Condannata per non avere colpe se non quella di essere una donna ribellatasi ai soprusi di un uomo.

In Iran, Reyhaneh Jabbari è stata impiccata, nonostante gli appelli internazionali rivolti alle autorità iraniane. A nulla è servita la mobilitazione a suo favore da parte del mondo intero, con anche il Papa intervenuto per chiedere clemenza. La ragazza condannata a morte per  aver ucciso il suo stupratore.
Per il regime iraniano è stato  un grave reato: non tanto  l’omicidio in sé, quanto piuttosto il fatto che una donna, di 26 anni, si sia ribellata ai soprusi di un uomo.
Dalla parte di Reyhaneh.

Paola Andreoni Presidente del Consiglio comunale di Osimo

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