le forze politiche, nell’esprimere una severa condanna verso il gesto intimidatorio che è avvenuto nei confronti del nostro primo cittadino.
Paola Andreoni Presidente del Consiglio Comunale di Osimo

To the family of Mohammad Abu Khdeir and the Palestinian people: anche i cittadini israeliani contro le stragi di Gaza

Ricevo, condivido,  pubblico e mi riempe di speranza quanto inviatomi da Andre Pinto Bruge.

Una   lettera scritta da 142 cittadini israeliani capaci di vedere e capire l’orrore che provocano l’occupazione e la volontà di chi esercita il potere politico e militare nel loro paese. “Viviamo qui da troppo tempo perché si possa dire che non sapevamo, che non abbiamo capito prima o che non siamo stati in grado di prevederlo”. Sono cittadini israeliani che scrivono alla famiglia di Mohammed Abu Khadr, il giovane palestinese arso vivo da un gruppo di coloni, ma scrivono anche al mondo intero. Sono parole che sfidano il pensiero dominante di una società che hanno visto diventare povera e perdersi nella cultura della violenza. Quelle parole coraggiose tengono aperta, anche quando tutto sembra perduto, la sola speranza di un cambiamento in profondità che potrebbe aver ragione dell’orrore.  

An open condolences letter to the family of Mohammad Abu Khdeir and the Palestinian people

Le nostre mani grondano sangue. Le nostre mani hanno dato fuoco a Mohammed. Le nostre mani hanno soffiato sulle fiamme. Viviamo qui da troppo tempo perché si possa dire “non lo sapevamo, non lo abbiamo capito prima, non eravamo in grado di prevederlo. Siamo stati testimoni dell’enorme macchina di incitamento al razzismo e alla vendetta messa in moto dal governo, dai politici, dal sistema educativo e dai mezzi di informazione.

Abbiamo visto la società israeliana diventare povera e in stato di abbandono, fino a quando la chiamata alla violenza è diventata uno sfogo per molti, adulti e giovani senza distinzioni, in tutte le sue forme.

Abbiamo visto come l’essere “ebreo” sia stato totalmente svuotato di significato, e radicalmente ridotto a nazionalismo, militarismo, una lotta per la terra, odio per i non-ebrei, vergognoso sfruttamento dell’Olocausto e dell’“Insegnamento del Re (Davide, ndt)”.

Più di ogni altra cosa, siamo stati testimoni di come lo Stato di Israele, attraverso i suoi vari governi, ha approvato leggi razziste, messo in atto politiche discriminatorie, si è adoperato per custodire con forza il regime di occupazione, preferendo la violenza e le vittime da ambo le parti ad un accordo di pace.

Le nostre mani sono impregnate di questo sangue, e vogliamo esprimere le nostre condoglianze e il nostro dolore alla famiglia Abu Khadr, che sta vivendo una perdita inimmaginabile, e a tutta la popolazione palestinese.

Ci opponiamo alle politiche di occupazione del nostro governo, e siamo contro la violenza, il razzismo e l’istigazione che esiste nella società israeliana.

Rifiutiamo di lasciare che il nostro ebraismo venga identificato con questo odio, un ebraismo che include le parole del rabbino di Tripoli e di Aleppo, il saggio Hezekiah Shabtai che ha detto: “Ama il tuo prossimo come te stesso” (Levitico, XVIII).

Questo amore reciproco non si riferisce soltanto a quello di un ebreo verso un altro, ma anche verso i nostri vicini che non sono ebrei. E’ un amore che ci insegna a vivere con loro e insieme a loro perseguire il benessere e la sicurezza. Non è soltanto il buonsenso che ce lo richiede, ma è la Torah stessa, che ci ha ordina di condurre la vita in modo armonioso, nonostante e contro le azioni dello Stato e le parole dei nostri rappresentanti di governo.

Le nostre mani grondano di sangue.

Per questo ci impegniamo a continuare la nostra battaglia all’interno della società israeliana – ebrei e palestinesi – per cambiare la società dal suo interno, per lottare contro la sua militarizzazione e per diffondere una consapevolezza che oggi risiede soltanto in una esigua minoranza.

Lotteremo contro la scelta di muovere ancora guerre, contro l’indifferenza nei confronti dei diritti e delle vite dei palestinesi, e il continuo favorire gli ebrei in tutto questo ciclo di violenza.

Dobbiamo combattere per offrire un legame umano – un legame che sia anche politico, culturale, storico, israelo-palestinese ed arabo- ebraico; un legame che può essere raggiunto attraverso la storia di molti di noi che hanno origini ebraiche ed arabe, e per questo, fanno parte del mondo arabo.

La nostra scelta è quella della lotta per l’uguaglianza civile e il cambiamento economico, in nome dei gruppi emarginati e oppressi nella nostra società: arabi, etiopi, mizrahim (di discendenza araba), donne, religiosi, lavoratori migranti, rifugiati, richiedenti asilo e molti altri.

Di fronte a questa situazione il lato più forte è quello che ha la capacità di usare la nonviolenza per abbattere il regime razzista e il vortice di violenza. Di fronte alla compiacenza di molti israeliani, cerchiamo e scegliamo la nonviolenza, mentre gli altri preferiscono permettere al regime di ingiustizia di rimanere saldo al proprio posto, e aspettano soluzioni che in qualche modo fermino la spirale infinita di violenza – che mostra la sua faccia ora in questa nuova guerra contro Gaza – soltanto per avere nuove morti e appelli alla vendetta da ambo le parti e allontanando un possibile accordo sempre più lontano.

Le nostre mani grondano di sangue, e il nostro desiderio è quello di creare una lotta congiunta con qualsiasi palestinese che voglia unirsi a noi contro l’Occupazione, contro la violenza del nostro regime, contro il disprezzo dei diritti umani.

Questa sarà una lotta per mettere fine all’Occupazione, o con l’istituzione di uno Stato palestinese indipendente o attraverso la creazione di uno Stato unico in cui tutti saremo cittadini di pari diritti e dignità.

Le nostre mani sono piene di questo sangue. Affermandolo così forte nella nostra società saremo sempre accusati dalla propaganda nazionalista di essere unilaterali, e di condannare soltanto i crimini israeliani e non quelli commessi dai palestinesi.

A queste persone noi rispondiamo così: colui che sostiene o giustifica l’uccisione dei palestinesi, supporta e incoraggia di conseguenza anche l’uccisione degli israeliani ebrei. E viceversa. La giostra della violenza è grande e si muove velocemente, ma noi ci opponiamo ad essa, e crediamo che l’unica soluzione sia la nonviolenza.

L'artista israeliano Amir Schiby ha creato questa  immagine per un tributo a Mohammed, Ahed, Zakaria, e Mohammed Bakr, i quattro bambini dilaniati dal fuoco della marina israeliana il 16 luglio scorso sulla spiaggia di gaza City

L’artista israeliano Amir Schiby ha creato questa immagine per un tributo a Mohammed, Ahed, Zakaria, e Mohammed Bakr, i quattro bambini dilaniati dal fuoco della marina israeliana il 16 luglio scorso sulla spiaggia di gaza City

Andare contro i metodi di Netanyahu non significa necessariamente sostenere Hamas: la realtà non è dicotomica. Altre opzioni esistono nell’asso tra questi due. Allora sottolineiamo ancora di più che siamo cittadini israeliani e il centro della nostra vita è Israele. Per questo la nostra più grande critica è rivolta alla società israeliana, che cerchiamo di cambiare.

Questi assassini si nascondono tra di noi, fanno parte di noi. Ci sono, ovviamente, spazi in cui si possono criticare anche le altre società. Ma crediamo, ciononostante, che il dovere di ogni persona sia di esaminare prima da vicino e in modo critico la propria società, e solo dopo si possa permettere di approcciarsi alle altre (…).

Le nostre mani grondano di questo sangue, e sappiamo che la maggior parte dei palestinesi innocenti uccisi negli ultimi 66 anni da noi israeliani ebrei non hanno mai ricevuto giustizia.

I loro assassini non sono stati arrestati, neanche processati, a differenza dei ragazzi sospettati per l’omicidio di Mohammed. La maggior parte di questi innocenti è morta per mano di uomini in uniforme mandati dal governo, dai militari, dalla polizia o dallo Shin Bet.

Questi omicidi, avvenuti per mezzo di aerei, artiglieria o di persona vengono definiti come “errori umani” o “problemi tecnici”. E quando ci si riferisce ad essi a volte si include soltanto una fiacca scusa. La maggior parte dei casi viene raramente posta sotto inchiesta e quasi tutti finiscono senza rinvii a giudizio, dissolvendosi nell’aria. Tanti, troppi sono ignorati dai media, dalle agenzie giudiziarie, dall’esercito.

La ragione per cui i sospettati della morte di Mohammed sono stati arrestati è semplice: non portavano un’uniforme.

Ad eccezione dei soldati condannati per il massacro di Kafr Qasam nel 1956 e rimasti in prigione per non più di un anno, raramente ci sono stati altri processi nelle Corti israeliane contro uomini dello Stato, anche per la maggior parte degli odiosi massacri a cui questa terra ha assistito.

IsraeliPalestinianLe nostre mani sono impregnate di quel sangue. Quando Benjamin Netanyahu esprime le sue condoglianze e condanna l’omicidio di Mohammed, lo fa con lo stesso respiro di sempre, comunicando una rivendicazione pericolosa e razzista sulla superiorità morale di Israele nei confronti dei suoi vicini.

“Non c’è posto per simili assassini nella nostra società. In questo noi ci distinguiamo dai nostri vicini. Nelle loro società questi assassini sono visti come eroi e hanno delle piazze dedicate ai loro nomi. Ma questa non è l’unica differenza. Noi perseguiamo coloro che incitano all’odio, mentre l’Autorità Palestinese, i loro media ufficiali e sistema educativo fanno appello alla distruzione di Israele”.

Netanyahu ha dimenticato che diverse persone sospettate di essere criminali di guerra hanno servito in vari governi israeliani, alcuni sotto la sua stessa leadership, e che il numero di persone innocenti assassinate negli ultimi 66 anni di conflitto dipinge un quadro molto diverso.

Quando guardiamo il numero di ebrei israeliani e di palestinesi uccisi, vediamo che il numero dei palestinesi è molto più elevato.

Netanyahu dimentica anche, o cerca di farci dimenticare, l’incitamento diffuso propagato dal suo governo nelle ultime settimane, e le sue parole di vendetta dopo la scoperta dei corpi dei tre ragazzi ebrei rapiti – Gilad Shaar, Naftali Fraenkel ed Eyal Yifrah – quando tutti noi eravamo in stato di profondo shock: “Satana non ha ancora inventato una vendetta per il sangue di un bambino, né per il sangue di questi ragazzi giovani e puri” (…).

Le nostre mani hanno sparso questo sangue, e invece di dichiarare giorni di digiuno, lutto e pentimento, il governo ha ora deciso di lanciare un’operazione militare a Gaza, che ha chiamato “Operazione Bordo Protettivo”.

Chiediamo al governo di fermare questa operazione subito e di lottare per una tregua e per un accordo di pace, a cui il governo israeliano si è sempre opposto negli ultimi anni.

Gaza è la storia di tutti noi; è anche l’oblio della nostra storia. E’ il posto più segnato dal dolore in Palestina e in Israele (…). Gaza è la nostra disperazione.

10501903_10153006492194992_4886099936091896921_nLe nostre origini comuni sembrano essere state spazzate via sempre più lontano: dopo 40 anni di possibilità di un compromesso storico doloroso tra i due movimenti nazionali, quello palestinese e quello sionista, questa opzione è gradualmente evaporata. Il conflitto viene reinterpretato in termini mitologici e teologici, in termini di vendetta, e tutto ciò che ora possiamo promettere ai nostri figli sono molte altre guerre per le generazioni a venire, nuove uccisioni tra entrambi i popoli, e la costruzione di un regime di apartheid che richiederà ancora più decenni per essere smantellato.

Le nostre mani hanno sparso questo sangue (…), cerchiamo di lavorare contro questa tendenza. Lo facciamo attraverso le varie comunità della nostra società: ebrei e palestinesi, arabi e israeliani, Mizrahi e Ashkenazi, tradizionalisti, religiosi, laici e ortodossi.

Abbiamo scelto di opporci ai muri, alle separazioni, alle espropriazioni e deportazioni, al razzismo e alla colonizzazione, per offrire un futuro comune come alternativa all’attuale stato depressivo, oppressivo e violento della nostra società.

Vogliamo costruire un avvenire che non si arrenda al ciclo di violenza e di vendetta, ma che al suo posto offra la giustizia, la riparazione, la pace e l’uguaglianza; un futuro che attinge agli elementi comuni della nostra cultura, umanità e tradizioni religiose in modo che le nostre mani non serviranno più a spargere sangue, ma a ricongiungerci l’uno con l’altro in pace, con l’aiuto di dio, Insha’Allah.

Orly Noy, Yossi Dahan, Inbal Jamshed, Yossi Granovsky, Eliana Almog, Eyal Sagi Bizawi, Varda Horesh, Herzl Cohen, Sivan Shtang, Yossi Vazana, Dori Manor, Yardena Hamo, Itay Kander, Avri Herling, Michal Chacham, Mirit Arbel, Yoav Moshe, Avi – Ram Zoref, Sa’ar Gershon, Yotam Kadosh, Tziki Eisenberg, Noam Gal, Amit Lavi, Sarit Ofek, Mati Shmuelof, Andre Levy, Chico Bahar, Naama Kti’i, Ronnie Karni, Tal Gilboa, Rebecca Mondlak, Arnon Levy, Noam Ben-Horin, Avtasham Barakat, Udi Aloni, Diana Danielle – Schramm, Yoram Meltzer, Rami Adot, Chamutal Guri, David China Woolf, Izzy Wolf, Yael Aharonov, Yonathan Mizrachi, Naama Sason, Idan Cohen, Zvi Ben – Dor Banit, Inbal Eshel – Chahansky, Matan Kaminer, Yotam Schwimmer, Hagit Mermelstein, Asaf Philip, Aliza Weston, Eli Bar, Dafna Hirsch, Yael Ben Yefet, Shira Ohayon, Erez Yosef, Yael Golan, Noa Eshel, Efrat Shani – Shitrit, Sigal Primor, Aviad Markowitz, Ilona Pinto, Tamar Novick, Dganit ElKayam – Cassuto, Alimi Sarah, Itai Snir, Diana Achdut, Liron Mor, Yoni Silver, Or Shemesh, Gal Levy, Dana Kaplan, Daniel Shoshan, Ziv Yamin, Michal Nitzan Re’ut Bendriam, Yuval Ayalon, Yuli Cohen, Oren Agmon, collected Ja’akobowicz, Jonathan Vadai, Michal Goren, Eli Oshorov, Yuval Dreyer – Shilo, Tal Shefi, Yehuda Ben-el, Moran Tal, Nurit Ben-Zvi, Eli Shmueli, Dalit Metzger, Menashe Anzi, Meir Amor, Shoshi Shamir, Eran Kalimil Misheiker, Noa Heine, Sahar Shalev, Eli Edelman, Ran Segev, Albert Swissa, Sergio Yachni, Roy Hassan, Zilla Zalt, Mazal Moyal Cohen, Abigail Eren Hozen,, Efrat Issachar, Shlomit Carmeli, Uri Ben – Dov, Tamar Mokady, Yahav Zohar, Yif’al Bistri, Yair Meyuchas, Rony Mazal, Odelia Goldratt, Idit Arad, Eldad Zion, Yotam Cohen, Noa Mazur, MIchali Bror, Or Barkat, Oz Rothbart, Esther Attar, Ronit Bachar Shachar, Adi Keysar, Ela Gringoz, Noga Eitan, Tamar Saraf, Hila Chipman, Yegev Bochshatav, Tomer lavi, Roni Henig, Vered Kupiz, Shai Shabtai, Yael Gviraz, Tamar Achiron, Gai Ayal, Hagit Bachar Morris, Amira Hass, Avraham Oz, Yael Barda,  Moti Fogel, Pnina Mozpi- Haaller, Yuval Ivri, Almog Behar.

Israele, ora BASTA, che tutte le Nazioni e per prima l’Italia intervengano a condannare ed isolare il governo israeliano.

Bombe e morte, inferno a Gaza.
Oltre 550 vittime dall’inizio dell’offensiva. Colpito anche un ospedale.Ancora bambini uccisi.  E’ ora che tutte le nazioni, con fermezza, fermino la mano armata di Israele. Non è più possibile assistere inermi a questo genocidio. BASTA, non fate altro che alimentare altro odio.
PACE, PACE, PACE.

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#ConPaolaAndreoniBlog: sono 39^ su BlogBabel

39Oggi questo blog è 39° – clicca QUI – nella classifica nazionale di BlogBabel che tiene conto dei meriti, degli accessi e dei links di oltre 39.000 blog italiani. Non so quanto durerà questo piccolo-grande successo, ma devo dire che mi fa piacere, mi lusinga e mi gratifica per l’impegno che quotidianamente riservo a queste pagine a cui mi dedico con passione dopo gli impegni di famiglia, professionali ed istituzionali.
Grazie a tutti voi che lo avete reso possibile, Grazie a tutti voi che avete la pazienza e la bontà di leggermi!.Grazie per l’affetto e la considerazione che continuate a manifestarmi.
Vi abbraccio tutti.

Paola

n.b.: a Mastella, 38° lo voglio però superare.

Appello di Padre Alex Zanotelli: Operazione affari Ddl Cooperazione per lo Sviluppo

C’è  delusione tra le organizzazioni non governative italiane  impegnate nella solidarietà con i Paesi poveri, per il Disegno di Legge (Ddl) di riforma della Cooperazione italiana allo sviluppo.
Il Ddl, dal titolo ”Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo”, da un lato ha l’obiettivo di aggiornare in modo sistematico la fotografia del sistema dopo 27 anni dall’approvazione della Legge 49/1987 sulla Cooperazione allo sviluppo, rimettendo in ordine soggetti, strumenti, modalità di intervento e principi di riferimento maturati nel frattempo nella comunità internazionale; dall’altro, quello di adeguare il sistema italiano di cooperazione allo sviluppo ai modelli prevalenti nei paesi partner dell’Ue.
Il disegno di legge, tuttavia,  per chi opera concretamente sul campo della cooperazione internazionale è inadeguato.  Il missionario comboniano Alex Zanotelli, da anni impegnato per i poveri dell’Africa, rivolge un appello all’Italia e a tutti noi proponendo  una nuova legislazione che permetta alla società civile di impegnarsi direttamente con chi soffre  e non con i  i governi del Sud del mondo, spesso corrotti, che hanno interessi ( “affari” ) lontani dalla solidarietà.
Non a caso l’appello di Padre Alex Zanotelli , che vi invito a sottoscrivere, è titolato: ” Operazione affari 
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Questo l’Appello,  ” Operazione affari ” :Ddl Cooperazione per lo Sviluppo
di Padre Alex Zanotelli

In questi giorni è in discussione alla Camera, in seconda lettura, il disegno di legge “Disciplina generale sulla cooperazione per lo sviluppo”, approvata dal Senato il 25 giugno con 201 voti favorevoli(PD ,Scelta Civica,Nuovo Centro Destra,5 Stelle e Fi-Pdl), 15 astenuti(Lega e Misto-Sel) e nessun voto contrario.
E’ chiaro che il governo Renzi vuole affrettare l’approvazione di questo disegno di legge (sono quasi 30 anni che attendiamo una legge quadro sulla cooperazione!). Tutto questo, nella quasi totale assenza di dibattito pubblico, soprattutto da parte degli organismi di volontariato e del mondo missionario.
Eppure il mondo del volontariato italiano e missionario è stato testimone e ha toccato con mano le malefatte della cooperazione italiana, dagli anni ottanta ad oggi. Dal disastro della cooperazione socialista di Craxi in Somalia(fornivamo cibo ed armi per seppellire i nostri rifiuti tossici in quel paese), a quella democristiana di Andreotti in Etiopia (la politica delle dighe con le conseguenti deportazioni di intere popolazioni!). Dalla legge 73 del 1985 che stanziava 1900 miliardi di lire per la lotta alla fame nel mondo (servita a sfamare i partiti italiani!), alla malacooperazione del Ministero degli Esteri, con quell’incredibile intreccio tra affari e politica, che porterà poi a Tangentopoli( Nigrizia è stata la prima a denunciarlo con forza !). E poi con l’arrivo del berlusconismo, la Cooperazione è stata trasformata in un cinico business , che perdura tuttora,gestita dal Ministero degli affari esteri (la nostra politica estera è funzionale agli affari delle nostre imprese!).
Penso di poter riassumere le quaranta pagine della nuova legge quadro del governo Renzi con la stessa parola :business/affari. Nell’ultima legge-quadro sulla cooperazione, la 49 del 1987, il soggetto principale era il volontariato, nell’odierno disegno di legge il soggetto è diventato l’impresa. Questa legge fotografa bene l’ideologia portante del governo Renzi.
Eppure in questo paese pullulano migliaia di gruppi, di associazioni, di botteghe del commercio equo e solidale, di reti di finanza etica, di centri missionari che fanno cooperazione con tanti soggetti nel sud del mondo. Quando il governo italiano prenderà seriamente questa straordinaria ricchezza, dandole voce e permettendole di incidere sulle politiche della cooperazione? E’ incredibile che questa legge-quadro non prenda in considerazione tutto questo.
Quand’è che i nostri governi comprenderanno che la cooperazione, da governo a governo, non fa altro che arricchire le élites del sud del mondo? Arriverà il giorno in cui il nostro mondo politico incomincerà a capire i profondi cambiamenti avvenuti in questi ultimi trent’anni? Cambiamenti che domandano un altro tipo di cooperazione e di politica estera?
E’ possibile che in una legge del 2014, si usi ancora il linguaggio eufemistico e razzista di ‘paesi in via di sviluppo’? Com’è possibile ancora parlare di “sviluppo sostenibile” davanti a una crisi ecologica spaventosa che ci attanaglia? La problematica ambientale è totalmente assente da questo disegno di legge.
E’ possibile che i nostri legislatori non vedano le difficoltà del continente a noi più vicino, l’Africa, da dove arrivano sulle nostre coste, i naufraghi dello ‘sviluppo’? In una legge-quadro per la cooperazione, l’Africa non dovrebbe oggi essere una priorità?
Ma è grave che il governo italiano si limiti a parlare di cooperazione , senza stanziare i fondi per tali politiche. L’Italia infatti è maglia nera rispetto agli impegni presi in sede ONU, con un budget dell’0,1% del PIL a fronte di un promesso 0,7% , il che rende il nostro paese non affidabile in chiave internazionale. Siamo, per esempio, in forte debito con il Fondo di lotta all’Aids, Tubercolosi e Malaria.
Dove trovare tali risorse in questo momento di crisi? Semplice. Meno armi (l’assurdità degli F-35 che ci costeranno 15 miliardi di euro) e più impegno nella lotta contro l’impoverimento.
Per questo chiediamo al governo Renzi di ritirare e di riscrivere questo disegno di legge che è uno schiaffo sia alla dignità del popolo italiano che alla dignità dei tre miliardi di impoveriti nel mondo.
Ve lo chiede un povero missionario che ha vissuto sulla sua pelle, il dramma di chi vive nei bassifondi della vita e della storia, un credente in Dio che vuole vita piena per tutti i suoi figli/e .
Padre Alex Zanotelli
Napoli, 18 luglio 2014

Aderisci all’appello

Buonanotte a tutti !!!

Il senso da ricercare… ♥♥♥

 

    Una nota per ogni domenica

                                                                                       

                                                                                        –

               –

Buona Domenica a tutti Voi.
Una perla di Zucchero ..


…Ero troppo avanti e mi voltai
vista sul futuro mi affacciai
ora non mi chiedere se puoi
dimmi quale senso abbiamo noi…
 


Un abbraccio Paola

Borsellino e i suoi angeli custodi: Osimo non dimentica

downloadSono passati ventidue anni da quella funesta domenica pomeriggio quando un’autobomba fa saltare in aria il giudice Paolo Borsellino e i suoi angeli custodi, gli agenti della scorta. In attesa di un verità alla quale sembra non si voglia mai arrivare, Osimo ricorda questo triste anniversario.

Un giudice famoso, Paolo Borsellino, erede suo malgrado dell’altro giudice antimafia Giovanni Falcone, fatto saltare in aria due mesi prima, a Capaci, assieme alla moglie e agli uomini della scorta. Meno noti, ma non per questo figli di un dio minore, gli agenti della scorta di Paolo Borsellino: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina ed Emanuela Loi, cui va il triste primato di prima donna poliziotto uccisa in servizio.

Il ricordo di Paolo Borsellino e dei suoi angeli custodi  della scorta,  non va sprecato. La strage di via D’Amelio è una ferita ancora aperta, che sanguina nel corpo vivo della nostra democrazia. Questa ferita può essere curata facendo verità e giustizia, non avendo paura di portare alla luce anche le più amare e terribili verità di quegli anni. La domanda di verità e giustizia cammina nella coscienza di noi italiani, e,  non può essere svilita o soffocata.

Paola

Nel gennaio 2012 Salvatore Borsellino, fratello minore di Paolo e animatore instancabile del  “movimento delle Agende Rosse”,  è stato ospite della nostra scuola. E’ ancora viva la commozione del ricordo di quella sera, dell’energia e della passione che Salvatore ha saputo trasmettere  e dell’impegno che, ancora oggi dedica, girando per scuole e incontrando i giovani,   alla memoria del fratello magistrato.

Salvatore emigrato giovanissimo  a Milano, ci ha raccontato di aver  lasciato la professione  di ingegnere subito dopo la strage di via D’Amelio per dedicarsi completamente  alla memoria del fratello e per scoprire la verità sulla collusioni tra politica-poteri occulti e mafia, oggi tristemente nota e chiamata come ” trattativa stato mafia ” .

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Borsellino 17 gennaio 2012

 

Il grande campione “Ginetaccio”:un uomo buono, giusto tra i giusti.

t_2014071613491621618 luglio 1914, 100 anni fa, nasceva  Gino Bartali  non solo un mito del ciclismo le cui fatiche e imprese sportive hanno ispirato e avvicinato più generazioni, non solo un uomo coraggioso che con le sue vittorie ha dato orgoglio e speranza ad una nazione piegata dalla guerra e dalla vergogna del fascismo, ma prima ancora un uomo buono, o meglio, giusto tra i giusti, come lo ha definito la comunità israeliana per aver salvato tantissimi ebrei dai campi di concentramento. Un esempio di sport e di vita per tutti,  Ginettaccio, il grande campione!

La strage degli innocenti continua.

gaza_warLa guerra tra Israeliani e Palestinesi non solo sembra non avere mai fine, ma si ha l’impressione che il suo inizio si perda nella notte dei tempi: un conflitto che ormai non si colloca più sul piano politico o religioso, ma è un devastante odio tribale tra due popoli quasi fratelli, che si colpiscono a vicenda con vendette e rappresaglie. E in tutti questi secoli ad oggi, nessun passo avanti è stato fatto mai per raggiungere la pace.
Intanto la strage degli innocenti continua.