Commissioni consiliari

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Legislatura 2014 -2019 – Elezioni  maggio 2014

I^ Commissione consiliare: AFFARI GENERALI
Affari Generali, Affari istituzionali, Partecipazione
Presidente Matteo CANAPA – Partito Democratico Osimo
componenti
1. Diego Gallina Fiorini – Partito Democratico Osimo
2. Giorgio Campanari – Partito Democratico Osimo
3. Fabio Pasquinelli – Sinistra Osimo
4. Davide Monticelli -Mov.5Stelle Osimo
5. Achille Ginnetti – Liste civiche Osimo

Sedute

– Sedute della Prima Commissione Consiliare

II^ Commissione consiliare – ATTIVITA’ PRODUTTIVE
Attività produttive, Sportello di impresa, Agenzia collocamento lavoro
Presidente Davide MONTICELLI  -Mov.5Stelle Osimo
componenti
1. Eliana Flamini – Partito Democratico Osimo
2. Gabriella Sabbatini – Partito Democratico Osimo
3. Matteo Canapa – Partito Democratico Osimo
4. Mirco Capotondo – Partito Democratico Osimo
5. Sara Andreoli – Mov.5Stelle Osimo

Sedute

– Sedute della Seconda Commissione Consiliare

III^ Commissione  consiliare – AMBIENTE E TERRITORIO
Urbanistica, Lavori pubblici, Manutenzione e riqualificazione urbana, Qualità territoriale, Ambiente, Sviluppo sostenibile
Presidente Eliana FLAMINI – Partito Democratico Osimo
componenti
1. Filippo Invernizzi – Partito Democratico Osimo
2. Mirco Capotondo – Partito Democratico Osimo
3. Andrea Catena – Energie Nuove Osimo
4. Davide Monticelli -Mov.5Stelle Osimo
5. Sara Andreoli – Mov.5Stelle Osimo

Sedute

– Sedute della Terza Commissione Consiliare

IV^ Commissione  consiliare – SANITA’ E SICUREZZA SOCIALE
Qualità della salute, Servizi sociali, Sicurezza urbana

Presidente Mario ARACO – Lista Forza  Osimo
componenti
1. Monica Santoni – Partito Democratico Osimo
2. Maria Grazia Mariani – Popolari UDC Osimo
3. Diego Gallina Fiorini – Partito Democratico Osimo
4. Fabio Pasquinelli – Sinistra Osimo
5. Sara Andreoli – Mov.5Stelle Osimo

Sedute

– Sedute della Quarta Commissione Consiliare

V^ Commissione consiliare – SCUOLA, CULTURA, SPORT E TEMPO LIBERO
Istruzione, Qualità educativa, Turismo,  Qualità culturale, Politiche giovanili, Sport
Presidente Carlo CATENA – Sinistra Osimo

componenti
1. Gabriella Sabbatini  – Partito Democratico Osimo
2. Corrado Belardinelli– Partito Democratico Osimo
3. Marco Balestrieri – Energie Nuove Osimo
4. Davide Monticelli -Mov.5Stelle Osimo
5. Sara Andreoli – Mov.5Stelle Osimo

Sedute

– Sedute della Quinta Commissione Consiliare

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Convocazione Consiglio Comunale: Giovedì 31 Luglio 2014 alle ore 17

GIOVEDI’  31  Luglio 2014–  alle ore 17,00   CONSIGLIO COMUNALE

Convocazione seduta del Consiglio Comunale per il giorno: giovedì 31 luglio 2014
Il Consiglio Comunale è convocato in sessione ordinaria presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale per il giorno giovedì 31 luglio 2014  alle ore 17:00 per la trattazione degli argomenti di cui all’allegato ordine del giorno e proposte di deliberazione.

1) Comunicazioni del Sindaco.
2) Approvazione regolamento per la determinazione dell’aliquota addizionale comunale all’IRPEF – anno 2014;
3) Approvazione regolamento per la disciplina della IUC (Imposta Unica Comunale);
4) Determinazione aliquote e detrazioni per l’applicazione dell’imposta municipale propria “IMU” – anno 2014;
5) Tributo sui servizi indivisibili (TASI) : approvazione delle aliquote per l’anno 2014;
6) Approvazione Piano Finanziario e Tariffe della componente TARI (Tributo Servizio Rifiuti) -anno 2014;
7) Determinazione del prezzo di cessione delle aree e fabbricati da destinare alla residenza e alle attività produttive e terziarie – anno 2014;
8) Approvazione Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari per l’anno 2014;
9) Approvazione Programma Triennale Opere Pubbliche 2014-2016 ed elenco annuale ai sensi art.128  D.Lgs.n.163/2006;
10) Esame ed approvazione del Bilancio di Previsione 2014, del Bilancio Pluriennale 2014/2016 e della Relazione Previsionale e Programmatica 2014/2016;
11) Nomina nuovo componente del Collegio dei Revisori dei Conti in sostituzione del membro  dimissionario Rag. Attilio Pecora.

IL PRESIDENTE del CONSIGLIO COMUNALE
F.to Paola Andreoni

per seguire il Consiglio Comunale in diretta audio
dalle ore 17.00  di GIOVEDI’  31 LUGLIO  2014

Clicca per ascoltare

Quote rosa, giunta da rifare. E’ successo ad Assisi.

mAFALDA DIRITTIIl Consiglio di Stato con sentenza ha bocciato la Giunta di Assisi tutta al maschile, annullando le nomine di vice sindaco e assessori con la motivazione che è stata violata la parità di opportunità tra donne e uomini.

E’ triste dover riscontrare, tuttavia, nell’Italia vicina al 2020 che per vedere rispettata la rappresentanza di genere si debba ricorrere ai tribunali. E’ questa la dimostrazione non solo del grado di arretratezza politica in cui viviamo, ma anche dell’eccessiva attenzione posta da certi politici uomini nel mantenimento del proprio ruolo.
La parità tra uomini e donne è un principio sancito dalla Costituzione italiana e sarebbe bello vivere in un Paese dove non fosse necessario ricorrere alle quote rosa, come succede negli Stati Uniti o nel nord Europa. Ma finché in Italia non ci sarà una vera rivoluzione culturale continueremo ad avere bisogno di leggi che tutelino la rappresentanza femminile in politica e non solo. Non è un caso che i numeri danno ragione ai sostenitori delle quote rosa, perché da quando questi principi sono attuati le donne sono aumentate, non solo consigli comunali e nelle giunte, ma in tutti i posti chiave della società.
Paola

28 luglio1914: quella ventata di morte che soffiò sull’Europa

guerraNon c’è nulla da celebrare oggi. La grande guerra, scoppiata il 28 luglio 1914, ha visto la morte di circa 10 milioni di persone fra soldati e civili e a molti di quelli che restituì vivi – quasi quattro anni dopo essere iniziata – lasciò ferite, menomazioni a vita, sofferenze e lutti.
Non c’è nulla da festeggiare oggi perchè la Grande Guerra è stata una lezione di violenza all’umanità.
Per il nostro Paese una ventata di morte scesa dalle Alpi e arrivata a soffiare anche tra le vie tranquille  e le campagne della nostra città.
355  i giovani osimani che non fecero più ritorno dai monti dove s’era  combattuta la guerra, giovani forse marciti nelle trincee fangose o vittime dell’insipienza di alcuni nostri generali e comunque vittime delle atrocità che la guerra porta sempre con se.
Non c’è nulla da celebrare oggi ma non dobbiamo mai dimenticare quanto è successo 100 anni fa per dare ancor più valore ad uno dei principi portanti della nostra Carta Costituzionale: il ripudio della guerra.

Dediacato a:
Accorroni Giuseppe, Accorroni Serafino, Acqua Roberto, Acqua Terenzio, Adorni Bruno, Agostinelli Giulio, Agostinelli Giuseppe, Albanesi Enrico,Andreoni Vittorio, Andreucci Celestino, Andreucci Cesare, Antonelli Giovanni, Antonucci Nazzareno, Attili Cesare, Attili Michele, Badialetti Cesare, Badiali Enrico, Baffetti Mariano, Baldoni Nazzareno, Baleani Fiorenzi Lanfranco, Baleani Luigi, Barchetti Livio, Barletta Nazzareno, Bartoli Bartolo, Bartolini Antonio,Bertolucci Ruggero, Battaglini Carlo, Bellezza Luigi, Benigni Armando,Bersagi Luciano, Bianchi Vincenzo, Binci Basilio, Binci Vittorio, Biondini Antonio, Biondini Basilio, Bocci Mariano, Bordi Giulio Cesare, Borghi Vincenzo, Borsini Luigi, Branchesi Paolo, Brandoni Abele, Brugè Luigi, Binotti Lealdo, Burini Giuseppe, Buscarini Vincenzo, Camerucci Igino, Camilletti Nazzareno, Canalini Giuseppe, Canapa Arnaldo, Cancellieri Serafino, Cantucci Leopoldo, Capogrosso Pietro, Caporaletti Augusto, Caporaletti Enrico, Caporaletti Terenzio, Caporalini Benedetto,Caporalini Clemente, Capotondo Raffaele, Cappanera Giovanni,Cappannari Ferdinando, Cardellini Celeste, Cardellini Serafino, Carletti Enrico, Carloni Luigi, Carnevali Antonio, Carnevali Oddo, Caroti Clemente, Carpera Celeste, Castellani Celeste, Catena Cesare, Catena Enrico, Catena Raffaele,Cecconi Vincenzo, Cervellini Bruno, Cesaretti Amedeo, Cesaretti Cesare,Cesari Antonio, Ciavattini Giuseppe, Ciavattini Raffaele, Cintioli Cesare, Cipolletti Enrico, Cittadini Enrico, Cola Cesare, Cola Luigi, Conti Carlo, Corazzieri Luigi, Crostella Giuseppe, Crucianelli Alfonso, Curina Enrico,Damiani Egidio, Dolcini Vincenzo, Domesi Antonio, Donati Enrico, Egidi Augusto, Faggiani Enrico, Faggiani Ermanno, Faggiani Nazzareno, Falasconi Cesare,Fanesi Igino, Figoli Gualtiero, Filippucci Romeo, Fiore Nazzareno,Frampolli Francesco, Francinella Massimo, Freddi Eugenio, Frontalini Alfredo, Frontalini Luigi, Fusconi Luigi, Gabrielloni Giuliano, Gaggiotti Amedeo,Gaggiotti Giuseppe, Galeazzi Luigi, Gambini Agostino, Gambini Giovanni,Gambini Sante, Gasparetti Giuseppe, Gasperetti Serafino,Gasparri Piermaria Giuseppe, Gatti Cesare, Gattini Giuseppe, Gatto Cesare,Gatto Giulio, Gatto Luigi, Gatto Giulio, Gatto Giuseppe, Gatto Nazzareno,Gatto Raffaele, Giaccaglia Tommaso, Giacchè Guerrino, Giacchetta Clemente, Giacco Giuseppe, Giaconi Giovanni, Giaconi Luigi, Giulietti Carlo,Giuliodori Augusto, Giuliodori Cesare, Giuliodori Egidio, Giuliodori Federico, Giuliodori Ferruccio, Giuliodori Giulio, Giuliodori Settimio, Giuliodori Luciano, Giuliodori Mario, Giuliodori Rodolfo, Giuliodori Sisinio, Glorio Giuseppe,Glorio Emidio, Governatori Nazzareno, Graciotti Ubaldo, Graciotti Valentino,Graoli Cesare, Graoli Luigi, Gatti Nazzareno, Guercio Luigi, Guercio Nazzareno, Ippoliti Giovanni, Ippoliti Luigi, Lanari Aurelio, Lasca Cesare, Lasca Giulio, Latini Remo, Lepori Pacifico, Liberti Luigi, Lillini Enrico, Lillini Umberto, Lisei Augusto, Locatelli Giuseppe, Loretani Vincenzo, Lizzi Domenico,Luconi Augusto, Lumachini Amedeo, Luna Giuseppe, Maggi Giuseppe,Maggiori Cesare, Maggiori Enrico, Magliani Emilio, Magnoni Luigi, Mengarelli Mario Achille, Manuale Cesare, Maraschio Ernesto, Maraschio Enrico, Maraschio Giuseppe, Marchegiani Gaif, Marchegiani Giuseppe,Marchegiani Giovanni, Marchetti Alessio, Marchetti Cesare, Marchetti Gaspare, Marchetti Ilario, Marianesi Federico, Marconi Alfonso, Marconi Bentivoglio, Mariani Arduino, Mariani Luigi, Marincioni Clemente, Marincioni Raniero,Marinelli Enrico, Marinelli Eugenio, Marini Emilio, Marini Cesare, Marra Cesare, Martini Luigi, Marziani Giulio, Marzioli Luigi, Marzioni Costantino,Marzocchini Giuseppe, Marzocchini Ignazio, Massaccesi Alfredo, Massaccesi Giulio, Massaccesi Pietro, Matassoli Giuseppe, Mazzieri Antonio, Mazzieri Giovanni, Mengarelli Adolfo, Mengarelli Giorgio, Menghini Emiliano, Mengoni Enrico, Mengoni Savino, Mercante Pietro, Mezzelani Giulio, Mezzelani Marino, Montapponi Enrico, Morlacchi Filippo, Moro Angelo, Morresi Giulio,Morroni Bruno, Morroni Rodolfo, Mosca Giuseppe, Moscoloni Natale,Nicoletti Luigi, Nicolini Nazzareno, Orlandini Nazzareno, Paccamicci Attilio,
Pacini Giovanni, Pacini Nazzareno, Pagliarecci Luigi, Palazzesi Luigi, Palleri Aldo, Paolella Nazzareno, Paoletti Enrico, Paoletti Pasquale, Paolinini Cesare,Paolini Enrico, Paolini Gualtiero, Paolini Luigi, Paolucci Giovanni,Papparelli Guerrino, Pavoni Giovanni, Pennacchioni Federico, Pesaresi Giuseppe, Pesaresi Pietro, Pettinari Enrico, Pettinari Giuseppe, Pianaroli Luigi,Pierantoni Rinaldo, Pierelli Pacifico, Piergiacomi Filippo, Pieri Domenico,Pieroni Gabriele, Pierucci Enrico, Pietroni Francesco, Pigliapoco Marino,Pirani Giulio, Pirani Francesco, Pirani Sante, Pirani Settimio, Polenta Piero,Polenta Umberto, Polenta Enrico, Polentone Nazzareno, Polverini Giuseppe,Pomi Luigi, Possanzini Elio, Possanzini Natale, Principi Eugenio, Principi Fortunato, Principi Luigi, Prosperi Eugenio, Quattrini Enrico, Raffaeli Angelo, Raponi Augusto, Re Antonio, Riccio Freddo Clemente, Ricciotti Natale, Ristè Cesare,Rocchetti Cesare, Rocchetti Luigi, Rocchetti Giulio, Rossini Guido, Rizzi Pacifico, Sabbatinelli Angelo, Sabbatinelli Luigi, Sabbattini Alfonso, Saltani Clemente, Santicchia Cesare, Santilli Cesare, Santilli Nazzareno, Santoni Nello,Saracchini Clemente, Saracchini Giuseppe, Saracini Rinaldo, Sasso Antonio,Sasso Giulio, Sasso Francesco, Sasso Giuseppe, Saudelli Giulio, Scansani Beniamino, Scarponi Gaetano, Schiavoni Nazzareno, Serloni Giuseppe, Serpilli Cesare, Serrani Giuseppe, Severini Antonio, Sgardi Oberdan, Simonetti Cesino, Simonetti Clemente,Simonetti Giuseppe, Spinagrossa Goffredo, Stacchiotti Marino, Stacchiotti Pietro, Staffolani Agostino, Staffolani Giulio, Staffolani Luigi, Stecconi Giuseppe,Storani Tommaso, Strenghini Agostino, Strenghini Branchesi Paolo, Tappa Egidio, Terrè Marino, Testa Augusto, Testadiferro Nazzareno, Trillini Enrico, Trillini Giuseppe, Trillini Igino, Trillini Ginesio, Ulisse Giuseppe, Vaccarini Albino, Vaccarini Giuseppe, Vaccarini Umberto, Verdinelli Orfeo, Vescovo Nazzareno,
Vica Nello Leopardo, Vigiani Luigi, Vigiani Umberto, Vignoni Celeste,Vignoni Cesare, Volpe Clemente, Volpe Giuseppe, Zacconi Giovanni,Zagaglia Enrico, Zagaglia Giacomo, Zagaglia Giulio, Zagaglia Giuseppe, Zannoli Gino, Zoppi Bruno.
IMG_2203A ricordo del sacrificio di questi giovani osimani caduti nella Guerra 1914-18, della sofferenza patita dalle loro famiglie, per quanti ritornarono feriti e menomati. Che il loro ricordo ci consenta di apprezzare e fortificare, oggi, il valore della pace e del dialogo tra culture per la soluzione di ogni conflitto.
Paola

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Stanziati 22 milioni di euro: bonus in favore dei datori di lavoro per assumere lavoratori disabili

lavoro per tuttiUna buona notizia, e di questi tempi non è poco, che interessa  i datori di lavoro e i lavoratori disabili.
Il Ministero del Lavoro ha pubblicato il decreto territoriale n.155 del 12 maggio 2014 di ripartizione dei fondi tra le diverse regioni attuando così lo sblocco delle risorse di cui l’art 13 della legge 68/99. I contributi che dovranno essere riconosciuti dai servizi provinciali competenti sul territorio, sono rivolti a quei datori di lavoro i quali al fine di favorire l’inserimento lavorativo dei disabili abbiano avviato convenzioni aventi ad oggetto la determinazione di un programma mirato all’occupazione .
Le risorse ammontano a quasi 22 milioni (suddivisi tra le regioni) che sono attribuibili per le assunzioni a tempo indeterminato e variano a seconda della riduzione della capacità lavorativa del soggetto disabile assunto o delle minorazioni ascritte allo stesso, nelle seguenti misure: non superiore al 60% del costo salariale per ogni lavoratore disabile che abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79%; non superiore al 25 % del costo salariale in caso di riduzione delle capacità lavorativa compresa tra il 69% e il 79 % . In ogni modo l’ammontare lordo del contributo dell’assunzione va calcolato sul totale del costo salariale annuo da corrispondere al lavoratore.

 

Eugenio Scalfari: se il pifferaio stona il concertone diventerà una gazzarra

giornale La Repubblicadi Eugenio Scalfari• 27-Lug-14 Si vuole abolire il Senato per snellire il potere legislativo e farlo diventare monocamerale. Ma non è affatto questa la ragione. Se la burocrazia resta quella che è, il monocameralismo non farà diminuire i tempi nemmeno di un giorno.
Oggi il tema che l’attualità mi suggerisce riguarda l’Italia e l’Europa, ma non posso tralasciare quanto sta avvenendo nella striscia di Gaza, un dramma storico che si protrae ormai da oltre mezzo secolo, una strage che non trova soluzione e della quale il resto del mondo ha in realtà cessato d’occuparsi con la serietà necessaria.
Ricordo ancora la guerra dei sei giorni, uno dei tanti episodi della tragedia mediorientale, la sconfitta fulminante che Israele inflisse a Egitto, Giordania, Siria e al movimento palestinese allora guidato da Arafat. Ci fu una crisi all’interno dell’Espresso e una rottura che non posso dimenticare tra il gruppo dei liberali che avevano come riferimento politico e culturale Ugo La Malfa, Arrigo Benedetti e Mario Pannunzio da una parte e me che allora dirigevo l’Espresso dall’altra. I liberali esaltavano la forza militare di Israele e la civiltà occidentale che lo Stato ebraico rappresentava di fronte a cento milioni di arabi. Io scrissi un articolo che determinò la rottura con quei vecchi e fedeli compagni di idee, intitolato “I veri amici di Israele”.
La tesi da me sostenuta era questa: Israele aveva pieno diritto di esistere, e di esser difeso, a patto che a sua volta difendesse i palestinesi dalle vessazioni cui erano sottoposti dalle varie tirannie arabe. Il ricordo della Shoah doveva ispirare lo Stato ebraico a impedire che un altro tipo di genocidio fosse perpetuato in loro nome e addirittura da loro stessi. I veri amici di Israele dovevano dunque esortarlo a percorrere la strada opposta.
Soltanto l’alleanza tra ebrei e palestinesi e la fondazione di uno Stato che li rappresentasse poteva risolvere il problema che avvelenava l’intera regione mediorientale.
I tempi sono cambiati profondamente in tutto il mondo da allora, ma il rapporto tra ebrei e palestinesi è rimasto lo stesso: una ferita purulenta che non si chiude e sparge i suoi veleni in tutta la regione. Con in più un elemento sconvolgente: tra le grandi potenze mondiali quella che dovrebbe esser più interessata a risolvere il problema e invece di fatto lo ignora è l’Europa.
L’Europa dovrebbe essere l’interlocutore principale di quei due popoli e di quei due Stati e collegarli con un trattato che entrambi li coinvolga nell’Unione europea. Questa è la sola via da percorrere a cominciare da subito e questo dovrebbero proporsi i veri amici di Israele.
***
Noi italiani ed europei siamo tuttavia afflitti da un altro tema che riguarda da vicino la nostra sopravvivenza economica e sociale: l’andamento negativo del nostro reddito, della nostra produzione, della nostra occupazione, della discrasia tra le richieste che noi facciamo all’Europa e quelle che l’Europa fa a noi.
Questo tema è rappresentato da una persona: Matteo Renzi. Molti – amici ed anche avversari – lo considerano dotato di coraggio, di intelligenza e capacità e rapidità di sintesi; altri al contrario gli attribuiscono i difetti di un’eccessiva ambizione e di un’insufficiente preparazione; altri infine gli riconoscono una leadership attualmente insostituibile che può oscillare verso il bene e verso il male secondo le persone capaci di esercitare un’influenza positiva o negativa sulle sue decisioni; pongono cioè il problema d’un partito che dovrebbe riappropriarsi di se stesso e sia in grado di influire sul solo leader di cui attualmente dispone.
Non dimentichiamo, in questo panorama che serve ad orientare i nostri giudizi, che Renzi è e sarà fino alla fine dell’anno in corso il presidente di turno dell’Ue ed è il segretario del Partito democratico aderente al Partito socialista europeo, il solo che ha avuto un’inattesa massa di voti che ne ha fatto il vincitore solitario d’uno scontro elettorale nel quale poco si è votato e mediocri sono stati i risultati delle altre formazioni politiche di sentimenti democratici ed europeisti.
Dunque: Matteo Renzi e il suo partito, i rapporti con gli altri governi europei, i rapporti con il Parlamento di Strasburgo, con Juncker già eletto presidente della nuova Commissione, con la Germania che è la potenza egemone, con la Francia, la Spagna e gli altri paesi del Sud Europa che hanno problemi simili ai nostri. Infine i rapporti con Draghi e la Bce. Non è roba da poco e Renzi si è assunto quel compito con lena ed entusiasmo, che è uno dei tratti del suo carattere.
Per chi osserva da fuori con la funzione di giornalista e testimone, il primo guaio è il suo partito che, come tale, ha repentinamente cambiato natura. Dopo tanti nomi, dalla Bolognina di Occhetto in poi, l’approdo di Veltroni al Partito democratico ha subìto una rilevante modifica, non ufficiale ma reale: si chiama ormai partito democratico renziano. Non mancano i contestatori ma sono pochi e discordi tra loro. Manca un gruppo dirigente di cui il leader sia l’espressione ma non il padrone. I luogotenenti sono numerosi, giovani, uomini e donne, ma nessuno di loro ha una voce propria, salvo il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ma questo si sapeva e il suo ruolo tende a restringersi.
Fa bene Napolitano a dichiarare che non esiste un rischio d’autoritarismo; fa bene chi si oppone al contingentamento del dibattito; fa bene chi non vuole l’ostruzionismo. Fa bene chi vede addirittura mettere un termine di calendario alla riforma del Senato: 8 agosto, a costo di non dormire neppure la notte di domenica. Fanno tutti bene ma attenti perché con tutti questi divieti, a volte chiamati ghigliottina e altre volte tagliola senza che sia chiara la differenza tra quelle due parole, l’autoritarismo rispunta inevitabilmente. Rispunta non perché qualcuno lo voglia ma perché se ne creano le condizioni. Se parla e decide solo il capo, la democrazia dov’è? Dice Renzi: ne parliamo da tre anni di queste riforme. Ma chi ne ha parlato? E di quali riforme?
I tre governi “presidenziali” di Monti, Letta, Renzi, alcune riforme le hanno fatte e il Parlamento le ha approvate. I tempi non sono stati particolarmente lunghi; il preteso balletto tra Camera e Senato che sarebbe il male numero uno della democrazia italiana, non ha rallentato le leggi, ne abbiamo già fornito le cifre. Ma ora ne diamo un’altra di cifra, estremamente significativa: 800 leggi, approvate da entrambe le Camere durante i tre governi sopraindicati, non sono ancora entrate in vigore. Pensateci bene: 800 leggi approvate da entrambe le Camere non vengono attuate. Perché? Perché mancano i regolamenti attuativi che dovrebbero essere studiati e ufficializzati dalla burocrazia ministeriale. Ottocento leggi. E poi si parla di balletto tra le due Camere, magari, ma il balletto non è quello: riguarda la burocrazia ministeriale, in gran parte in mano al Consiglio di Stato.
Si vuole abolire il Senato per snellire il potere legislativo e farlo diventare monocamerale. Ma non è affatto questa la ragione. Se la burocrazia resta quella che è, il monocameralismo non farà diminuire i tempi nemmeno di un giorno.
Ricordo ancora la mia ultima intervista con Aldo Moro, quindici giorni prima del suo rapimento. Mi spiegò perché l’alleanza tra la Dc e il Pci di Berlinguer era inevitabile: “Bisogna modernizzare e rifondare lo Stato. È ancora quello della destra storica, poi modificato dal fascismo. Ci vorrà almeno un’intera legislatura, forse non basterà. Quando avremo adempiuto a questo compito, i due grandi partiti riprenderanno il loro posto e si alterneranno democraticamente. Ma non prima e non bastano pochi mesi per ottenere un risultato storico di questa natura”.
Forse Renzi non ha mai letto quel documento. Forse, con grandi intese e tre mesi di tempo dati alla Madia pensa di farcela. Ma nel frattempo perché non prova a far attuare quelle 800 leggi paralizzate? Quanto alle tagliole e alle ghigliottine: il presidente del Senato ha il potere di abolire alcuni emendamenti chiaramente ripetitivi, ma la procedura prevista dai regolamenti è estremamente gravosa. Non varrebbe la pena di modificare e dare a Grasso (e alla Boldrini) il potere di cassare gli emendamenti volutamente ripetitivi? Probabilmente gli ottomila previsti si ridurrebbero a poche centinaia e si lavorerebbe col tempo necessario.
Ma in realtà non è per questo che Renzi vuole abolire il Senato. Vuole potenziare l’Esecutivo e ridurre al minimo il Legislativo. È vero che c’è la trovata del referendum confermativo ma è, appunto, una trovata: gli elettori dei partiti delle larghe intese voteranno in massa l’abolizione del Senato; non gliene importa nulla di quella riforma. Provate a mettere a referendum una legge che abolisca il prolungamento dell’età lavorativa o che aumenti gli 80 euro a 100 e vedrete il risultato.
Renzi vuole il monocameralismo, dove agirà come presidente del Consiglio e leader del partito. Berlusconi farà altrettanto. Così andremo avanti fino al 2018. Se almeno riformassero lo Stato, ma temo sia l’ultimo dei loro pensieri.
***
In Europa però le cose non vanno molto bene e l’Italia è guardata con giustificato sospetto. Insiste molto sulla flessibilità, ma intanto il Pil scende, la produzione scende, i consumi scendono, la natalità scende. Dovrebbero abbassare le tasse, ma quali e come? Hanno bisogno di soldi da investire e volete che abbassino le tasse? Semmai dovrebbero tassare un po’ di più i ricchi e alleggerire i poveri. Le rendite le hanno toccate, anche le pensioni che superano un certo tetto. Ma sono quisquilie, c’è l’evasione da stroncare. C’è molto e molto da fare. Abolire il Senato non serve a niente e all’Europa non interessa affatto.
Draghi ha detto quali sono le leggi di riforma da attuare: competitività, produttività, aumento della base occupazionale, equità sociale. Lo ripete quasi ogni giorno. Renzi non gli dispiace, anzi gli piace. Se farà quelle riforme che, tanto per dire, la Spagna ha portato avanti e infatti sta andando meglio di noi. La Spagna ha ricominciato a crescere, noi no.
Speriamo nella Madia. E nella Boschi. E nella Pinotti. E nella Mogherini. Se il pifferaio suona bene, loro faranno un buon coro, ma se il pifferaio stona, il concertone rischierà di diventare una gazzarra. Il pericolo è questo..

Evento 'Il Cortile dei Giornalisti'

Auguri ai musulmani che vivono nella nostra comunità

A tutti i fedeli musulmani che vivono nella nostra comunità e che in questi giorni concludono il mese di digiuno del Ramadan un augurio di serenità e pacifica integrazione nella nostra città.
Le preoccupazioni  di noi cristiani sono anche le vostre preoccupazioni.
La prima è senz’altro la crisi economica e lavorativa che attanaglia da tempo l’Italia e altri paesi europei. Crisi che è fonte di ansia e che turba la serenità delle famiglie di tutta la nostra comunità. La disoccupazione sta portando all’impoverimento delle famiglie, scoraggia i giovani che vedono allontanarsi la legittima aspirazione di realizzare se stessi nel lavoro e nella costruzione di un proprio autonomo progetto di vita. Per risolvere questo problema la politica deve cercare di proporre risposte ma anche chi ha la fortuna di possedere molto in ricchezze materiali si deve sentire interpellato per testimoniare in questi momenti drammaticamente difficili giustizia sociale, condivisione della ricchezza e solidarietà verso i più deboli della nostra società.
C’è un altro tema che ci deve sentire vicini: la pace tra i popoli. Quanto sta succedendo a Gaza e nelle comunità cristiane dell’Irak non è umano. La strada della violenza, della vendetta, della ritorsione  e delle armi non può generare la pacifica convivenza. La pace ha bisogno di rispetto reciproco e di solidarietà, ricordarci di essere “umani”  come scriveva Vittorio Arrigoni,  al di là del credo religioso, ideologico e del colore della pelle.
Credo solo così, educando i nostri figli al rispetto di tutti, ripudiando azioni di odio e violenza potremo dare una chance alla pace.
A tutti voi, auguri di buon ‘id al fitr.

Paola